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Planeta Brut Metodo Classico (Carricante)

L'universo di Planeta e dei suoi vini non smette di sorprendermi. Anche in questo ennesimo assaggio è possibile riscontrare l'elevato livello tecnico e qualitativo raggiunto dall'azienda siciliana, che negli anni 90 ha contribuito, insieme ad un pugno di altre aziende del territorio, a portare la viticoltura siciliana da grande contributore di uva da taglio per i vini del nord a produttore con un'anima e una coltura per il vino sorprendenti.  In questo caso si tratta di uno spumante metodo classico a base Carricante. La vendemmia precoce aiuta sicuramente a dare al vino quella freschezza che in uno spumante non può mai mancare. Dopo la vinificazione inizia un invecchiamento di 20 mesi sulle fecce fini. Un vitigno autoctono siciliano, caratteristico con le sue floreali e fruttate come quelle tropicali, di agrumi e di spezie. In bocca ha una spalla acida importante e bollicine finissime che solleticano il palato. Ottimo con tartare di pesce crudo.

Gramolina, il Rosato di Everto Wines

Di EvertoWines e dell'interessante progetto di Alberto e Luigi vi avevo già parlato in un mio precedente post ( Everto Wines ). Essendosi instaurato un bellissimo rapporto e trovandomi da quelle parti a trascorrere qualche giorno, dove il sottoscritto ha una piccola casetta e dove si ritira quando si vuole veramente rilassare (la mia vera vacanza), ho deciso di fare ancora visita alla loro azienda vitivinicola. Una piccola realtà di 4 ettari totali di cui 3 vitati in cui si coltivano diversi tipi di uve autoctone come la Barbera e il Cortese e che anche quest'anno si avvicinano alla fatidica data della vendemmia, in previsione intorno a metà settembre. In occasione di questa mia visita alla cantina e alle vigne che circondano una bella casa da poco ristrutturata mi è stato fatto assaggiare l'ultimo nato in casa Everto. Si tratta di Gramolina, un rosè a base Barbera con macerazione di qualche ora sulle bucce che ha tra i suoi punti di forza una freschezza e una piacevolezza ...

Castello Pomino, Pomino Bianco Riserva Benefizio (2018), Frescobaldi

  Marchesi Frescobaldi è senza ombra di dubbio una delle cantine italiane con più storia e una delle più famose all’estero. E’ dai primi anni del 300 che la famiglia Frescobaldi produce vino in Toscana. Inutile qui elencare la serie di innovazioni tecniche e di idee tradotte sul territorio che la cantina ha introdotto durante la sua lunga storia. Basti ricordare che per primi hanno impiantato in Italia alcuni dei vitigni internazionali ad oggi usatissimi e comuni come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot nero. Una realtà italiana che ha saputo coniugare ricerca e tradizione, amore per il territorio e innovazione. Tra le prestigiose tenute di Frescobaldi occorre ricordare la Tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri, che con il suo vino di punta fa incetta di premi internazionali. In una di queste tenute viene prodotta una bottiglia che mi è capitato di bere recentemente. Si tratta del Pomino Bianco Riserva ‘Benefizio’, uno Chardonnay 100% che già nel 1878 vince la medag...

Petit Arvine e Petite Rouge dell'Institut Agricole Regional

Serata di assaggio dei vini, appena arrivati, dell'Institut Agricole Regional di Aosta. Dell'istituto e delle sue varie attività ho già parlato in un recente post di marzo. Mi basterà ricordare che, quasi unico nel panorama italiano, l'istituto è contemporaneamente scuola agraria, azienda agricola, svolge numerosi corsi di formazione professionale, ed è un laboratorio di sperimentazione su diversi fronti, frutticoltura, zootecnia, viticoltura-enologia, attraverso il quale l'istituto ha riscoperto numeri vitigni 'dimenticati' sul territorio e grazie alla tecnica delle micro vinificazioni ha rimesso in produzione vini estremamente interessanti. Mi è già capitato di parlarvi di un entusiasmante Blanc du Priore, da uve grenache vinificate in bianco con leggera macerazione sulle bucce. Ora è la volta di altri de interessanti vini dell'istituto. Si tratta del Petit Rouge e del Petite Arvine. Partiamo da quest'ultimo che è indubbiamente il più 'semplice...

