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Garnellen il Sauvignon blanc aranciato e biodinamico di Tropfltalhof

Andreas Dichristin è il proprietario di Tropfltalhof, azienda vitivinicola di Caldaro. Dopo una primissima fase in cui le uve venivano conferite alla cantina, l'azienda inizia a vinificare il proprio e aderisce alla biodinamica. Le vigne di Schiava sono sacrificate per far posto a Sauvignon Blanc, Viogner, Cabernet Franc e Sauvignon e Merlot. Nelle vigne, tra i filari, potrete trovare le pecore impegnate e mangiare l'erba mentre le viti sono concimate con tisane di ortica, camomilla ed equiseto. Sono i principi della biodinamica a cui si può credere o meno, così come alla filosofia di intervento minimalista dell'uomo. In cantina la sosta lunga sulle bucce, l'affinamento del vino sulle anfore e altre pratiche di cantina che richiamano ad una enologia sostenibile, fanno di questa azienda un punto di riferimento della zona per questo tipo di agricoltura. Ho assaggiato il loro Garnellen, un Sauvignon blanc biodinamico affinato in anfora che definire strepitoso è quasi ridut...

Primamadre Montepulciano d'Abruzzo Vini La Quercia

Serata di inizio estate. Il BBQ è d'obbligo ed è così che con gli amici abbiamo fatto la spesa dal macellaio. Costine, spiedini misti, salsiccia e salamelle ma anche hamburger, peperoni e zucchine. Tutto a grigliare accompagnato da insalata russa e salse varie. Serata stupenda, un po' caldo per il periodo ma in giardino si stava bene e le zanzare per fortuna ci hanno lasciato in pace visto che ci eravamo comunque premuniti per l'occasione. La grigliata vuole in accompagnamento un vino rosso tannico e fresco ma non eccessivamente strutturato. In grado quindi di asciugare il palato ma di non prevaricare la carne che comunque ha subito una cottura semplice. La line up dei vini era generosa ma uno su tutti mi ha colpito. Si tratta del Primamadre, un Montepulciano d'Abruzzo di Vini La Quercia. Profumi di ciliegia matura e di rosa appassita, con una nota piacevolmente balsamica, in bocca era leggermente ruffiano ma molto equilibrato ed estremamente piacevole. La bottiglia è p...

Picolit Docg di Aquila del Torre

I grandi assaggi di Baccanera continuano con questo passito strepitoso prodotto da Aquila del Torre con il rarissimo Picolit. Vino dolce ma con una notevole spalla acida come del resto la mineralità quasi travolgente, profumi di miele di castagna, medicinali e camomilla con accenni balsamici. Decisamente un grande passito che rientra a pieno titolo tra le migliori bevute di questo interessante 2022 e senza dubbio tra i migliori passiti che abbia mai assaggiato. L'età media delle vigne di 40 anni, l'appassimento naturale sulla pianta, la densità elevata per ettaro e la resa bassissima unitamente alla base data da un vitigno raro e grazie al cielo riscoperto e ora rinato. E ancora fermentazione spontanea, utilizzo di lieviti indigeni, affinamento in botti di rovere francese .... è chiaro che l'azienda punta molto su questo vino e, a onore della cronaca, bisogna dire che il prezzo è sicuramente importante. Ma se vi dovesse capitare di poterlo assaggiare non lasciatevi scappare...

I grandi assaggi di Baccanera: Cuvée Bois di Les Cretes

I grandi assaggi di Baccanera sono e saranno dei post nei quali cercherò di trasmettere le emozioni suscitate nel bere vini che personalmente considero di prima fascia. A mio avviso la fascia non è legata al prezzo, comunque sicuramente sopra la media e non affrontabile tutti i giorni a meno di non essere un ricco nababbo, ma piuttosto ad un insieme di requisiti gusto olfattivi (usando un termine tanto caro agli amici dell'Ais) di netta superiorità rispetto appunto ad un vino di medio livello o anche facendo un semplice confronto rispetto a vini composti dal medesimo vitigno.   Tra questi vi è sicuramente il Cuvée Bois di Les Cretes, un classico vino di montagna. Vi risparmio tutta la classica argomentazione che in questi casi molti blogger o siti che parlano di vino, anche solo per allungare il brodo, vi rifilano sulla viticoltura 'eroica', sulle pendenze, sulla vendemmia rigorosamente e naturalmente manuale ecc, per concentrarci invece sulle sensazioni che questo vino mi ...

