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Ribolla Gialla (2018) - Primosic

Aggiungi didascalia Primosic è un produttore del Collio, quella striscia di terra tra Italia e Slovenia, con alle spalle le Alpi Giulie e davanti il mare Adriatico. Una terra ad altissima vocazione viticola, tanto che i produttori nati e cresciuti su queste dolci colline sono davvero tanti. Alcuni piccoli, altri piccolissimi, molti famosi e determinati a inseguire la loro filosofia produttiva, senza guardare alle mode e alle sirene del mercato (soprattutto estero) e dei suoi mutevoli gusti. Su queste colline spazzate dalla bora invernale che asciuga gli acini e controbilanciata dall'influsso del mare Adriatico e le sue estive brezze saline, si crea un microclima del tutto particolare. Ma anche il terreno è particolare, fatto di marna arenaria detta 'ponca', che influisce sulle viti garantendo quella mineralità al naso e al palato tipica dei vini della zona. Il resto è garantito dalla filosofia della cantina, che si sostanzia in pressature soffici, macerazione a freddo, util...

Chenin blanc Savanha (2017) - Spier

Il caldo si fa sentire e bere rosso diventa un supplizio? Ok allora si passa al bianco. Ecco una proposta estiva estiva che arriva direttamente dall'altro emisfero (quello australe visto che io mi trovo in quello boreale) grazie ad un famoso e-commerce del vino italiano, che me lo consegna in quattro e quattrotto. Che sia un bianco fresco e beverino non v'è dubbio, ma i suoi profumi sono sublimi (si proprio sublimi!!!) intensi, netti, ben definiti e numerosi. Impianto olfattivo di primissimo livello per questo Chenin blanc Savanha di Spier che nel retroetichetta sintetizza in 'juicy, fruity, easy going' ... come sono maledettamente superficiali questi sudafricani !!!! Lo Chenin blanc ha la sua patria di elezione nella Loira, dove può raggiungere vette importanti ma, come capita a tanti vitigni francesi, ha colonizzato un po' tutto il mondo e il Sudafrica in particolare. Ha una intensa nota aromatica, è fresco e invitante, ha un gusto sapido e succoso...

Spaccasassi e Rosapersempre di Tenuta Parco dei Monaci

Ci avviciniamo alle meritate vacanze. Che siano lunghe e lontane da casa o che si risolvano in qualche week end lungo e magari vicino a casa per via di quest'anno del tutto particolare, rimane il fatto che, con molta probabilità, vi capiterà di passare da qualche ottima azienda agricola più o meno rinomata dove poter degustare in loco del buon vino e portare a casa delle bottiglie che potranno poi essere degustate nel corso dell'inverno. Se siete dalle parti di Matera posso consigliarvi una azienda agricola di cui ho assaggiato recentemente un rosato e un rosso. Si tratta della Tenuta Parco dei Monaci, un antichissimo tenimento a 5 km da Matera, più precisamente sull'altopiano calcareo all'interno del Parco della Murgia Materana. Il terreno è decisamente particolare visto che si tratta di un sottile strato di terra che poggia sulla pietra calcarea. Le vigne sono caratterizzate da impianti ad alta densità, visto che ormai è appurato che la vite deve faticare pe...

Chardonnay Alto Adige (2018) - Alois Lageder

Alois Lageder è un produttore molto conosciuto dell'Alto Adige, di cui oggi scopriamo il suo Chardonnay in versione giovane e fragrante. Alois utilizza solo l'acciaio per esaltarne proprio gli aspetti di giovinezza e freschezza, nel segno della tradizione altoatesina di una produzione di vini giovani e semplici che sappiano esprimere appieno le caratteristiche del vitigno. Nel caso dello Chardonnay la nota più tipica è quella dell'inconfondibile foglia di pomodoro. Tra le altre note perfettamente riconoscibili ci sono la mela verde, gli agrumi e un accenno ad un bouquet di fiori di campo. Al palato è fresco, giovane e succoso, il classico vino da berne a secchiate e che si abbina a moltissimi piatti della tradizione italiana, tra cui zuppe e minestre. Personalmente l'ho assaggiato in una triste sera di pioggia novembrina del 2019 (anche se mi sembra un secolo fa) abbinandolo ad una vellutata di zucca con pasta tipo capelli d'angelo. Abbinamento...

