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Albino Armani - Valpolicella Ripasso Classico Superiore

Albino Armani ha 400 anni di storia alle spalle dai documenti notarili del 1607 conservati nell'ufficio storico di Trento. Di certo i vini di 400 anni fa erano molto diversi da quelli attuali ma la storia serve per attestare la vocazione di questi terreni per la viticoltura. Ci troviamo nella parte più meridionale della Val d'Adige, che prende il nome di Vallagarina. Fra Ala e Avio i vigneti si adagiano dolcemente ai piedi del monte Baldo e della Lessinia. Una terra fertile tra fiume Adige e montagna, coltivati con il sistema tipico della pergola trentina e un territorio che passa dalla trama morenica a quella alluvionale. Il microclima risenta dell'influenza del non lontano lago di Garda, ma anche della forte escursione termica tra il giorno e la notte, che caratterizza i profumi dei vini trentini e altoatesini. Una zona d'elezione per il Valpolicella ripasso che viene prodotto nella valle Marano fra i 360 e i 450 metri di altitudine, su terreni del tutto pa...

Il vino di Oliviero Toscani

Oliviero Toscani è uno dei più famosi fotografi del mondo. Un talento che si è espresso anche grazie al padre, anche lui fotografo, ma che ha saputo trovare una sua strada, un mix di originalità, talento puro e passione che ne hanno decretato il giusto successo. Ma oltre alla passione-lavoro per la fotografia Toscani aveva da sempre un altro sogno: quello di produrre vino e olio e, con la solita originalità e bravura che lo ha contraddistinto nel suo lavoro di fotografo, ha deciso di buttarsi in questa nuova avventura. Ha quindi acquistato a Casale Marittimo, in provincia di Pisa, un terreno in cui produrre olio e vino in un territorio unico anche per bellezza naturale oltre che per vocazione enologica. Siamo tra le dolci colline che separano Volterra da Bolgheri, non lontano dal mare, e il paesaggio è quello tipico di queste zone dove tutto sembra sempre in armonia con l'universo. Dopo quindi il lavoro di una vita, Toscani decide di trasferirsi qui, ma non lo fa per ...

Verticale di Insoglio del Cinghiale

La Tenuta di Biserno, nel territorio di Bibbona, viene acquistata in anni recenti da Ludovico e Piero Antinori, storica famiglia che opera nel mondo del vino da intere generazioni e che hanno scritto un pezzo di storia enologica italiana con altri grandi produttori come i Frescobaldi, i Gaja ecc. Ma la storia è senz'altro più complessa e merita di essere raccontata. Dopo aver fondato e successivamente venduto a Robert Mondavi la Tenuta dell'Ornellaia, Ludovico Antinori decide di ripetere la positiva esperienza in Alta Maremma acquistando terreni nella zona intorno a Bibbona, in provincia di Livorno, creando la Tenuta di Biserno e successivamente su terreni più sabbiosi la Tenuta Campo di Sasso, sulla strada che collega Bolgheri a Bibbona. Qui viene deciso di piantare Cabernet, Merlot, Petit Verdot ma soprattutto Syrah che predilige questo tipo di terreno. La zona di produzione è tra le più vocate della Toscana in particolare per la coltivazione dei vitigni interna...

Favinia Le Sciabiche Igt (2011) - Firriato

Le Sciabiche di Firriato, prodotto con Perricone e Nero d'Avola, è il classico prodotto siciliano dove il mare incontra la terra e le vigne. Vigneto praticamente a ridosso della scogliera di Calamoni, che esprime appieno il terroir fatto da un mix di sole, influenza salmastra del mare, vento costante e terreno roccioso e ricco di scheletro. In cantina Firriato usa il legno piccolo e grande ma non esagera ma permette al vino di presentarsi in tutta la sua estrema complessità. Le note predominanti di ribes, mirtilli in generale frutti di bosco è accompagnata da sentori balsamici e di pepe nero. In bocca il tannino è vellutato e controbilanciato da una bellissima sapidità che ricorda la vigna sul mare. Ottimo prodotto da abbinare con tonno appena scottato

