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VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE DOC (2012) - AZIENDA AGRICOLA FRATELLI BUCCI

Verdicchio Superiore di Bucci Se il Verdicchio è passato da essere considerato un vino di scarsa qualità da rifilare a qualche sprovveduto turista a uno dei migliori bianchi italiani (secondo alcuni tra i primi tre), in buona parte lo dobbiamo ad Ampelio Bucci, che a metà degli anni '70 ha incominciato a piantare questo vitigno autoctono, vendendolo prima all'ingrosso e poi, grazie alla consulenza enologica di Giorgio Grai, a imbottigliare un Verdicchio che negli anni è riuscito a imporsi come vino di qualità,  anche con il prezioso aiuto delle guide specializzate di settore, come ad esempio il Gambero Rosso che nel 2001 lo hanno decretato il miglior bianco italiano. Nell'azienda si produce anche grano e altre colture in rotazione che gli hanno consentito di ottenere la certificazione biologica in tempi non sospetti, quasi più una necessità e un credo rispetto ad una moda o tendenza. Fondamentale per l'azienda è stata la decisione di puntare decisamente sulla...

LE QUERCE DOLCETTO D'ALBA DOC (2013) - AGRICOLA MOLINO

Dolcetto di Agricola Molino Il dolcetto è il vino da pasto dei piemontesi per la sua semplicità e adattabilità ai piatti di tutti i giorni. Molti lo snobbano, considerandolo vino da serie B e fanno male perchè può dare belle soddisfazioni a prezzi accettabili. Le prime testimonianze storiche risalgono al 1593, quando un documento comunale raccomandava ai contadini di vendemmiare con uve dolcetto mature per ottenere un vino qualitativamente migliore. Questa uva, originaria del Monferrato e la cui coltivazione si estende fino alle prime propaggini della Liguria dove è chiamata Ormeasco, ha il pregio di raggiungere la corretta maturazione almeno quattro settimane prima del Nebbiolo e di conseguenza può essere coltivata nelle zone collinari con l'esposizione meno favorevole rispetto ad altre che hanno bisogno di una esposizione ai raggi solari ottimale per poter raggiungere la maturazione. Un'altra caratteristica è quella di avere una bassa acidità compensata in parte da b...

SUDTIROL ALTO ADIGE DOC (2012) - JOSEF HOFSTATTER

Merlot-Cabernet di Hofstatter Un classico, praticamente ogni anno mi capita di bere per diverse ragioni almeno un vino di questa bella realtà altoatesina e la prima ragione, ca va sans dire, è la facile reperibilità dei loro prodotti, presenti nella Gdo in maniera capillare. Poi c'è la certezza di una buona bevuta; sono vini ben fatti, che raramente deludono, niente di meglio se si vuole andare sul sicuro senza rischiare l'improbabile bevuta di un vino naturale o la scoperta di uno sconosciuto vitigno autoctono di una sperduta valle dell'appennino centro-meridionale. E ancora la fama di produttore serio, impegnato nella produzione di vini puliti e mai scorbutici, a cui si sommano le positive esperienze personali di molti anni passati, magari anche di quando di vino non se ne capiva una beata m... e quando si terminava una bicchiere l'aggettivo più utilizzato era 'buono' ...... senza niente altri fronzoli o ricercatezze da sommelier della domenica. Eppure...

CARMIGNANO RISERVA DOCG (2009) - FATTORIA ARTIMINO

Carmignano di Artimino Era da un po' di tempo che volevo assaggiare una bottiglia dj Carmignano, un vino Docg che viene prodotto in Toscana nei comuni di Carmignano e Poggio in Caiano, in provincia di Prato e che rappresenta una di quelle piccole realtà locali di cui l'Italia è fiorente e che la rendono unica nel panorama vitivinicolo internazionale. Il Carmignano oltre ad avere una origine antichissima, pare infatti che nella zona i primi a coltivare l'uva furono gli Etruschi che poi passarono il testimone ai Romani, è un po' l'antesignano dei moderni supertuscans in quanto ad un vitigno molto diffuso in centro Italia come il Sangiovese, vengono aggiunte quantità più o meno variabili di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, oltre a piccole percentuali di altri vitigni autoctoni. L'occasione si è presentata in Gdo quando ho trovato il Carmignano riserva di Artimino ad un prezzo molto invitante e ho quindi rotto gli indugi portandomi a casa la bottiglia c...