Pietra Marina Etna Bianco Superiore (2002) Benanti

  Quando si parla di Pietra Marina Etna Bianco Superiore vuol dire che siamo davanti ad uno dei 10 migliori bianchi d’Italia. Personalmente mi ricorda molto il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini, altro grandissimo bianco italiano. Se poi aggiungiamo che la bottiglia di Pietra Marina era un 2002 ma a livello di acidità, complessità, struttura, eleganza e finezza era ancora nel pieno dei suoi anni migliori, allora si può capire di cosa stiamo parlando, visto che di bianchi così longevi ce ne sono molto pochi sul mercato, e non solo di quello italiano. Ma andiamo con ordine, partendo giustamente dal suo produttore. Benanti è tra le più prestigiose cantine siciliane, una viticoltura quella siciliana che è cresciuta in qualità a livello esponenziale da circa la metà degli anni ’90 ad oggi. Merito di produttori come Benanti che hanno saputo puntare tutto sulla qualità e sui vitigni giusti piantati al posto giusto, con l’aiuto di agronomi ed enologi validi e coraggiosi. Ora la domanda è com...

Valtellina Superiore riserva Castel Chiuro (2009) di Nino Negri

  Il  Valtellina Superiore riserva Castel Chiuro è un vino rosso che nasce per omaggiare i 120 anni della storica cantina Nino Negri. Nino Negri è una cantina che nasce alla fine dell’Ottocento in provincia di Sondrio. Diventa presto una realtà vitivinicola di riferimento per il suo territorio e nel 1986 è entrata nell’orbita dell’imponente Gruppo Italiano Vini. Questa tappa è risultata poi fondamentale per lo sviluppo di un percorso di crescita che ha saputo conciliare tradizione e innovazione come poche altre realtà italiane, che sono entrate in grandi gruppi, hanno saputo fare. L’ultimo obiettivo di Nino Negri è l’investimento verso una agricoltura sostenibile e biologica. Trenta ettari vitati disposti su terrazzamenti costantemente manutenuti, che conferiscono al paesaggio una magia e una bellezza stupefacente e disposti in quelle che possono essere considerate come alcune delle zone più vocate di tutta la Valtellina. Tra questi filari nasce lo Sfursat, autentico peso...

Bollinger Magnum millesimo 2007

  “Lo Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete” Non posso iniziare il post che con questa celebre frase di Madame Bollinger se voglio rappresentare al meglio cosa significa l’apertura e l’assaggio di una magnum del super famoso spumante francese. Madame Bollinger è stata prima di tutto una grande imprenditrice di una delle più famose case di produzione di Champagne, capace di precorrere i tempi e di   La storica maison nasce nel lontano 1829 e dopo diverse peripezie in un periodo non facile che passa dalla fillossera alla prima guerra mondiale, si arriva al 1941, anno in cui Jacques Bollinger muore e gli succede Elisabeth Law de Lauriston-Boubers detta Lily e più tardi conosciuta come Madame Bollinger. Sotto la sua ferma mano l’azienda conosce una vera e propria...

Teresina - Everto

  Spesso incontro colleghi o amici che riservano le bevute di vino bianco per l’estate e quelle di rosso per le stagioni più fredde. Da un lato viene normale e direi anche spontaneo bere un buon bianco, fresco e magari poco impegnativo, durante la stagione estiva. Dall’altro non dimentichiamoci che anche i rossi possono essere bevuti d’estate, con l’accortezza di stare molto attenti alla temperatura di servizio. Mai servire un rosso sulla base della ‘temperatura ambiente’ ma piuttosto occorre seguire la regola della struttura del vino. Semplificando di molto i vini rossi più leggeri e fruttati vanno serviti a 15-16 gradi fino ad arrivare ai rossi più impegnativi che si possono servire a 20-22 gradi al massimo. Se non vi è mai capitato di bere un rosso servito alla giusta temperatura anche in piena estate fatelo il prima possibile. Scoprirete che il vino rosso può essere bevuto tranquillamente tutto l’anno, riuscendo a gustarvelo anche quando la temperatura sale sopra i ...