Fiano di Avellino di Villa Matilda Avallone

  Villa Matilda Avallone è una azienda vitivinicola che sorge alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Aglianico, Piedirosso, Falanghina sono i vitigni autoctoni coltivati dall'azienda, oltre al Fiano di Avellino Montelapio che nasce sulle colline tufacee con argille marnose di Montefalcione in provincia di Avellino. Qui a 500-600 metri sul livello del mare, durante la seconda decade di ottobre, parte la vendemmia del Fiano, dei vigneti che sono stati piantati dal 1968 al 1985. L'elevata densità di impianto e la bassa resa sono sempre dei buoni indicatori di ricerca della qualità già in vigna, aiutati da una conduzione agronomica di lotta integrata a basso impatto ambientale. La vinificazione avviene a 5 °C, per ottenere una maggiore estrazione aromatica e di struttura, con pressatura soffice e decantazione a freddo. L'affinamento avviene solo in acciaio per non interferire nella tipicità del terroir. Nel bicchiere è giallo paglierino, al naso sprigiona nuance di er...

Leiè di Officina del Sole Marche IGT

  L’Officina del Sole è un bel progetto che ha sviluppato intorno a sé diversi servizi tra cui l’agriturismo, la ristorazione, i vini, l’olio e altro. Si trova a Montegiorgio alla sommità di una collina da cui si gode un paesaggio di rara bellezza e tranquillità che sembra fatto apposta per riconciliarti con la natura e i suoi tempi dilatati. I suoi vini sono premiati da Gambero rosso e Bibenda ma … dovevano ancora superare lo scoglio Baccanera. Ecco quindi che decido di assaggiare un loro prodotto che mi ha molto incuriosito per il blend di Sauvignon e Passerina al 50 %. Due vitigni diversi dove alla semi aromaticità, alle note erbacee e alla morbidezza al palato del Sauvignon si innestano i profumi di agrumi di ginestra e la potente spalla acida della Passerina. Due vitigni che raramente troviamo abbinati in una bottiglia e questo ha di sicuro solleticano la mia innata curiosità di assaggiare qualunque cosa non abbia ancora avuto modo di degustare. Non vi annoierò con...

La Mostella di Torraccia del Piantavigna

  La Vespolina potremmo considerarla come una tipologia di uva quasi estinta. Nel passato era piuttosto diffusa, soprattutto nell’Alto Piemonte. Ad oggi ha invece una coltivazione complessiva di soli 40 ettari di cui 7 sono di proprietà di Torraccia di Piantavigna. Lo storico produttore di Ghemme, ha sempre creduto in quest’uva difficile da coltivare, ma che sa regalare bottiglie dalle caratteristiche ben definite se non uniche. La Vespolina è posizionata in località Poncioni, sui 7 ettari di proprietà dell’azienda, che adotta una filosofia eco-compatibile per la sua coltivazione. La Mostella è un vino dalla personalità esuberante, dove si esaltano i profumi vinosi tipici del mosto al tempo della vendemmia, accompagnati da una spiccata tannicità, note pepate e profumi di fragolina di bosco. La sua struttura tannica e l’ottima spalla acida, lo rendono ideale in abbinamento con un buon piatto di lenticchie di Norcia e cotechino artigianale, magari accompagnato da un gusto...

Pecorino di Tenuta Ulisse

La Tenuta Ulisse nasce nel 2006 per la volontà dei due proprietari, Antonio e Luigi Ulisse, di cercare e poi trovare un territorio adatto ad una viticoltura di qualità. Viene quindi individuato nella cittadina medievale di Crecchio, il luogo adatto dove impiantare le prime viti di vitigni autoctoni come il Montepulciano D’Abruzzo, il Trebbiano D’Abruzzo, il Pecorino, la Cococciola e la Passerina, affiancate dagli internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Chardonnay che completano la vasta gamma di offerta di Tenuta Ulisse.  Si avvalgono presto dell’enologo Denis Verdecchia, con il quale iniziano subito a condividere lo spirito dell’iniziativa fatto di attenzione quasi maniacale in vigna al fine di portare in cantina il prodotto più sano e qualitativo possibile. Quindi grande selezione e utilizzo minimalista della chimica al fine di rispettare i varietali e di interpretare al meglio il terroir di una regione che da sempre, grazie anche ad una varietà pedoclimatica i...