Rossese di Dolceacqua Doc (2018) - Azienda agricola Caldi

Il Rossese di Dolceacqua è senza dubbio uno dei rossi d'Italia più interessanti e nel contempo più sottovalutati. In parte è sicuramente dovuto alla produzione quasi artigianale in termini di quantità di molti produttori, che quindi impedisce al vino una adeguata diffusione fuori dal territorio di produzione. Ci sono tanti vini che nel corso della nostra comunque fortunata vita non avremo modo di bere o perchè veramente rari o perchè prodotti dall'altra parte del mondo oppure semplicemente perchè inarrivabili in termini di prezzo. Tuttavia lasciarsi scappare un Rossese di Dolceacqua è un vero peccato, anche e soprattutto per le peculiarità quasi uniche di questo vitigno. Viene coltivato in una zona di confine tra Italia e Francia, nell'estremo lembo orientale della Liguria, su colline che degradano verso il mare, a 500-600 metri di altitudine e protette da vette ben più alte (Alpi Liguri). Una situazione pedoclimatica sicuramente molto particolare, che influenza i...

Barolo Gramolere (2005) - Fratelli Alessandria

In casa e ancora in casa ....... e allora non possiamo che consolarci con un buon Barolo dei Fratelli Alessandria, in una versione particolarmente ben riuscita come l'annata 2005. Gramolere è un cru di niente di meno che Monforte d'Alba, una delle zone più vocate alla coltivazione di Nebbiolo, che storicamente da vini potenti, strutturati, concentrati e tannici. La vigna dove nasce questo Barolo è esposta a sud, ad una altitudine di 400 metri e le viti hanno mediamente 40 anni di età. La dimensione dell'azienda agricola è rimasta di tipo famigliare, un rapporto diretto con il territorio e le singole vigne composte da 12 ettari tenuti in maniera perfetta, vero e proprio patrimonio dell'azienda. Nei vigneti viene coltivato principalmente Nebbiolo, ma anche Dolcetto, Barbera e il particolarissimo Pelaverga, vitigno autoctono di queste zone che personalmente adoro. Tra i bianchi un piccolo spazio è lasciato alla Favorita, praticamente il Vermentino piemontese e l...

Lunae Leukotea - Liguria di Levante Bianco

In questi giorni da semi-reclusi che stiamo vivendo è con un pizzico di nostalgia che mi tuffo nei ricordi enologici supportato dal mio bouquet di vini assaggiati su Google Photo. Era la ormai lontana estate 2019, praticamente un'era geologica fa considerando l'assurda realtà parallela che stiamo vivendo, quando al rientro dalle meritate vacanze estive, il gruppo dei soliti astemi si ritrovavano spavaldi e rilassati per ricominciare la stagione enologica 2019-2020 con un sacco di idee e buone intenzioni. Alla prima serata, sull'indimenticabile ed enorme terrazzo di chef Fabrice, l'amico Paolo decide di farci assaggiare un vino portato dalle (sue) tranquille vacanze in Liguria. Si trattava del Leukotea di Lunae, storica cantina ligure di Ortonovo, in provincia di La Spezia, su quel territorio unico e di confine dei colli di Luni. Nel cuore della Lunigiana Paolo Bosoni, nell'ormai lontano 1966, inizia l'avventura enologica di Lunae e del Vermentino. I...

San Giobbe - La Costa

La Brianza avrebbe una lunga storia enologica da raccontare.  I vini citati dal Manzoni e dal poeta dialettale milanese Carlo Porta escono in effetti dal passato remoto ed erano prodotti con vitigni autoctoni purtroppo oggi estinti (inzaga, corbera, guernazza, boutascera...). Da una rilettura di Vino al Vino di Mario Soldati cito testuale: 'Viticolarmente la posizione geografica di tutta la Brianza è quanto di meglio si possa desiderare. Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l'altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura padana e dai laghi, la sfiorano fruttuosamente: è chiaro ormai che il vino più delicato e più squisito deriva sempre da uve maturate al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vita. . ... Il Montevecchia può essere definito un vino da pasto affascinante ....e per un pasto normale durante un giorno lavorati...

