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Visualizzazione dei post con l'etichetta Lungarotti

L'invitante semplicità del Grechetto in due versioni di grandi produttori (Lungarotti e Palazzone)

Il Grechetto deriva, come si può intuire dalla stessa parola, dalla Grecia. Venne portato in Italia (ed esportato un po in tutto il bacino del Mediterraneo) ai tempi della Magna Grecia e a dire il vero non è l'unico se, come si può supporre anche il Greco di Tufo, il Greco di Bianco e il Grecanico sono uve che provengono dalla Grecia e che hanno in comune il fatto di essere a bacca bianca, di avere una buccia piuttosto spessa e pruinosa. Si adattano inoltre molto bene alle vendemmie tardive in quanto resistono agli attacchi fungini e rendono bene alle tecniche di appassimento sulla pianta. Ovviamente il vino che si beveva al tempo dei greci era profondamente diverso da quello che possiamo trovare oggi in bottiglia. Si trattava infatti di un vino dolce, un po' bevanda e un po' cibo grazie all'elevato apporto zuccherino, un nettare dolce, utilizzato anche in numerosi rituali religiosi e nelle feste di chi se lo poteva permettere. Chissà quando e chissà come, le p...

Il Sagrantino di Montefalco di Lungarotti, annata 2010

L'azienda fondata a Torgiano nel 1962, è oggi guidata da tre donne del vino Chiara, Teresa e Maria Grazia, che hanno preso il testimone nel 1999 dopo l'addio del padre Giorgio. Il gruppo possiede 250 ettari di terreno tra Torgiano e, più di recente, Montefalco, esporta più di due milioni di bottiglie in 50 paesi e da lavoro a 120 dipendenti. E' famosa per il loro Torgiano Rubesco (dal latino rubescere ovvero arrossire), vino che raggiunge il suo apice nella versione Vigna Monticchio Riserva. E' un vino dalla personalità unica, longevo, che riesce a sostenere bene il legno mantenendo intatto il frutto. Ma come prima accennavo, nel 2000 i Lungarotti hanno deciso di investire in 20 ettari a Turrita di Montefalco, dove produrre Sagrantino, Montefalco Rosso e Sagrantino Passito. Uno dei punti su cui hanno particolarmente insistito negli ultimi anni è la sostenibilità della loro produzione, sia in vigna che in cantina. Dal 2014 Lungarotti ha la certificazione Bio...

L'Umbria del Rubesco di Lungarotti (Rosso di Torgiano)

Rubesco di Lungarotti L'Umbria del vino, come e forse ancora di più di altre regioni italiane, ha da tempo imboccato un percorso fondato sulla qualità, la selezione e la ricerca della valorizzazione dei vitigni autoctoni. Il vitigno che più è cresciuto negli ultimi anni, grazie ad un mix di potenzialità espressiva, marketing e tipicità territoriale, è senza dubbio il Sagrantino di Montefalco, interpretato sia in chiave moderna sia in chiave classica sulla scia di quanto già visto per Barolo, Barbaresco e Amarone. Ma sono anche altri i vitigni interessanti che hanno saputo crescere, primo fra tutti il tanto bistrattato Trebbiano, vino semplice eppure in grado di regalare pienezza aromatica e gustativa se lavorato con un occhio alla selezione e alla qualità. Ormai famoso e assolutamente da provare il Trebbiano di Perticaia. E cosa dire del Grechetto, vitigno che gioca una partita assoluta a Orvieto, ma anche in altre provincie come Todi e in grado di regalare ottima sapid...