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Visualizzazione dei post con l'etichetta Brunello di Montalcino

Brunello di Montalcino Docg (2015) - Col d'Orcia

 Il Brunello di Montalcino Col d'Orcia è una specie di flag ship per il produttore e in generale la sua denominazione. La versione che propone Col d'Orcia è di stampo tipicamente tradizionalista, realizzata con l'apporto di diverse vigne sul territorio e in grado di esprimere adeguatamente il terroir della zona. Una zona che fino agli anni settanta del secolo scorso era molto poco conosciuta dagli amanti del vino. La sua particolare conformazione topografica, con il monte Amiata a sud che blocca i temporali estivi provenienti da quella direzione, conferisce un clima secco e tiepido tipico della costa toscana, mentre il suolo è decisamente più roccioso e meno fertile della zona del Chianti. Ma dopo il barone Ricasoli, che per primo ha creduto in questo territorio per produrre vino di qualità, tutto è cambiato e il nome Brunello è entrato in breve tempo nell'Olimpo mondiale del vino. Dopo Ricasoli anche Banfi ne comprese le potenzialità e via via tanti altri produttori in...

Il Tignanello (tra gli altri) e il gruppo dei soliti astemi insolitamente al completo

Rientro al completo e alla grande per il gruppo dei soliti astemi. Il 'parterre de roi' dei vini della serata annovera Tignanello, Brunello da Vinci, Ben Ryè e altri vini meno famosi ma che per varietà e qualità hanno reso la serata superlativa. Si parte con un prosecco di cui non è rimasta traccia ma che si è immolato alla causa del brindisi inaugurale della serata. In abbinamento ad uno squisito rotolo di frittata di zucchine, formaggio e speck è stato proposto il Vermentino Belguardo di Mazzei, con i tipici rimandi fruttati, un delicato bouquet di muschio e erba tagliata, mentre al palato si è adagiato su una piacevole nota amarognola. In generale un vino semplice e beverino adatto come starter su piatti freddi e non troppo strutturati. Con la gallina veneta e il suo ripieno di carne abbiamo proposto un Gamay dei Colli del Trasimeno di Duca della Corgna. Il Gamay è il vino del Beaujolais, e questo sicuramente non gli ha giovato nel momento in cui la stella del vino novello u...

Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso (1995) - Ciacci Piccolomini d'Aragone

La storia di Ciacci Piccolomini attraversa un paio di secoli di storia italiana. Le sue nobili origini si perdono nel XVII secolo, quando i terreni e un importante palazzo erano di proprietà del vescovo De Vecchis. Si susseguono poi alla guida dei terreni e dei beni immobiliari alcune famiglie nobili del luogo (siamo a Montalcino), tra cui i Ciacci Piccolomini imparentati con conti e Papi di tempi che furono. Nel 1985 si estingue il prestigioso casato e la proprietà viene lasciata in eredità a Giuseppe Bianchini, fattore della tenuta da molti anni che ammoderna metodi di produzione e filosofia aziendale, proseguiti poi dalla generazione dei figli e dei nipoti. La tenuta è molto vasta visto che si tratta di circa 220 ettari di terreno, di cui 55 dei quali dedicati a vigneti e 40 a oliveti, in un vero e proprio paradiso della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il resto lo fanno quel particolare microclima di terroir adatto alla produzione di grandi vini rossi da i...

Brunello di Montalcino di Podere La Vigna, annata 2010

A Montalcino, a differenza che in altre importanti regioni del vino italiano (vedi Barolo), le due anime che vedono contrapporsi i tradizionalisti e i modernisti (o innovatori) hanno saputo trovare una visione unica e condivisa sul futuro della loro denominazione. Dalla nascita del Brunello nel 1968 le bottiglie prodotte sono andate via via aumentando partendo da 13.000 a circa 9,1 milioni di bottiglie. Una crescita esponenziale, quasi senza precedenti, cresciuto sulle solide basi di un territorio unico ma che ha saputo anche innovarsi e crescere nel marketing e nella commercializzazione in mercati emergenti. Tra i progetti innovatori la recente nascita della Fondazione Brunello di Montalcino, espressione del Consorzio ma con una gestione autonoma, con l’obiettivo di finanziare progetti di sviluppo sul territorio, dal turismo al recupero e restauro di beni artistici e culturali. Il contributo volontario dei produttori permetterà la raccolta di fondi che saranno poi destinat...

In estasi per il Brunello di Montalcino della Tenuta Il Poggione

Brunello di Montalcino Il Poggione Del Brunello di Montalcino della Tenuta Il Poggione mi era già capitato di assaggiare l'annata 2009 lo scorso anno in occasione dell'avvenimento organizzato dall'Associazione Italiana Sommelier per i suoi (primi) 50 anni ( http://baccanera88.blogspot.it/2015/07/i-primi-50-anni-della-associazione.html ). Tuttavia si trattava di un assaggio veloce in mezzo a tanti altri assaggi, fatto in un caldissimo tardo pomeriggio di luglio, in una sala piuttosto affollata da tanti colleghi, appassionati, blogger e semplici curiosi. Mi è capitato ancora di assaggiare l'annata 2009 in una piovosa serata di metà ottobre, ad una cena da amici, in tutta calma, con la possibilità di studiarne attentamente tutte le infinite sfumature visive, olfattive e gusto-olfattive che un Brunello di classe è in grado di offrire. Al di là dei premi che ormai si sprecano, non ultimo il riconoscimento della influente e prestigiosa rivista americana Wine Specteto...