Ribolla Gialla Friuli Colli orientali - Colutta

L'azienda Colutta nasce nel 1900 su quel prodigioso terreno vocato alla coltivazione della vite che ha preso il nome di Colli Orientali del Friuli. Il vino che ho assaggiato è un loro Ribolla Gialla che fa parte della linea cru di Coletta. La particolarità di questo vino è di natura tecnica. Infatti dopo una pressatura soffice del mosto, il liquido d'uva vino refrigerato e decantato staticamente. Segue il travaso in botti di acciaio per la fermentazione a temperatura controllata con l'utilizzo di lieviti selezionati, mentre al termine della prima fermentazione si innestano i batteri malolattici responsabili di una seconda fermentazione che consente di smussare le spigolosità tipiche del vitigno. I profumi sono nitidi e ben distinti, primo segno di un vino di qualità e si dipanano in una iniziale scia di pompelmo rosa, poi gelsomino e macchia mediterranea. In bocca è elegante e sostenuto da una ben presente spalla acida, mentre il sorso si equilibra e diventa roto...

Brunello di Montalcino Riserva Vigna di Pianrosso (1995) - Ciacci Piccolomini d'Aragone

La storia di Ciacci Piccolomini attraversa un paio di secoli di storia italiana. Le sue nobili origini si perdono nel XVII secolo, quando i terreni e un importante palazzo erano di proprietà del vescovo De Vecchis. Si susseguono poi alla guida dei terreni e dei beni immobiliari alcune famiglie nobili del luogo (siamo a Montalcino), tra cui i Ciacci Piccolomini imparentati con conti e Papi di tempi che furono. Nel 1985 si estingue il prestigioso casato e la proprietà viene lasciata in eredità a Giuseppe Bianchini, fattore della tenuta da molti anni che ammoderna metodi di produzione e filosofia aziendale, proseguiti poi dalla generazione dei figli e dei nipoti. La tenuta è molto vasta visto che si tratta di circa 220 ettari di terreno, di cui 55 dei quali dedicati a vigneti e 40 a oliveti, in un vero e proprio paradiso della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il resto lo fanno quel particolare microclima di terroir adatto alla produzione di grandi vini rossi da i...

Friuli Colli Orientali Sauvignon (2018) - Livio Felluga

E' un classico di sempre ma nel contempo riesce a sorprendere anche il wine lover più esperto. Si tratta del Sauvignon di Livio Felluga e anche se non stiamo parlando del loro Terre Alte, un vero e proprio top enologico italiano nella sua categoria, siamo pur sempre ad un livello qualitativo davvero molto alto, frutto di un lavoro partito molto tempo fa, quando in Italia ancora prevaleva il vino del contadino e delle damigiane riempite fino all'orlo di vino da tenere in cantina. L'azienda di Cormons ha da sempre capito che puntare dritti sulla qualità avrebbe senza dubbio premiato l'azienda e ad oggi si ritrovano con una selezione di etichette di grandissimo spessore qualitativo. Anche questo semplicissimo Sauvignon degustato ancora la scorsa estate con gli amici ad una cena con i piatti preparati dallo chef Daniele Scanziani, ha riservato la certezza della buona bevuta insieme ad una ricercata raffinatezza sia nei profumi che al palato. Distintivi i sentor...