Borgogno Barolo Docg (2008)

La storia inizia nel 1761 quando Bartolomeo Borgogno fonda la cantina e da inizio alla produzione vitivinicola, passando per quasi due secoli di tranquilla quotidianità contadina, interrotta dalle innovazioni e intuizioni di Cesare Borgogno, nato nel 1900 e che nel 1920, giovanissimo, prende le redini della cantina, oltre a dare un impulso fondamentale a tutta la storia del Barolo di Langa. Alla sua morte la conduzione passa alla nipote Ida, che con il marito e i figli traghetta l'azienda nell'epoca moderna, fatta di premi e riconoscimenti, espansione internazionale, sfide quotidiane, cambiamenti climatici e di gusti mutevoli dei consumatori. Nel 2008 la svolta arriva con l'acquisto della famiglia Farinetti, seguita direttamente dal figlio Andrea dal 2010.  Borgogno in vigna ha scelto una conduzione agronomica che si definisce convenzionale solo perché manca la certificazione biologica ufficiale, che dovrebbe arrivare nel 2019, ma che a tutti gli effetti si sostanzia...

Barolo Lorenzo Accomasso - 2005 Semplicemente il Barolo

Lorenzo Accomasso è volto storico della Langa in quel fortunato universo viticolo che prende il magico nome di Barolo. E' stato tra i primi produttori ad indicare in etichetta i 'cru' o sottozone (Menzioni Geografiche Aggiuntive) ed è ancora ben presente nel panorama enologico delle Langhe, tanto da vincere il premio Fivi 2019, accordatogli dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. E' stato anche uno dei primi a vinificare in selezione attraversa potatura corta in un periodo enologico non certo di grande prestigio per l'enologia italiana e sto parlando dei primi anni '70. 50 anni e forse di più di lavoro in vigna ma ancora la stessa determinazione dei primi tempi. E questa è la mia personale pura invidia per qualcuno che ama il proprio lavoro in maniera totale. I suoi cru sono pezzi pregiati che sfidato il tempo, venduti ad un prezzo forse non proprio accessibile a tutti ma che rispecchia tutto il lavoro fatto in vigna e in cantina per produ...

Amarone di Speri (2012) - Sant'Urbano

La storia dell'Amarone è una storia che enologicamente parlando è molto recente, al contrario di quella più in generale della Valpolicella che parte da lontanissimo. La prima bottiglia nasce infatti negli anni '50 quando Alberto Bolla organizza un grande evento a Milano nel 1953 e presenta la prima bottiglia di Amarone della storia. I primi disciplinari risalgono al 1976 e solo negli anni '90 viene riconosciuta la Docg. Gli anni '70 per l'Amarone di Speri possono quindi essere considerati gli inizi. Sono gli anni della ricerca e della selezione clonale, come gli anni '80 sono quelli della sperimentazione sui legni, mentre gli anni '90 vedono l'introduzione del sistema dell'appassimento delle uve. Speri ha nel tempo insistito, creduto e mantenuto l'uso della pergola veronese che obbliga il viticoltore ad una naturale selezione dei grappoli durante i mesi estivi con un sensibile aumento della qualità dell'uva prodotta dalla pianta. ...

