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Lugana Ca' Lojera 2022, il vino giusto per ricominciare a parlare del nettare di 'Baccanera'

In epoca di blog e siti internet gestiti dall'AI (vedi 'intelligenza artificiale), nel corso del 2023 mi sono domandato che senso aveva scrivere post sui vini bevuti. E' stata una lunga riflessione che ora dovrei però aver risolto con una nuova fonte di inspirazione e aspirazione che spero, per me come per i lettori del blog, mi porti a postare circa 4 contenuti al mese.    Non essendomi mai fermato a bere, anche se ne ho in parte limitato la quantità, mi trovo ora l'imbarazzo della scelta su cosa pubblicare. Ho optato per il Lugana di Ca' Lojera, un vino che mi è sempre piaciuto e che ho scoperto ad un mio Vinitaly di tanti anni fa, bevuto dopo una lunga giornata di assaggi e che nonostante tutto mi era rimasto impresso. Tanto impresso che, nel corso del tempo, dell'azienda in questione ho avuto la possibilità di bere a più riprese, sia le versioni più immediate sia quelle più elaborate. Ma in questo post voglio invece dare merito a Ca' Lojera di aver propo...

Valtellina Superiore riserva Castel Chiuro (2009) di Nino Negri

  Il  Valtellina Superiore riserva Castel Chiuro è un vino rosso che nasce per omaggiare i 120 anni della storica cantina Nino Negri. Nino Negri è una cantina che nasce alla fine dell’Ottocento in provincia di Sondrio. Diventa presto una realtà vitivinicola di riferimento per il suo territorio e nel 1986 è entrata nell’orbita dell’imponente Gruppo Italiano Vini. Questa tappa è risultata poi fondamentale per lo sviluppo di un percorso di crescita che ha saputo conciliare tradizione e innovazione come poche altre realtà italiane, che sono entrate in grandi gruppi, hanno saputo fare. L’ultimo obiettivo di Nino Negri è l’investimento verso una agricoltura sostenibile e biologica. Trenta ettari vitati disposti su terrazzamenti costantemente manutenuti, che conferiscono al paesaggio una magia e una bellezza stupefacente e disposti in quelle che possono essere considerate come alcune delle zone più vocate di tutta la Valtellina. Tra questi filari nasce lo Sfursat, autentico peso...

Sfursat di Valtellina - Rainoldi

La storia di Rainoldi parte negli anni '20, quando Aldo Rainoldi inizia la propria attività di commerciante di vini. E' una Valtellina povera, contadina e periferica, dove l'agricoltura e la pastorizia occupano ancora quasi totalmente la popolazione. Negli anni '50 Rainoldi inizia l'attività di acquisto dell'uva e di imbottigliamento del vino e coincide sempre di più con l'ampliamento dei confini commerciali fuori della Lombardia. A fine anni '90 è la volta di Aldo Rainoldi, che accelera su rispetto dell'ambiente e qualità produttiva, mentre prosegue l'ampliamento dei mercati di vendita in tutti i continenti. Oggi il nome Rainoldi è strettamente legato allo Sfursat, al pari altri produttori che hanno seguito la linea della ricerca spasmodica della qualità e del rispetto della terra come patrimonio da trasmettere alle generazioni future. In questo periodo di quarantena assaggiare il loro Sfursat di Valtellina è come una vera boccata di ossigeno pe...

Primo post del 2021: Santa Lucia Dosaggio Zero Millesimato 2014

Il primo post dell'anno lo dedico simbolicamente allo spumante italiano. Baccanera ha infatti brindato al 2021, durante il cenone di fine anno, con il Franciacorta Santa Lucia Dosaggio Zero Millesimato 2014. Il Dosaggio zero significa che, durante la fase della sboccatura, non viene aggiunto il famoso 'liqueur d'expedition, la miscela di vino e zucchero che serve per colmare la fuoriuscita di spumante dalla bottiglia. Il prezzo dei dosaggio zero è spesso superiore ai Brut e più in generale a tutte le altre tipologie di spumante, per il semplice fatto che questa tipologia è quella più apprezzata dal pubblico più esperto ed esigente. Santa Lucia è una cantina di costituzione piuttosto recente. Si tratta infatti dell'anno di grazia 1990 quando la proprietà decide di acquisire terreni e cantina in Franciacorta e iniziare l'avventura nel mondo vitivinicolo, che l'ha portata a possedere 30 ettari sparsi in diversi comuni e ad una conduzione biologica del vigneto. Il D...