MARCHE IGP PASSERINA (2013) E ROSSO PICENO DOP SUPERIORE (2009) - CANTINA OFFIDA

Passerina di Cantina Offida La Cantina Offida nasce negli anni '70 e ben presto diventa un punto di riferimento per i vignaioli della zona che ne conferiscono l'uva. Nel 2010 viene acquisita da un gruppo vitivinicolo picenese che introduce importanti miglioramenti qualitivi, lavori di zonazione sulle vigne più vocate e tecniche di cantina all'avanguardia. La Passerina è un vitigno che si caratterizza per una buona capacità di accumulo degli zuccheri e il mantenimento di un elevato livello di acidità anche in prossimità della vendemmia, oltre ad una certa buona resistenza ad alcune malattie comuni nella vite come la botrite. È accertato che appartiene alla grande categoria dei trebbiani; ad una crisi subita negli anni sessanta che si è protratta per diverso tempo, sta recentemente attraversando un periodo di riabilitazione grazie alla buona dose di acidità contenuta nell'uva. La Passerina della Cantina Offida è un vino semplice, immediato come tutti i vini...

SIBILLA LANGHE ARNEIS DOC (2013) - AZIENDA AGRICOLA MOLINO

Sibilla Arneis di Agricola Molino L'Azienda Agricola Molino produce vino dagli anni '50 con il nonno Virginio. Affonda le sue radici a Treiso, nel Piemonte langarolo, su colline da sempre vocate alla coltivazione della vite e in particolare sulla collina Ausario, una specie di cru se volessimo usare un termine caro ai cugini francesi. L'azienda produce Barbaresco, Dolcetto, Moscato, Nebbiolo, Arneis e Barbera, in sostanza quanto di più piemontese ci possa essere (le manca solo il Barolo); e piemontese è il modo di coltivare la vite, con una attenta selezione in vigna e un lavoro in cantina che privilegia una impostazione del lavoro 'modernista', cosa che potrebbe far storcere il naso ai tradizionalisti-puristi-integralisti. Ho assaggiato il Sibilla da uve Arneis, annata 2013, con un 13% di volume alcolico. Dal sito aziendale si legge che nasce dall'incontro di due terreni diversi, uno sulle pendici est di Treiso (Langhe) e l'altro sul versante sud ...

BRACHETTO D'AQUI BRAIDA DOCG (2013) - BRAIDA

Non sapevo decidermi, davanti agli scaffali del supermercato. Vino dolce di sicuro, da abbinare ad una torta tartufata, ma quale? I moscati in esposizione non mi entusiasmavano, poi l'occhio mi è caduto sul Brachetto di Braida, che è finito dritto nel carrello, perché Braida per me è una garanzia, un po' come un libro di Einaudi o come un cd di jazz di Ecm. Fresco, con il tipico e netto profumo di rosa e la fragranza dei vini aromatici, sa sposarsi perfettamente con moltissimi tipi di dolci. Come spesso succede per questo tipo di vini, è considerato di serie B in quanto dolce, al più da proporre alla categoria dei 'quasi astemi' che immancabilmente si ritrovano in ogni pranzo o cena o cerimonia, anche se in netta e ostinata minoranza. Il colore è quasi indescrivibile se si vuole utilizzare la tipica scala proposta dall'Ais, sembra quasi più un analcolico a cui siano stati aggiunti coloranti, un Campari un po' slavato. Il bouquet è tipico delle u...