Salmariano Verdicchio dei Castelli di Jesi (2015) di Marotti Campi

Marotti Campi è sicuramente uno dei nomi più conosciuti del vino marchigiano. I suoi Verdicchio dei Castelli di Jesi e i suoi Lacrima di Morro d'Alba possono essere considerati prodotti al contempo accessibili e di eccellenza, cosa non molto facile da trovare nel pur vasto ambito dell'enologia attuale. Marotti Campi è una delle più antiche realtà di Morro d'Alba e la sua attività è testimoniata a partire dalla metà dell'Ottocento, quando la famiglia Marotti acquistò una proprietà nella contrada Sant'Amico di Morro d'Alba e vi edificò la villa come centro dell'azienda agricola. All'epoca la coltura principale era il grano assieme ad altri seminativi, ma già il vino era coltivato nella tenuta prodotto da '8.000 piante poste alla distanza di 1,20 metri per 1 a sistema Gouyot'. Dopo decenni finiti nell'oblio dei tempi, un momento di svolta è stato il 1999, anno in cui, dopo una profonda ristrutturazione aziendale, si è arrivati alla cost...

Albino Armani - Valpolicella Ripasso Classico Superiore

Albino Armani ha 400 anni di storia alle spalle dai documenti notarili del 1607 conservati nell'ufficio storico di Trento. Di certo i vini di 400 anni fa erano molto diversi da quelli attuali ma la storia serve per attestare la vocazione di questi terreni per la viticoltura. Ci troviamo nella parte più meridionale della Val d'Adige, che prende il nome di Vallagarina. Fra Ala e Avio i vigneti si adagiano dolcemente ai piedi del monte Baldo e della Lessinia. Una terra fertile tra fiume Adige e montagna, coltivati con il sistema tipico della pergola trentina e un territorio che passa dalla trama morenica a quella alluvionale. Il microclima risenta dell'influenza del non lontano lago di Garda, ma anche della forte escursione termica tra il giorno e la notte, che caratterizza i profumi dei vini trentini e altoatesini. Una zona d'elezione per il Valpolicella ripasso che viene prodotto nella valle Marano fra i 360 e i 450 metri di altitudine, su terreni del tutto pa...

Il vino di Oliviero Toscani

Oliviero Toscani è uno dei più famosi fotografi del mondo. Un talento che si è espresso anche grazie al padre, anche lui fotografo, ma che ha saputo trovare una sua strada, un mix di originalità, talento puro e passione che ne hanno decretato il giusto successo. Ma oltre alla passione-lavoro per la fotografia Toscani aveva da sempre un altro sogno: quello di produrre vino e olio e, con la solita originalità e bravura che lo ha contraddistinto nel suo lavoro di fotografo, ha deciso di buttarsi in questa nuova avventura. Ha quindi acquistato a Casale Marittimo, in provincia di Pisa, un terreno in cui produrre olio e vino in un territorio unico anche per bellezza naturale oltre che per vocazione enologica. Siamo tra le dolci colline che separano Volterra da Bolgheri, non lontano dal mare, e il paesaggio è quello tipico di queste zone dove tutto sembra sempre in armonia con l'universo. Dopo quindi il lavoro di una vita, Toscani decide di trasferirsi qui, ma non lo fa per ...

Verticale di Insoglio del Cinghiale

La Tenuta di Biserno, nel territorio di Bibbona, viene acquistata in anni recenti da Ludovico e Piero Antinori, storica famiglia che opera nel mondo del vino da intere generazioni e che hanno scritto un pezzo di storia enologica italiana con altri grandi produttori come i Frescobaldi, i Gaja ecc. Ma la storia è senz'altro più complessa e merita di essere raccontata. Dopo aver fondato e successivamente venduto a Robert Mondavi la Tenuta dell'Ornellaia, Ludovico Antinori decide di ripetere la positiva esperienza in Alta Maremma acquistando terreni nella zona intorno a Bibbona, in provincia di Livorno, creando la Tenuta di Biserno e successivamente su terreni più sabbiosi la Tenuta Campo di Sasso, sulla strada che collega Bolgheri a Bibbona. Qui viene deciso di piantare Cabernet, Merlot, Petit Verdot ma soprattutto Syrah che predilige questo tipo di terreno. La zona di produzione è tra le più vocate della Toscana in particolare per la coltivazione dei vitigni interna...

