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Visualizzazione dei post con l'etichetta Puglia

Serata degustazione Gruppo dei soliti Astemi

Ed ecco che a sorpresa ci si ritrova al 6 di ottobre a mangiare ancora sul terrazzo in centro a Monza. Colpa di questo clima pazzo che questa estate ci ha fatto morire di caldo e ora porta una ottobrata assolutamente gradita. Il gruppo dei soliti astemi ne ha subito approfittato per allungare la serie estiva a casa di Chef Fabrice ma con un menù che ricorda più l'inverno, il camino acceso e le castagne piuttosto che l'estate con i suoi piatti di pesce, le tartare di carne e i bianchi freschi e sapidi. Si parte subito con un primo piatto strepitoso, un risotto ai funghi porcini cotto con brodo di bollito. Funghi freschi e croccanti, un risotto che non capita di mangiare molto spesso per qualità della materia prima e bravura dello Chef, che abbiamo deciso di abbinare con un Susumaniello di Cantina due Palme e un Pinot nero di Valle Isarco. Entrambi ciliegiosi, il primo più frutta fresca e piacevolmente tannico al palato, il secondo con una nota di spezie e succosissimo in bocca. ...

L'agricoltura sinergica di L'Archetipo

Francesco Valentino Dibenedetto è il proprietario di Archetipo, azienda agricola di Castellaneta (Puglia) che segue i dettami dell'agricoltura sinergica. Dopo l'agricoltura biologica, e quella biodinamica talvolta confusa con il termine Vegan, oggi abbiamo pure (e non lo sapevamo) l'agricoltura sinergica. Che cos'è l'agricoltura sinergica però non è di difficile interpretazione e viene bene spiegato dalla stessa azienda sul proprio sito internet. Infatti dopo vent'anni di agricoltura biologica e cinque di agricoltura biodinamica, l'Archetipo è riuscita a portare i propri terreni ad una situazione di equilibrio che, in termini tecnici, viene appunto definita agricoltura sinergica. E ancora meglio un sistema o ecosistema può considerarsi in equilibrio solo se non presenta picchi di sviluppo di un essere vivente sugli altri. L'azienda non pratica l'aratura dei terreni per non andare a destabilizzare il contributo naturale della natura sui ter...

Polvanera: quando la tradizione e il territorio si ritrovano in bottiglia

Polvanera è una dolce e piacevole scoperta che rivendico spesso nel 'gruppo dei soliti astemi'. Ricordo ancora come fosse oggi che, dopo una lunga batteria di produttori e relativi vini assaggiati, eravamo in procinto di lasciare il Vinitaly 2017, tornando alla stazione di Verona e, un tantino preoccupati, calcolavamo mentalmente quanto potevamo metterci per uscire dalla fiera, prendere il primo autobus e arrivare ai binari. Dal calcolo approssimativo è risultato che avevamo ancora un piccolo, ma determinante spazio temporale per degustare un ultimo produttore che ho scelto dalla mia lista. Quel produttore era Polvanera. Di lui ci ha colpito che, nonostante tutto un Vinitaly ormai alle spalle, i suoi vini ci sono sembrati avere una personalità perfettamente distintiva, fortemente territoriale e, per noi molto importante, con un rapporto qualità prezzo che ancora oggi considero praticamente imbattibile. Con colpevole ritardo abbiamo riassaggiato uno dei suoi vini nella ...

Il Vinitaly 2017 di Baccanera. Parte II - I rossi

Dopo aver affrontato una bella batteria di bianchi con alcune piccole perle, abbiamo attaccato con i rossi. Anche qui l'attenta selezione e dei produttori e dei vini ci ha fatto conoscere dei bei vini con un rapporto qualità-prezzo molto elevato. Fertuna Produttore Toscano in espansione, in realtà di proprietà di uno dei più importanti distributori italiani (Meregalli). Si trova nel cuore della Maremma Toscana, in un paesaggio incontaminato in cui la natura domina largamente rispetto all'urbanizzazione, dolci colline e ampie vallate che digradano verso il mare Tirreno con i suoi benefici influssi, oltre al Monte Amiata poco distante. Produttore moderno in senso tecnico, riesce a produrre vini equilibrati e vibranti, mai banali o scontati. Avevo già assaggiato il Droppello, che nel suo genere rappresenta una vera rarità, trattandosi di un Sangiovese vinificato 'in bianco', nato per volontà del marchese Incisa della Rocchetta di produrre un bianco pa...

