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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fiano

Fiano di Avellino Montelapio di Villa Matilde Avallone

Il Fiano di Avellino è un vino dalle antiche origini romane, quando veniva chiamato Vitis Apiana, per la sua caratteristica di attirare le api grazie al suo dolce aroma. Come per molti altri vitigni dell'epoca romana, è convinzione ormai diffusa che il vitigno sia stato introdotto in Campania dai coloni greci, in particolare provenienti dalla città di Apia, nel Peloponneso. Si è poi acclimatato e diffuso sulle fertili colline avellinesi, dove è diventato un vitigno autoctono per eccellenza. E' un raro esempio di vino bianco che si presta all'invecchiamento, insieme a Riesling e pochi altri. Ho assaggiato il Fiano di Avellino Montelapio di Villa Matilde Avallone, ad una sera a casa di amici in abbinamento ad uno strepitoso risotto con polipetti e gamberi di Mazara del Vallo. La sapidità del piatto andava abbinata ad un altrettanto sapido e strutturato vino bianco. Inizialmente avevo pensato ad un classico Vermentino, ma ho poi optato per questo Fiano, la cui azienda agricola...

Fiano di Avellino di Villa Matilda Avallone

  Villa Matilda Avallone è una azienda vitivinicola che sorge alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Aglianico, Piedirosso, Falanghina sono i vitigni autoctoni coltivati dall'azienda, oltre al Fiano di Avellino Montelapio che nasce sulle colline tufacee con argille marnose di Montefalcione in provincia di Avellino. Qui a 500-600 metri sul livello del mare, durante la seconda decade di ottobre, parte la vendemmia del Fiano, dei vigneti che sono stati piantati dal 1968 al 1985. L'elevata densità di impianto e la bassa resa sono sempre dei buoni indicatori di ricerca della qualità già in vigna, aiutati da una conduzione agronomica di lotta integrata a basso impatto ambientale. La vinificazione avviene a 5 °C, per ottenere una maggiore estrazione aromatica e di struttura, con pressatura soffice e decantazione a freddo. L'affinamento avviene solo in acciaio per non interferire nella tipicità del terroir. Nel bicchiere è giallo paglierino, al naso sprigiona nuance di er...

La grandezza di un piccolo capolavoro: Fiano di Avellino (2015) di Guido Marsella

Che anche alcuni vini bianchi sanno invecchiare ormai credo sia entrato nella cultura italiana in generale.  Ma quali esattamente, da dove provengono? sono le domande che mi fanno spesso gli amici che mi sanno sommelier. Senza scomodare i Riesling renani, a queste domande spesso mi trovo a consigliare i vini bianchi che nascono da una terra particolarmente vocata nella coltivazione della vite fin dai tempi dei romani come la Campania. Ancora più nel dettaglio i Fiano di Avellino sono vini che si sanno far attendere (quasi) quanto alcuni grandi rossi del nord. Questi e altri pensieri mi venivano mentre degustavo serenamente, in una sera di pioggia scrosciante, l'ottimo Fiano di Avellino di Guido Marsella, gentilmente donatomi dall'amico Paolo. L'annata è quella del 2015, ma il vino sembra ancora giovane, pimpante, vivissimo. Complice anche una annata che all'inizio sembrava decisamente sfigata e che invece sta dando il meglio proprio adesso (almeno nella bottigl...

L'agricoltura sinergica di L'Archetipo

Francesco Valentino Dibenedetto è il proprietario di Archetipo, azienda agricola di Castellaneta (Puglia) che segue i dettami dell'agricoltura sinergica. Dopo l'agricoltura biologica, e quella biodinamica talvolta confusa con il termine Vegan, oggi abbiamo pure (e non lo sapevamo) l'agricoltura sinergica. Che cos'è l'agricoltura sinergica però non è di difficile interpretazione e viene bene spiegato dalla stessa azienda sul proprio sito internet. Infatti dopo vent'anni di agricoltura biologica e cinque di agricoltura biodinamica, l'Archetipo è riuscita a portare i propri terreni ad una situazione di equilibrio che, in termini tecnici, viene appunto definita agricoltura sinergica. E ancora meglio un sistema o ecosistema può considerarsi in equilibrio solo se non presenta picchi di sviluppo di un essere vivente sugli altri. L'azienda non pratica l'aratura dei terreni per non andare a destabilizzare il contributo naturale della natura sui ter...

