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Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2016 di Daniele Cernilli

La Guida Essenziale ai Vini d'Italia di Daniele Cernilli é a mio parere una guida validamente alternativa alle conosciutissime Gambero Rosso, Guida ai Vini d'Italia e Slow Wine. Primo perchè si concentra sull'essenziale quindi sul meglio dell'enologia italiana, poi perchè anche in questa edizione 2016 ha introdotto non poche sorprese nell'ampio ma a volte ripetitivo panorama enologico italiano.

Mercato dei Vini dei Vignaioli indipendenti (Fivi) - Piacenza 28-29 Novembre 2015

Di seguito riporto l'elenco dei Vignaioli Indipendenti FIVI che partecipano al  Mercato  dei Vini 2015 Abruzzo LUIGI CATALDI MADONNA, AQ DE FERMO, PE AUSONIA, TE DE ANGELIS CORVI, TE Basilicata CAMERLENGO, PZ MUSTO CARMELITANO, PZ PODERE LUCANO, PZ

Siroe, quando il Syrah incontra il Cesanese di Affile

Siroe di Fontana Candida Dopo tanto Barolo e Barbaresco avevo voglia di tornare ad un vino morbido e anche più semplice, meno impegnativo. La scelta è ricaduta su un incrocio solo apparentemente improbabile tra il rustico Cesanese di Affile e il morbido e speziato Syrah. Avrete già capito che in Italia questo abbinamento lo possiamo trovare solo nel Lazio e infatti siamo a Monteporzio Catone, dove Fontana Candida produce i vini tipici della zona come il Frascati oltre ai vitigni alloctoni Merlot e Syrah. Fontana Candida è una azienda che pur lavorando su grandi numeri e pur facendo parte di uno dei più grossi gruppi vitivinicoli italiani (Gruppo Italiano Vini), riesce adeguatamente a differenziare la produzione tra i vini di tutti i giorni rispetto a quelli di media e alta gamma. Inoltre anche gli entry level hanno una loro discreta dignità, frutto di un lavoro partito da lontano, un terroir molto particolare di origine vulcanica ma molto sottovalutato negli anni passati, un m...

Il Nebbiolo e le sue enologiche declinazioni - parte II

Per finire la serata abbiamo deciso di lasciarci per ultimo il meglio. Barbaresco, Barolo e Sforzato rappresentano senza dubbio l'apice della viticultura italiana, con buona pace per tutto il resto dello stivale ad eccezione di Brunello di Montalcino e Amarone. BARBARESCO RABAJA' CASTELLO DI VERDUNO Barbaresco Rabajà di Castello di Verduno Ma ora viene il meglio, a partire dal Barbaresco Rabajà di Castello di Verduno, annata 2007. Senza dubbio si va sul sicuro, perchè le vigne di Barbaresco di questa storica cantina, che nel 1838 ricevette dal re Carlo Alberto di Savoia la commissione di creare un grande vino, sono posizionate in uno dei cru più famosi della zona del Barbaresco chiamata Rabajà. Inoltre è anche una azienda dal rapporto qualità-prezzo davvero strepitosa, nonostante i continui riconoscimenti da parte delle principali guide di settore, che avrebbero potuto dirigere l'azienda verso un costante aumento dei prezzi. Nel bicchiere si presenta granato pi...

Il Nebbiolo e le sue enologiche declinazioni - parte I

Il Nebbiolo declinato nelle sue diverse varianti, tutte di altissimo livello qualitativo che poi si traduce nella scelta di produttori che frequentano assiduamente le più rinomate guide di settore. E' questa l'idea che ci è venuta e che abbiamo tramutato in realtà una tranquilla sera di metà ottobre, di quelle dove la pioggia cade fitta, continua, e sembra che non voglia mai smettere, dove si percepisce l'autunno che avanza e le foglie gialle incominciano a invadere le strade. Così ritrovarsi in quattro super appassionati di vino e con la patente di intenditori conquistata più sul campo che sui libri, è stato naturale e altamente gratificante, moralmente ma anche fisicamente per le nostre assetate papille gustative alla ricerca di Barolo, Barbaresco, Ghemme, Gattinara, Carema e Sforzato. Insomma mancava solo il Boca e, se non mi sono distratto alla lezione sul Piemonte del corso per sommelier, avremmo fatto en plein. CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA Carema di P...