Limne Doc il Lugana di Tenuta Roveglia

Tenute Roveglia è un produttore di cui ho già parlato diverse volte, avendolo intercettato a più di un Vinitaly. Tuttavia a memoria credo di non avergli dedicato un post tutto suo ed ora è arrivato il momento di rimediare. Primo perchè l'azienda di Pozzolengo in provincia di Brescia se lo merita davvero e poi perchè, con il gruppo degli astemi, abbiamo fatto un importante acquisto di diversi suoi vini e il primo che ho riassaggiato è un incredibile rapporto qualità-prezzo dal nome di Limne. Come si può leggere sul semplice sito dell'azienda, Tenute Lugana nasce dall'amore per la terra dell'industriale svizzero Federico Zweifel, alla fine dell'800. Dopo diverse generazioni, la produzione di Tenute Roveglia si è arricchita di diversi prodotti come vini rossi e grappe, anche se non credo di sbagliare nell'affermare che il Lugana è di sicuro il portabandiera dell'azienda, nonchè un vino di prestigio soprattutto nella sua versione più complessa come il...

Serata da Repubblica Cisalpina con il Barolo di Brezza, l'Amarone di Tommasi e lo Sforzato di Nera

Questo post potrebbe intitolarsi il trio delle meraviglie (più l'intruso) perchè, quella messa in scena ad una cena del 'Gruppo dei soliti astemi', è quanto di più vicino al paradiso ci possa essere per un appassionato di buon vino e, perchè no, anche di buon cibo. Si è quindi partiti con un Franciacorta fresco e piacevole intanto che Chef Fabrice finisse di preparare il Brasato al Barolo. Poi in successione è stata la volta dello Sforzato di Valtellina di Nera (2011), del Barolo Bricco Sarmassa di Brezza (2008) e dell'Amarone della Valpolicella classico di Tommasi (2009). Per noi sommelier l'assaggio di questi grandi vini è stata una esperienza subliminale che ha rischiato di diventare mistica quando li abbiamo abbinati a turno con un Brasato morbidissimo prodotto con carne piemontese di prima scelta accompagnato da polenta. L'intensità e il corpo del vino erano esattamente nell'ordine di bevuta, tutto il resto invece ha seguito una sua logica che ...

L'opulenza del 5 Stelle Sfursat di Nino Negri (2005) alla prova di Baccanera

E' uno dei vini che ricorrono quasi ogni anno nelle mie degustazioni ed è quasi obbligatorio quando si abbina a piatti robusti come ad esempio il brasato con la polenta di Chef Fabrice. La storia della Nino Negri è indubbiamente affascinante e vale la pena di essere ripercorsa. E' il lontano 1897 quando inizia la produzione e commercializzazione del vino, che necessariamente era un po' diverso da quello a cui siamo abituati oggi. All'epoca i contadini-viticoltori fecero un lavoro colossale di lavorazione di sbancamento del terreno della montagna, creando dei terrazzamenti con muretti a secco su cui far crescere le viti. Un lavoro duro, faticoso e a quell'epoca fatto interamente a mano, senza l'ausilio di macchinari ma supportati dalla passione e dall'intuizione che in questa valle stretta, sul versante esposto a sud poteva crescere il Nebbiolo e dare vita ad un grande vino. Per decenni la lenta vita contadina non ha subito grandi variazioni, a parte u...

