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Trebbiano d'Abruzzo di Tiberio

Nel 2000 Riccardo Tiberio, export manager di un grosso gruppo abruzzese del vino, trova sulle colline di Cugnoli, a 23 km da Pescara, vigne vecchie di 60 anni di Trebbiano. Intuisce subito le potenzialità di quella vigna e decide coraggiosamente di buttarsi nell'impresa di acquistare quella vigna e iniziare a produrre vino. Nel 2008 è la volta dei figli Cristiana ed Antonio che si dividono il lavoro tra vigna e cantina. La cosa che sorprende è l'immediato successo che i vini di Tiberio suscitano tra gli addetti ai lavori. Riconoscimenti che arrivano pure da oltreoceano e che ne stanno decretando il successo anche da un punti di vista commerciale. A mio avviso le ragioni sono molteplici, partendo dalla scelta di prediligere la selezione massale rispetto a quella clonale. Per chi non lo sapesse la selezione massale prevede la riproduzione di un intero vigneto con lo scopo di mantenere la massima variabilità genetica all'interno della stessa varietà di vite. Il risultato è que...

Graticcio Doc Capalbio Vin Santo - Azienda agricola Santa Lucia

L'ultimo ma più promettente vino dell'Azienda agricola Santa Lucia che avevo acquistato in loco un'estate fa, tardavo a degustarlo per il semplice motivo che è un passito e con il gruppo dei soliti astemi aspettavamo il momento giusto per poterlo abbinare correttamente. L'azienda si trova a Fonteblanda, con vitigni che dall'Aurelia si inerpicano verso le dolci colline dell'entroterra grossetano. File ordinate di vitigni divisi da strade che si fanno sempre più piccole, in molti casi semplici strade bianche che vengono utilizzate solo da chi ci passa per andar per vigneti a lavorare. Davanti il parco naturale della Maremma, con i suoi promontori selvaggi che dividono l'Aurelia dal mare per un lungo tratto di strada. E' in questo contesto, d'estate assolato e ben ventilato, che crescono i vitigni di Trebbiano e Ansonica utilizzati per produrre un vino che tecnicamente viene considerato nella categoria Vin Santo. La resa per ettaro è di 50 ql/...

Vinitaly 2019: i migliori assaggi di Baccanera

Anche quest'anno non potevo perdermi il Vinitaly, l'appuntamento più importante del vino italiano, in attesa di vedere crescere altre belle manifestazioni come la Wine Week di Milano. Vinitaly quindi è tutt'ora e rimarrà nei prossimi anni un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano il vino, lo sanno interpretare, ma al contempo sono curiosi di assaggiare nuovi vini e nuovi produttori, oltre che poter parlare (la maggior parte delle volte) direttamente con i produttori che, come si usa dire, ci mettono la faccia dietro il loro bancone di assaggio. Anche quest'anno come sempre, Baccanera si è scrupolosamente preparato una lista di produttori e di vini da assaggiare, tutti rigorosamente mai bevuti. Anche quest'anno e anche più di altri anni, ho trovate tantissime sorprese positive, alcune addirittura clamorose nel sempre più importante rapporto qualità-prezzo. Se da un lato chi legge questo blog credo sia già portato per natura a scartare i vini da ...

Era, il Trebbiano biodinamico di Podere Borgaruccio

Il Podere Borgaruccio è una delle tante realtà del centro Italia, un po’ agriturismo un po’ produttore di vino e un po’ di altri prodotti. Dodici ettari situati ad un chilometro dalla cittadina medioevale di Peccioli, in un paesaggio che sembra un quadro dipinto a colori vivaci e dove trovano posto sulle dolci colline ulivi e vigneti. La differenza, dal mio punto di vista, è come fai il vino e Claudia e Stefano hanno una chiara e ben precisa idea di come farlo. L’attenzione è rivolta principalmente alla vigna e al rispetto del terreno che trova la sua applicazione con l’utilizzo della biodinamica e della filosofia antroposofica. Un percorso sicuramente non facile, anzi direi in salita per qualcuno che non aveva esperienza di vigna e in cantina, eppure riuscito se vi capiterà mai di assaggiare il loro Era, un blend di Trebbiano, Malvasia e San Colombano, vendemmiati tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre. La fermentazione avviene in vasche di cemento e in p...