Il Barolo Monvigliero 2005 e Nebbiolo Prinsiot 2013 dei F.lli Alessandria

Nebbiolo dei F.lli Alessandria  Nel nostro viaggio nel mondo del vino siamo a Verduno, che pur non avendo un nome sufficientemente celebre come i vicini La Morra, Barolo e Castiglione Falletto, si riesce a produrre un Barolo di grande spessore.

Il Sangue d'Oro (Passito di Pantelleria) di Carole Bouquet

Sangue dOro di Carole Bouquet Non è certo la prima volta che mi capita di assaggiare un Passito di Pantelleria e tutte le volte mi stupisco di quanto bene si lavori su questa isola, arida e sferzata dai venti per la maggior parte dell'anno, dove da sempre viene coltivato lo Zibibbo per la produzione di un passito che nella maggior parte dei casi è qualcosa di poco più che artigianale.

Dalla Toscana alla Sicilia con i vini di Domini di Castellare.

La passione per il vino di Paolo Panerai, giornalista ed editore italiano, è sfociata nel 1978 con l'acquisto di Castellare di Castellina a Castellina in Chianti, dove ha saputo creare una squadra giovane in grado di perseguire traguardi ambiziosi. I Sodi di San Nicolò sono sempre al top nelle principali guide enologiche, ma è l'intera produzione ad essere in grado di soddisfare dal semplice appassionato all'esperto del settore, riuscendo nell'ardua impresa di mettere tutti d'accordo sulla beva semplice ma al contempo suadente dei suoi vini. Merito sicuramente della scelta azzeccata del terroir, ma anche la rigorosa selezione delle viti fatta negli anni '70 che ha permesso l'introduzione del miglior clone di sangioveto e della malvasia nera in vigna. Chianti di Castellare Il Chianti Classico annata 2013 è un capolavoro di equilibrio all'olfatto tra le intense note di viola, la frutta rossa in particolare ciliegia matura, fino al cuoio e a gen...

L'elegante classicità del Barbaresco di Rizzi

Se Treiso non vi dice niente non è il post per voi. Se invece lo considerate uno dei tre comuni più vocati per la produzione di Barbaresco di qualità, allora siete sulla buona strada per poter apprezzare i prodotti di un'azienda come quella di Ernesto Dellapiana, che con i suoi 35 ettari vitati e le 60.000 bottiglie prodotte si pone tra le principali di un territorio che vede una estrema parcellizzazione di produttori medi e talvolta anche piccoli o molto piccoli.

Il Brentino di Maculan, un classico taglio bordolese

Brentino di Maculan Era da un po' che mancavo enologicamente parlando da questa regione anche se di buoni prodotti ce ne sono un po' in tutto il territorio. A partire dalla Valpolicella con il giovane e leggero Bardolino che vive con una certa spensieratezza la vicinanza con la potenza dell'Amarone, vino che ha saputo ritagliarsi un florido mercato in tempi relativamente recenti e ancora il Bianco di Custoza e il Soave, questi ultimi bianchi dalla beva sbarazzina e invitante, ma non per questo da sottovalutare.

Fattoria Zerbina: il passito Scaccomatto e l'Albana di Ceparano

Scaccomatto di Fattoria Zerbina Non penso certo di esagerare se dico che Fattoria Zerbina è il riferimento assoluto per i Colli Romagnoli. L'azienda nasce nel 1966 quando Vincenzo Geminiani piantò i primi vigneti, ma è dal 1987 con la nipote Cristina Geminiani che viene operato il primo vero salto di qualità con l'interpretazione dell'Albana come vitigno dalle grandi potenzialità, l'utilizzo della muffa nobile in vigna, l'introduzione della forma di allevamento ad alberello che permette una esposizione ottimale alla luce del sole dell'apparato fogliare della vite e che, unita ad una elevata densità per ettaro, porta a produzioni di vini di qualità più elevata che rispecchiano appieno il territorio, in una zona altrimenti conosciuta per la produzione di vini di massa.

