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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sicilia

Alastro di Planeta, la Sicilia nel bicchiere

Una grande cantina la si riconosce dalla cura che mette in ogni sua bottiglia e, nella variegata produzione di Planeta, l'Alastro è una delle tante produzioni a cui l'azienda siciliana dedica attenzione. L'Alastro è un vino di fascia media, un Grecanico profondamente territoriale, prodotto a Menfi e che nell'uvaggio porta in dote anche la semiaromaticità e particolarità olfattiva del Sauvignon in percentuale minoritaria. Diciamo subito che l'Alastro è un vino dallo strepitoso rapporto qualità prezzo e quindi rientra appieno in quella tipologia di vini che Baccanera apprezza di più. Perchè a mio modesto avviso è più facile fare un vino di fascia medio alta e trovarlo poi 'buono', magari non scontato, e forse con una sua ben precisa presa stilistica. Più difficile è invece fare vini della fascia di prezzo di Alastro (10-15 euro) e farli emergere da un segmento estremamente affollato, dove spesso un bianco vale l'altro. La bravura è senz'altro nell'...

Rosso del Soprano di Azienda Agricola Palari

L'azienda agricola Palari si trova nel nord est della Sicilia, e sui suoi 7 ettari di vigneti a Santo Stefano Briga, coltiva numerosi vitigni autoctoni a bacca rossa. L'azienda ha vinto la sfida di ricollocare a livello vitivinicolo la zona del messinese su uno scenario di primo piano, in una zona non certo famosa per aver dato i natali a grandi vini. Del resto, partendo da un territorio che non sembrava particolarmente vocato per la viticoltura, il coraggio di crederci, oltre che un attento lavoro di qualità in vigna, viene poi ripagato in bottiglia. Alla 'cena dei soliti astemi bis', una specie di propagazione alternativa delle cene con i soliti astemi originale, ho assaggiato il loro Rosso del Soprano. La maggioranza di Nerello Mascalese è completata Nerello Cappuccio, Nocera e Galatena, tutti vitigni autoctoni della zona, ai più sconosciuti ma non per questo da dimenticare anzi. Vino che rappresenta appieno le radici del territorio da cui è nato, su terreni sabbiosi...

Quater Vitis, l'interessante blend di vitigni autoctoni siciliani di Firriato

 Dopo il post su Baglio del Cristo di Campobello ecco un'altra azienda vitivinicola siciliana di ottimo spessore. Firriato è nata negli anni '80 grazie alla passione enologica di Sanvatore Di Gaetano che si innamora della contrada del Firriato nell'agro di Trapani. Si parte dai primi impianti di Nero d'Avola, Cataratto e Inzolia con un concetto di qualità in vigna e in cantina che in pochi all'epoca adottavano come metodo di lavoro. Conscio delle potenzialità del territorio se lavorato metodi qualitativi i primi risultati non tardano ad arrivare, soprattutto dall'inizio degli anni 2000 quando, il mondo enologico e degli winelovers, si accorge che la Sicilia non è più solo regione da produzione di vini da taglio ma che ha intrapreso un percorso virtuoso e che le sue potenzialità iniziano ad essere finalmente sfruttate. In questi anni Firriato non smette di crescere, acquistando altre aziende vitivinicole e altre vigne, e di innovare soprattutto si affinano le tec...

Lusirà e Lalùci di Baglio del Cristo di Campobello

Il Baglio del Cristo di Campobello è una interessantissima oltre che ormai più che affermata realtà siciliana agrigentina. Si trova a Campobello di Licata, mentre i terreni, che si trovano a poca distanza dalla sede aziendale sono posizionati a 8 km dalla costa a 270 mslm.   I terreni gessosi e calcarei della provincia agrigentina sono qui una costante che garantiscono al vino mineralità ed elementi nutritivi di cui la vite fa tesoro. Una costanza qualitativa indiscussa che è ormai entrata a pieno titolo nella mentalità dei viticoltori siciliani e che a Baglio del Cristo di Campobello è sempre stato un obiettivo pienamente centrato. Sui 30 ettari vitati sui 50 totali vengono coltivati diversi vitigni autoctoni e alloctoni come Grillo, Perricone, Inzolia, ma anche Syrah, Nero d'Avola e altri. In cantina si utilizzano la particolare innovazione dei tini misti acciaio e legno di rovere francese per coniugare l'affinamento in legno con i vantaggi tecnologici dei tini di acciaio co...