Il Sassella Valtellina superiore di Nino Negri

La Valtellina, terra di rossi longevi a base Nebbiolo, è strettamente imparentata con la tradizione enologica piemontese, con l’eccezione morfologica di altitudini in media più elevate, tanto che qui si può tranquillamente parlare di viticoltura di montagna o viticoltura eroica, per la totale assenza di assistenza meccanizzata nei lavori in vigna. In questo panorama vitivinicolo, la sottozona Sassella è la più storica e vocata per la produzione di vino di tutta la Valtellina. L’età media delle viti è particolarmente alta e la raccolta delle uve fatta a mano si sussegue lungo i chilometri di terrazzamenti fatti con muretti a secco tenuti in religioso ordine dai contadini-produttori. Come dicevamo il Nebbiolo fa la parte del padrone di casa, anche se in taluni casi possono infilarsi altre varietà locali che non superano mai il 5%. In questo contesto opera un produttore di medio-grandi dimensioni, come Nino Negri, che pur facendo parte della galassia Gruppo Italiano Vini,...

Berlucchi Cuvèe Imperiale Max Rosè

Berlucchi è produttore da 4,5 milioni di bottiglie l'anno e quasi 600 ettari di terreno, ma la sua produzione è caratterizzata da un costante buon livello qualitativo. Non fa eccezione questo Berlucchi Cuvèe Imperiale Max Rosè. Nel bicchiere si fa largo una schiuma piena e abbondante e un perlage finissimo con numerose catenelle briose. Tra i profumi fruttati, spiccano i frutti rossi, probabilmente dovuti a quel 40% di Pinot nero che riesce a donare una eleganza discreta, poi prevalgono le note più morbide dello Chardonnay in abbinamento ad accenti agrumati e di pasticceria secca In bocca si percepiscono le finissime bollicine che solleticano il palato, grande freschezza e ottima sapidità. Uno dei migliori prodotti in commercio nella sua gamma. Grazie alla sua struttura e al leggero residuo tannico lasciato dalla macerazione del pinot con le bucce può accompagnarsi con una trota al cartoccio con patate al forno.

Baccanera alla prova di assaggio del Pinot Nero Moro di Le Fracce, annata 2015

Il Pinot nero è senza dubbio uno dei vitigni più difficile da coltivare. Scontroso ed esigente, mette a dura prova la bravura di agronomi ed enologi, nonchè di ambiziosi produttori che si vogliono cimentare nella sua produzione. E se sappiamo che in Borgogna il Pinot nero ha la sua casa d'elezione ed è ormai appurato che riesce bene anche in Oregon, in altre parti del mondo bisogna cercare necessariamente delle microzone di territorio che per particolari condizioni climatiche e di terroir, portano alla produzione potenziale di buoni se non ottimi vini. Potenziale perchè conta anche la bravura di chi poi deve saperlo trattare in vigna, come in cantina e non tutti riescono nell'impresa di riuscire a produrre un Pinot nero con le caratteristiche che ti aspetti da un Pinot nero. Perchè l'altra grande particolarità di questo vitigno è che non ha mezze misure: in commercio ci sono prodotti veramente scadenti e altri che sono buoni o ottimi. Tra le zone italiane più voca...

Presentazione Guida Viniplus Lombardia 2017 - Parte II

Proseguiamo la carrellata degli assaggi effettuati durante la presentazione della Guida Viniplus Lombardia 2017 con i vini rossi e i vini dolci. Vini Rossi Prime nebbie Cascina Piano Che si producesse vino in provincia di Varese per me era assolutamente una (gradita) novità. Infatti un po' come in altre zone della Lombardia, anche a Varese e dintorni l'agricoltura è stata progressivamente abbandonata come non redditizia a favore di una cultura della piccola e media impresa che ha portato il territorio a concentrarsi sui settori secondario e terziario. Non che manchino terreni cosiddetti 'vocati' alla coltivazione della vite, considerando che sia sulla sponda piemontese del lago Maggiore, sia nel Canton Ticino la viticoltura è invece ancora molto praticata e il Nebbiolo anche in queste zone sa regalare buone soddisfazioni. E' quindi stata una piacevole sorpresa ritrovare un vino a base Nebbiolo nella provincia di Varese e come sempre la curiosità di a...

