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Visualizzazione dei post con l'etichetta zibibbo

Il Tignanello (tra gli altri) e il gruppo dei soliti astemi insolitamente al completo

Rientro al completo e alla grande per il gruppo dei soliti astemi. Il 'parterre de roi' dei vini della serata annovera Tignanello, Brunello da Vinci, Ben Ryè e altri vini meno famosi ma che per varietà e qualità hanno reso la serata superlativa. Si parte con un prosecco di cui non è rimasta traccia ma che si è immolato alla causa del brindisi inaugurale della serata. In abbinamento ad uno squisito rotolo di frittata di zucchine, formaggio e speck è stato proposto il Vermentino Belguardo di Mazzei, con i tipici rimandi fruttati, un delicato bouquet di muschio e erba tagliata, mentre al palato si è adagiato su una piacevole nota amarognola. In generale un vino semplice e beverino adatto come starter su piatti freddi e non troppo strutturati. Con la gallina veneta e il suo ripieno di carne abbiamo proposto un Gamay dei Colli del Trasimeno di Duca della Corgna. Il Gamay è il vino del Beaujolais, e questo sicuramente non gli ha giovato nel momento in cui la stella del vino novello u...

Il 2019 di Baccanera inizia con Sur Sur e Kabir di Donnafugata

Iniziamo il primo post dell'anno con due proposte che ho bevuto durante queste rilassanti vacanze natalizie e che rimandano alla Sicilia e ad un suo produttore che come pochi riesce a rappresentare in modo perfetto il territorio circostante. Sto parlando di Donnafugata, produttore da più di 300 ettari di cui metà in affitto, ma che sembra lavorare in modo quasi artigianale. La sua forza sta qui, grandi numeri tanto che le sue bottiglie si trovano agevolmente sul mercato sia on che off line, ma grande attenzione alla qualità di ogni singola bottiglia che esce, con una qualità media che si percepisce in maniera chiara e netta più alta della media dei produttori non solo siciliani. Il Sur Sur di Donnafugata è un monovarietale di Grillo di recente creazione, che va nel solco di tutti i precedenti prodotti della prestigiosa casa vitivinicola siciliana, quindi che devono possedere personalità nel senso di distinzione rispetto ai soliti prodotti anonimi che caratterizzano molti ...

La sublime eleganza del Ben Ryé Edizione Limitata, annata 2008

In una dolce serata dal sapore quasi estivo mi dirigo con passo veloce all'appuntamento ad una cena a casa di amici, dove avrò la fortuna di assaggiare il mitico Ben Ryé, prodotto che si conferma anno dopo anno come uno dei migliori passiti italiani, riuscendo a mantenere un livello qualitativo assoluto nonostante il numero non poi così esiguo di bottiglie prodotte. Personalmente è però la prima volta che mi capita di assaggiare l'Edizione limitata, una specie di ulteriore raffinazione, cernita, affinamento, concentrazione di qualcosa che già si avvicina alla perfezione e, man mano che si avvicina il momento della degustazione, aumenta la mia curiosità di capire se effettivamente una differenza può esistere in maniera percettibile. Di certo sappiamo delle bassissime rese che si attestano sui 40 q. per ettaro, la fermentazione a temperatura controllata a cui viene aggiunta a più riprese l'uva appassita. La serata trascorre serena e popo storie raccontate da abili narr...

Il Khamma e la bellezza dell'imperfezione

Ebbene si, alle volte anche se non si è perfetti si può stupire più ancora rispetto a chi alla perfezione è naturalmente portato o che ha tanto faticato e studiato per arrivarci. E' il caso del Khamma, passito di Pantelleria di Salvatore Murana, che non riesce ad essere perfettamente equilibrato nelle sue varie componenti gusto-olfattive, eppure mi ha stupito e mi è rimasto nella memoria come uno dei migliori passiti che abbia mai assaggiato. Innanzitutto è uno di quei vini estremamente territoriali che mi piacciono da subito, dal primo sorso. Che poi territoriale significa per me che un vino sappia esprimere pienamente un territorio complesso e variegato come l'isola di Pantelleria, con il suo territorio di origine vulcanica con le sue acque calde e i soffioni di vapore, le colate laviche che si tuffano nel mare azzurro intercalato dai faraglioni, i muri a secco utilizzati per bonificare il terreno dalle pietre e per delimitare le proprietà, il vento che spesso si most...