Il Vinitaly 2017 di Baccanera. Parte I - I bianchi

Anche quest'anno sono stato al Vinitaly e devo dire che, con la dovuta preparazione e ricerca effettuata per tempo dei produttori e dei vini che si intende bere, rimane una manifestazione caotica ma tutto sommato ancora molto invitante. In questa edizione 2017, più che concentrarmi sulle regioni mi sono selezionato attentamente i vini che volevo assaggiare e mi devo auto complimentare per aver saputo districare il mio bravo gruppo di astemi tra le numerose offerte a disposizione. L'errore più comune è infatti quello di arrivare da un produttore e assaggiare praticamente tutto quello che ti propone, perché anche se famoso o comunque di buon livello (.....l'ho trovato sulla guida e gli danno un bel punteggio....), il tuo Vinitaly finisce dopo aver visitato tre o al massimo quattro produttori, anche perché spesso ti propinano diversi tipi di bianco, di rosso, il passito (e magari pure le grappe) ..... Come tutti gli anni ho cercato di evitare i produttori da me già conos...

Viaggio tra i vitigni autoctoni rari: il Bellone

Castore il Bellone di Cincinnato Lungo la via Appia, strada del vino per eccellenza fin dal tempo dei Romani, a circa 50 km a sud di Roma si trova l'antica città di Cori, adagiata su morbide colline ricoperte di uliveti e vigneti Tutto sommato il paesaggio tipicamente rurale non deve essere tanto cambiato da quando, duemila anni fa, percorrevano queste strade i romani, quando per andare verso sud costeggiavano i monti Lepini. Le loro tracce si possono riscontrare ancora oggi con il tempio di Ercole, quello di Castore e Polluce, quello di Minerva. Non abbiamo la certezza che già all'epoca i due vitigni autoctoni della zona, il Nero Buono e il Bellone, venissero coltivati, ma la cosa certa è che la zona di Cori era già considerata molto vocata per la produzione della vite, con i suoi suoli di origine vulcanica e argillosa e con la benefica influenza del vicino mar Tirreno, che con le sue brezze saline contribuisce ad asciugare i grappoli e garantire la sanità di quanto vie...

Ancora Marche: Falerio Dop e Marche Igp da agricoltura biologica

Falerio di Ciù Ciù Per terminare con gli assaggi durante le vacanze estive riassumo brevemente due buoni prodotti di due aziende che si stanno facendo ben notare nel panorama viticolo marchigiano. Il Falerio è da sempre il vino bianco della provincia di Ascoli Piceno, che per la sua semplicità di beva e versatilità è inserito in quasi tutte le carte dei vini dei ristoranti della zona oltre ad essere molto apprezzato localmente dai privati.

SINE METU FRASCATI SUPERIORE DOCG (2013) - CANTINA DI MONTE PORZIO CATONE

Il Frascati è un vino che bevo volentieri ogni volta che posso ed è anche uno dei pochi vini che riuscirei a riconoscere in una degustazione alla cieca per la sua unicità visiva e gusto-olfattiva nell'affollato panorama enologico odierno. Ha conosciuto, come la sua regione, sotto l'aspetto vitivinicolo un percorso da montagne russe, che lo ha portato ad essere il vino preferito dai papi durante il medio evo, mentre negli ultimi tempi era considerato un vino di scarso pregio, buono per riempire la boccia da due litri in vendita al supermercato o al più uno sfuso da cantina sociale. Diverse aziende hanno contribuito alla rinascita del Frascati come vino di qualità: da Fontana Candida a De Santis, da Poggio le Volpi a l'Olivella, oltre a diverse altre. Viene prodotto nella zona dei famosi Castelli Romani, su terreni di origine vulcanica coltivate a vite fin dai tempi degli Etruschi, Latini e Romani, mescolando sapientemente l'uvaggio di Trebbiano e Malvasia bianca d...