CAPITEL DELLA CROSARA AMARONE DOC (2008) - MONTRESOR

Tradizione e modernità, grandi numeri ma anche qualità hanno da sempre accompagnato la storia di Montresor, azienda con sede a Verona ma con vigne e proprietà sparse praticamente in tutta Italia. In Piemonte con il marchio Brovida Cordara, in Sicilia con Doricum, in Campania con Principe di San Framonti oltre a molte altre tenute. Ma è dal Veneto che sono partiti ed è qui hanno le produzioni più importanti. La composizione dell'Amarone è un classico Corvina al 60%, Rondinella al 30%, Molinana e Oseleta al 5%. La vigna da cui si produce l'Amarone è posizionata nel comune di Negrar. Non mi starò a dilungare sul metodo di produzione che credo tutti conoscano, mi limiterò invece a dire che viene prodotto in maniera classica. Ebbene siamo quasi fuori tempo massimo per bere un vino di corpo e strutturato come l'Amarone, con le temperature che piano piano si alzano. In genere sono tra quelli che sceglie il vino in base alla stagione e con il caldo bere vino rosso a ...

OPPIDUM MOSCATO DI TERRACINA DOC (2012) - SANT'ANDREA

Oppidum di Sant'Andrea Alcune volte si ha bisogno di un vino conosciuto, senza sorprese, magari con l'esigenza ad una cena di soddisfare un pubblico più ampio possibile. In questo caso i classici vitigni internazionali (Chardonnay, Merlot, Cabernet ecc) danno quasi sempre una certa garanzia, chiaramente con i consueti distinguo. Altre volte invece si può sentire la necessità di sperimentare, si ha voglia di provare qualcosa di nuovo e diverso dai soliti vini, magari buoni ma in alcuni casi tutti un po' omologati. Se siete in quest'ultimo stato d'animo l'Oppidum della Cantina Sant'Andrea non vi lascerà delusi. Dietro alla interessante storia della famiglia Pandolfo, originari della Sicilia, emigrati in Tunisia e poi stabilitisi a Terracina, c'è il filo conduttore della vite. Il Vigneto di Terracina, dove viene prodotto questo interessante Oppidum, ha una estensione di circa 15 ettari, un terreno carsico a circa 400 mslm e vigne immerse nel verde...

IDIOM (2005) - BOTTEGA FAMILY WINE

Il sudafrica è una nazione che sta facendo dei progressi enologici davvero notevoli. Se si pensa che fino alla fine degli anni 80, tutto il vino prodotto era destinato al solo consumo interno causa embargo commerciale dovuto all'apartheid e di qualità piuttosto bassa, si fa fatica a credere nei miglioramenti qualitativi intervenuti. Peraltro i vitigni utilizzati sono i classici internazionali, con la sola eccezione del pinotage, uno strano incrocio tra l'elegante pinot nero e il rude e prolifico cinsault. La stria di Idiom è quella di una famiglia friulana, i Bottega, che negli anni 50 si trasferiscono in Sudafrica. Il primogenito Alberto, dopo la laurea in fisica nucleare e una carriera in vari settori, negli anni 80 decide di investire nel vino, con l'acquisto di terreni vocati alla coltivazione della vite nella regione di Stellenbosh. Il microclima è favorevole alla coltivazione della vite, con i freschi venti provenienti dall'oceano che tendono a ridardare l...

UNICO MONTEPULCIANO D'ABRUZZO DOP (2011) - TENUTA ULISSE

Con questo post colmo una lacuna gravissima di questo blog, che consiste nel non aver mai scritto nulla su una splendida regione come l'Abruzzo. Da un punto di vista enologico, il Montepulciano è chiaramente il simbolo dell'Abruzzo, anche se viene coltivato un po' in tutta l'Italia centrale, sia in purezza sia in blend con altre uve, in particolare con il Sangiovese, cosa che enologicamente parlando permette di ottenere una maggiore concentrazione di colore. Circa la metà del vino prodotto in Abruzzo è Montepulciano; questo dato è molto importante perchè fa capire come il vitigno si sia adattato bene in queste terre anche se in generale predilige le zone siccitose. Il resto del vino prodotto in Abruzzo è diviso tra Trebbiano abruzzese, Sangiovese, Regina, Cococciola, Manzoni bianco, Malvasia bianca di Candia, e altri. In grande espansione anche Passerina e Pecorino, coltivati soprattutto dai produttori di medie e grandi dimensioni per ampliare la gamma mantenendo ...