Donna Olimpia Bolgheri Rosso 2020

Nel 2001 Guido Folonari decide di investire a Bolgheri, astro nascente ma già affermato da tempo dell'enologia italiana. Nasce così Donna Olimpia 1898, una realtà di 45 ettari vitati, che produce vini dal tipico taglio bordolese, sfruttando un terroir unico in Italia. Di recente ho assaggiato il loro Bolgheri rosso, un vino dall'eccezionale rapporto qualità-prezzo, frutto di un blend di più vitigni (Cabernet Sauvignon e Franc, Petit Verdot, Merlot. I suoi profumi estroversi ed eleganti incantano il naso con nuance di frutti rossi, peperone verde, cioccolato fondente e liquirizia. In bocca mostra un equilibrio eccellente, vero punto di forza del vino, oltre che struttura e tannini vellutati. La beva armonica e piacevole permettono alla bottiglia anche un abbinamento con diverse tipologie di piatti della cucina italiana. Il gruppo dei soliti astemi lo ha provato con un insolito abbinamento: un risotto alla trippa e una trippa con una leggera spolverata di parmigiano. Ottimo abbin...

Cabernet Boccon di Parco del Venda

  L’azienda vitivinicola Parco del Venda possiede circa 50 ha di vigneto situati nel Parco Regionale dei Colli Euganei. Siamo in particolare a Vo’, zona particolarmente vocata alla coltivazione della vite fin dai tempi dei romani grazie al suolo di origine vulcanica e il clima mite. L’azienda nasce negli anni ‘50 attorno ad alcuni vigneti nell’area di Vo’, che pian piano si sono espansi fino alla dimensione attuale. I vini prodotti sono diversi, tra cui spicca il carattere deciso ma elegante del Cabernet ‘Boccon’, che ho avuto il piacere di assaggiare nella versione 3 litri. La produzione si attesta complessivamente sulle 350.000 bottiglie grazie anche a 40 ettari aggiuntivi di soci conferitori. L’alcolicità del ‘Boccon’ è sicuramente importante visto che arriva a 16°, ma grazie alla buona spalla acida e a tannini levigati ma ben presenti nel bicchiere, il sorso risulta sempre agile ed elegante anche se pieno e complesso. Il Cabernet Boccon ha una piacevole vena di sott...

Sucano di Podere Madonna del Latte

L'Umbria è senza dubbio una delle mie regioni d'Italia preferite per la bellezza del paesaggio, la simpatia genuina della gente e, neanche a dirlo, per i buonissimi vini, sia rossi che bianchi. Ma oltre i famosi Orvieto e Sagrantino di Montefalco, l'Umbria possiede dei territori vocati alla produzione della vite fin dai tempi dei romani (e probabilmente anche prima), e vini poco conosciuti ma di assoluto livello. In particolare in una mia recente vacanza sono capitato dalle parti di Sugano, non lontano da Orvieto. Tra queste bellissime colline si trova l'antico Podere Madonna del Latte, azienda vitivinicola di Manuela Zardo e Hellmuth Zwecker, coadiuvati dal figlio enologo Leon che mi ha cordialmente portato alla scoperta delle vigne e della loro cantina ristrutturata nel 2017. Alla fine della visita e degli assaggi avevo deciso di portarmi a casa un bianco fresco e beverino di nome Castelletto di Sucano, un profumatissimo Voigner e il loro famoso Sucano rosso che con i...

Malbec Reserva Septima Obra

Il Malbec 2019 Riserva di Septima lo prendo a riferimento per spiegare la fondamentale differenza tra il gusto internazionale e in particolare americano e quello europeo e in particolare italiano. Partiamo con il dire che si tratta di una più che buona bevuta. Sorso ricco che oserei dire opulento, sentori speziati e incentrati sulle nuance di ciliegia molto matura e frutta nera cotta, inevitabile passaggio in botte che lascia una piacevole scia di scatola di sigari. Le note che invece faccio più fatica ad apprezzare sono i sentori di spezie troppo dolci e un sorso che è opulento ma troppo scarso in tannini la cui 'piacevole' ruvidità unita ad una superba freschezza non mi avrebbero fatto stancare subito il palato. Un vino WOW al primo sorso, opulento al secondo ma un po' stancante dal terzo in poi. Almeno io la penso così e se lo raffronto con il Nebbiolo Caveja di Paitin, assaggiato subito dopo oppure con la perfezione stilistica di equilibrio, precisione e finezza gustati...