Feiter-Artinger e la sua gamma di Blaufrankish

Feiter-Artinger Greiner è posizionata a Rust, zona collinare che offre le condizioni ideale per la produzione di grandi rossi I pendii sono dolci e iniziano da un lato direttamente alla periferia sud di Rust, dall'altro direttamente sulla riva del Lago di Neusiedl.  Il terreno è roccia primaria granitico-gneiss ad alto contenuto di ferro.  Il Blaufränkisch piantato qui nel 1983 è quindi sempre molto maturo, denso, forte e, oltre ai frutti a bacca profondi, mostra un aroma speziato e terroso. Il Blaufränkisch matura parte in barriques senza legno nuovo e parte in grandi botti di legno. La cantina Feiler Artinger è gestita da Kurt Feiler e sua moglie Katrin dal 2013. Sono attivamente supportati dai genitori di Kurt, Hans e Inge Feiler. Attualmente, 27 ettari di vigneto sono coltivati nei migliori vigneti di Rust.  La gamma delle varietà coltivate è molto varia, come è tipico della regione. Circa il 60% dei vigneti è coltivato a vitigni a bacca rossa. Il vitigno più importan...

Visita a Everto alla scoperta dei suoi vini piemontesi tipici e contemporanei

  E’ una bella domenica di fine maggio quando, con gli amici di sempre, stiamo percorrendo la provinciale 592, strada che da Nizza Monferrato porta a Calamandrana. Ad una svolta la strada inizia ad inerpicarsi, costeggia vigneti e piccole villette, mentre nel cielo le nuvole innocue si rincorrono trasportate da una tranquilla brezza primaverile. E’ un giorno perfetto. Sarà che è domenica, sarà la compagnia degli amici e la tranquillità di una gita fuori porta in quel posto dai più sottovalutato ma unico come il Monferrato, con le sue alte colline, i tipici paesini arroccati sulla cima, l’immancabile campanile nel centro del paese, le strade strette dove la gente ancora si saluta, i vigneti che si arrampicano fino nei cortili delle case. Arriviamo da Luigi, Alberto e Teresina, che ci aspettano nella loro azienda agricola denominata Everto . I due fratelli hanno inseguito e realizzato il loro sogno di proseguire e migliorare il lavoro fatto dai genitori, Candido e Teresina, g...

Orizzontale di Cantina Rizzi

Viene finalmente l'estate ma il gruppo dei soliti astemi non disdegna il vino rosso a differenza di molti che passano subito ai più rinfrescanti ed estivi bianchi. Il segreto è quello di servire il vino rosso non alla 'temperatura ambiente' ma alla temperatura giusta di servizio, che varia naturalmente da rosso a rosso. Nel caso di vini importanti si può arrivare alla temperatura di 20-22 gradi ma si parla di Barolo, Amarone o Brunello di Montalcino. Per tutti gli altri vini la temperatura di servizio scende e anche di molto, fino ad arrivare anche a 14 gradi per i vini rossi meno strutturati e tannici. Nel corso di una serata di inizio estate, per la verità ancora non bollente, il gruppo dei soliti astemi ha deciso di cimentarsi in una orizzontale di Rizzi, lo storico produttore di Treiso che ha da diverso tempo completato la sua produzione con un eccellente Pas Dosè. E da lì siamo partiti, con il solito brindisi iniziale, mentre in cucina Chef Fabrice si impegnava nella p...