Renosu - Dettori

Renosu di Dettori Ci sono vini che mettono tutti d'accordo e vini che non piacciono a tutti I motivi possono essere diversi ma spesso si tratta di vini che non seguono il mercato o la moda, di solito sono vini di territorio, difficili da interpretare soprattutto per il consumatore medio alla ricerca certezze enologiche.

La Malvasia bianca di Candia interpretata da La Tosa dei fratelli Pizzamiglio

Sorriso di Cielo di La Tosa E' per questi prodotti capaci di sorprendere al di sopra di ogni pregiudizio che il mondo del vino non smette di affascinarmi giorno per giorno. Sui vari blog e siti internet ho visto diverse recensioni positive di questa Malvasia bianca di Candia, uno dei numerosissimi cloni sparsi in tutti Italia di Malvasia, così ho deciso di acquistarla appena trovata sugli scaffali di una enoteca, nel mio solito girovagare alla ricerca di nuovi vini da assaggiare. A differenza di molti altri vini proposti con questo tipo di vitigno, il Sorriso di Cielo è un vino strutturato e longevo, che nasce sulle colline piacentine laddove si è storicamente sempre preferito produrre vini dal tratto leggero, poco impegnativo, in genere frizzanti, anche se questo non vuol dire assolutamente vini di scarsa qualità (e qui è bene precisarlo a scanso di equivoci).

Il Grignolino 2014 di Franco Roero, vino essenziale e unico.

Grignolino di Franco Roero Franco Roero per me è sempre una garanzia e dopo avere assaggiato i suoi due Barbera ( http://bit.ly/1OlTc7y ) ho deciso di provare il suo Grignolino ( http://bit.ly/1O4RVUv  e http://bit.ly/1JKB1at  ), un vino sottovalutato, praticamente in via di estinzione tra il pubblico più giovane, ma dalla estrema versatilità e generosità come pochi vini sanno esserlo.

Valtidone Wine Fest 2015

Apre domenica 6 settembre la quarta edizione del Valtidone Wine Fest con la novità della presenza di tre chef stellati nella prima tappa a Borgonovo Valtidone. Isa Mazzocchi del ristorante La Palta di Bilegno (Pc), Luca Marchini di Erba del Re (Mo) e Andrea Incerti Vezzani chef del ristorante Locanda Ca' Matilde (Re) si alterneranno ai fornelli ognuno con la sua attenzione verso una propria interpretazione della cucina del territorio. Un inizio diverso quindi per il Valtidone Wine Fest che rappresenta senza dubbio la più importante rassegna piacentina del vino e che vede la degustazione dei vini tipici del territorio come Ortrugo, Gutturnio e Malvasia. Si parte domenica 6 settembre a Borgonovo con il suo vivace Ortrugo, poi il 13 settembre sarà la volta di Ziano con la Malvasia, di seguito il 20 Settembre a Nibbiano con i vini dolci, per finire il 27 settembre con i vini frizzanti di Pianello. Come in molte altre sagre sparse sul territorio, insieme al vino si potranno deg...

Chambave Muscat Vallée d'Aoste Doc (2013) - La Crotta di Vegneron

Chambave Muscat di La Crotta di Vegneron La viticoltura in Valle d'Aosta è limitata alla valle solcata dalla Dora Baltea, con vigneti terrazzati scavati nelle montagne che dominano la valle. Si tratta naturalmente di una viticoltura di montagna, dove la meccanizzazione è ridotta al mimino dalle forti pendenze, mentre fondamentale è il fattore umano. Poi ci sono altri vantaggi legati alle eccezionali condizioni climatiche, come ad esempio la particolarità di scarse precipitazioni, unite ad una buona ventilazione e ad escursioni termine rilevanti con giornate estive calde e notti piuttosto fredde.