DEGUSTAZIONI SPARSE: FIANO DI AVELLINO, VERMENTINO, FALANGHINA

Fiano di Avellino di Quintodecimo Fiano di Avellino Exultet (2012) - Quintodecimo Già provato nel corso del 2013, annata 2009. L'annata 2012 si può bere, ma è all'inizio del suo viaggio nel tempo enologico, insomma un piccolo infanticidio Nel bicchiere prevalgono le note agrumate sia al naso che sul palato, un bouquet di miele e timo, con accenni di frutta esotica. In bocca buonissima l'acidità che gli permetterà un lungo invecchiamento; nessuna traccia invece di frutta secca che si percepirà solo con adeguato invecchiamento. L'azienda di Mirabella Eclano è di proprietà di Luigi Moio, un nome importante nella viticoltura campana e non solo, chiamato 'il professore' e studi incentrati sugli aromi del vino. Exultet è un Fiano prodotto da uve provenienti da una sola vigna, che fa un po di legno ma non invadente, di freschezza ed eleganza notevoli. Prezzo non proprio accessibile a tutti. Spigau Crociata di Le Rocche del gatto Spigau Crociata Igt (...

SALICE SALENTINO DOC (2010) - LEONE DE CASTRIS

Niente da dire, quando un vino è buono lo capisci appena stappata la bottiglia. L'effluvio di frutta che si percepisce è spesso già un buon indicatore di intensità e complessità. Sul colore nel bicchiere sono parecchio indeciso: si pone tra il rubino e il granato; pensandoci un attimo propendo per un rubino con riflessi granati, tenendo anche conto del vitigno dominante, il Negroamaro con una percentuale di Malvasia nera, e dell'annata 2010. Al naso è un vero uragano di sensazioni olfattive, dove prevale la frutta in confettura, poi si apre alle spezie dolci, a delicate note minerali e di tabacco, su un finale leggermente vegetale. In bocca si fa strada prima la morbidezza data dall'alcol e dalla glicerina, poi subito parte il lavoro dei tannini sulle pareti esterne del palato. Tannini che si percepiscono senza essere invasivi. Sembra di mordere la frutta fresca e croccante. Questo vino ha tra l'altro una buona acidità, tanto che potrebbe tranquillamente s...

FRIULI COLLI ORIENTALI RIBOLLA GIALLA DOC (2012) - LE VIGNE DI ZAMO'

La collina di Rosazzo forma un microclima del tutto particolare, dominato dall'influenza del vicino mare Adriatico (circa 25 km), e le discrete escursioni termiche; a questo si aggiunge l'esposizione ottimale dei vigneti, la protezione delle prealpi Carniche e Giulie dai freddi venti di origine siberiana e il sottosuolo formato da marne oceaniche ricche di elementi minerali. Siamo a una decina di chilometri dal confine sloveno e a una ventina da Udine. In zona l'Abbazia di Rosazzo colpisce per il panorama in gran parte formato da colline ricoperte di vigne e il complesso nel suo insieme; all'interno le rose offrono un bello spettacolo di contrasto con l'austerità tipica della abbazie, dove tra l'altro di produce vino dalla fine del 1200. Inutile dire che attraverso la coltivazione della vite i monaci, come nel resto d'Italia, abbiano contribuito nel corso del Medio Evo alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e del vino in generale. Le vigne e la cant...

OPALIA TINTILIA DEL MOLISE DOC (2009) - CAMPI VALERIO

Opalia di Campi Valerio Non avevo mai assaggiato una Tintilia, vitigno autoctono del Molise, ma come un tarlo che si insinua lento nel legno lavorando con tenacia e senza mai stancarsi, mi era rimasta questa voglia dal corso Ais del secondo livello, dove il bravo relatore innamorato di queste terre e di questo vino me l'aveva fatto conoscere. Quella serata però non era tra i vini in degustazione e il tarlo da quel giorno è entrato in azione, lento e instancabile, a ricomparire ogni volta che pensavo ai vini che vorrei assaggiare. L'occasione si è materializzata al corso del II livello Ais di Monza e Brianza, che questa volta mi vedono non come spettatore-studente ma come sommelier. Ma visto che ci siamo e che abbiamo un po' di tempo (giusto?) prima di assaggiarlo facciamo un piccolo viaggio tra questa terra spesso dimenticata anche a livello enologico. Tutto inizia nel periodo pre-romanico con i Pentri, popolazione sannita che vive in questi territori e che colti...