Presentazione Guida Viniplus Lombardia 2017 - Parte I

Baccanera non poteva mancare al 'generoso' banco di assaggio di Ais Milano in occasione della presentazione della guida Viniplus Lombardia 2017, nella solita prestigiosa location del Westine Palace. Molti e variegati gli assaggi e le aziende presenti di cui vi riassumo quelli che per un motivo o per l'altro mi hanno più interessato, dividendo le degustazioni tra spumanti, vini bianchi e vini rossi, dolci e passiti. Spumanti. Faccoli Franciacorta Dosaggio Zero Chardonnay 65%, Pinot bianco 30%, Pinot nero 5% per questo interessantissimo dosaggio zero di Faccoli, che matura 7 mesi in acciaio, 48 mesi sui lieviti fini e 2 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Elegante e raffinato all'olfatto, con le tipiche note di crema pasticcera, accenti agrumati e tropicalità. In bocca spicca per equilibrio e finale di grande sapidità. Cornaleto Franciacorta Pas Dose' 1998   Alcuni amici che lo avevano assaggiato prima di me, ne parlavano come di un vino pr...

L'Inferno Riserva Superiore di Rainoldi (annata 2010)

La Valtellina è da sempre una zona a grande vocazione viticola, dove cresce e prospera il difficile Nebbiolo, vitigno che fuori dal Piemonte riesce bene solo in questa valle, dalle pendenze spinte che fanno immediatamente richiamare il termine di viticoltura eroica di montagna. Qui i muretti a secco perfettamente conservati e la lavorazione manuale della vigna sono realtà che non trovano vita solo a parole sui siti internet ma direttamente nelle vigne. Il microclima del tutto particolare, l'esposizione obbligata a sud di tutti i vigneti, le forti pendenze, l'insolazione, unitamente ad un terroir unico con i suoi terreni leggeri, poco profondi e poco umidi e ad una età media particolarmente elevata dei vigneti, tutto questo concorre alla nascita di un vino nel cui potenziale avevano già creduto i monaci benedettini nel dodicesimo secolo, per poi proseguire nei secoli successivi anche grazie alla caparbietà di generazioni di contadini prima e contadini-imprenditori poi. ...

Ca' del Bosco Dosage Zero 2010 Vintage Collection

Ca' del Bosco Dosage Zero 2010 Uno dei motivi del grande successo commerciale della Franciacorta sta indubbiamente nel continuo nascere di piccole aziende di grande interesse e alto livello qualitativo, che in definitiva rendono variegato e frizzante lo scenario produttivo come difficilmente accade in altre zone e in altri consorzi d'Italia. All'interno di questo scenario ci sono poi le grandi aziende, che hanno fatto e ancora fanno la storia della Franciacorta, che contribuiscono sia alla diffusione di milioni di bottiglie con un rapporto qualità-prezzo invidiabile (e qualche volta anche criticabile ....) sia alla produzione di bottiglie di elevatissima qualità produttiva per soddisfare e presidiare l'alto di gamma, che un pubblico raffinato e con buona propensione alla spesa è in grado di apprezzare. Ma queste azienda leader spesso sono in grado anche di diventare dei punti di riferimento riguardo alla sperimentazione enologica che evidentemente si possono per...

