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Visualizzazione dei post con l'etichetta Molise

Il Ramitello di Di Majo Norante

La bottiglia di Ramitello di Di Majo Norante annata 2013, bevuta ieri sera, mi da spunto per parlare di una Doc che non avevo mai assaggiato. Si tratta della Doc Biferno, che prevede l'utilizzo di Montepulciano al 70-80% e di Aglianico al 15-20%, più un piccolo saldo di uve del territorio. Il Biferno nasce nella zona collinare del Molise, in provincia di Campobasso, su terreni costituiti da argille e rocce calcaree e in parte da suolo sabbioso. Come si può immaginare dai vitigni che lo compongono, è un vino di un certo spessore, che con l'utilizzo del legno aggiunge alcune note di spezie e di tostatura che completano e coniugano l'intenso sapore fruttato, la forte struttura di base e una componente tannica ben presente. L'abbinamento consigliato è con piatti di carne, brasati e selvaggina. Nello specifico il Ramitello ha una buona dose tannica e profumi intensi di ciliegia matura, prugna secca, pepe nero, con una leggera nota affumicata. Il sapore è pieno e...

La dolce aromaticità del Moscato Apinae di Di Majo Norante

Il freddo è pungente per le strade buie e deserte di una sera di gennaio senza pioggia e senza neve, ma la suggestione della bottiglia di Apinae di Di Majo Norante che mi aspetta a casa è già una consolazione sufficiente a risollevarmi il morale di una giornata nel suo complesso non proprio entusiasmante. La masseria Di Majo Norante è ubicata a Nord del Gargano, su un terreno argilloso e sabbioso, con una brezza estiva che arriva dal vicino mare Adriatico che concorre a creare un microclima ideale per la coltivazione della vite. Il suo Apinae è un piccolo capolavoro prodotto con uve Moscato sottoposte ad appassimento naturale sulla pianta. Dopo la raccolta viene effettuata una criomacerazione, ovvero il mosto viene raffreddato ad una temperatura di circa 5 gradi e rimane a contatto con le bucce per 12 ore; occorre dire che all'olfatto questo processo, che consente una estrazione di aromi varietali più importante rispetto alle solite tecniche di vinificazione, si percepisce ...

TINTILIA DEL MOLISE RISERVA DOC (2009 ?) - CATABBO

Durante l'ultimo Vinitaly, ho avuto la fortuna di parlare direttamente con molti produttori e tra questi merita di sicuro un approfondimento il lungo incontro che mi ha dedicato Vincenzo Catabbo, produttore molisano di Tintilia. Alle mie domande su come mai la Tintilia sia così poco conosciuta e apprezzata nonostante le sue notevoli potenzialità, le sue risposte sono state chiare e precise. In Italia fino ad oggi non c'è stato spazio per un prodotto di nicchia come la Tintilia del Molise, non aiutato da una rete commerciale che predilige le produzioni su larga scala, forniture sicure e prodotti riconoscibili e 'rassicuranti' per un pubblico più vasto possibile.

UNA REALTA' MOLISANA: LA TINTILIA DI MAJO NORANTE

Dopo il mio assaggio di Opalia, la Tintilia di Campi Valerio, mi era rimasta la voglia di assaggiare ancora questo autoctono molisano e di rivivere le positive esperienze riscontrate nel bicchiere. Tuttavia non sono molte le enoteche di Milano e dintorni che tengono sullo scaffale qualche bottiglia della poco famosa Tintilia, non parliamo poi di Gdo o ristoranti. E' più facile invece ritrovarla in rete, magari di qualche produttore di medie-grandi dimensioni che oltre alla produzione di Montepulciano, Sangiovese e Trebbiano tipici del molisano e dell'Abruzzo, si sono cimentati nell'avventura della Tintilia. Ed è così che a dicembre mi sono fatto il mio personalissimo regalo di Natale, acquistando su Internet, tra le altre, una bottiglia di Tintilia di Majo Norante, conosciuto produttore molisano di cui avevo da poco degustato una semplice e godevole Falanghina. Vitigno autoctono molisano per eccellenza, ha origini incerte, ma quasi certamente è arrivato dalla Spag...

FALANGHINA DOC (2013) - DI MAJO NORANTE

Quando ho deciso di partire con il blog mi sono dato la regola di scrivere solo se avevo veramente qualcosa da dire, vini che mi avevano lasciato impressioni positive, la scoperta di vitigni autoctoni che non avevo mai assaggiato, storie interessanti di viticoltori, magari la scoperta di qualche piccolo produttore molto promettente ...... Avvicinandosi il compleanno delle due candeline del blog posso serenamente dire che, tranne rari momenti, lo scrivere con continuità non mi ha mai pesato e se questo è stato possibile lo si deve unicamente alla passione per questo mondo e ai vini che ho 'degustato' e ai loro produttori, che con coraggio e costanza hanno da sempre fatto del loro lavoro una passione. E' questa formula (passione nel proprio lavoro) e il suo elemento direttamente proporzionale che crea la personalità di un vino, che lo rende unico ma al contempo fedele e rispettoso del suo territorio. Falanghina Di Majo Norante Digressioni a parte veniamo all'ulti...

OPALIA TINTILIA DEL MOLISE DOC (2009) - CAMPI VALERIO

Opalia di Campi Valerio Non avevo mai assaggiato una Tintilia, vitigno autoctono del Molise, ma come un tarlo che si insinua lento nel legno lavorando con tenacia e senza mai stancarsi, mi era rimasta questa voglia dal corso Ais del secondo livello, dove il bravo relatore innamorato di queste terre e di questo vino me l'aveva fatto conoscere. Quella serata però non era tra i vini in degustazione e il tarlo da quel giorno è entrato in azione, lento e instancabile, a ricomparire ogni volta che pensavo ai vini che vorrei assaggiare. L'occasione si è materializzata al corso del II livello Ais di Monza e Brianza, che questa volta mi vedono non come spettatore-studente ma come sommelier. Ma visto che ci siamo e che abbiamo un po' di tempo (giusto?) prima di assaggiarlo facciamo un piccolo viaggio tra questa terra spesso dimenticata anche a livello enologico. Tutto inizia nel periodo pre-romanico con i Pentri, popolazione sannita che vive in questi territori e che colti...