RADICI FIANO DI AVELLINO DOCG (2012) - MASTROBERARDINO

Radici Fiano di Avellino di Mastroberardino Mastroberardino è un produttore simbolo della Campania e nello specifico dell'Irpinia, storico perché ha iniziato la sua lunga avvengura nel vino dalla metà del settecento, famoso perché ormai in Italia tutti lo associano a vino di qualità in molti casi a prezzi ragionevoli. Tra i tanti prodotti di Mastrobererdino ho recentemente assaggiato il Radici 2012. Premetto che, a differenza di molti altri bianchi, degustare un Fiano di due anni vuol dire berlo molto giovane e non permettergli di esprimersi al meglio vista la consolidata capacità di invecchiare, ma avendolo bevuto al ristorante, non avevo altra scelta. Il Radici Fiano di Avellino Docg 2012 è il vino che aveva vinto l'edizione di Radici del Sud 2013 nella categoria dei Fiano e devo dire che non è difficile capirne il motivo. Ad una incredibile facilità di beva, si affiancano profumi intensi e complessi, tra cui i più facilmente riconoscibili sono le note di pompelmo, m...

DEGUSTAZIONI SPARSE: FIANO DI AVELLINO, VERMENTINO, FALANGHINA

Fiano di Avellino di Quintodecimo Fiano di Avellino Exultet (2012) - Quintodecimo Già provato nel corso del 2013, annata 2009. L'annata 2012 si può bere, ma è all'inizio del suo viaggio nel tempo enologico, insomma un piccolo infanticidio Nel bicchiere prevalgono le note agrumate sia al naso che sul palato, un bouquet di miele e timo, con accenni di frutta esotica. In bocca buonissima l'acidità che gli permetterà un lungo invecchiamento; nessuna traccia invece di frutta secca che si percepirà solo con adeguato invecchiamento. L'azienda di Mirabella Eclano è di proprietà di Luigi Moio, un nome importante nella viticoltura campana e non solo, chiamato 'il professore' e studi incentrati sugli aromi del vino. Exultet è un Fiano prodotto da uve provenienti da una sola vigna, che fa un po di legno ma non invadente, di freschezza ed eleganza notevoli. Prezzo non proprio accessibile a tutti. Spigau Crociata di Le Rocche del gatto Spigau Crociata Igt (...

FIANO DI AVELLINO DOCG EXULTED (2009) – QUINTO DECIMO

Premetto che il Fiano di Avellino è uno dei miei bianchi preferiti per la sua grande struttura ed eleganza, la sua incredibile capacità di invecchiamento senza perdere in acidità. Si produce ancora a Lapio e dintorni ovvero nella zona dove i greci per primi lo piantarono. E questo Fiano di Avelino Docg Exulted di Quinto Decimo è senza dubbio un vino che può e deve sfidare il tempo. Prodotto a 570 metri di altitudine su un terreno argilloso-calcareo, subisce la fermentazione sia in acciaio sia in tini di rovere francese per poi passare all’affinamento ancora in parte in acciaio e in parte in barriques di rovere francese, nella perfetta tradizione di Luigi Moio. Questo 2009 si è subito presentato di un giallo paglierino con importanti riflessi dorati. Di intenso impatto olfattivo si presenta complesso con sentori di agrumi (limone), una buona mineralità e frutta matura esotica, con alcune note di miele. Al palato il 2009 sta iniziando ora ad equilibrarsi, con ott...

STRANGOLAGALLI FIANO 2011 - ALOIS

Indeciso sul vino da bere, mi ritrovo davanti alla mia (scarsa) riserva di bottiglie a osservare etichette e colori. L'occhio mi cade curioso su un Fiano del 2011 dell'azienda agricola Alois di Pontelatone in provincia di Caserta, dalla bottiglia chiara e allungata con una semplice ed elegante etichetta marrone chiaro. Non conoscevo questo piccolo produttore e cerco qualche informazione sul web. Stappato e versato il vino nell'apposito bicchiere che utilizzo per le degustazioni scopro subito un bellissimo colore giallo oro vivace e brillante, che fa pensare ad un vino prodotto con uve raccolte nella piena fase della loro maturità. E' una piacevole parentesi di luce e colore che ricordano l'estate in questo lungo inverno nevoso. Al naso si rivela un po' timido. In gergo Ais si definirebbe abbastanza intenso e abbastanza complesso e ancora abbastanza fine. Al naso è leggermente fruttato e minerale, con sentori di frutta secca. Sicuramente mi aspett...