I FIORI VERMENTINO DI SARDEGNA DOC (2011) - PALA

I Fiori Vermentino di Pala Mi aggiravo nella mia enoteca preferita senza una idea precisa di cosa acquistare. Le bottiglie ricoprono interamente due lati dell'enoteca, senza un ordine predefinito, o almeno senza che io l'abbia ancora compreso. Poi l'occhio mi è caduto su una bottiglia di Vermentino, forse richiamato dalla nostalgia di mare e di estate che questo vitigno da sempre mi ispira. Il Vermentino è ormai diffusissimo nella nostra penisola, anche se da il meglio soprattutto in Sardegna, Luguria (con il nome di Pigato) e Toscana, mentre in Piemonte prende il nome di Favorita, ma in questo caso si distingue abbastanza nettamente dalle viti coltivate sotto l'influenza salmastra del mare.  I Fiori, Vermentino di Sardegna dell'azienda Pala di Serdiana, è un Vermentino in purezza, coltivato su un terreno argilloso-calcareo di media collina da viti con età media di 25 anni. Nel bicchiere ha un colore paglierino con riflessi color oro, di media consiste...

SEDARA IGP (2011) - DONNAFUGATA

Sedara di Donnafugata Partiamo dall'inizio, quindi dal nome che evoca un famoso personaggio del Gattopardo, quel Don Calogero Sedara sindaco del paese e padre di Angelica che si sposerà con il nobile Tancredi, in un matrimonio d'amore ma anche d'interesse tra borghesia e nobiltà. Poi l'etichetta e se è vero che l'abito non fa il monaco, una bella etichetta risulta sempre apprezzata. Nel Sedara l'etichetta rappresenta la cantina di contessa Entellina, dove il vino ebbe le sue origini. Belli i colori che rappresentano in maniera semplice uno scorcio di Sicilia. Ma veniamo ora a quello che ci interessa maggiormente, ovvero il contenuto rappresentato in massima parte dal Nero d'Avola, con la contaminazione di altre uve a bacca rossa. L'affinamento in acciaio, precede la malolattica e l'evoluzione in vasche di cemento per circa 9 mesi, poi ulteriori 3 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Il colore è rubino con riflessi granati, di ...

ANTICO CEPPO IGT (2010) - FEMAR VINI

Antico Ceppo di Femar Vini Coltivare il Syrah in Italia è una specie di scommessa, che in alcuni casi si vince e in altri si perde.  Il vitigno, originario della Francia dove raggiunge la sua massima espressione nella valle del Rodano settentrionale e in particolare nell'Hermitage, è stato poi esportato un po' in tutto il mondo, soprattutto Cile, California e Australia; in Italia viene coltivato con alterne fortune in Sicilia e a macchia di leopardo in varie regioni italiane.  La caratteristica principale dell'uva è il suo colore blu quasi nero, quindi ricca di tannini coloranti, che si ritrova nel bicchiere in un rosso rubino impenetrabile con riflessi violacei. Al naso si dovrebbero percepire note intense di frutta rossa, spezie e tabacco dovute anche ad un utilizzo discreto della barrique. Al palato è solitamente di corpo, deciso ma con tannini vellutati. Tra i Syrah italiani ne ho recentemente bevuto uno che rispecchia quasi totalmente le caratteristich...