Planeta Brut Metodo Classico (Carricante)

L'universo di Planeta e dei suoi vini non smette di sorprendermi. Anche in questo ennesimo assaggio è possibile riscontrare l'elevato livello tecnico e qualitativo raggiunto dall'azienda siciliana, che negli anni 90 ha contribuito, insieme ad un pugno di altre aziende del territorio, a portare la viticoltura siciliana da grande contributore di uva da taglio per i vini del nord a produttore con un'anima e una coltura per il vino sorprendenti.  In questo caso si tratta di uno spumante metodo classico a base Carricante. La vendemmia precoce aiuta sicuramente a dare al vino quella freschezza che in uno spumante non può mai mancare. Dopo la vinificazione inizia un invecchiamento di 20 mesi sulle fecce fini. Un vitigno autoctono siciliano, caratteristico con le sue floreali e fruttate come quelle tropicali, di agrumi e di spezie. In bocca ha una spalla acida importante e bollicine finissime che solleticano il palato. Ottimo con tartare di pesce crudo.

Pietra Marina Etna Bianco Superiore (2002) Benanti

  Quando si parla di Pietra Marina Etna Bianco Superiore vuol dire che siamo davanti ad uno dei 10 migliori bianchi d’Italia. Personalmente mi ricorda molto il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini, altro grandissimo bianco italiano. Se poi aggiungiamo che la bottiglia di Pietra Marina era un 2002 ma a livello di acidità, complessità, struttura, eleganza e finezza era ancora nel pieno dei suoi anni migliori, allora si può capire di cosa stiamo parlando, visto che di bianchi così longevi ce ne sono molto pochi sul mercato, e non solo di quello italiano. Ma andiamo con ordine, partendo giustamente dal suo produttore. Benanti è tra le più prestigiose cantine siciliane, una viticoltura quella siciliana che è cresciuta in qualità a livello esponenziale da circa la metà degli anni ’90 ad oggi. Merito di produttori come Benanti che hanno saputo puntare tutto sulla qualità e sui vitigni giusti piantati al posto giusto, con l’aiuto di agronomi ed enologi validi e coraggiosi. Ora la domanda è com...

Nuhar Pinot nero e Nero d'Avola di Rapitalà

Nuhar di Rapitalà Rapitalà fa parte del Gruppo Italiano Vini, una delle maggiori realtà della viticoltura italiana, che al suo interno ha altri marchi prestigiosi come Nino Negri, Folonari, Castello Monaci, Ca' Bianca e molti altri. Di questo importante produttore siciliano ho assaggiato ad un pranzo tra amici l'ottimo Nuhar (fiore in arabo), un blend di Pinot nero e Nero d'Avola. Ero curioso di assaggiare questo incontro tra due grandi vitigni. Da un lato l'aristocratico e un pochino altezzoso Pinot noir, re della Borgogna, vino notoriamente raffinato e in parte eclettico, che non si adatta a tutti i luoghi perché solitamente necessità di un clima piuttosto fresco. Dall'altro il siciliano Nero d'Avola, un autoctono coltivato prevalentemente (se non solamente) in Sicilia, le cui caratteristiche permettono di dare ai vini corpo, sostanza e anima. Il risultato è senz'altro sorprendentemente positivo, visto che il Pinot ha mantenuto le sue note di freschezza, c...

Dietro l'isola - Passito di Pantelleria Doc di Salvino Gorgone

La zona di produzione è di soli tre ettari ma qui a Pantelleria è normale considerando che è un'isola e pure piccola e rocciosa. Quindi niente grosse produzioni quindi anche perché, a differenza di molti produttori che producono il Passito di Pantelleria in Sicilia e quindi possono contare su terreni molto più estesi, in questo caso le 8.000 bottiglie prodotte provengono tutte da questa splendida isola fatta di roccia, circondata da un mare azzurro e immenso, dove soffia costante un vento teso e talvolta freddo (anche d'estate) e dove ogni tanto, tra una pietra e l'altra, si può trovare un po' di terreno nero dove non cresce nulla, se non una coraggiosa vite che sfida gli elementi avversi. I terreni sono esposti a sud e questo aiuta l'appassimento naturale dell'uva direttamente sulla pianta. Le viti sono allevate con il tipico alberello pantesco, l'unico sistema di coltivazione che può sostenere gli eventi atmosferici estremi dell'isola. Le uve sono espo...