Quintessenz Kalterersee Classico di Kellerei Kaltern (2017)

Nell'immaginario enologico collettivo i vini prodotti con la Schiava risultano di pronta beva, freschi e giovani. Se questo da un lato significa che si abbinano meglio di altri ai piatti della cucina di tutti i giorni, dall'altro sono anche considerati vini semplici e senza grosse pretese. Tuttavia ci sono vini come Quintessenz di Kellerei Kaltern che pur producendo un vino da un vitigno semplice come la Schiava danno delle sensazioni gusto-olfattive tipiche di vini più impegnativi. Il motivo è da ricercare, più che nella lavorazione in cantina che andrebbe solo ad appesantire un vitigno nato per produrre vini giovani, nell'età media delle viti che va dai 30 ai 70 anni. Se pensiamo infatti che le viti raggiungono il suo massimo vigore intorno ai 20 anni per poi diminuire la propria produzione, l'età più elevata porta ad una naturale concentrazione in meno acini di tutti i preziosi elementi che la pianta ricava dal terreno. Una spezie di selezione natu...

Dom Perignon Vintage 2009: semplicemente un'opera d'arte

Mi capita spesso di parlare di vino con amici e colleghi di lavoro, che conoscendo la mia passione mi interrogano su questo e quel vino. In una di queste recenti discussioni un mio collega, col fare sicuro dell'esperto winelover, mi diceva che il Dom Perignon era oggettivamente di molto scaduto !!! Ora non sono solito intavolare difficili discorsi tecnici con chi di vino se ne intende poco, soprattutto riguardante un argomento così soggettivo, ma subito mi è venuto alla mente l'ultima degustazione di Dom Perignon che ho fatto questa estate con il gruppo dei soliti astemi. Premetto che si trattava di una delle loro linee più prestigione, la Vintage, ma senza ombra di dubbio si è trattato di una degustazione che ha sfiorato l'eccellenza, la magnificenza e la libidine allo stato puro per chi come me (noi) è un appassionato di vino. Il Vintage è un millesimato annata 2009, una vera e propria opera d'arte, che con i suoi 8 anni sui lieviti viene prodotto solo nelle a...

La passione sarda in testa alle classifiche: Serranu di Tani Vini

Il Serranu è un rosso sardo che fa la differenza e che nel contempo riesce nella non facile impresa di esprimere al meglio il concetto di terroir con un equilibrio che solo i più grandi rossi blasonati d'Italia riescono ad avere. Un importante riconoscimento al vino della famiglia Tani è stato assegnato durante lo scorso Vinitaly, quando la prestigiosa classifica della guida 5StarWines gli ha assegnato il posto d'onore. Il coronamento di dieci anni di intenso lavoro che hanno permesso ai Tani di raggiungere il top con un prodotto davvero sublime. Un vino che nasce da vitigni posti a 600 metri d'altezza, in zone impervie coltivate a Cannonau che rientrano pienamente nella viticoltura eroica, in quanto l'attività in vigna a causa delle pendenze rende impossibile l'uso delle macchine. Le vigne sono circondate da boschi e montagne granitiche selvagge e, in particolare quelle di Cannonau, sono poste a ridosso del monte Limbara, dove i terreni regalano ai vini una...

Picol di Lis Neris

Di Lis Neris ci sarebbe da parlare per giorni, ma la caratteristica più importante del noto produttore friulano è di non deludere mai. Tra i suoi vini di fascia media e prezzo molto interessante troviamo senz'altro il loro Sauvignon blanc Picol, coltivato sulla riva destra dell'Isonzo con i suoli caldi e sassosi tipici dei terreni che scorrono vicino ai fiumi che man mano hanno sgretolato le montagne, portando a valle nel corso di millenni i sedimenti. Il clima della zona è a dir poco bizzarro, uno strano mix di venti freddi che arrivano dai balcani e di aria più mite che arriva dal Mar Adriatico. Il Sauvignon blanc è uno dei vitigni internazionali più conosciuti e coltivati al mondo, ma è quasi unanimemente riconosciuto che le sue zone vocate sono la valle della Loira, alcune zone della Nuova Zelanda e ... il Friuli Venezia Giulia, forse per quel mix di terroir e di climax che si ritrova nella zona. Il resto lo fanno i biotipi utilizzati, uno francese utilizzato p...

