Passa ai contenuti principali

Trentodoc Rosè Metodo Classico - Ferrari

Rosè di Ferrari

Con il caldo da anticiclone africano di questi giorni, giocoforza, parte decisa la mia personale stagione dei bianchi.
Perché se è vero che il vino andrebbe principalmente scelto in base all'abbinamento con il cibo, è piuttosto improbabile che il caldo torrido estivo faccia venire voglia di degustare un buon vino rosso magari di corpo e struttura come un Barolo o un Chianti.
Dopo quindi aver finito la stagione dei rossi in bellezza con una serata enologica tra amici (http://baccanera88.blogspot.it/2015/05/serata-enologica-tra-alto-adige.html) e avendo acquistato tempo addietro, a prezzi davvero competitivi, una bottiglia di Ferrari Rosè, ho deciso di incominciare a dedicare le mie cure ai rosati in versione bollicine, con la loro tipica ambiguità tannica da leggera macerazione sulle bucce.



Partiamo subito dicendo che, anche se non è di certo il prodotto di punta della storica azienda spumantistica trentina e la produzione si attesta su un numero di bottiglie piuttosto rilevante, è comunque un vino dalla qualità media elevata.
In generale fare il rosè il Italia non è facile ed è ancora più difficile farlo senza scivolare su improbabili forzature, come ad esempio il rischio di esagerare sugli zuccheri per rendere il vino più morbido e rotondo, oppure sulla struttura per dare più corpo e ricchezza al Pinot nero.



Il Rosè è un uvaggio di Pinot nero al 60% e Chardonnay al 40%, con permanenza di 24 mesi sui lieviti.
Diciamo subito che il Perlè di Ferrari si pavoneggia su un bellissimo rosa salmone con tendenze ramate, da cui si rimane incantati attraverso il bicchiere che, a mio personalissimo parere, deve essere necessariamente un vino 'da bianco' se vogliamo essere in grado di percepirne adeguatamente i profumi.
E' anche vero che le bollicine risulteranno meno evidenti rispetto al classico bicchiere da spumante, ma non certo abbastanza per non riuscire a considerarne la persistenza, finezza e numerosità adeguate alla sua categoria.
Profumi appunto che si percepiscono come una fresca fragranza complessiva, giocata più sul fiore che sul frutto, con vena delicata di ribes e fragolina di bosco.
Nel complesso un bouquet elegante e di media complessità olfattiva, con sentori distintivi e nitidi.
In bocca si percepisce (ancora più che alla vista) la delicatezza e la numerosità delle bollicine, la discreta presenza di una nota verde che potrebbe ricondursi al muschio, con buona ricchezza di estratti e un delicato rimando alla mandorla sul finale.

Prodotto piacevole e completo senza la pretesa della complessità a tutti i costi, diciamo assolutamente al livello delle aspettative per un vino su questa fascia di prezzo (tra i 15 e i 18 euro prezzo enoteca)





 

Commenti

Post popolari in questo blog

VALPOLICELLA RIPASSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2011 - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il mondo delle cooperative è un universo complesso e spesso controverso di cui si potrebbe parlare a lungo. La Cantina Valpolicella Negrar è una cooperativa che gestisce quasi 600 ettari di vigneti e che sembra aver sposato in pieno il concetto della qualità, attraverso una selezione attenta delle uve dei soci, l'utilizzo di una cantina moderna con vasche in acciaio inox e botti di rovere di medio-grandi dimensioni e un impianto di imbottigliamento indipendente con una capacità di 7.000 bottiglie all'ora. Questa cooperativa produce Amarone, Recioto, Valpolicella Classico e Ripasso ed è quest'ultima tipologia di vino che ho assaggiato. I Valpolicella Ripasso hanno da sempre diviso esperti e appassionati tra chi li trova gradevoli soprattutto perchè hanno maggiore struttura dei Valpolicella classici mentre sono meno impegnativi di un Amarone  (anche in termini economici) e chi invece li trova ibridi e stucchevoli. A mio modesto avviso se si parte da una buona ma...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Malbec Prodigo di El Hijo

Mi metto alla guida della mia auto in direzione Monza centro . E' una serata tipica di metà ottobre, quando non fa più caldo ma non fa neanche ancora freddo. Penso che quasi quasi, con un po' di coraggio, si potrebbe ancora mangiare sul terrazzo di Chef Fabrice , ma mi rendo anche conto che alla fine, in tutti questi anni di cene nella nostra amata sede estiva, non siamo mai andati oltre la prima settimana di ottobre. Mi ricordo ancora alcune foto delle nostre cene sul terrazzo, sorridenti e quasi coraggiosi nelle nostre felpe (io anche con un piumino leggero color azzurro), mentre alziamo i calici e brindiamo a noi, alle nostre cene, alla nostra amicizia e alla vita. La fortuna che abbiamo avuto di incontrarci e condividere 10 anni della nostra vita insieme , nelle quali abbiamo visto i nostri figli nascere, crescere e diventare adulti, nelle quali abbiamo perso un amico comune delle cene che ha lasciato una cicatrice indelebile nei nostri pensieri, semplicemente non ha prezzo...