Syrah Cortona Doc - Il Fitto

La particolarità del territorio cortonese è quella di aver capito che in quella zona venisse particolarmente bene un vino alloctono come il Syrah, originario della Francia meridionale e poi diffuso in tutto il mondo, dall'Italia all'Australia, dal Cile al Sudafrica. Ma a differenza di altri vitigni internazionali come Cabernet e Sauvignon che si adattano a diversi terreni e a diverse condizioni pedoclimatiche, il Syrah, un po' come il Pinot nero, non si adatta a qualsiasi tipo di terreno. In Italia si è diffuso soprattutto in Toscana, nel Lazio e in Sicilia, anche se lo possiamo trovare praticamente in tutte le regioni, qualche volta usato come prevalente e qualche volta in uvaggio con altri vitigni. A  Cortona ha trovato un ambiente ideale, anche grazie alle elaborate analisi sul territorio effettuate dal professor Attilio Scienza, che hanno portato negli anni settanta all'impianto di un vitigno sperimentale di Syrah, anche grazie alle risultanze sulla somiglianza di t...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Amarone della Valpolicella Docg La Groletta (2017) - Corte Giara

Amarone La Groletta - Corte Giara Allegrini è una storica famiglia del vino della Valpolicella. All'interno del suo gruppo si possono trovare quattro aziende tra Veneto e Toscana che la famiglia ha acquisito nel corso degli anni. Tutto ha inizio a Fiumane di Valpolicella nel 1854 anche se è più in tempi moderni che l'azienda ha svoltato verso un percorso di qualità che non ha più abbandonato. Nell'area della Valpolicella i 100 ettari vitati si suddividono tra importanti cru come La Grola, Palazzo della Torre e La Poja e da dove nasce l'Amarone. L'espansione inizia con Corte Giara, marchio nato nel 1989 per rispondere alla necessità di un ampliamento della gamma dei vini con l'introduzione di vitigni internazionali e la produzione di vini giovani e snelli che strizzano l'occhio ad un pubblico più giovane. Poggio al Tesoro nasce nel 2001 a Bolgheri, 70 ettari vitati dove Allegrini produce vini moderni ed eleganti in linea con l'idea internazionale che si h...

Veneto Rosso Igt Ode - Vignalta

Finalmente è arrivata l'ora dell'outdoor lunch o outdoor dinner. Io festeggio la prima domenica di pranzo all'aperto (o almeno con le finestre che danno sul balcone aperte) con lenticchie e purè, un piatto che ha un sapore più invernale che estivo ma che, in questa giornata di sole incerto e di folate di vento, non è niente male. Da manuale del perfetto sommelier, questo piatto tipico emiliano vuole il suo abbinamento perfetto con un buon Lambrusco di Sorbara .... ma io che non riesco proprio a farmi piacere questo vino rosso frizzante, preferisco abbinarlo ad un rosso giovane e fresco. La mia scelta è così ricaduta su Ode, un blend di Merlot e Cabernet ciliegioso, giovane, fresco e piacevolmente esuberante di Vignalta, poco noto produttore veneto che produce altresì vini di altissimo livello e che mi sento di consigliare. L'abbinamento con il piatto di lenticchie e purè a mio avviso è un'ottima alternativa per chi come me non rispetta sempre gli abbinamenti da manu...

Rosso Cortinie di Peter Zemmer

Sono ormai diversi i vini bevuti da Baccanera nel corso di questi anni.  Il blog esiste dal 2013 e devo dire che negli ultimi tempi ho decisamente alzato il livello qualitativo dei vini bevuti. Oltretutto non sono più riuscito a scrivere con continuità mentre le bevute, con amici o anche da solo, sono continuate copiose. Eppure nonostante le centinaia di vini assaggiati, spesso mi capita di sorprendermi a sorseggiare vini di assoluto livello che non avevo mai bevuto. E' il caso di Cortinie, il Rosso di Peter Zemmer, un rapporto prezzo qualità davvero sorprendente. I vitigni sono Lagrein, Merlot e Cabernet, nel più classico dei blend altoatesini, una resa bassissima di 55 l/h, da vigneti posti nei dintorni di Cortina con coltivazione a guyot. Buona posizione per l'irraggiamento solare, ottima areazione dei grappoli, sbalzi termici tra il giorno e la notte che arricchiscono gli acini di profumi intensi poi trasmessi al vino, completano il profilo di questo vino semplicemente chia...