Valtellina Superiore Inferno Docg (2011) - Azienda agricola Caven

Inferno La Martellina di Caven  La Valtellina gode indubbiamente di un insieme fortunato di fattori che la rendono una zona di grande impatto vitivinicolo. Fattori come l'esposizione ideale al sole (sud-ovest), abbinata all'altitudine che per i vigneti varia dai 300 ai 600 metri, con le naturali escursioni termiche tipiche dei versanti montani che permettono all'uva di sviluppare in quantità abbondante i polifenoli contenuti nella buccia. E' poi una zona piuttosto siccitosa, anche a causa delle cime elevate che si posizionano a nord e anche questo fattore è positivo e ancor più se abbinato ad un terreno con scheletro particolarmente povero, perché la vite per dare il meglio deve soffrire e concentrare i suoi nutrimenti in pochi ma preziosi acini d'uva. Del resto in questa zona che va da Tirano ad Ardenno ed è solcata dal fiume Adda, si parla di vite dai tempi dei romani ed è ormai da numerosi secoli che si coltiva in prevalenza Nebbiolo, un vitigno particol...

Valcalepio Bianco Doc (2014) - Il Calepino

Valcalepio Bianco di Il Calepino La vite nel bergamasco è coltivata fin dall'epoca romana, descritta ampiamente dal solito Plinio. Tuttavia, fino a verso la metà degli anni '70, la viticoltura bergamasca era in stato di abbandono, a causa di una industrializzazione selvaggia oltre ad una scarsa lungimiranza delle istituzioni locali verso un territorio collinare, che pur non essendo una delle zone più famose per la produzione vitivinicola, poteva comunque sviluppare delle potenzialità sicuramente inespresse fino a quel momento. La svolta si è avuta nel 1976, quando la cantina sociale bergamasca ha iniziato a sperimentare la vinificazione di vitigni autoctoni e internazionali, che hanno portato al riconoscimento della Doc Valcalepio Rosso, nella quale vengono utilizzati Merlot e Cabernet e la Doc Valcalepio Bianco, nella quale viene utilizzato il Pinot bianco e il Pinot Grigio. Da allora sono nate e si sono sviluppate numerose piccole e medie società vitivinicole che si ...

Tre passiti del Nord

Oggi ho voglia di parlarvi di tre passiti, bevuti a distanza di 15 giorni l'uno dall'altro, accomunati dal fatto di essere cresciuti nel freddo e nevoso Nord Italia. Dindarello di Maculan Dindarello di Maculan Il Moscato Fior d'Aarancio appartiene alla famiglia del Moscato giallo, vitigno usato sia per la vinificazione sia per la produzione di uva da tavola. Fa parte dei vitigni cosiddetti aromatici e al pari di altri moscati come quello di Scanzo, non ha una grande diffusione e questo lo rende in un certo senzo una chicca enologica. Il nome moscato deriva dal latino muscum, per quel suo caratteristico profumo di muschio. Il moscato è stato portato in Italia dai Greci, coltivato dai Romani e portato al Nord, poi più tardi si è diffuso grazie ai mercanti veneziani. Molto apprezzato dall'aristocrazia non è mai stato particolarmente amato dai contadini per la sua difficoltà ad essere coltivato. Oltre che in Trentino è da sempre diffuso nella zona d...

La singolare storia di Clarabella e dei suoi Franciacorta

Franciacorta Saten di Clarabella A mio parere è sempre utile quando si assaggia un vino fare lo sforzo di conoscere la storia dell'azienda che lo produce, ancora di più se quest'ultima ha una storia unica come Cascina Clarabella che nasce nel 1990 come consorzio di cooperative sociali e onlus che si occupano del recupero di persone con problemi psichiatrici attraverso il loro inserimento attivo nel lavoro. Momento fondamentale e di svolta, almeno per la parte che ci interessa di più in questo blog, è il 2002, anno nel quale viene creata una cooperativa agricola a Cà de Ple, tra Iseo e Cortefranca, ristrutturando e poi utilizzando una vecchia cascina grazie a vari contributi. All'inizio nella cascina si praticava solamente una agricoltura di base, poi si è passati alla produzione di miele e alla viticoltura, anche grazie ad Aldo Papetti, un giovane enologo operatore del consorzio che pensò bene di impiantare Chardonnay e Pinot nero. Nell'anno 2007 si ha la prima ...