Pierale, il Moscato dolce di Leone de Castris

Leone de Castris è un'azienda che produce 2,5 milioni di bottiglie l'anno e la difficoltà maggiore per questo tipo di viticoltori è poter mantenere un alto livello produttivo senza per questo penalizzare la qualità, seguendo una filosofia di attenzione verso il prodotto di una piccola-media impresa. La sede aziendale è Salice Salentino, piccolo comune situato nella penisola salentina, mentre i vigneti si trovano anche a Copertino e Locorotondo. Il prodotto più famoso è il Five Roses, primo vino rosato ad essere venduto in Italia a partire da 1943 e il Salice Salentino Riserva, un vino rosso messo in commercio nel 1954 ma che ancora oggi possiamo trovare ad uno strepitoso rapporto qualità-prezzo. Accanto a questi portabandiera da milioni di bottiglie, Leone de Castris negli ultimi anni ha proposto anche altre prodotti più di nicchia come il Salice Salentino Donna Lisa Riserva, un rosso di pregio da uve negroamaro con un saldo di malvasia nera che matura in barrique, che p...

Assaggiamo il Bombino bianco di Masseria San Magno

Quello che mi sorprende non poco nel panorama viticolo italiano è la quasi inspiegabile distonia tra la copiosa diffusione di alcuni vitigni autoctoni rispetto a quanto invece se ne sente parlare. E' questo il caso del Bombino bianco, che è coltivato e diffuso in varie parti d'Italia ma la cui copertura mediatica è senza dubbio scarsa, tanto che raramente un appassionato di vino che non abiti in regioni dove viene intensamente coltivato spesso non l'ha mai assaggiato e nemmeno ne ha mai sentito parlare. E' diffuso in Romagna con il nome di Pagadebit, in quanto grazie alla sua prolificità e vigoria pare che fosse molto utilizzato dai contadini appunto per ripagarsi qualche debito. Come tutti i vitigni molto diffusi in quanto facili da coltivare spesso i produttori l'hanno considerato più un vino da quantità che da qualità, con il risultato che se ne produce molto nelle cantine sociali del sud Italia, dove viene venduto sfuso a prezzi ridicolmente bassi. Tut...

Ettamiano riserva annata 2011 di Cantina due Palme

Ettamiano di Cantina due Palme Cantina due Palme è una cooperativa di produttori che, sotto la sapiente guida di Angelo Maci, ha saputo creare una batteria di prodotti dall'eccezionale rapporto qualità-prezzo, con l'ulteriore nota positiva che i suoi vini incontrano il favore di una fetta di pubblico che va dall'inesperto bevitore, all'appassionato fino ad arrivare al sommelier professionista. I 1000 soci conferitori, i 2500 ettari di vigneto, milioni di bottiglie prodotte, più di 25 referenze sono numeri importanti, che riescono incredibilmente a parlarsi con una qualità produttiva invidiabile per produttori anche molto più piccoli. Tra la sua vasta produzione troviamo anche Ettamiano, un primitivo riserva che ho recentemente assaggiato nell'annata 2011, in una serata di insolito freddo autunnale dopo un settembre particolarmente caldo e senza pioggia. Anche l'Ettamiano non si discosta per rapporto qualità-prezzo a tutto il resto della vasta produzion...

I primi 50 anni della Associazione Italiana Sommelier (parte II)

Era una caldissima giornata di luglio e dopo aver affrontato la forno-metropolitana milanese entravo finalmente nella fresca aria condizionata del Westing Palace, dove decidevo di affrontare senza indugio l'eccellente batteria dei bianchi sparsi nei diversi banchi di degustazione. L'inizio romanzato di questo post mi serviva per esprimere al meglio i dubbi che mi sono venuti al momento di passare ai rossi; dubbi peraltro subito svaniti vista la presenza di bottiglie importanti, particolari e che di certo non capita tutti i giorni di assaggiare, almeno a me!