Ancora Marche: Falerio Dop e Marche Igp da agricoltura biologica

Falerio di Ciù Ciù Per terminare con gli assaggi durante le vacanze estive riassumo brevemente due buoni prodotti di due aziende che si stanno facendo ben notare nel panorama viticolo marchigiano. Il Falerio è da sempre il vino bianco della provincia di Ascoli Piceno, che per la sua semplicità di beva e versatilità è inserito in quasi tutte le carte dei vini dei ristoranti della zona oltre ad essere molto apprezzato localmente dai privati.

Il Pecorino biologico di Costadoro

Pecorino di Costadoro Costadoro ha iniziato a commercializzare vini nel 1969 a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, mentre è da qualche anno che l'azienda ha fatto la scelta di passare una parte della produzione alla coltivazione biologica. Vale la pena ricordare che la scelta biologica consiste nel non utilizzare prodotti chimici di sintesi e diserbanti in vigna sostituiti dall'utilizzo della pratica della lotta integrata, mentre risulta consentito l'uso di rame e zolfo per le comuni malattie della vite.

Verdicchio di Matelica Terre di Valbona Doc (2014) - Belisario

Verdicchio di Belisario In provincia di Ancora e Macerata si estende la zona vitivinicola più importante delle Marche che consiste nella Doc Verdicchio, suddivisa tra quella dei Castelli di Jesi che dovrebbe regalare vini più rotondi e morbidi e quella di Matelica che generalmente concede vini meno morbidi e più spigolosi.

Bacchus Piceno Dop (2014) - Ciù Ciù

Piceno di Ciù Ciù Negli ultimi tempi ho bevuto cose davvero interessanti, soprattutto all'evento dei 50 anni di Ais (...)  ma spesso erano prodotti dal prezzo decisamente lontano dal mio portafoglio. Oggi invece vi voglio proporre un prodotto che mi ha sinceramente commosso e che posso senza dubbio considerare la mia personalissima sorpresa di questo 2015. Ma facciamo un doveroso passo indietro e parliamo di Ciù Ciù, un produttore che già conoscevo per averne letto bene su diverse guide di settore e per aver bevuto lo scorso anno il loro Evoè a base Passerina trovandolo decisamente interessante.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Vigna di Gino Doc (2014) - Fattoria San Lorenzo

Verdicchio di Fattoria San Lorenzo Di questa azienda ho sentito parlare più volte, tanto che mi ero ripromesso di comprare qualche loro prodotto prima o poi e, in vacanza nelle Marche, questo momento è arrivato e si è materializzato nel loro Verdicchio dei Castelli di Jesi. Per pura coincidenza il giorno dopo aver acquistato la bottiglia ho visto sul Corriere una positiva recensione del Verdicchio Le Oche 2013 da parte di Alessandro Morichetti di Intravino. Le Oche è il loro Verdicchio Riserva, quello prodotto con uve selezionate e 18 mesi sui lieviti senza legno.

Cinque Colli Passerina Marche Igt (2013) - Cantine Marconi

Passerina Cinque Colli di Cantine Marconi Cantine Marconi, ancora un produttore sconosciuto, ancora una positiva sorpresa tanto che l'altra sera mi sono ritrovato a pensare a come fanno tanti bevitori di vino che passano anni a bere sempre gli stessi vini, degli stessi produttori senza mai provare niente di nuovo, ancorati ai medesimi sapori e odori e a sicure certezze, ma anche ad una mancanza clamorosa di sorprese e novità, talvolta anche negative (più spesso qualcosa di neutro, che non si distingue dalla massa).

