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Visualizzazione dei post con l'etichetta Rossese di Dolceacqua

Il Tignanello (tra gli altri) e il gruppo dei soliti astemi insolitamente al completo

Rientro al completo e alla grande per il gruppo dei soliti astemi. Il 'parterre de roi' dei vini della serata annovera Tignanello, Brunello da Vinci, Ben Ryè e altri vini meno famosi ma che per varietà e qualità hanno reso la serata superlativa. Si parte con un prosecco di cui non è rimasta traccia ma che si è immolato alla causa del brindisi inaugurale della serata. In abbinamento ad uno squisito rotolo di frittata di zucchine, formaggio e speck è stato proposto il Vermentino Belguardo di Mazzei, con i tipici rimandi fruttati, un delicato bouquet di muschio e erba tagliata, mentre al palato si è adagiato su una piacevole nota amarognola. In generale un vino semplice e beverino adatto come starter su piatti freddi e non troppo strutturati. Con la gallina veneta e il suo ripieno di carne abbiamo proposto un Gamay dei Colli del Trasimeno di Duca della Corgna. Il Gamay è il vino del Beaujolais, e questo sicuramente non gli ha giovato nel momento in cui la stella del vino novello u...

Rossese di Dolceacqua Doc (2018) - Azienda agricola Caldi

Il Rossese di Dolceacqua è senza dubbio uno dei rossi d'Italia più interessanti e nel contempo più sottovalutati. In parte è sicuramente dovuto alla produzione quasi artigianale in termini di quantità di molti produttori, che quindi impedisce al vino una adeguata diffusione fuori dal territorio di produzione. Ci sono tanti vini che nel corso della nostra comunque fortunata vita non avremo modo di bere o perchè veramente rari o perchè prodotti dall'altra parte del mondo oppure semplicemente perchè inarrivabili in termini di prezzo. Tuttavia lasciarsi scappare un Rossese di Dolceacqua è un vero peccato, anche e soprattutto per le peculiarità quasi uniche di questo vitigno. Viene coltivato in una zona di confine tra Italia e Francia, nell'estremo lembo orientale della Liguria, su colline che degradano verso il mare, a 500-600 metri di altitudine e protette da vette ben più alte (Alpi Liguri). Una situazione pedoclimatica sicuramente molto particolare, che influenza i...

IL MIO VINITALY 2015 - PARTE II

E siamo solo alla Valle d'Aosta, sara' meglio accelerare un po'. LIGURIA SAN BIAGIO DELLA CIMA Non avevo mai assaggiato il Rossese di Dolceacqua ed ero veramente curioso di capire com'era. Purtroppo non esponeva Maccario Dringenberg che, stando alle guide, è il migliore in commercio. Ho quindi ripiegato su due proposte dell'enoteca ligure di questa azienda che fa imbottigliare da Maccario Dringenberg, una versione leggera, con vigneti in forte pendenza a 800 metri slm, buoni profumi di frutta rossa ma non particolarmente complessi, mentre il palato è fresco, minerale e piacevolmente tannico, con finale amarognolo. Simile la seconda proposta, solo un po' più complessa, con vigneti posti ad altitudini più basse da cui ne deriva un Rossese che, come mi spiegava il simpatico sommelier dell'eoteca regionale, dovrebbe risultare più tipico. Devo dire che pur non avendomi particolarmente colpito, la versione più leggera ha l'innegabile pregio d...