SERRE SUSUMANIELLO SALENTO IGP (2013) - CANTINE DUE PALME

Serre Susumaniello di Cantine Due Palme Il Susumaniello è un vitigno piuttosto raro che si può trovare unicamente nel salento e che Cantine due Palme ha riscoperto e lanciato a livello nazionale, grazie all'autorevolezza del suo nome nel campo vitivinicolo. Il susumaniello, in dialetto somarello, ha probabili origini dalmate, e molto probabilmente deve il suo nome alla sua buona produttività e vigoria soprattutto nei primi 10-15 anni di vita, tanto che la pianta si carica spesso di un numero esagerato di uva. Il metodo ideale di coltivazione è ad alberello e possiede una buona tolleranza alle principali malattie della vite.

SELVAROSSA SALICE SALENTINO RISERVA DOP (2010) - CANTINE DUE PALME

Selvarossa di Cantine due Palme Per una volta parliamo prima di tutto del prodotto, perchè il Selvarossa è di sicuro un vino che merita un'attenzione particolare e non solo per i 5 grappoli Bibenda o i 3 bicchieri Gambero Rosso. La zona di produzione è di quelle unanimemente vocate alla coltivazione del Negroamaro, Cellino San Marco in provincia di Brindisi, poi il produttore Cantine Due Palme, diretto con mano sicura dal presidente ed enologo Angelo Maci, e qui basta pensare ai 1.200 soci conferitori e le difficoltà di gestire una tale mole di apporto di uve mantenendo una qualità molto elevata.

SANTA CROCE SALICE SALENTINO RISERVA DOC ( 2011) - VIGNETI REALE

La Puglia è una di quelle regioni italiane che per l'azione combinata di clima, terreno e vitigni sembra fatta apposta per produrre vino e olio extravergine di qualità. Probabilmente se ne sono accorti anche i produttori pugliesi, anche se in forte ritardo, perchè è da ormai diversi anni si producono vini fortemente espressione del territorio, che derivano da tre vitigni autoctoni chiave e non solo per la viticultura pugliese come Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia. E diverse sono le denominazioni o i vini da assaggiare come il particolarissimo Cacc'e Mmitte di Lucera, o un interessante bianco dolce come il Moscato di Trani, e ancora il Bombino bianco e la Malvasia nera .... Insomma un universo vitivinicolo da scoprire, come ad esempio il Salento dove il Negroamaro regna incontrastato e da vita al Salice Salentino, vino rosso potente e strutturato. In questo contesto e più precisamente a Cellino San Marco, opera la Vigneti Reale, azienda famigliare che ha nel suo dn...

CACC'E MMITTE DI LUCERA DOP (2011) - ALBERTO LONGO

Cacc'e Mmitte di Alberto Longo La mia mania di provare vini sempre nuovi, mi ha portato a comprare un cacc'e mmitte di lucera, Doc pugliese (acquisita nel 1974), che da disciplinare si può produrre con ben 7 uve diverse anche se tutte, o quasi, tipiche del territorio. Possono concorrere alla sua produzione da un 35 al 60% di Nero di Troia, dal 25 al 35% di Montepulciano, Malvasia nera di Brindisi e Sangiovese (ecco l'intruso), e per finire da un 15 ad un 30% di vitigni a bacca bianca come Bombino bianco, Malvasia bianca e l'immancabile Trebbiano toscano. Leggendo un vecchio Berebene 2009, scopro che le migliori versioni del Cacc'e Mmitte sembrano essere quelle con almeno il 50% di Nero di Troia ...... e con un certo sollievo scopro che la mia bottiglia di Alberto Longo, è composta da Nero di Troia al 55%, poi Montepulciano al 30% e il Bombino bianco al 15%. Se volessimo ripercorrere a ritroso il percorso di questa bottiglia, ci troveremmo a Lucera, affas...