Favinia Le Sciabiche Igt (2011) - Firriato

Le Sciabiche di Firriato, prodotto con Perricone e Nero d'Avola, è il classico prodotto siciliano dove il mare incontra la terra e le vigne. Vigneto praticamente a ridosso della scogliera di Calamoni, che esprime appieno il terroir fatto da un mix di sole, influenza salmastra del mare, vento costante e terreno roccioso e ricco di scheletro. In cantina Firriato usa il legno piccolo e grande ma non esagera ma permette al vino di presentarsi in tutta la sua estrema complessità. Le note predominanti di ribes, mirtilli in generale frutti di bosco è accompagnata da sentori balsamici e di pepe nero. In bocca il tannino è vellutato e controbilanciato da una bellissima sapidità che ricorda la vigna sul mare. Ottimo prodotto da abbinare con tonno appena scottato

Rossese di Dolceacqua Doc (2018) - Azienda agricola Caldi

Il Rossese di Dolceacqua è senza dubbio uno dei rossi d'Italia più interessanti e nel contempo più sottovalutati. In parte è sicuramente dovuto alla produzione quasi artigianale in termini di quantità di molti produttori, che quindi impedisce al vino una adeguata diffusione fuori dal territorio di produzione. Ci sono tanti vini che nel corso della nostra comunque fortunata vita non avremo modo di bere o perchè veramente rari o perchè prodotti dall'altra parte del mondo oppure semplicemente perchè inarrivabili in termini di prezzo. Tuttavia lasciarsi scappare un Rossese di Dolceacqua è un vero peccato, anche e soprattutto per le peculiarità quasi uniche di questo vitigno. Viene coltivato in una zona di confine tra Italia e Francia, nell'estremo lembo orientale della Liguria, su colline che degradano verso il mare, a 500-600 metri di altitudine e protette da vette ben più alte (Alpi Liguri). Una situazione pedoclimatica sicuramente molto particolare, che influenza i...

Barolo Gramolere (2005) - Fratelli Alessandria

In casa e ancora in casa ....... e allora non possiamo che consolarci con un buon Barolo dei Fratelli Alessandria, in una versione particolarmente ben riuscita come l'annata 2005. Gramolere è un cru di niente di meno che Monforte d'Alba, una delle zone più vocate alla coltivazione di Nebbiolo, che storicamente da vini potenti, strutturati, concentrati e tannici. La vigna dove nasce questo Barolo è esposta a sud, ad una altitudine di 400 metri e le viti hanno mediamente 40 anni di età. La dimensione dell'azienda agricola è rimasta di tipo famigliare, un rapporto diretto con il territorio e le singole vigne composte da 12 ettari tenuti in maniera perfetta, vero e proprio patrimonio dell'azienda. Nei vigneti viene coltivato principalmente Nebbiolo, ma anche Dolcetto, Barbera e il particolarissimo Pelaverga, vitigno autoctono di queste zone che personalmente adoro. Tra i bianchi un piccolo spazio è lasciato alla Favorita, praticamente il Vermentino piemontese e l...

Lunae Leukotea - Liguria di Levante Bianco

In questi giorni da semi-reclusi che stiamo vivendo è con un pizzico di nostalgia che mi tuffo nei ricordi enologici supportato dal mio bouquet di vini assaggiati su Google Photo. Era la ormai lontana estate 2019, praticamente un'era geologica fa considerando l'assurda realtà parallela che stiamo vivendo, quando al rientro dalle meritate vacanze estive, il gruppo dei soliti astemi si ritrovavano spavaldi e rilassati per ricominciare la stagione enologica 2019-2020 con un sacco di idee e buone intenzioni. Alla prima serata, sull'indimenticabile ed enorme terrazzo di chef Fabrice, l'amico Paolo decide di farci assaggiare un vino portato dalle (sue) tranquille vacanze in Liguria. Si trattava del Leukotea di Lunae, storica cantina ligure di Ortonovo, in provincia di La Spezia, su quel territorio unico e di confine dei colli di Luni. Nel cuore della Lunigiana Paolo Bosoni, nell'ormai lontano 1966, inizia l'avventura enologica di Lunae e del Vermentino. I...