VISITA ALLA BERLUCCHI

Berlucchi La visita alla cantina Berlucchi è un classico per i sommelier Ais. Si parte alle 16.30 di un lunedì pomeriggio di fine marzo. Appena usciti dall'autostrada all'altezza di Rovato ci si imbatte in almeno una ventina di cartelli con le indicazioni dei principali produttori di bollicine franciacortine. Erbusco è ad un passo dall'autostrada ma il paesaggio comincia rapidamente a cambiare e da pianura si trasforma in dolci colline che si ricoprono via via sempre più intensamente di curatissime vigne. Tra l'altro anche un non addetto ai lavori riuscirebbe a percepire l'estrema vicinanza delle viti tra di loro, ovvero quella che viene definita come alta densità di impianto che per la Francicorta è tra le più alte del mondo. La cantina di Berlucchi si apre su un largo spiazzo che si affaccia su un bel panorama di vigne e filari a perdita d'occhio. Una volta all'interno si parte con la visita alla sterminata cantina che contiene mediamente qua...

FRAPPATO DOC (2012) - VALLE DELL'ACATE

Frappato di Valle dell'Acate Devo ammettere che con il rialzo delle temperature primaverili, tendo istintivamente ad abbandonare il consumo dei vini rossi per passare piano piano ai bianchi, prima più strutturati, poi quando il caldo diventa predominante mi piace consumare i vini più semplici, fruttati e immediati. Sto quindi alleggerendo la mia cantina dei vini rossi e oggi è l'ora del Frappato. Vitigno autoctono siciliano molto diffuso nelle provincie di Ragusa e Siracusa, regala vini semplici, profondi, fruttati, dal colore rubino piuttosto scarico. Ciliegia, mirtilli, lamponi e more, acidità nella norma, tannini delicati ne fanno un prodotto di buona godibilita e di pronta beva. La sua qualità primaria consiste nell'estrema versatilità nell'abbinamento in cucina. Non ho ancora avuto modo di bere altri frappato, uno su tutti quello di Arianna Occhipinti o quello di Cos (lacuna che cercherò di colmare il prima possibile), ma questo di Valle dell'Acat...

TORRETTE VALLE D'AOSTA DOP (2012) - LES CRETES

Torrette di Les Cretes Azienda ormai famosa nel panorama enologico italiano, Les Cretes si è costruita una certa reputazione grazie ad autentici capolavori come il Cuvee Bois o il Fumin. Ma come sempre è dai prodotti base che si capisce come lavora una azienda e in questo caso il test lo possiamo ricreare con le Torrette, un blend al 70% di petit rouge e al 30% di altri vitigni non specificati. Il Petit Rouge è un vitigno autoctono della Valle d'Aosta, che viene coltivato da Saint Vincent ad Avise e dalle origini antichissime se si pensa che se ne parlava già nel V secolo d. C. È molto amato dai vignerons valdostani in quanto vitigno resistente, dalla buona resa e facilmente adattabile a condizioni di terreno e climatiche diverse. Lo si può facilmente ritrovare fino a 800 metri ci altitudine. Le Torrette di Les Cretes ha un colore rosso rubino molto scarico; l'impianto olfattivo è molto delicato e si gioca tutto su note floreali di rosa e viola e piccoli frutti rossi...

VITIANO IGP (2011) - AZIENDA VINICOLA FALESCO

Vitiano di Falesco L'area geografica a sud di Orvieto, intorno al lago di Corbara, è storicamente sempre stata una zona molto vocata per la coltivazione della vite anche se, negli ultimi decenni, piuttosto in declino per la mancanza di aziende in grado di investire seriamente sul territorio. Siamo sul confine con il Lazio, non lontano dal lago di Bolsena, con le sue tipiche colline coltivate a vite e a olivi, le strade strette delimitate da muretti a secco e la visuale che spazia su un paesaggio rurale di rara bellezza. Qui i fratelli Cotarella hanno acquistato l'azienda agricola Marciliano, individuando i terreni adatti per la coltivazione di Merlot, Cabernet, Sangiovese, e tramite un esperimento effettuato in collaborazione con l'Università della Tuscia, anche Nero d'Avola, Primitivo, Montepulciano, Teroldego, e ancora varietà del tutto particolari come Carmenere, Tannat e Malbech. Insomma prevale la voglia di sperimentare, di rompere gli schemi e di sorpren...