GATTINARA PIETRO 2009 DI PARIDE IARETTI E PRIMITIVO MEZZANOTTE 2012 DI MORELLA

Gattinara Pietro di Iaretti Ci sono serate che si ricordano anche dopo diverso tempo per la piacevole compagnia, per l'atmosfera rilassata e informale del posto e naturamente per le bevute di vini di qualità abbinati a buon cibo. Questo tipo di serata si è realizzata ieri all'enoteca Abbinamento, dove siamo arrivati con una sola certezza: bere vino rosso, possibilmente non piacione e in cui ci sia una certa prevalenza delle durezze (acidità, tannini, mineralita) rispetto alle morbidezze. Dopo una rapida comparazione tra sei o sette vini la scelta è ricaduta sul Gattinara Pietro 2009 di Paride Iaretti, un vino che non avevo mai assaggiato ma di cui più volte avevo sentito parlare molto molto bene. Il Gattinara Pietro è dedicato al padre scomparso che ha lavorato la sua vigna con la passione tipica dei contadini di un'epoca ormai scomparsa. Questo Nebbiolo dell'alto Piemonte, tra Biella e Vercelli, è il frutto di vigne di età media di 50 anni, dalle rese bassi...

MONTECOCO SALICE SALENTINO DOP (2012) - CANTINA DUE PALME

Salice Salentino di Cantina due Palme Qualche volta, lo ammetto, mi dedico ad impulsivi acquisti di vino al supermercato. Meno, molto meno di un tempo, ma qualche volta mi capita ancora e se tra i prodotti in offerta trovo ad un prezzo molto basso un vino della rinomata Cantina due Palme, non mi faccio certo problemi ad infilarlo dritto dritto nel carrello. Hai voglia a parlare di prodotto base o di partenza, qui siamo comunque di fronte ad una cooperativa che ha contribuito in maniera determinante alla definitiva emancipazione dei vini pugliesi, che da quel dì si sono liberati della scomoda nomea di vini con molto alcol da usare come taglio dei magri vini del nord, oppure marmellatosi e legnosi causa uso sconsiderato di barrique di primo passaggio (o peggio di rosato nelle boccie da 3 litri).  La cooperativa con quartier generale a Cellino San Marco, si è costruita un nome sullo sforzo congiunto e continuo alla ricerca della qualità come si pensava che solo i seri e pre...

SALICE SALENTINO DOC (2010) - LEONE DE CASTRIS

Niente da dire, quando un vino è buono lo capisci appena stappata la bottiglia. L'effluvio di frutta che si percepisce è spesso già un buon indicatore di intensità e complessità. Sul colore nel bicchiere sono parecchio indeciso: si pone tra il rubino e il granato; pensandoci un attimo propendo per un rubino con riflessi granati, tenendo anche conto del vitigno dominante, il Negroamaro con una percentuale di Malvasia nera, e dell'annata 2010. Al naso è un vero uragano di sensazioni olfattive, dove prevale la frutta in confettura, poi si apre alle spezie dolci, a delicate note minerali e di tabacco, su un finale leggermente vegetale. In bocca si fa strada prima la morbidezza data dall'alcol e dalla glicerina, poi subito parte il lavoro dei tannini sulle pareti esterne del palato. Tannini che si percepiscono senza essere invasivi. Sembra di mordere la frutta fresca e croccante. Questo vino ha tra l'altro una buona acidità, tanto che potrebbe tranquillamente s...

BOLLICINE IN FESTA - X EDIZIONE - PARTE I

Raggiunge la decima edizione la rassegna Bollicine in festa a Misinto, dedicata alle migliori realtà spumantistiche italiane e internazionali organizzata dall'Ais Monza e Brianza. Diverse le aziende rappresentative di Franciacorta, Oltrepo' Pavese, Trentino Alto-Adige oltre ad altre realtà dell'Italia del centro-sud. Il primo spumante degustato è stato il 'Five roses', unico vino metodo classico di Leone de Castris, prodotto con Uve Negroamaro, da terreni argillosi-limosi che dopo la consueta fase di fermentazione affina sui lieviti per circa 12 mesi. Bellissimo il colore 'velo di cipolla', al naso è intenso con una nota di petali di rosa in evidenza. Ruffiano al palato è adatto ad accompagnare un intero pasto grazie alla sua intensa struttura. E' stata poi la volta del Brut di 'Il Mosnel'. Avevo già assaggiato il brut in almeno un'altra occasione, cosa che mi ha permesso di confermare la mia personalissima positiva opinione di quest...