Malvasia Gemma di Tenute Venturini Foschi

Capita anche che un amico imprenditore, attivo nel mondo dell'illuminazione, predisponga un progetto per un suo potenziale cliente, scoprendo poi con sorpresa che si tratta di un produttore di vino e che il progetto riguarda l'illuminazione della loro nuovissima cantina. Conoscendo la nostra passione per il vino, l'amico produttore si prodiga per farci avere del loro vino e il gruppo dei soliti astemi, che eroicamente ha deciso di immolarsi per la causa, decide di assaggiare in una serata di questo strano inverno, tra un Covid che passa e una guerra che arriva, una bottiglia di Gemma, un Malvasia in purezza. Le Tenute Venturini Foschi producono vino che chiameremmo del territorio, hanno creduto nelle potenzialità di un bistrattato Malvasia e hanno fatto terribilmente bene. Quando si parla di Malvasia, vengono infatti in mente certi bianchi frizzanti a cui preferisco di certo l'acqua del rubinetto. In questo caso invece si tratta di Gemma, un Malvasia di grande fattura, ...

Kellerei Bozen Sudtirol Alto Adige - Lagrein 20202

Anche se non bisognerebbe mai generalizzare, la mia personalissima opinione fondata su ripetuti assaggi, è che i produttori dell'Alto Adige si distinguono sul mercato per la serietà con la quale fanno il proprio lavoro. Del resto, escludendo i vini da supermercato di basso prezzo, non ricordo nemmeno un produttore altoatesino che mi abbia davvero deluso. La loro serietà si sviluppa nel concreto di tutti i giorni con il buon senso di produttori che sanno investire nella qualità dei propri vini, sapendo che questo avrà un naturale ritorno in termini di vendite. Kellerei Bozen, ovvero Cantina Bolzano è una cooperativa di produttori molto cresciuta negli ultimi anni grazie al lavoro intensamente qualitativo fondato soprattutto sulle basse rese in vigna e l'attenta selezione delle uve dei soci conferenti. Ogni azienda ha un prodotto di punta, il vino che riesce meglio per motivi che spesso sono legati a terreno e microclima e nel caso della Cantina di Bolzano è il Lagrein. Venendo i...

Champagne Bonnaire Blanc de Blanc

  Conosco gente che abbinerebbe lo Champagne pure alla fiorentina e altri che, un po’ come dei moderni Napoleone, non potrebbero vivere senza. Tanto si è detto e tanto si dirà ancora su questo prodotto, giustamente orgoglio della viticultura francese. Qui da noi, dove tutto si riduce a confronto, la domanda più classica che mi sento spesso fare è se è meglio lo Champagne o le nostrane bollicine, siano esse Franciacorta, Trentodoc o Oltrepo’. In realtà non c’è una risposta ad una domanda così generica, come del resto non è nemmeno vero che per forza lo Champagne sia necessariamente più costoso di una bollicina in Italia. Ci sono infatti diversi piccoli e medi produttori di ottimi Champagne, poco conosciuti, che hanno prezzi più che abbordabili. Ci sono poi le grandi maison, che vuoi per richiesta di mercato, vuoi per status che lo Champagne richiama necessariamente, applicano prezzi decisamente più alti della media. Il pubblico dei consumatori occasionali lo giustifica c...