Rosso Conero Doc (2012) - Piantate Lunghe

Rosso Conero di Piantate Lunghe Quando viaggio per l'Italia, è per me normale cercare di bere i vini del territorio, anche perché spesso alcuni di questi vini e produttori sono poi difficilmente ritrovabili in altre regioni. Nelle Marche i vitigni utilizzati sono spesso autoctoni, più raramente alloctoni, ma comunque è una regione in cui i vini riescono proprio bene.  Come sempre ogni territorio ha le sue particolarità e io ho avuto modo di apprezzare in particolare i vini della zona intorno al monte Conero, che possiamo senza dubbio considerare come la più importante zona vitivinicola dell'intera regione e che contiene la zona di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi o anche la zona del Rosso Conero, tanto per citarne alcune. 

Ribolla Gialla Igt delle Venezie (2014) - Piera Martellozzo

Ribolla Gialla di Piera Martellozzo Il Friuli è terra di bianchi e anche l'annata 2014 in fondo, con tutte le difficoltà dovute ad una perdurante, costante pioggia, soprattutto al centro-nord, non si discosta da questa certezza. La qualità media è senz'altro tra le più alte d'Italia e anche questa è una costante che da diversi anni contraddistingue la viticoltura di questa bellissima regione.

Lacryma Christi del Vesuvio Doc (2014) - Mastroberardino

Lacryma Christi di Mastroberardino Con Mastroberardino stiamo parlando della storia della viticoltura campana e anche italiana, perchè immenso è stato il lavoro fatto negli anni da Antonio, patriarca del vino irpino, artefice della rinascita del vino campano e del Fiano in particolare, continuato alla sua scomparsa nel 2014 dal figlio Piero che ha preso le redini dell'azienda con il chiaro intento di dare continuità ad una felice realtà produttiva del nostro paese.

Cisiolo Dosaggio Zero Docg - Villa Crespia

Cisiolo di Villa Crespia Arcipelago Muratori ha deciso di investire tempo e risorse in un progetto di sicuro successo in terra di Franciacorta: unire la struttura ed eleganza del Pinot nero alla particolarità derivante dal mancato utilizzo di zuccheri aggiunti del dosaggio zero.

Alastro Grecanico Doc (2013) - Planeta

Alastro di Planeta Parlare di Planeta significa raccontare di un raro miracolo italiano, fatto di duro lavoro, professionalità e fantasia, in una terra difficile ma bellissima, il tutto condito da una visione di marketing innovativa e scelte di investimento sempre ben ponderate. Planeta vuole anche dire fare un giro per la Sicilia enoica, partendo dove tutto è nato a metà degli anni '80 nelle campagne di Sambuca, in provincia di Agrigento, con la presenza placida e rilassata del Lago Arancio, per poi spostarsi a Menfi dove sorge una tenuta-laboratorio in cui sono stati testati i vitigni internazionali e dove sono state effettuate numerose sperimentazioni.

Vermentino di Gallura Superiore Canayli Docg (2014) - Cantina Gallura

Vermentino Canayli di Cantina Gallura Il Vermentino è indubbiamente uno dei più bevuti bianchi italiani soprattutto d'estate, vista anche la sua diffusione sulle coste di Liguria, Toscana e Sardegna, luoghi di elezione per il turismo estivo. Ed essendo così diffuso corre lo stesso rischio di assuefazione di alcuni grandi bianchi e rossi internazionali, con gusto e profumi omologati sui tranquilli binari di un abbastanza morbido, abbastanza sapido, abbastanza minerale ecc ecc. Ma l'etichetta di oggi è di quelle piuttosto conosciute, presente anche in Gdo e riconosciuta un po da tutti (tranne che dai soliti blogger criticoni in fregola da traffico sul loro sito a tutti costi), come un Vermentino dall'ottimo anzi dall'eccezionale rapporto qualità-prezzo.