Il giovane promettente Brunello di Montalcino Capanna annata 2010, all'assaggio di Baccanera

Brunello di Montalcino di Capanna Certo l'estate non è la stagione ideale per bersi un buon Brunello di Montalcino di Capanna. Eppure l'abbinamento con certi piatti, nel caso specifico uno stupendo capriolo al ginepro con contorno di patate arrosto, rende indispensabile l'assaggio di questo tipo di vini se si vuole accompagnarli in modo adeguato. Inoltre l'accortezza di servire il vino rosso non alla temperatura ambiente, come si sente spesso dire in giro in modo del tutto sbagliato, ma semplicemente alla temperatura a cui questo tipo di vino va servito, che nel caso di un vino importante come il Brunello può arrivare ai 18-20 gradi, fa capire come si possa serenamente bere Brunello, Barolo e Amarone anche d'estate e in modo del tutto piacevole. Capanna è una azienda a conduzione famigliare, fondata nel 1957 a Montosoli, a nord di Montalcino. Come (quasi) tutte le aziende agricole della zona si è fatta trovare pronta, quando negli anni '80 è esploso il...

I diciannove anni del Brunello di Montalcino di Tenuta Caparzo

Brunello di Tenuta Caparzo Non è facile trovare una bottiglia di diciannove anni ancora in ottimo stato, ma se ci riusciamo vuol dire che il vino è stato ben conservato e soprattutto che era in grado di sostenere un lungo invecchiamento. Oggi vorrei parlare del lento cerimoniale e la sottile emozione che prova un appassionato di vino ad aprire una bottiglia il cui contenuto è nato in vigna, lavorato e imbottigliato quasi vent'anni prima. Si parte ovviamente con l'apertura del tappo di sughero, che deve essere fatta con estrema attenzione e delicatezza di movimenti, perché non ne conosciamo la sua condizione. Il tappo potrebbe essere in parte impregnato di vino e quindi fragile oppure essersi decisamente asciugato, in entrambi i casi non un buon segno. L'annusata del tappo di sughero per trovare il famoso 'odore di tappo' è ormai consuetudine, ma chissà perché sui vini meno recenti si tende sempre ad avere dei dubbi, come se il maggiore o minore tempo trasc...

Il mitico e unico Brunello Biondi-Santi

Brunello Biondi Santi Approfittando di questo finale di primavera ancora piuttosto piovoso e insolitamente freddo, è giunta l'ora di rompere gli indugi e assaggiare gli ultimi grandissimi vini rossi della stagione, prima che l'estate mi indirizzi inevitabilmente sui vini bianchi via via sempre più semplici e meno strutturati (e beverini). Ancora una volta è una serata in compagnia e una cena abbinata in maniera perfetta a fare da contorno ad una emozionante bottiglia di Brunello di Montalcino della Biondi-Santi, vino che mi è stato regalato dai miei ex colleghi di lavoro per un giorno speciale. Per i pochissimi che non lo sapessero stiamo parlando di un vino che non si limita semplicemente ad essere di classe superiore, ma che ha fatto letteralmente la storia della viticoltura italiana. Tutto inizia nei primi decenni del 1800 (quindi un'era geologica fa) quando un tale Clemente Santi, di professione farmacista, pare che assecondando la sua passione si dedicasse pi...

L'emergente Brunello di Montalcino di Fattoi

Brunello di Montalcino di Fattoi Il mix virtuoso di produttori bravi e svegli, un terroir particolarmente vocato e un marketing che riesce a fare sistema, ha portato in pochi anni il Brunello di Montalcino a presentarsi a pieno titolo sulle migliori tavole del mondo, al pari di altri terroir famosi come Bordeaux, California e Borgogna. Un successo ampiamente meritato, nonostante negli ultimi anni sia stato più volte minacciato da scandali a cui i media affamati di notizie hanno dato molto risalto. Rimangono invece i vini a parlare del Brunello come questo 2010 di Fattoi, produttore emergente di cui ho assaggiato una strepitosa bottiglia in occasione di una cena con altri amici appassionati. L'azienda ha sede a Montalcino, in località Podere Capanna, alla confluenza dei fiumi Ombrone e Orcia, su una superficie complessiva di 70 ettari di cui 9 coltivati a Sangiovese da cui vengono ricavati 3 vini, 5 occupati da un antico oliveto e i restanti occupati a bosco e frumento. Qui...

Il Brunello di Montalcino di Cantina di Montalcino

Brunello di Montalcino di Cantina di Montalcino Fino almeno alla metà degli anni '70 Montalcino era un semplice e rustico paesino della Toscana meridionale. Nello stesso periodo in cui il Barone Ricasoli stava studiando la formula ideale per produrre un grande Chianti, Clemente Santi si stava industriando per produrre quello che sarebbe diventato il Brunello di Montalcino. Era il 1988 e stava per nascere sua Maestà il Brunello di Montalcino. Un grande vino che ben presto è riuscito ad avere una importante visibilità all'estero grazie alla potenza di un'azienda influente come Banfi, che grazie alla sua capillare rete distributiva lo ha esportato in America consacrandolo al definitivo successo commerciale.

Scontro tra titani: il Barolo dei Fratelli Alessandria incontra il Brunello di Montalcino di Ciacci Piccolomini

Barolo dei Fratelli Alessandria E' una sera di nebbia, che scende piano e che avvolge le cime dei palazzi, con le foglie gialle e rosse che si spargono sui marciapiedi e sulle aiuole, con una leggera e umida brezza che ti spinge ad affrettare il passo .... o forse sarà che sono semplicemente in ritardo, come sempre !!! Penso alla serata che mi aspetta a casa dell'amico Camillo e anche se mi rendo perfettamente conto che è sbagliato, so che finirò-finiremo per confrontare due tipologie di vino tra le più importanti, prestigiose e famose d'Italia come Barolo e Brunello di Montalcino.