Amarone della Valpolicella Poggi

Il Veneto è una delle regioni italiane con la produzione quantitativa più alta d'Italia insieme alla Sicilia. Questo aspetto non propriamente positivo è bilanciato da diverse produzioni qualitative di altissimo livello. Accanto ai vitigni internazionali sono diffusi vitigni autoctoni come la corvina, la rondinella, il corvinone e la molinara. Tutti vitigni che in diverse quantità e a seconda della cantina rientrano appieno nella produzione di quel fenomeno vitivinicolo chiamato Amarone. Tra le diverse realtà della Valpolicella alcune hanno mantenuto un carattere poco più che artigianale, con piccole o medio-piccole produzioni di altissima qualità. Tra queste Poggi è senz'altro un emblema che esprime appieno le potenzialità di una zona vocata alla produzione della vite. Il loro Amarone prodotto con Corvina, Rondinella e Molinara, è un vino dalle elevate potenzialità grazie alla sua potente struttura abbinata ad una classe ed una eleganza al palato davvero importanti. Un vino dov...

Barrua di Agricola Punica (2015): elogio di un predestinato

  Barrua, chi è costui? E’ la domanda che mi posi quando al Vinitaly 2017 un amico sommelier, incontrato per caso in uno degli affollati hangar regionali, mi raccontò di aver appena assaggiato un ottimo vino sardo ancora poco conosciuto e che mi consigliava vivamente di andare ad assaggiare. Avendo frequentato con lui il corso per sommelier e avendo imparato a riconoscerne le indubbie qualità in diversi banchi di assaggio all’epoca generosamente offerti gratis ai soci Ais, decisi di lasciar perdere la mia lista di vini da assaggiare, che tra le altre cose stava per esaurirsi tra vini bevuti, vini che non che ero riuscito a bere e vini non trovati, e accorsi con un manipolo di fidati appassionati allo stand di Agricola Punica.   L’assaggio, oltre a rimarcare la meritata fiducia nel mio amico sommelier, mi ha fatto innamorare di questo straordinario vino sardo che nasce a Barrua e Narcao, due tenute di circa 170 ettari acquistate nel 2002 da Agricola Punica, joint-venture tr...

Ornellaia Bolgheri superiore di Tenuta di Toscana

Chi ha scritto la storia di Bolgheri ?  Se la contendono in pochi eletti e tra questi c'è, senza alcun dubbio, la Tenuta dell'Ornellaia. Fondata nel 1981 dal marchese Lodovico Antinori, ha avuto una storia anche se recente strana e tormentata. Risale infatti all'anno 2000 la vendita del 50% a Robert Mondavi, uno dei più grandi produttori americani che, a sua volta, finirà per cedere solo pochi anni dopo, il suo 50% alla Marchesi de' Frescobaldi, che successivamente acquisteranno l'intero controllo della Tenuta. Negli anni più recenti si può assistere da parte della proprietà ad un ulteriore salto di qualità (finanziario e organizzativo) con la creazione della Tenute di Toscana che ha riunito sotto il suo cappello Tenuta dell'Ornellaia, Masseto, Luce della Vite, Castelgiocondo attraverso una partnership con Michael Mondavi e Spi Group, uno dei più importanti produttori di vodka al mondo. Nel frattempo all'Ornellaia si sono succeduti vari enologi tra i più quo...

Colpetrone il Sagrantino di Montefalco di Tenute del Cerro

Tenute del Cerro è una realtà del Gruppo Unipol, uno dei più grossi gruppi assicurativi italiani. Non è un novità che aziende che non hanno nulla a che vedere con il vino decidano di investire in tenute agricole, con attese di ritorni di investimento che necessariamente sono di lungo periodo. Questo tuttavia è un buon segno e significa che investire nelle vigne ha ancora un suo tornaconto e non solo un fascino del tutto particolare. Nel caso di Tenute del Cerro si parla di 5 aziende agricole di cui Colpetrone è senz'altro una delle più conosciute. I suoi vini sono riconoscibili, con una impronta prettamente territoriale e un'attenzione alla qualità riconosciuta da praticamente tutti gli esperti di settore e winelover. Il suo Sagrantino di Montefalco, assaggiato durante queste festività, a cui il gruppo dei soliti astemi ha deciso di abbinare un gustoso spezzatino di cavallo e piselli cucinato da Chef Fabrice, è il classico vino dall'imbattibile rapporto qualità prezzo. Lamp...