I primi 50 anni della Associazione Italiana Sommerlier (parte III)

Finale in dolcezza, dopo la batteria di alto livello dei bianchi e quella spettacolare dei rossi. Malvasia di Bosa - G. Battista Columbu Malvasia di Bosa di Columbu La Malvasia di Bosa è un vino unico nel suo genere, indissolubilmente legato ad una terra solo in apparenza arcaica ma in realtà in grado di combinare tradizione e modernità, unicità e sorbevolezza. G. Battista Columbu semplicemente è la Malvasia di Bosa, perchè anche solo dire che la rappresenta non sarebbe sufficiente.

I primi 50 anni della Associazione Italiana Sommelier (parte II)

Era una caldissima giornata di luglio e dopo aver affrontato la forno-metropolitana milanese entravo finalmente nella fresca aria condizionata del Westing Palace, dove decidevo di affrontare senza indugio l'eccellente batteria dei bianchi sparsi nei diversi banchi di degustazione. L'inizio romanzato di questo post mi serviva per esprimere al meglio i dubbi che mi sono venuti al momento di passare ai rossi; dubbi peraltro subito svaniti vista la presenza di bottiglie importanti, particolari e che di certo non capita tutti i giorni di assaggiare, almeno a me!

I primi 50 anni dell'Associazione Italiana Sommerlier (parte I)

Martedì 7 luglio era una data che mi ero segnato da tempo sul calendario e del resto non potevo certo mancare alla festa per i 50 anni della Associazione Italiana Sommelier, evento organizzato come sempre in modo perfetto dalla delegazione di Milano, che vedeva 130 produttori con i loro migliori vini tutti premiati con le quattro viti nella guida Vitae. Devo dire che di fronte a così tanta abbondanza e qualità mi sono semplicemente abbandonato senza troppi patemi ai banchi di degustazione, armato di carta e penna per sintetizzare alla meglio le sensazioni di ogni vino e spinto dalla mia imperante curiosità di bere vini mai assaggiati. Le mie degustazioni sono partite dalle bollicine, per poi passare ai bianchi, ai rossi e per finire ai passiti.

Sudtirol Alto Adige Sauvignon Doc (2013) - Ritterhof

Sauvignon di Ritterhof Sui vitigni cosiddetti internazionali sono sempre stato un po' critico e non per partito preso ma per la mia personalissima opinione che non sempre riescono bene sempre e ovunque. Idea scontata direte voi, ma allora non capisco come mai in Italia sia praticamente coltivato dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, senza praticamente l'esclusione di nessuna regione. Ancora di più dei vitigni autoctoni che sono nati o comunque si sono adattati da centinaia di anni ad un certo territorio e la cui selezione naturale l'hanno fatta generazioni di vignaioli, per i vitigni internazionali nelle mie scelte tendo ad essere particolarmente selettivo.

Ledda e il fascino della Sardegna incontaminata

La Sardegna che tutti conoscono è fatta di mare cristallino, sole e spiagge, ed è quasi sempre un'immagine legata alle sue splendide coste. Per incontrare la Sardegna veramente incontaminata, occorre spostarsi all'interno come a Bonannaro, piccolo paesino del nord-ovest dove la civiltà nuragica ha proliferato tra l'età del bronzo e quella romana, con le sue tipiche costruzioni nuragiche, i templi dell'acqua sacra e le tombe dei giganti.

E' l'ora del Monferrato

Va bene, devo ammettere che in questo articolo sarò di parte ma il Monferrato, dove ho una piccola casa immersa nelle vigne e con vista su Mombaruzzo, Fontanile, Alice bel Colle e tanti altri minuscoli paesini della zona, è la mia patria d'elezione anche se non ci sono nato.

Grechetto dei Colli Martesani Doc (2012) - Terre de la Custodia

Grechetto di Terre de la Custodia Di Terre de la Custodia avevo già parlato qui ( http://bit.ly/1G3lQ89 ) quando ho assaggiato un loro notevole Sagrantino di Montefalco, ma vale la pena raccontarla ancora perchè è la stessa strada seguita da altre aziende italiane di medie grandi dimensioni, che hanno deciso di investire parte dei loro profitti nel vino, credendo nelle potenzialità di crescita del settore, sia in Italia che all'estero e in un ritorno degli investimenti nel medio-lungo termine.