VINI BIANCHI MACERATI (ORANGE WINES)

Sono sempre stato curioso di assaggiare i vini bianchi sottoposti a macerazione pellicolare e appena posso li bevo volentieri. Al corso Ais ti insegnano che la principale differenza tra la vinificazione delle uve rosse e quella delle uve bianche è la macerazione-contatto delle bucce con il mosto, che nel caso dei bianchi dovrebbe essere completamente assente. In seguito un po' leggendo sui vari blog e siti dedicati al vino un po' su consiglio di amici e conoscenti scopri che alcuni produttori, in particolare legati a regioni come il Friuli, oltre a molti altri sparsi lungo la penisola, producono dei bianchi molto particolari proprio per la scelta di lasciare il mosto a contatto con le bucce per un periodo più o meno lungo. La cosa tra l'altro era abbastanza consueta negli anni cinquanta e sessanta tra i produttori contadini, ma più che una moda o un tentativo di diversificazione era dovuto a tradizioni o a una non precisa conoscenza delle tecniche vitivinicole. Ci s...

ANTHILIA DOP (2012) - DONNAFUGATA

Anthilia di Donnafugata La viticoltura siciliana ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni; sono infatti lontani i tempi in cui le aziende del nord Italia acquistavano uva dai produttori del sud per tagliare i loro vini poveri di zuccheri, mentre sono passati (o stanno passando) i tempi in cui i viticoltori siciliani facevano vini concentrati, pesanti, vanigliati per seguire le mode d'oltreoceano. Accanto all'uso di vitigni tipicamente internazionali come cabernet e syrah, e dei pochi vitigni autoctoni siciliani conosciuti come il Nero dAvola e il Nerello Mascalese, in molti hanno ripreso a credere in uve poco conosciute. Ne è un esempio un illuminato produttore siciliano come Marilena Barbera, che si sta impegnando nel portare a conoscenza del grande pubblico le potenzialità di vitigni autocnoni siciliani meno noti con un progetto di microblogging educativo (tag: #sicilianwine). Ho provato l'Anthilia di Donnafugata, preso comodamente in gdo ad un prezzo onest...

LACRIMA DI MORRO D'ALBA DOC (2012) - VELENOSI

Lacrima di Morro d'Alba di Velenosi Del Lacrima di Morro d'Alba ho già avuto modo di parlare in un precedente post del 11 novembre 2013. In genere da un vino fresco, vinoso, da consumarsi giovane, dove prevale la frutta rossa, con una giusta dose di acidità che gli permette un abbinamento ideale con i salumi e che nel bicchiere è difficile confondere con qualcos'altro, nel senso che la sua particolare aromaticità lo rendono unico nel panorama enologico italiano, con l'eccezione del Ruchè di Castagnole Monferrato, altro vitigno autoctono piuttosto raro coltivato nel Monferrato Astigiano e molto simile nei profumi. Il Lacrima di Morro d'Alba che ho assaggiato ieri è dell'azienda Velenosi. A livello di dati tecnici la densità d'impianto è mediamente alta, altitudine 100-150 mslm, con terreno prevalentemente argilloso. Il periodo della vendemmia è indicativamente intorno alla metà di settembre e comunque oscilla a seconda della stagione quando l'ac...

PROWEIN 2014, LA PRIMA IMPORTANTE FIERA ENOLOGICA DEL 2014.

E' ai nastri di partenza (23-25 Marzo) il Prowein 2014 , la più importante fiera enologica tedesca e una della più importanti in Europa. Anche quest'anno i numeri parlano di un aumento di espositori e si prevede di visitatori per questa fiera che è arrivata alla XX edizione dall'ormai lontano 1994 e che si tiene nell'organizzatissima città di Dussendolf, unica sia per infrastrutture sia per l'accoglienza di hotel e ristoranti anche al di fuori dell'area della fiera. L'Italia sarà presente con circa 1.000 espositori sui 4.800 totali, quindi con una presenza significativa vista anche l'importanza del mercato tedesco per l'export di vino italiano; la Germania si pone infatti tra i primi importatori di vino italiano insieme a Regno Unito e Stati Uniti. Il tutto condito da eventi extra come la Fizz-Lounge dove si sperimenterà l'incontro tra i succhi di verdura freschi combinati con gli spirits ('trendy drinks' secondo alcuni), oppure gl...