Re Noir il Pinot nero di Lo Zoccolaio ( e alcune considerazioni di fine anno )

Ed eccoci anche in questo nostro consueto viaggio che dura ormai da 7 anni, alla fine di un altro anno di bevute o meglio assaggi. Ogni anno è sempre più complicato. Il 2021 doveva essere quello della rinascita e ci si era quasi riusciti ma il destino ha voluto diversamente. Eccoci allora, soprattutto in questo fine d'anno, a fare un complicato slalom tra amici, colleghi, conoscenti e amici di figli che hanno preso il Covid.  La nostra 'mission' rimane comunque invariata ed è quella di trovarci con winelover, amici sommelier, intenditori ma anche semplici appassionati a divulgare il verbo di questo succo d'uva fermentato e delle sue incredibili evoluzioni. In tal senso, a parte una prima parte dell'anno in cui siamo rimasti segregati in casa ( e io da solo, visto che in famiglia nessuno beve tranne me, ho poco stimolo a stappare bottiglie di qualità), dalla ripartenza in poi l'entusiasmo ha spinto me e il gruppo dei soliti astemi a bere sempre meglio e a ricerca...

Alastro di Planeta, la Sicilia nel bicchiere

Una grande cantina la si riconosce dalla cura che mette in ogni sua bottiglia e, nella variegata produzione di Planeta, l'Alastro è una delle tante produzioni a cui l'azienda siciliana dedica attenzione. L'Alastro è un vino di fascia media, un Grecanico profondamente territoriale, prodotto a Menfi e che nell'uvaggio porta in dote anche la semiaromaticità e particolarità olfattiva del Sauvignon in percentuale minoritaria. Diciamo subito che l'Alastro è un vino dallo strepitoso rapporto qualità prezzo e quindi rientra appieno in quella tipologia di vini che Baccanera apprezza di più. Perchè a mio modesto avviso è più facile fare un vino di fascia medio alta e trovarlo poi 'buono', magari non scontato, e forse con una sua ben precisa presa stilistica. Più difficile è invece fare vini della fascia di prezzo di Alastro (10-15 euro) e farli emergere da un segmento estremamente affollato, dove spesso un bianco vale l'altro. La bravura è senz'altro nell'...

Semplicemente Montevertine

Da tempo chiedevamo al nostro chef Fabrice i pici cacio e pepe. Sembrano una ricetta facile ma tutto dipende, oltre che dalla qualità della materia prima, dalla stagionatura del formaggio e dalla cremosità del sugo che si ottiene dopo un attenta miscelatura dell'acqua di cottura. Ma cosa dobbiamo abbinare con i pici cacio e pepe? L'abbinamento corretto oscilla tra bianchi molto freschi e soprattutto sapidi e rossi con una buona spalla acida, di media struttura e tannicità. Così abbiamo pensato di provarlo con un Verdicchio di Matelica e con il mitico Montevertine. Non certo il muscoloso, anzi maestoso Le Pergole Torte, ma semmai il fratello minore Montevertine. Un fratello minore che in molti vorrebbero avere se, come è subito risultato evidente al primo assaggio, il vino ha subito fatto intravvedere una sua ben decisa dose di personalità e grinta, derivante dal fatto, quasi scontato ma non del tutto, che il territorio e la cura che viene messa da Martino Manetti nella produzio...

Cannonau di Sardegna Bantu (2019) - Antichi Poderi Jerzu

C'è Cannonau e Cannonau anche se la maggior parte di noi è abituata a pensare ad un vino strutturato, potente, impegnativo, da abbinare con piatti di carne alla brace come minimo o anche con cotture più sofisticate in abbinamento a carne rossa. Un po' come la Barbera il Cannonau è invece un vino che può dare un ottimo risultato anche su versioni più semplici e beverine. E' questo il caso del Cannonau di Bantu, un rosso fresco e piacevole, a cui però non manca una certa personalità e quasi una esuberanza giovanile che non disturba il palato. Un Cannonau che fa solo acciaio e che al naso si presenta con delle note di ciliegia, viola e macchia mediterranea. E se ad un assaggio alla cieca non direste che è un Cannonau, pazienza o forse anche meglio, dipende dai gusti. Personalmente l'ho apprezzato anche perchè ben fatto, con poco intervento in cantina, appunto solo acciaio e poca botte grande, con un finale piacevole ed equilibrato. Si abbina perfettamente, e qui la sparo g...