Il Tignanello (tra gli altri) e il gruppo dei soliti astemi insolitamente al completo

Rientro al completo e alla grande per il gruppo dei soliti astemi. Il 'parterre de roi' dei vini della serata annovera Tignanello, Brunello da Vinci, Ben Ryè e altri vini meno famosi ma che per varietà e qualità hanno reso la serata superlativa. Si parte con un prosecco di cui non è rimasta traccia ma che si è immolato alla causa del brindisi inaugurale della serata. In abbinamento ad uno squisito rotolo di frittata di zucchine, formaggio e speck è stato proposto il Vermentino Belguardo di Mazzei, con i tipici rimandi fruttati, un delicato bouquet di muschio e erba tagliata, mentre al palato si è adagiato su una piacevole nota amarognola. In generale un vino semplice e beverino adatto come starter su piatti freddi e non troppo strutturati. Con la gallina veneta e il suo ripieno di carne abbiamo proposto un Gamay dei Colli del Trasimeno di Duca della Corgna. Il Gamay è il vino del Beaujolais, e questo sicuramente non gli ha giovato nel momento in cui la stella del vino novello u...

Favinia Le Sciabiche Igt (2011) - Firriato

Le Sciabiche di Firriato, prodotto con Perricone e Nero d'Avola, è il classico prodotto siciliano dove il mare incontra la terra e le vigne. Vigneto praticamente a ridosso della scogliera di Calamoni, che esprime appieno il terroir fatto da un mix di sole, influenza salmastra del mare, vento costante e terreno roccioso e ricco di scheletro. In cantina Firriato usa il legno piccolo e grande ma non esagera ma permette al vino di presentarsi in tutta la sua estrema complessità. Le note predominanti di ribes, mirtilli in generale frutti di bosco è accompagnata da sentori balsamici e di pepe nero. In bocca il tannino è vellutato e controbilanciato da una bellissima sapidità che ricorda la vigna sul mare. Ottimo prodotto da abbinare con tonno appena scottato

Frappato 2016 - Occhipinti

Il Frappato di Occhipinti fa parte della categoria 'Triple A', che riunisce quei produttori che si definiscono Agricoltori, Artigiani e Artisti. Il loro desiderio è quello di arrivare alla produzione di vini non standardizzati, con il minor impatto ambientale possibile e minor intervento umano possibile anche per mantenere intatta l'influenza del terroir e le caratteristiche proprie del vitigno. Il Frappato è un vino rosso autoctono della zona di Siracusa La vigna che produce il Frappato è di 4 ettari e viene lavorata in biologico ma soprattutto le viti hanno una età media di 50 anni, con raccolta manuale delle uve e rese naturalmente bassissime (40 l/h). Anche in cantina la filosofia dell'azienda è quella del minor impatto possibile dell'uomo, che comporta la fermentazione spontanea in vasche di cemento, solo lieviti indigeni, rimontaggi e follature giornaliere, oltre ad un affinamento sulle fecce fini in botti di rovere francese per 12 mesi. Nessuna chia...

La pura eleganza del Cabernet Sauvignon di Tasca d'Almerita (2010)

Pur essendo una delle realtà siciliane con la più importante superficie vitata, Tasca Conti d'Almerita riesce a proporre prodotti di ottima qualità, come il Cabernet Sauvignon prodotto nella Tenuta Regaleali, nell'entroterra palermitano. Da ormai diversi anni sono una azienda tecnologicamente all'avanguardia e un vero punto di riferimento non solo per il mondo vitivinicolo siciliano. Il loro Cabernet Sauvignon è stato il primo in purezza prodotto sul suolo siciliano nell'ormai lontano 1985, in un periodo in cui in Sicilia si producevano bottiglie con una netta prevalenza di vitigni autoctoni. E' un rosso potente ed elegante, annata 2010, suadente e dalle note intriganti di ciliegia e pepe nero, importanti note vegetali, con accenni di tabacco che si possono sentire agevolmente a bicchiere vuoto e con un leggero sentore di vaniglia che ammorbidisce la nuance complessiva senza risultare stucchevole. In bocca si presenta coerente con le note olfattive, quindi ta...