San Giobbe - La Costa

La Brianza avrebbe una lunga storia enologica da raccontare.  I vini citati dal Manzoni e dal poeta dialettale milanese Carlo Porta escono in effetti dal passato remoto ed erano prodotti con vitigni autoctoni purtroppo oggi estinti (inzaga, corbera, guernazza, boutascera...). Da una rilettura di Vino al Vino di Mario Soldati cito testuale: 'Viticolarmente la posizione geografica di tutta la Brianza è quanto di meglio si possa desiderare. Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l'altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura padana e dai laghi, la sfiorano fruttuosamente: è chiaro ormai che il vino più delicato e più squisito deriva sempre da uve maturate al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vita. . ... Il Montevecchia può essere definito un vino da pasto affascinante ....e per un pasto normale durante un giorno lavorati...

Ribolla Gialla Friuli Colli orientali - Colutta

L'azienda Colutta nasce nel 1900 su quel prodigioso terreno vocato alla coltivazione della vite che ha preso il nome di Colli Orientali del Friuli. Il vino che ho assaggiato è un loro Ribolla Gialla che fa parte della linea cru di Coletta. La particolarità di questo vino è di natura tecnica. Infatti dopo una pressatura soffice del mosto, il liquido d'uva vino refrigerato e decantato staticamente. Segue il travaso in botti di acciaio per la fermentazione a temperatura controllata con l'utilizzo di lieviti selezionati, mentre al termine della prima fermentazione si innestano i batteri malolattici responsabili di una seconda fermentazione che consente di smussare le spigolosità tipiche del vitigno. I profumi sono nitidi e ben distinti, primo segno di un vino di qualità e si dipanano in una iniziale scia di pompelmo rosa, poi gelsomino e macchia mediterranea. In bocca è elegante e sostenuto da una ben presente spalla acida, mentre il sorso si equilibra e diventa roto...

Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso (1995) - Ciacci Piccolomini d'Aragone

La storia di Ciacci Piccolomini attraversa un paio di secoli di storia italiana. Le sue nobili origini si perdono nel XVII secolo, quando i terreni e un importante palazzo erano di proprietà del vescovo De Vecchis. Si susseguono poi alla guida dei terreni e dei beni immobiliari alcune famiglie nobili del luogo (siamo a Montalcino), tra cui i Ciacci Piccolomini imparentati con conti e Papi di tempi che furono. Nel 1985 si estingue il prestigioso casato e la proprietà viene lasciata in eredità a Giuseppe Bianchini, fattore della tenuta da molti anni che ammoderna metodi di produzione e filosofia aziendale, proseguiti poi dalla generazione dei figli e dei nipoti. La tenuta è molto vasta visto che si tratta di circa 220 ettari di terreno, di cui 55 dei quali dedicati a vigneti e 40 a oliveti, in un vero e proprio paradiso della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il resto lo fanno quel particolare microclima di terroir adatto alla produzione di grandi vini rossi da i...

Friuli Colli Orientali Sauvignon (2018) - Livio Felluga

E' un classico di sempre ma nel contempo riesce a sorprendere anche il wine lover più esperto. Si tratta del Sauvignon di Livio Felluga e anche se non stiamo parlando del loro Terre Alte, un vero e proprio top enologico italiano nella sua categoria, siamo pur sempre ad un livello qualitativo davvero molto alto, frutto di un lavoro partito molto tempo fa, quando in Italia ancora prevaleva il vino del contadino e delle damigiane riempite fino all'orlo di vino da tenere in cantina. L'azienda di Cormons ha da sempre capito che puntare dritti sulla qualità avrebbe senza dubbio premiato l'azienda e ad oggi si ritrovano con una selezione di etichette di grandissimo spessore qualitativo. Anche questo semplicissimo Sauvignon degustato ancora la scorsa estate con gli amici ad una cena con i piatti preparati dallo chef Daniele Scanziani, ha riservato la certezza della buona bevuta insieme ad una ricercata raffinatezza sia nei profumi che al palato. Distintivi i sentor...

