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Alastro Grecanico Doc (2013) - Planeta

Alastro di Planeta

Parlare di Planeta significa raccontare di un raro miracolo italiano, fatto di duro lavoro, professionalità e fantasia, in una terra difficile ma bellissima, il tutto condito da una visione di marketing innovativa e scelte di investimento sempre ben ponderate.
Planeta vuole anche dire fare un giro per la Sicilia enoica, partendo dove tutto è nato a metà degli anni '80 nelle campagne di Sambuca, in provincia di Agrigento, con la presenza placida e rilassata del Lago Arancio, per poi spostarsi a Menfi dove sorge una tenuta-laboratorio in cui sono stati testati i vitigni internazionali e dove sono state effettuate numerose sperimentazioni.



Poi i Planeta si sono spostati a Vittoria per produrre il famoso e in ascesa Cerasuolo di Vittoria e infine Noto dove si produce Nero d'Avola e Moscato di Noto.
Questa ancora giovane azienda ha iniziato a coltivare Grecanico, Nero d'Avola e Merlot nelle campagne di Sambuca, in contrada Ulmo, dove ancora solo 25 anni fa si beveva vino sfuso per il consumo locale prodotto dalle cooperative sociali.
Un mondo svogliato e sonnacchioso, risvegliato da tre giovani imprenditori che hanno saputo scommettere su un territorio e una idea allora innovativa, che li ha portati fin da subito ad un successo dirompente capace di superare non solo la Sicilia, ma anche i confini italiani, con lo Chardonnay lanciato nel 1995 e in grado di entrare quattro volte nei primi 100 vini del mondo.

A Ulmo si coltiva da sempre anche il Grecanico, un vitigno che come suggerisce il nome pare essere stato importato dalla Grecia e poi accasato in queste dolci colline dell'entroterra di Agrigento.
I Planeta ne ricavano l'Alastro, un Grecanico in blend con il Grillo, altro autoctono siciliano e il Sauvignon blanc, che spesso viene accomunato allo stesso Grecanico per alcune somiglianze varietali.

Nel bicchiere si colora di un giallo paglierino molto trasparente, mentre il naso ha una tipica trama verde, con agrumi come il limone e l'arancio e fiori di pesco in evidenza, oltre ad una persistente nota di macchia mediterranea ed erbe officinali.
In bocca è fresco e vibrante e richiama la pesca bianca, il melone bianco e una vena minerale ben distinta nel sorso nervoso.
Ben centrato sul palato ha un finale di media lunghezza in cui si dilunga un sapore tipico di mandorla amara.
Abbinabile egregiamente con un tiepido polpo con patate.



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