Passa ai contenuti principali

BRACHETTO D'AQUI BRAIDA DOCG (2013) - BRAIDA



Non sapevo decidermi, davanti agli scaffali del supermercato. Vino dolce di sicuro, da abbinare ad una torta tartufata, ma quale?
I moscati in esposizione non mi entusiasmavano, poi l'occhio mi è caduto sul Brachetto di Braida, che è finito dritto nel carrello, perché Braida per me è una garanzia, un po' come un libro di Einaudi o come un cd di jazz di Ecm.
Fresco, con il tipico e netto profumo di rosa e la fragranza dei vini aromatici, sa sposarsi perfettamente con moltissimi tipi di dolci.
Come spesso succede per questo tipo di vini, è considerato di serie B in quanto dolce, al più da proporre alla categoria dei 'quasi astemi' che immancabilmente si ritrovano in ogni pranzo o cena o cerimonia, anche se in netta e ostinata minoranza.
Il colore è quasi indescrivibile se si vuole utilizzare la tipica scala proposta dall'Ais, sembra quasi più un analcolico a cui siano stati aggiunti coloranti, un Campari un po' slavato.


Il bouquet è tipico delle uve aromatiche, inconfondibile, ricco di aromi primari, con un profumo di rosa molto riconoscibile eppure delicato.
In bocca è dolce, fresco, elegante ed eclettico negli abbinamenti, dalla pasticceria secca a torte più complesse.
Molto di moda in Nord America, il Brachetto viene prodotto esclusivamente in Piemonte e in particolare nell'Alto Monferrato, dove intere cantine sociali devono la loro fortuna quasi esclusivamente alla produzione di questo vino unico nel suo genere.
Braida, produttore piemontese famoso soprattutto per la produzione di Barbera e che trova nel Bricco dell'Uccellone un vino pluripremiato da guide, critica e pubblico, produce un Brachetto convincente e di qualità superiore, grazie anche ad un prezzo mediamente più alto rispetto ai prodotti attualmente in commercio.




Commenti

Post popolari in questo blog

VALPOLICELLA RIPASSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2011 - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il mondo delle cooperative è un universo complesso e spesso controverso di cui si potrebbe parlare a lungo. La Cantina Valpolicella Negrar è una cooperativa che gestisce quasi 600 ettari di vigneti e che sembra aver sposato in pieno il concetto della qualità, attraverso una selezione attenta delle uve dei soci, l'utilizzo di una cantina moderna con vasche in acciaio inox e botti di rovere di medio-grandi dimensioni e un impianto di imbottigliamento indipendente con una capacità di 7.000 bottiglie all'ora. Questa cooperativa produce Amarone, Recioto, Valpolicella Classico e Ripasso ed è quest'ultima tipologia di vino che ho assaggiato. I Valpolicella Ripasso hanno da sempre diviso esperti e appassionati tra chi li trova gradevoli soprattutto perchè hanno maggiore struttura dei Valpolicella classici mentre sono meno impegnativi di un Amarone  (anche in termini economici) e chi invece li trova ibridi e stucchevoli. A mio modesto avviso se si parte da una buona ma...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Malbec Prodigo di El Hijo

Mi metto alla guida della mia auto in direzione Monza centro . E' una serata tipica di metà ottobre, quando non fa più caldo ma non fa neanche ancora freddo. Penso che quasi quasi, con un po' di coraggio, si potrebbe ancora mangiare sul terrazzo di Chef Fabrice , ma mi rendo anche conto che alla fine, in tutti questi anni di cene nella nostra amata sede estiva, non siamo mai andati oltre la prima settimana di ottobre. Mi ricordo ancora alcune foto delle nostre cene sul terrazzo, sorridenti e quasi coraggiosi nelle nostre felpe (io anche con un piumino leggero color azzurro), mentre alziamo i calici e brindiamo a noi, alle nostre cene, alla nostra amicizia e alla vita. La fortuna che abbiamo avuto di incontrarci e condividere 10 anni della nostra vita insieme , nelle quali abbiamo visto i nostri figli nascere, crescere e diventare adulti, nelle quali abbiamo perso un amico comune delle cene che ha lasciato una cicatrice indelebile nei nostri pensieri, semplicemente non ha prezzo...