Gavi Docg (2014) - La Scolca

Gavi di La Scolca Il Cortese è spesso riconosciuto come un vino bianco piemontese facile e beverino, da bere giovane e da accompagnare con aperitivi e in generale piatti poco elaborati. Poi ci sono le aziende come la Scolca che hanno sempre creduto nelle potenzialità di questo vitigno tanto da farne il loro vino di punta, utilizzandolo anche per la spumantizzazione con risultati che, a detta di chi lo ha assaggiato, sono assolutamente sorprendenti.

Aulente Rubicone Rosso Igt (2013) - San Patrignano

Aulente di San Patrignano Assaggio per la prima volta questo Aulente Rosso di San Patrignano, vino base dell'azienda di Coriano in provincia di Rimini, naturalmente a base Sangiovese. Dal 1996 l'azienda ha deciso di investire nel vino in maniera massiccia, creando una apposita cantina e chiamando alla conduzione enologica Riccardo Cotarella, oltre ovviamente all'importante apporto dei ragazzi della comunità.

Crocetta Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc (2014) - Croce del Moro

Crocetta il Verdicchio di Croce del Moro Era da diverso tempo che non assaggiavo più un verdicchio, dopo che lo scorso anno nelle Marche ho fatto diverse degustazioni di quello che di fatto è il vino più famoso della regione e uno dei pochi in grado non solo di superare i confini regionali ma di arrivare anche ad essere apprezzato ed esportato all'estero. In particolare il Verdicchio viene esportato per una significativa quota del 48%, soprattutto Stati Uniti, Belgio, Olanda e Germania, anche se non mancano le vendite nel sud-est asiatico.

Trentodoc Rosè Metodo Classico - Ferrari

Rosè di Ferrari Con il caldo da anticiclone africano di questi giorni, giocoforza, parte decisa la mia personale stagione dei bianchi. Perché se è vero che il vino andrebbe principalmente scelto in base all'abbinamento con il cibo, è piuttosto improbabile che il caldo torrido estivo faccia venire voglia di degustare un buon vino rosso magari di corpo e struttura come un Barolo o un Chianti. Dopo quindi aver finito la stagione dei rossi in bellezza con una serata enologica tra amici ( http://baccanera88.blogspot.it/2015/05/serata-enologica-tra-alto-adige.html ) e avendo acquistato tempo addietro, a prezzi davvero competitivi, una bottiglia di Ferrari Rosè, ho deciso di incominciare a dedicare le mie cure ai rosati in versione bollicine, con la loro tipica ambiguità tannica da leggera macerazione sulle bucce.

Serata enologica tra vini di Alto Adige, Piemonte e Toscana

Le serate con gli amici, siano essi sommelier o semplici wine lovers, passate nella mia taverna a bere ottimo vino (magari accompagnato da formaggi e salumi) sono indubbiamente le mie preferite, anche meglio di fiere piccole o grandi, serate organizzate con o senza la presenza del produttore e talvolta anche delle visite in cantina, soprattutto se il produttore non è in vena di parlare o pensa di farti un favore o di perdere tempo !!!! Anche per questa serata gli amici si sono davvero impegnati, portando ottimi vini, buona compagnia e ..... buonumore che inevitabilmente cresce man mano che il tasso alcolico aumenta.

Montefalco rosso Doc (2011) - Tenute del Cerro

Montefalco rosso di Tenute del Cerro Tenute del Cerro fa parte della galassia di Unipol da quando la Saiagricola di Ligresti è finita, insieme al gruppo assicurativo che la controllava, sotto l'ombrello delle Coop emiliane e bisogna dare atto che i manager del secondo più grande gruppo assicurativo italiano ci hanno creduto e investito acquistando tra l'altro una azienda in Toscana per produrre il famoso Brunello di Montalcino.