Etna Rosso Arcurìa (2015) - Graci

Graci è un produttore simbolo delle pendici dell'Etna con i suoi suoli di origine vulcanica e ricchi di scheletro, con forte concentrazione di ferro e azoto. La vinificazione avviene come per un grande rosso del nord, con lunghe macerazioni a contatto con le bucce per estrarre al massimo il frutto, ma a differenza di Barolo e soci questo Etna Rosso fa solo vasche di cemento con svolgimento spontaneo della malolattica. L'altitudine dei vigneti si posiziona tra i 600 e i 700 mslm, versante nord. Ci possiamo quindi aspettare discrete escursioni termiche, che arricchiscono di polifenoli la buccia dell'uva e di complessità olfattive il vino. Il vitigno è ovviamente il Nerello Mascalese, vero e proprio dominatore incontrastato della viticoltura etnea. All'olfatto sprigiona nuance tipiche dei suoli vulcanici, con una prevalenza della ciliegia matura che lentamente lascia il campo a verve minerali di pietra bagnata, pepe nero, cuoio e muschio. In bocca si percepiscono...

Arcurìa Etna rosso Doc (2015) - Graci

Graci è una vera eccellenza del territorio siciliano e più in particolare di quella fortunata terra vitivinicola dell'Etna. La cantina si trova a Passopisciaro e la tenuta si estende in diverse contrade. Le vigne sono quasi tutte sul versante nord o est, ad una altitudine compresa tra i 600 e i 1.000 metri di altitudine. Il clima, favorito dall'esposizione a nord e dall'altitudine, prevede notevoli escursioni termiche che garantiscono profumi intensi e concentrati nell'uva. Per quanto riguarda l'uva, così come altri produttori di questo territorio, Graci ha puntato sui vitigni autoctoni, in particolare Carricante e Nerello mascalese. Il vino che ho assaggiato è l'intrigante Arcurìa, annata 2015. Dopo la fermentazione in tini di rovere, il vino matura per 24 mesi in grandi botti di rovere, oltre a 6 mesi di bottiglia prima di essere commercializzato. La lavorazione che privilegia la tradizione, l'utilizzo sapiente del legno e una materia prima di ot...

Il 2019 di Baccanera inizia con Sur Sur e Kabir di Donnafugata

Iniziamo il primo post dell'anno con due proposte che ho bevuto durante queste rilassanti vacanze natalizie e che rimandano alla Sicilia e ad un suo produttore che come pochi riesce a rappresentare in modo perfetto il territorio circostante. Sto parlando di Donnafugata, produttore da più di 300 ettari di cui metà in affitto, ma che sembra lavorare in modo quasi artigianale. La sua forza sta qui, grandi numeri tanto che le sue bottiglie si trovano agevolmente sul mercato sia on che off line, ma grande attenzione alla qualità di ogni singola bottiglia che esce, con una qualità media che si percepisce in maniera chiara e netta più alta della media dei produttori non solo siciliani. Il Sur Sur di Donnafugata è un monovarietale di Grillo di recente creazione, che va nel solco di tutti i precedenti prodotti della prestigiosa casa vitivinicola siciliana, quindi che devono possedere personalità nel senso di distinzione rispetto ai soliti prodotti anonimi che caratterizzano molti ...

Il passito di Colosi nella cornice di Salina

La storia di Piero Colosi è storia enologica recente. Negli anni '70 Pietro Colosi lavora con Carlo Hauner, altro grande pioniere del rilancio enologico delle Eolie. L'avventura proprietaria parte invece nel 1980, quando vengono acquistati 4 ettari che presto diventano 10 in contrada Capofaro, dove neanche a dirlo la Malvasia era già presente da chissà quale tempo ancestrale. Piero cambia invece il metodo di coltivazione, passando dal classico alberello, che richiedeva una lavorazione completamente manuale, alla più accessibile e redditizia controspalliera a Guyot, anche se tenuta molto bassa per il solito problema del vento incessante che spazza l'isola praticamente tutto l'anno. Il resto come sempre lo fanno l'influenza del mare, il terreno vulcanico e la perenne scarsità di acqua nei mesi estivi (ma non solo). In questo suggestivo ambiente fatto di terreno color cenere, terrazzamenti di muretti a secco che degradano verso il mare, in realtà non viene colt...