Vernaccia di San Gimignano Riserva Docg Per Bruno (2015) - Poderi Arcangelo

Poderi Arcangelo a San Gimignano gode del panorama delle torri medioevali dell'antica città toscana. Oltre ad essere un apprezzato agriturismo produce anche un ottimo Vernaccia di San Gimignano che ho avuto il piacere di assaggiare mentre mi trovavo a passare da quelle parti. La Vernaccia ha ottenuto la Doc nella versione San Gimignano e la Docg nella versione Vernaccia di San Gimignano e riunisce i produttori in un apposito consorzio che ne ha stabilito il disciplinare, nel quale è stabilito che il vino prodotto debba contenere almeno l'85% di Vernaccia. La riserva deve fare almeno 11 mesi di cantina con uve selezionate dai migliori terroir della zona. La Vernaccia Riserva Docg di Poderi Arcangelo dell'annata 2015 sfoggia un apprezzabile bouquet di fiori di acacia, seguito da mele e pompelmo rosa, con una traccia di polvere da sparo e una leggera traccia di burro. Al palato è intenso e vibrante, con un nerbo acido ben delineato che ne fa intuire una discreta ...

Chardonnay Pouilly-Fuissè di Domaine Mathias

Non sono solito assaggiare vini stranieri e non lo faccio per sciovinismo ma perchè spesso i vini sono più difficili da trovare e spesso sono più cari, soprattutto i francesi. Se poi si tratta di Borgogna, ovvero la zona più aristocratica a livello enologico della Francia, questa affermazione la differenza di prezzo rispetto ad un vino italiano dello stesso livello può essere alcune volte imbarazzante. Tuttavia se capita, come questa sera, di assaggiare un Pouilly-Fuissè di certo non mi tiro indietro. A differenza di altre zone viticole francesi, qui l'estrema frammentazione delle terre vitate è la causa ma anche la felice imprevedibilità del vino della Borgogna. Un territorio quindi che, più di altri, assomiglia a molte realtà italiane anche se microclima, terreno e talvolta tecniche di coltivazione possono essere molto diverse dai territori nostrani. In questo terreno argilloso-calcareo Domaine Mathias produce uno Chardonnay di prim'ordine. Questa zona di produz...

Amedeo Custoza (2017) di Azienda Agricola Cavalchina

Oggi siamo a Custoza, sulle appena pronunciate colline moreniche a sud del Lago di Garda, dove le vigne si susseguono ordinate e delimitate dalle strade da filari di piccoli alberi e muretti in pietra; poi il paese fatto di case mono familiari con ampi giardini e poche auto in circolazione. Fuori dal paese lo sguardo spazia tranquillo tra vigne, poche case isolate e agriturismi; del resto la zona ha una vocazione turistica di buon livello e non è certo raro trovarvi turisti un po' in tutto l'anno grazie al Lago e alle terme. Qui si ha proprio l'idea che tutto sia curato e valorizzato al meglio, ogni singolo pezzo di terra, vigna, aiuola o siepe. In questo panorama rurale che talvolta può diventare ameno, soprattutto sotto il cielo grigio che promette pioggia, mi ritrovo ad assaggiare l'Amedeo, bianco di Custoza Superiore dell'Azienda Agricola Cavalchina. Il nome deriva da quel Principe Amedeo di Savoia che nel 1866 fu ferito qui a Custoza durante la Terza Guer...

Limne Doc il Lugana di Tenuta Roveglia

Tenute Roveglia è un produttore di cui ho già parlato diverse volte, avendolo intercettato a più di un Vinitaly. Tuttavia a memoria credo di non avergli dedicato un post tutto suo ed ora è arrivato il momento di rimediare. Primo perchè l'azienda di Pozzolengo in provincia di Brescia se lo merita davvero e poi perchè, con il gruppo degli astemi, abbiamo fatto un importante acquisto di diversi suoi vini e il primo che ho riassaggiato è un incredibile rapporto qualità-prezzo dal nome di Limne. Come si può leggere sul semplice sito dell'azienda, Tenute Lugana nasce dall'amore per la terra dell'industriale svizzero Federico Zweifel, alla fine dell'800. Dopo diverse generazioni, la produzione di Tenute Roveglia si è arricchita di diversi prodotti come vini rossi e grappe, anche se non credo di sbagliare nell'affermare che il Lugana è di sicuro il portabandiera dell'azienda, nonchè un vino di prestigio soprattutto nella sua versione più complessa come il...

