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La Sicilia di Donnafugata vista attraverso il Moscato di Pantelleria Kabir




Non si può immaginare la Sicilia vitivinicola senza pensare a Donnafugata e tra i tanti riusciti suoi prodotti, alcuni di una classe senza confini, non mi era mai capitato di provare il Kabir, un moscato di Pantelleria dall'ottimo rapporto qualità-prezzo.

E' un vino dolce naturale coltivato sull'isola di Pantelleria, su terreni di origine vulcanica terrazzati con i tipici muretti a secco, prodotto da uve Zibibbo coltivate ad alberello all'interno di conche per proteggerle dalle particolari condizioni atmosferiche.

La resa è di circa 40 ql/ha, ottenuta da viti molto vecchie, su una conformazione morfologica del tutto anomala e con condizioni pedoclimatiche altrettanto singolari.

E devo dire che ancora una volta Donnafugata mi ha sorpreso con un prodotto che riesce incredibilmente a distinguersi per alcuni tratti distintivi dai tanti vini simili in commercio.
Donnafugata insieme a poche altre cantine dell'isola ha guidato un vero e proprio percorso virtuoso di rinascita del vino siciliano, che è ormai ampiamente sviluppato e che ha permesso all'isola non solo di colmare una differenza in termini qualitativi fino a qualche anno fa particolarmente vistosa rispetto ad altre regioni italiane, ma ad affermarsi nell'immaginario collettivo come regione in grado di trainare con i suoi vini unici, raffinati e dall'enorme potenziale l'intera produzione italiana.

Nel caso di Donnafugata siamo alla riconferma anno dopo anno di una produzione che sa abbinare alla quantità produttiva che permette a tutti di poter degustare i suoi prodotti, una qualità di assoluto rispetto con punte di eccellenza che trovano nel Ben Ryè e nel Mille e una notte i suoi campioni assoluti.

Tornando al Kabir, seduce all'impatto visivo con un brillante oro giallo antico.
Olfatto intenso ed estremamente variegato, con una fitta articolazione di profumi che vanno dalla frutta candita all'ananas, dall'albicocca matura e quasi disidratata ai sentori di agrumi, per poi atterrare su aromi di anice e miele di d'acacia.
Pieno e rotondo al gusto, con sensazioni prevalenti di dolcezza, contrastate da una naturale vena acida in grado di riequilibrare il sorso.
Ottima anche la chiusura su delicati ritorni fruttati e di miele.




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