La Sicilia di Donnafugata vista attraverso il Moscato di Pantelleria Kabir

Non si può immaginare la Sicilia vitivinicola senza pensare a Donnafugata e tra i tanti riusciti suoi prodotti, alcuni di una classe senza confini, non mi era mai capitato di provare il Kabir, un moscato di Pantelleria dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. E' un vino dolce naturale coltivato sull'isola di Pantelleria, su terreni di origine vulcanica terrazzati con i tipici muretti a secco, prodotto da uve Zibibbo coltivate ad alberello all'interno di conche per proteggerle dalle particolari condizioni atmosferiche. La resa è di circa 40 ql/ha, ottenuta da viti molto vecchie, su una conformazione morfologica del tutto anomala e con condizioni pedoclimatiche altrettanto singolari. E devo dire che ancora una volta Donnafugata mi ha sorpreso con un prodotto che riesce incredibilmente a distinguersi per alcuni tratti distintivi dai tanti vini simili in commercio. Donnafugata insieme a poche altre cantine dell'isola ha guidato un vero e proprio percorso virtu...

Lo strepitoso Ben Rye di Donnafugata

Ben Ryè di Donnafugata Quest'anno ho avuto la fortuna di assaggiare diversi ottimi passiti tra cui ricordo con estremo piacere il Tal Luc di Lis Neris assaggiato nel corso dell'ultimo Vinitaly. Sono invece passati quasi due anni da quando ho assaggiato per l'ultima volta il Ben Rye, seduto in un tranquillo ristorante di Milano, in una serata di mezza estate con l'amico del corso di sommerlier. Due anni dopo l'amico che vedevo solo in rare occasioni è diventato un gruppo di amici con i quali abbiamo condiviso tante felici degustazioni. Lui appassionato di Piemonte mi ha fatto scoprire molti Barolo e Barbaresco che non conoscevo, mentre io che assaggio vini sempre diversi credo di avergli creato un po' di curiosità per gli innumerevoli vitigni autoctoni italiani. Su tutto ci era sempre rimasta la voglia di ritornare ad assaggiare quel semplice nettare prelibato dal colore ambrato ideato e prodotto da quel Giovanni Rallo di Donnafugata recentemente scompar...

L'Ecrù simbolo del sole della Sicilia

L'Ecrù di Firriato La Sicilia del vino si sta veramente riscattando dopo anni passati a vendere vino sfuso alle cantine del nord o a imbottigliare improbabili Nero d'Avola. E lo fa grazie ad aziende affermate di medio-grandi dimensioni come Donnafugata, Cusumano, Planeta, Tasca d'Almerita, Florio e altre più piccole ma emergenti come Graci, Girolamo Russo, Nino Barraco, Arianna Occhipinti, Marilena Barbera e moltissime altre; tra le prime non è possibile non citare Firriato. I numeri di questa azienda di Paceco in provincia di Trapani, sono sicuramente rilevanti visto che le bottiglie prodotte superano i 4 milioni, ma Firriato è un produttore che sa ricercare la qualità, è in continua espansione ed evoluzione e lo testimoniano prima gli investimenti a Favignana e sull'Etna, poi la conversione al biologico, che per una azienda di queste dimensioni non è per nulla scontata.

Il Sangue d'Oro (Passito di Pantelleria) di Carole Bouquet

Sangue dOro di Carole Bouquet Non è certo la prima volta che mi capita di assaggiare un Passito di Pantelleria e tutte le volte mi stupisco di quanto bene si lavori su questa isola, arida e sferzata dai venti per la maggior parte dell'anno, dove da sempre viene coltivato lo Zibibbo per la produzione di un passito che nella maggior parte dei casi è qualcosa di poco più che artigianale.