Anima Umbra (2016) di Arnaldo Caprai

Quando si parla di Arnaldo Caprai viene subito alla mente il Sagrantino di Montefalco. L'identificazione di questa cantina con il prestigioso vino umbro è quasi automatica e figlia dell'intenso lavoro e degli investimenti fatti dall'azienda di Montefalco. I suoi vini sono fortemente territoriali e spesso hanno una eleganza e una longevità fuori dal comune. La cantina ha subito una importante svolta negli anni '80, quando Marco Caprai ha intuito le potenzialità del Sagrantino reinterpretato in chiave più moderna. Tra i tanti pezzi pregiati della collezione di Arnaldo Caprai, come Il Sagrantino 25 anni o il Sagrantino Passito, ci sono anche prodotti più semplici e immediati ma per nulla scontati come l'Anima Umbra, un sangiovese che si beve a secchiate e praticamente a tutto pasto. Questo vino è impareggiabile per equilibrio, freschezza e armonia complessiva e grazie ad un breve passaggio in barriques i tannini concedono al vino una trama setosa e particola...

Frappato 2016 - Occhipinti

Il Frappato di Occhipinti fa parte della categoria 'Triple A', che riunisce quei produttori che si definiscono Agricoltori, Artigiani e Artisti. Il loro desiderio è quello di arrivare alla produzione di vini non standardizzati, con il minor impatto ambientale possibile e minor intervento umano possibile anche per mantenere intatta l'influenza del terroir e le caratteristiche proprie del vitigno. Il Frappato è un vino rosso autoctono della zona di Siracusa La vigna che produce il Frappato è di 4 ettari e viene lavorata in biologico ma soprattutto le viti hanno una età media di 50 anni, con raccolta manuale delle uve e rese naturalmente bassissime (40 l/h). Anche in cantina la filosofia dell'azienda è quella del minor impatto possibile dell'uomo, che comporta la fermentazione spontanea in vasche di cemento, solo lieviti indigeni, rimontaggi e follature giornaliere, oltre ad un affinamento sulle fecce fini in botti di rovere francese per 12 mesi. Nessuna chia...

Abitiamo la terra viviamo il territorio: il Capolemole rosso di Marco Carpineti

Sul cancello di entrata della cantina si può leggere: abitiamo la terra, viviamo il territorio. Chi conosce i vini di Marco Carpineti sa che più che uno bello slogan si tratta di un credo radicato profondamente in questa cantina di Cori, a 56 km a sud di Roma. La passione e il desiderio di vivere in un ambiente intatto da tramandare alle future generazioni ha portato l'azienda alla certificazione bio, con circa 40 ettari vitati. Il suolo è di origine vulcanica, l'esposizione delle dolci colline è perfetta. Così l'attività ha inizio nel 1986 con la svolta biologica introdotta quasi da subito. L'ulteriore scommessa è la riscoperta dei vitigni locali come il Bellone e l'Arciprete Bianco (biotipo del Bellone), ma anche alcune varietà di Greco quasi scomparse in loco. Sui rossi anche qui prevale l'autoctono con vitigni come il Cesanese, il Nero Buono di Cori e il più diffuso Montepulciano. Dopo una breve visita in vigna si passa in cantina per ...