Rosso del Soprano di Azienda Agricola Palari

L'azienda agricola Palari si trova nel nord est della Sicilia, e sui suoi 7 ettari di vigneti a Santo Stefano Briga, coltiva numerosi vitigni autoctoni a bacca rossa. L'azienda ha vinto la sfida di ricollocare a livello vitivinicolo la zona del messinese su uno scenario di primo piano, in una zona non certo famosa per aver dato i natali a grandi vini. Del resto, partendo da un territorio che non sembrava particolarmente vocato per la viticoltura, il coraggio di crederci, oltre che un attento lavoro di qualità in vigna, viene poi ripagato in bottiglia. Alla 'cena dei soliti astemi bis', una specie di propagazione alternativa delle cene con i soliti astemi originale, ho assaggiato il loro Rosso del Soprano. La maggioranza di Nerello Mascalese è completata Nerello Cappuccio, Nocera e Galatena, tutti vitigni autoctoni della zona, ai più sconosciuti ma non per questo da dimenticare anzi. Vino che rappresenta appieno le radici del territorio da cui è nato, su terreni sabbiosi...

Quater Vitis, l'interessante blend di vitigni autoctoni siciliani di Firriato

 Dopo il post su Baglio del Cristo di Campobello ecco un'altra azienda vitivinicola siciliana di ottimo spessore. Firriato è nata negli anni '80 grazie alla passione enologica di Sanvatore Di Gaetano che si innamora della contrada del Firriato nell'agro di Trapani. Si parte dai primi impianti di Nero d'Avola, Cataratto e Inzolia con un concetto di qualità in vigna e in cantina che in pochi all'epoca adottavano come metodo di lavoro. Conscio delle potenzialità del territorio se lavorato metodi qualitativi i primi risultati non tardano ad arrivare, soprattutto dall'inizio degli anni 2000 quando, il mondo enologico e degli winelovers, si accorge che la Sicilia non è più solo regione da produzione di vini da taglio ma che ha intrapreso un percorso virtuoso e che le sue potenzialità iniziano ad essere finalmente sfruttate. In questi anni Firriato non smette di crescere, acquistando altre aziende vitivinicole e altre vigne, e di innovare soprattutto si affinano le tec...

Lusirà e Lalùci di Baglio del Cristo di Campobello

Il Baglio del Cristo di Campobello è una interessantissima oltre che ormai più che affermata realtà siciliana agrigentina. Si trova a Campobello di Licata, mentre i terreni, che si trovano a poca distanza dalla sede aziendale sono posizionati a 8 km dalla costa a 270 mslm.   I terreni gessosi e calcarei della provincia agrigentina sono qui una costante che garantiscono al vino mineralità ed elementi nutritivi di cui la vite fa tesoro. Una costanza qualitativa indiscussa che è ormai entrata a pieno titolo nella mentalità dei viticoltori siciliani e che a Baglio del Cristo di Campobello è sempre stato un obiettivo pienamente centrato. Sui 30 ettari vitati sui 50 totali vengono coltivati diversi vitigni autoctoni e alloctoni come Grillo, Perricone, Inzolia, ma anche Syrah, Nero d'Avola e altri. In cantina si utilizzano la particolare innovazione dei tini misti acciaio e legno di rovere francese per coniugare l'affinamento in legno con i vantaggi tecnologici dei tini di acciaio co...

Verticale di 15 annate di Flaccianello di Fontodi

Strepitosa verticale di 15 annate di Flaccianello di Fontodi E’ la prima volta che assaggio un cavallo di razza come il mitico Flaccianello. Sangiovese in purezza, arriva dalla zona del Chianti Classico, anzi di più …. siamo in quell’anfiteatro naturale che viene chiamato Conca d’Oro di Panzano. Il termine richiama una ricchezza che non è certo relativa al prezioso metallo giallo ma semmai ad una zona particolarmente vocata alla coltivazione della vite per condizioni pedoclimatiche che raramente si possono riscontrare altrove. Si tratta di colline dal suolo argilloso e calcareo, chiamato galestro, formatosi grazie alla frammentazione di rocce nel corso dei millenni, con una altezza che può variare dai 350 ai 500 mlsm, poste ad anfiteatro su questa conca, che proprio grazie alla forma delle colline che la circondano, permette al sole di riscaldare il suolo la mattina mentre il calore vi rimane intrappolato venendo rilasciato solo a sera quando, una consistente escursione termica...