In questi ultimi anni il Douro è riuscito a imporsi ai winelover anche come zona di produzione di vino rosso secco, uscendo da quella gabbia dorata che lo vuole abbinare solamente al porto. Rispetto al vino prodotto nel secolo scorso il Douro ha saputo migliorare qualitativamente sia in vigna che in cantina, grazie all’applicazione delle moderne tecniche di vinificazione come banalmente uso dell’acciaio, temperature controllate, giusto tempo di contatto con le bucce e uso del legno francese. Le uve migliori per creare il Douro sono state individuate nel Touriga National, Touriga Franca e Tinta Roriz. Il risultato è un vino a mio parere quasi italianizzato, non so se per influenze di terroir in grado di donare una ricca mineralità, o per il microclima soprattutto estivo unico, fatto di caldo piuttosto secco mitigato dalle fredde brezze che provengono dall’oceano. I terreni sono coltivati a vite a perdita d’occhio e hanno in comune declivi spesso impervi e terrazza...
Viaggio nel mondo del vino