Graticcio Doc Capalbio Vin Santo - Azienda agricola Santa Lucia

L'ultimo ma più promettente vino dell'Azienda agricola Santa Lucia che avevo acquistato in loco un'estate fa, tardavo a degustarlo per il semplice motivo che è un passito e con il gruppo dei soliti astemi aspettavamo il momento giusto per poterlo abbinare correttamente. L'azienda si trova a Fonteblanda, con vitigni che dall'Aurelia si inerpicano verso le dolci colline dell'entroterra grossetano. File ordinate di vitigni divisi da strade che si fanno sempre più piccole, in molti casi semplici strade bianche che vengono utilizzate solo da chi ci passa per andar per vigneti a lavorare. Davanti il parco naturale della Maremma, con i suoi promontori selvaggi che dividono l'Aurelia dal mare per un lungo tratto di strada. E' in questo contesto, d'estate assolato e ben ventilato, che crescono i vitigni di Trebbiano e Ansonica utilizzati per produrre un vino che tecnicamente viene considerato nella categoria Vin Santo. La resa per ettaro è di 50 ql/...

La pura eleganza del Cabernet Sauvignon di Tasca d'Almerita (2010)

Pur essendo una delle realtà siciliane con la più importante superficie vitata, Tasca Conti d'Almerita riesce a proporre prodotti di ottima qualità, come il Cabernet Sauvignon prodotto nella Tenuta Regaleali, nell'entroterra palermitano. Da ormai diversi anni sono una azienda tecnologicamente all'avanguardia e un vero punto di riferimento non solo per il mondo vitivinicolo siciliano. Il loro Cabernet Sauvignon è stato il primo in purezza prodotto sul suolo siciliano nell'ormai lontano 1985, in un periodo in cui in Sicilia si producevano bottiglie con una netta prevalenza di vitigni autoctoni. E' un rosso potente ed elegante, annata 2010, suadente e dalle note intriganti di ciliegia e pepe nero, importanti note vegetali, con accenni di tabacco che si possono sentire agevolmente a bicchiere vuoto e con un leggero sentore di vaniglia che ammorbidisce la nuance complessiva senza risultare stucchevole. In bocca si presenta coerente con le note olfattive, quindi ta...

Vino nobile di Montepulciano Asinone (2015) - Poliziano

Poliziano inizia ufficialmente la sua attività nel 1961, quando Dino Carletti acquista i suoi primi ettari di terreno a Montepulciano, attività poi proseguita dal figlio Federico con il quale l’azienda ha incominciato a rendersi visibile anche a livello internazionale, fino al livello di fama attuale. Nel 1978 Poliziano è la prima azienda di Montepulciano a imbottigliare il Nobile di Montepulciano Asinone da un’unica vigna, in un’epoca in cui ancora il grosso della produzione veniva venduto sfuso. Federico Carletti ha quindi iniziato una intensa attività commerciale all’estero che lo ha portato a vendere ad oggi quasi 1 milione di bottiglie soprattutto negli Stati Uniti, in Germania e nei paesi Scandinavi. L’anno scorso è stato lanciato un nuovo vino, il Caggiole, mentre l’azienda continua a investire in vigneti portando a 180 gli ettari totali di vigne. L’Asinone è senz’altro il vino di punta dell’azienda, prodotto con uve Sangiovese in purezza da vigneti esposti a su...

Il tratto vellutato e versatile di Donnaluce di Poggio Le Volpi

Poggio le Volpi è un’azienda laziale la cui storia si può far partire negli anni ’20 quando Manlio  Mergè iniziò a commerciare vino sfuso e olio dai castelli romani alla capitale. Ma è solo nel 1996 che parte l’attività imprenditoriale con la creazione della società Poggio Le Volpi a Monte Porzio Catone, nell’entroterra laziale e più precisamente sui colli Albani, che presentano un suolo di origine vulcanica. Come molte altre giovani aziende, Poggio le Volpi ha il vantaggio di non doversi trascinare una polverosa storia enologica di dosso, ma può invece basare la propria filosofia aziendale su un azzeccato mix di tradizione del territorio, innovazione tecnica e continua sperimentazione, che determinano lo stile dei suoi vini in maniera unica e facilmente percepibile dal consumatore. Le uve utilizzate sono appunto quelle tradizionalmente coltivate sui colli Albani, come Malvasia di Candia e Trebbiano, ma anche Greco e vitigni internazionali. Tra l’interessante bo...