Quintessenz Kalterersee Classico di Kellerei Kaltern (2017)

Nell'immaginario enologico collettivo i vini prodotti con la Schiava risultano di pronta beva, freschi e giovani. Se questo da un lato significa che si abbinano meglio di altri ai piatti della cucina di tutti i giorni, dall'altro sono anche considerati vini semplici e senza grosse pretese. Tuttavia ci sono vini come Quintessenz di Kellerei Kaltern che pur producendo un vino da un vitigno semplice come la Schiava danno delle sensazioni gusto-olfattive tipiche di vini più impegnativi. Il motivo è da ricercare, più che nella lavorazione in cantina che andrebbe solo ad appesantire un vitigno nato per produrre vini giovani, nell'età media delle viti che va dai 30 ai 70 anni. Se pensiamo infatti che le viti raggiungono il suo massimo vigore intorno ai 20 anni per poi diminuire la propria produzione, l'età più elevata porta ad una naturale concentrazione in meno acini di tutti i preziosi elementi che la pianta ricava dal terreno. Una spezie di selezione natu...

Dom Perignon Vintage 2009: semplicemente un'opera d'arte

Mi capita spesso di parlare di vino con amici e colleghi di lavoro, che conoscendo la mia passione mi interrogano su questo e quel vino. In una di queste recenti discussioni un mio collega, col fare sicuro dell'esperto winelover, mi diceva che il Dom Perignon era oggettivamente di molto scaduto !!! Ora non sono solito intavolare difficili discorsi tecnici con chi di vino se ne intende poco, soprattutto riguardante un argomento così soggettivo, ma subito mi è venuto alla mente l'ultima degustazione di Dom Perignon che ho fatto questa estate con il gruppo dei soliti astemi. Premetto che si trattava di una delle loro linee più prestigione, la Vintage, ma senza ombra di dubbio si è trattato di una degustazione che ha sfiorato l'eccellenza, la magnificenza e la libidine allo stato puro per chi come me (noi) è un appassionato di vino. Il Vintage è un millesimato annata 2009, una vera e propria opera d'arte, che con i suoi 8 anni sui lieviti viene prodotto solo nelle a...

La passione sarda in testa alle classifiche: Serranu di Tani Vini

Il Serranu è un rosso sardo che fa la differenza e che nel contempo riesce nella non facile impresa di esprimere al meglio il concetto di terroir con un equilibrio che solo i più grandi rossi blasonati d'Italia riescono ad avere. Un importante riconoscimento al vino della famiglia Tani è stato assegnato durante lo scorso Vinitaly, quando la prestigiosa classifica della guida 5StarWines gli ha assegnato il posto d'onore. Il coronamento di dieci anni di intenso lavoro che hanno permesso ai Tani di raggiungere il top con un prodotto davvero sublime. Un vino che nasce da vitigni posti a 600 metri d'altezza, in zone impervie coltivate a Cannonau che rientrano pienamente nella viticoltura eroica, in quanto l'attività in vigna a causa delle pendenze rende impossibile l'uso delle macchine. Le vigne sono circondate da boschi e montagne granitiche selvagge e, in particolare quelle di Cannonau, sono poste a ridosso del monte Limbara, dove i terreni regalano ai vini una...