Nuhar Pinot nero e Nero d'Avola di Rapitalà

Nuhar di Rapitalà Rapitalà fa parte del Gruppo Italiano Vini, una delle maggiori realtà della viticoltura italiana, che al suo interno ha altri marchi prestigiosi come Nino Negri, Folonari, Castello Monaci, Ca' Bianca e molti altri. Di questo importante produttore siciliano ho assaggiato ad un pranzo tra amici l'ottimo Nuhar (fiore in arabo), un blend di Pinot nero e Nero d'Avola. Ero curioso di assaggiare questo incontro tra due grandi vitigni. Da un lato l'aristocratico e un pochino altezzoso Pinot noir, re della Borgogna, vino notoriamente raffinato e in parte eclettico, che non si adatta a tutti i luoghi perché solitamente necessità di un clima piuttosto fresco. Dall'altro il siciliano Nero d'Avola, un autoctono coltivato prevalentemente (se non solamente) in Sicilia, le cui caratteristiche permettono di dare ai vini corpo, sostanza e anima. Il risultato è senz'altro sorprendentemente positivo, visto che il Pinot ha mantenuto le sue note di freschezza, c...

L'opulenza di Janù, Montepulciano d'Abruzzo di Jasci&Marchesani

Il vino si fa con l'uva .... ma poi in cantina tutto può cambiare. E' il caso di Janù, il Montepulciano d'Abruzzo di Jasci&Marchesani, azienda abruzzese di Vasto che ha puntato tansissimo sul biologico già in tempi in cui non era considerato una moda, una tendenza e nemmeno una necessità di mercato. Oltre al biologico questa azienda è evidentemente particolarmente vocata per le scelte estreme se si pensa che lo Janù fa un passaggio di 8 mesi in barrique nuove, più altri 8 mesi ancora in barrique nuove. Questo doppio passaggio influenza pesantemente il vino che naturalmente diventa morbidissimo al palato e che rilascia sentori di cioccolato fondente al naso. Un vino estremo dunque e se, personalmente, non ho mai amato l'uso indiscriminato della barrique, in particolare di quella nuova, in questo caso la risultante ha sicuramente un suo significato ben definito. Infatti non avrei mai pensato di poter abbinare un vino rosso al cioccolato fondente (semmai un Porto) e in...

Lahn il Sauvignon di St. Michael-Eppan

Lahn il Sauvignon di St.Micheal-Eppan Ebbene non è male ogni tanto tornare ad un tradizionale, consolidato, rassicurante Sauvignon. La mia scelta è ricaduta in questo caso sul Sauvignon Lahn di St. Micheal-Eppan, un vino di assoluta qualità ad un prezzo più che competitivo. Si potrebbe dire che il Lahn è quanto di più tipico si possa immaginare se si cerca un vino di questa tipologia.  Praticamente un manuale da libro di scuola. Il Lahn lo dovrebbero servire ai corsi di vino perchè i suoi sentori di pipì di gatto uniti ad una nota delicatamente agrumata, nuance di miele e una apertura erbacea di grande eleganza, sono quanto di meglio ti potresti aspettare da questo vitigno autoctono di origine francese. Al palato è sapido e fresco, riempie il palato con una grande sensazione di profondità e di eleganza. Del resto il produttore è una garanzia visto che St. Michael-Eppan è tra i produttori più conosciuti e apprezzati dell'Alto Adige. Una cooperativa di soci che ha saputo interpretare...