AMEDEO BIANCO DI CUSTOZA SUPERIORE DOC (2013) - AZIENDA AGRICOLA CAVALCHINA

Amedeo Bianco di Custoza di Cavalchina Oggi siamo a Custoza, sulle appena pronunciate colline moreniche a sud del Lago di Garda, dove le vigne si susseguono ordinate e delimitate dalle strade da filari di piccoli alberi e muretti in pietra; poi il paese fatto di case mono familiari con ampi giardini e poche auto in circolazione. Fuori dal paese lo sguardo spazia tranquillo tra vigne, poche case isolate e agriturismi; del resto la zona ha una vocazione turistica di buon livello e non è certo raro trovarvi turisti un po' in tutto l'anno grazie al Lago e alle terme. Qui si ha proprio l'idea che tutto sia curato e valorizzato al meglio, ogni singolo pezzo di terra, vigna, aiuola o siepe. In questo panorama rurale che talvolta può diventare ameno, soprattutto sotto il cielo grigio che promette pioggia, mi ritrovo ad assaggiare l'Amedeo, bianco di Custoza Superiore dell'Azienda Agricola Cavalchina. Il nome deriva da quel Principe Amedeo di Savoia che nel 1866 f...

REGILLO FRASCATI SUPERIORE DOC (2011) - TENUTA DI PIETRA PORZIA SOC. AGR.

Il Frascati è uno di quei prodotti che si porta appresso una comune idea di vino più orientato alla quantità che alla qualità, partendo da quella base di trebbiano che è un vitigno spesso snobbato da critica e pubblico raffinato. Recentemente però l'attento lavoro in vigna e in cantina di tanti piccoli produttori hanno contribuito a incuriosire il pubblico verso il questo vino e le sue diverse evoluzioni. Personalmente, dopo aver assaggiato un ottimo Frascati al corso Ais, ho deciso che appena possibile avrei voluto ripeterne l'assaggio. Il Regillo nasce su terreni di origine vulcanica a 200 metri di altitudine, ed è composto da Trebbiano, Malvasia, Bombino e Greco in percentuali non specificate. È intrigante già nel bicchiere per quel colore giallo oro brillante, il naso fruttato di pera e intensamente vegetale, mentre al palato ha una perfetta corrispondenza con l'olfatto e una vena ammandorlata per via retronasale, una discreta sapidità dovuta ai terreni vulcani...

MONTESCUDAIO BIANCO DOC (2011) - FERRARI IRIS E FIGLI E TERRATICO DI BIBBONA BIANCO (2011) - LE VIGNE DEGLI ETRUSCHI

Durante una breve vacanza in Toscana mi sono imbattuto in due bianchi apparentemente uguali, in termini di composizione di vitigni, eppure molto diversi come caratteristiche gusto-olfattive. Il Montescudaio bianco Doc di Ferrari Iris e Figli, acquistato nel canale Gdo, è un blend di Vermentino e Trebbiano Toscano al 50%. Il colore è semplicemente bellissimo: nonostante l'annata del vino (2011) nel bicchiere è di un giallo oro brillante. Intenso e abbastanza complesso, prevalgono le note vegetali ed erbacee con qualche tema di frutta e fiori più nascosti e quasi sovrastati. In bocca è caldo e morbido e tra le durezze è fresco e sapido, quindi equilibrato e abbastanza persistente; piuttosto netti i sentori di frutta, soprattutto melone bianco maturo e pesca gialla. Nel complesso eccellente il colore e particolare nell'esame olfattivo. Deve piacere. Un po' più ruffiano il Terratico di Bibbona bianco Doc Le Vigne degli Etruschi, anche qui Vermentino e Trebbiano...

ORVIETO CLASSICO - BIGI

Bigi fa parte della Civ, il più grande produttore italiano di vino che riunione marchi famosi come Bolla, Ca' Bianca, Folonari, Lamberti, Nino Negri e altri. L'Orvieto di Bigi viene prodotto fin dalla fondazione dell'azienda, anno 1880, quando la sede era allocata nell'ex monastero 'La Trinità' ad Orvieto. Del 1972 il trasferimento all'attuale sede per far fronte all'aumento di produzione e avere una cantina modernamente attrezzata. L'Orvieto viene imbottigliato nella singolarissima bottiglia 'Gaudy', che si può considerare una indovinata strategia di marketing in grado di dare visibilità (soprattutto negli affollati bancali della Gdo) al prodotto che meglio rappresenta l'azienda. I vitigni utilizzati sono tutti tipici del territorio intorno a Orvieto: 50% Trebbiano, 20% Grechetto, 10% Verdello, 10% Malvasia, 10% Drupeggio. Nel bicchiere si rivela giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso non è molto complesso, ma ele...