Picol di Lis Neris

Di Lis Neris ci sarebbe da parlare per giorni, ma la caratteristica più importante del noto produttore friulano è di non deludere mai. Tra i suoi vini di fascia media e prezzo molto interessante troviamo senz'altro il loro Sauvignon blanc Picol, coltivato sulla riva destra dell'Isonzo con i suoli caldi e sassosi tipici dei terreni che scorrono vicino ai fiumi che man mano hanno sgretolato le montagne, portando a valle nel corso di millenni i sedimenti. Il clima della zona è a dir poco bizzarro, uno strano mix di venti freddi che arrivano dai balcani e di aria più mite che arriva dal Mar Adriatico. Il Sauvignon blanc è uno dei vitigni internazionali più conosciuti e coltivati al mondo, ma è quasi unanimemente riconosciuto che le sue zone vocate sono la valle della Loira, alcune zone della Nuova Zelanda e ... il Friuli Venezia Giulia, forse per quel mix di terroir e di climax che si ritrova nella zona. Il resto lo fanno i biotipi utilizzati, uno francese utilizzato p...

Vernaccia di San Gimignano Riserva Docg Per Bruno (2015) - Poderi Arcangelo

Poderi Arcangelo a San Gimignano gode del panorama delle torri medioevali dell'antica città toscana. Oltre ad essere un apprezzato agriturismo produce anche un ottimo Vernaccia di San Gimignano che ho avuto il piacere di assaggiare mentre mi trovavo a passare da quelle parti. La Vernaccia ha ottenuto la Doc nella versione San Gimignano e la Docg nella versione Vernaccia di San Gimignano e riunisce i produttori in un apposito consorzio che ne ha stabilito il disciplinare, nel quale è stabilito che il vino prodotto debba contenere almeno l'85% di Vernaccia. La riserva deve fare almeno 11 mesi di cantina con uve selezionate dai migliori terroir della zona. La Vernaccia Riserva Docg di Poderi Arcangelo dell'annata 2015 sfoggia un apprezzabile bouquet di fiori di acacia, seguito da mele e pompelmo rosa, con una traccia di polvere da sparo e una leggera traccia di burro. Al palato è intenso e vibrante, con un nerbo acido ben delineato che ne fa intuire una discreta ...

Chardonnay Pouilly-Fuissè di Domaine Mathias

Non sono solito assaggiare vini stranieri e non lo faccio per sciovinismo ma perchè spesso i vini sono più difficili da trovare e spesso sono più cari, soprattutto i francesi. Se poi si tratta di Borgogna, ovvero la zona più aristocratica a livello enologico della Francia, questa affermazione la differenza di prezzo rispetto ad un vino italiano dello stesso livello può essere alcune volte imbarazzante. Tuttavia se capita, come questa sera, di assaggiare un Pouilly-Fuissè di certo non mi tiro indietro. A differenza di altre zone viticole francesi, qui l'estrema frammentazione delle terre vitate è la causa ma anche la felice imprevedibilità del vino della Borgogna. Un territorio quindi che, più di altri, assomiglia a molte realtà italiane anche se microclima, terreno e talvolta tecniche di coltivazione possono essere molto diverse dai territori nostrani. In questo terreno argilloso-calcareo Domaine Mathias produce uno Chardonnay di prim'ordine. Questa zona di produz...

Amedeo Custoza (2017) di Azienda Agricola Cavalchina

Oggi siamo a Custoza, sulle appena pronunciate colline moreniche a sud del Lago di Garda, dove le vigne si susseguono ordinate e delimitate dalle strade da filari di piccoli alberi e muretti in pietra; poi il paese fatto di case mono familiari con ampi giardini e poche auto in circolazione. Fuori dal paese lo sguardo spazia tranquillo tra vigne, poche case isolate e agriturismi; del resto la zona ha una vocazione turistica di buon livello e non è certo raro trovarvi turisti un po' in tutto l'anno grazie al Lago e alle terme. Qui si ha proprio l'idea che tutto sia curato e valorizzato al meglio, ogni singolo pezzo di terra, vigna, aiuola o siepe. In questo panorama rurale che talvolta può diventare ameno, soprattutto sotto il cielo grigio che promette pioggia, mi ritrovo ad assaggiare l'Amedeo, bianco di Custoza Superiore dell'Azienda Agricola Cavalchina. Il nome deriva da quel Principe Amedeo di Savoia che nel 1866 fu ferito qui a Custoza durante la Terza Guer...