Il fresco e gioioso Ciliegiolo di Lunae

 Il Ciliegiolo è un vitigno originario della parte centrale della Toscana, oggi diffuso anche in altre aree del centro Italia. Sembra che sia arrivato dalla Spagna verso la fine dell'800, e il suo nome deriva dal suo colore e dall'inconfondibile bouquet di ciliegia. In generale il vitigno Ciliegiolo predilige la collina e terreni poco umidi fertili. Ed infatti la sua naturale collocazione è sempre stata la Maremma e da sempre è utilizzato come taglio del Sangiovese per ottenere un vino più agile, snello e colorato. Da alcuni anni alcuni produttori hanno deciso di vinificarlo in purezza e il risultato è sorprendente. In particolare il Ciliegiolo di Lunae, storica azienda ligure di Ortonovo, famosa per i suoi bianchi in particolare il Vermentino, mi ha impressionato per versatilità, bouquet interessante e vario e palato fresco e adatto a diversi piatti non troppo complessi della vita di tutti i giorni. Le sue note di frutta fresca in particolare ciliegia e mora, il sorso fresco e...

Dietro l'isola - Passito di Pantelleria Doc di Salvino Gorgone

La zona di produzione è di soli tre ettari ma qui a Pantelleria è normale considerando che è un'isola e pure piccola e rocciosa. Quindi niente grosse produzioni quindi anche perché, a differenza di molti produttori che producono il Passito di Pantelleria in Sicilia e quindi possono contare su terreni molto più estesi, in questo caso le 8.000 bottiglie prodotte provengono tutte da questa splendida isola fatta di roccia, circondata da un mare azzurro e immenso, dove soffia costante un vento teso e talvolta freddo (anche d'estate) e dove ogni tanto, tra una pietra e l'altra, si può trovare un po' di terreno nero dove non cresce nulla, se non una coraggiosa vite che sfida gli elementi avversi. I terreni sono esposti a sud e questo aiuta l'appassimento naturale dell'uva direttamente sulla pianta. Le viti sono allevate con il tipico alberello pantesco, l'unico sistema di coltivazione che può sostenere gli eventi atmosferici estremi dell'isola. Le uve sono espo...

Blanc de Prieur - Institut Agricole Regional

L'Institut Agricole Regional opera in Valle d'Aosta è innanzitutto una scuola di agraria con il compito di promuovere la formazione professionale in campo agricolo. Al contempo è anche in importante centro di ricerca con il compito di studiare e salvaguardare diversi vitigni autoctoni valdostani che, soprattutto in anni passati, hanno rischiato di scomparire. La ricerca di vitigni rari tra i filari spesso semi abbandonati dei contadini ha portato alla riscoperta di questi vitigni e alla loro successiva rivalorizzazione ad opera di coraggiosi imprenditori che hanno voluto scommettere sull'autoctono. I vitigni in questione sono Cornalin, Mayolet, Petit Arvin, Petit Rouge, Premetta e altri che in pochissimi conoscono ma che hanno delle potenzialità sorprendenti. Tra i vini che ho recentemente assaggiato dell'Institut Agricole Regional mi ha particolarmente impressionato la loro versione del Blanc du Prieur, un blend di Grenache e altri vitigni internazionali che dal colore...

Fattoria di Piazzano - Blend 1

  I vini di Fattoria Piazzano di Rolando Bettarini e della moglie Michela, portano in dote le fermentazioni spontanee e si tende a usare il cemento e molto poco legno piccolo e grande e comunque mai di primo passaggio, per non snaturare il rapporto gusto olfattivo del vino con il territorio. La piacevolezza del vino si intrinseca perfettamente con una territorialità genuina e concreta, un lavorare naturale nel rispetto dei tempi della terra e della natura più in generale, senza forzatura ma anche senza alcuna sbavatura di natura tecnica, come invece alle volte può capitare nelle realtà più piccole. Il taglio bordolese si percepisce nella morbidezza del palato, nel leggero accenno di spezie e in una più generale presenza di note vegetali e di pietra bagnata. Il sorso mantiene una adeguata freschezza e cambia spesso i contorni pur nel rispetto dell'insieme come l'ho descritto sopra. Ottimo con un risotto alla luganega monzese. Bella azienda e bel vino. Compliementi.