Il Nero Ossidiana di Tenuta di Castellare (2012) dall'isola di Lipari

La Tenuta di Castellaro è una azienda vitivinicola situata sull’isola di Lipari. Il progetto portato avanti da Massimo Lentsh e Stefania Frantoio, che si sono trasferiti sull’isola dalle terre bresciane, dopo diversi anni passati a Lipari come semplici turisti, è stato sicuramente coraggioso e ambizioso, ma all’assaggio dei loro vini si può affermare che è indubbiamente stato centrato. Fondamentale per il progetto è stata la scelta dell’esperto enologo siciliano Salvo Foti e della sua squadra di Vigneri. L’uva utilizzata è il corinto, un vitigno piuttosto diffuso sulle Eolie, ma praticamente sconosciuto sul resto del territorio siciliano ed utilizzato in percentuali minori da molti viticoltori per dare colore al vino. Tenuta Castellaro ne ha invece prodotto un vino con una percentuale piuttosto alta (40%) in blend con il terroso Nero d’Avola, con risultati sorprendenti anche grazie ad un suolo del tutto particolare, con terrazzamenti che degradano verso il mare su suolo l...

La naturale dolcezza del Kabir, Moscato di Pantelleria di Donnafugata

Il Kabir, un moscato di Pantelleria dall'incredibile rapporto qualità-prezzo. E' un vino dolce naturale coltivato sull'isola di Pantelleria, su terreni di origine vulcanica terrazzati con i tipici muretti a secco, prodotto da uve Zibibbo coltivate ad alberello all'interno di conche per proteggerle dalle particolari condizioni atmosferiche. La resa è naturalmente bassissima e si attesta sui 40 ql/ha, ottenuta da viti molto vecchie, su una conformazione morfologica del tutto anomala e con condizioni pedoclimatiche altrettanto singolari. E devo dire che ancora una volta Donnafugata mi ha sorpreso con un prodotto che riesce incredibilmente a distinguersi per alcuni tratti distintivi dai tanti vini simili in commercio. Donnafugata insieme a poche altre cantine dell'isola ha guidato un vero e proprio percorso virtuoso di rinascita del vino siciliano, che è ormai ampiamente sviluppato e che ha permesso all'isola non solo di colmare una differenza in termini quali...

L'esplosione di profumi e gusto del Passito di Pantelleria Lago di Venere di Miceli

L’isola di Pantelleria è un variegato e, grazie al suo naturale isolamento, quasi intatto microclima difficilmente riscontrabile in altre isole e più in generale zone d’Italia. Va da sé che anche la vite, che qui si è adattata alla vita estrema dell’isola causata da una perenne carenza di acqua soprattutto durante i periodi estivi, non possa che produrre vini estremi, anche grazie ad un terreno di origine vulcanica che tanto influenza il gusto e l’olfatto del nettare di Bacco. In questo estremo lembo d’Italia, Miceli produce un Moscato passito con vigne che si affacciano sullo straordinario lago di Venere, un autentico paradiso a cielo aperto, un lago naturale alimentato dalle rare piogge e dalle sorgenti termali al suo interno. Il lago occupa un cratere naturale di un antico vulcano in località Bugeber e contribuisce ulteriormente a influenzare il già particolarissimo microclima dell’isola, sia nella stagione invernale, come e soprattutto in quella estiva. Il Lago...

L'eleganza semplice e raffinata del Frappato di Planeta (2016)

Siamo idealmente nella assolata campagna della Sicilia sud-orientale, dove nasce un interessante e talvolta poco conosciuto vitigno autoctono siciliano: il Frappato. La sua origine e il suo sviluppo nella terra siciliana si perde nella notte dei tempi; molto più interessante è invece parlare della sua evoluzione che si è sviluppata di pari passo con il passaggio della viticoltura dell’isola, da semplice contributore di vino per le aziende agricole del nord a una gestione dei vigneti e della cantina con spirito tipicamente imprenditoriale che ha portato ad una vera e propria rinascita della viticoltura siciliana. Ed è così che oggi riconosciamo i vini siciliani (con poche eccezioni) come dei prodotti eleganti, raffinati e in grado di accompagnare un gran numero di piatti della cucina di tutti i giorni. Il vitigno cresce bene sui suoli sabbiosi di natura calcarea della zona, non senza l’apporto di tufo negli strati più profondi. Da sempre uno dei produttori che lo i...