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PIKLER COLLI PESARESI SANGIOVESE DOC (2009) - AZIENDA AGRICOLA BRUSCIA

Pikler di Bruscia Dell'Azienda Agricola Bruscia e di alcuni suoi vini ho già  parlato in un post del 29 Agosto. Tra i vini comprati la scorsa estate direttamente a San Costanzo, mi rimaneva in cantina il Pikler, un Sangiovese in purezza annata 2010. Ed oggi, in una piovosissima domenica di fine novembre, decido di aprirlo per accompagnarlo ad un arrosto con ripieno di prosciutto crudo e carciofi con l'immancabile accompagnamento di patate al forno. Vale la pena ancora raccontare il bellissimo contesto naturale nel quale le vigne crescono, con medie colline che si affacciano sul mare Adritico poco lontano, brezze salate continue che arrivano dal mare, tranquilli paesi arroccati sulle colline, ognuno con il loro ben tenuto centro storico, l'operosità generosa dei marchigiani. Mi piace anche ricordare che Bruscia utilizza da sempre una agricoltura biologica, una scelta di rispetto per la natura e per quello che beviamo. Questo Sangiovese riserva è uno dei vini di ...

MONTEFALCO ROSSO RISERVA DOC (2008) - CESARINI SARTORI

Montefalco Rosso di Cesarini Sartori Molti considerano il Montefalco Rosso come vino di 'ricaduta' del più famoso Sagrantino, un po' fratello povero un po' realtà incompiuta. Non conosco il territorio umbro di produzione per saperlo; mi limito quindi ad assaggiare il Montefalco della Cantina Cesarini Sartori senza preconcetti e senza grandi pretese, visto anche il prezzo ampiamente dentro la fascia dei vini sotto i 10 euro. In realtà questo Montefalco usa un interessante blend di Sangiovese, Merlot, Sagrantino e Cabernet in percentuali che non è dato sapere, ma che immagino variabili a seconda delle annate. E' un venerdì piovoso dai tratti tipicamente invernali quando scendendo in cantina decido di aprire questa bottiglia, che se ne stava appollaiata tranquilla tra un Sagrantino e un Etna Rosso. I proprietari della Cantina con base a Bastardo, tra Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria, raccontano una storia molto sentita negli ultimi anni e cioè quell...

I VINI DEL SUDAFRICA

........ e poi ogni tanto beviamolo del vino 'non italiano' quando ne abbiamo la possibilità. Certo noi lo facciamo meglio, noi siamo (tra) i migliori, ma un po' di sana curiosità di capire cosa e come si beve in altri paesi è assolutamente d'obbligo per un vero appassionato di vino. Intanto parlando di Sudafrica abbiamo la possibilità di degustare dei tagli bordolesi di ottima fattura, poi dei vitigni francesi che in Italia sono poco conosciuti (Chenin Blanc e Colombard) e infine alcuni (a dire la verità pochi) autoctoni tra cui spicca il Pinotage. Posso dire che il Sudafrica enologico mi ha sempre appassionato, con quel suo clima mediterraneo e le sue zone vitivinicole dai nomi impronunciabili ma che guarda caso sono usciti come domanda scritta al mio esame per sommelier. Ancora prima di iniziare i corsi Ais avevo frequentato un corso amatoriale sul vino tenuto da Lorenzo Colombo, giornalista da sempre esperto di vino e tenutario di Vinealia, che aveva integrat...

GRECO DI TUFO DOCG (2013) - FRATELLI URCIOLO

Greco ci Tufo di Fratelli Urciolo L'Irpinia è terra di grandi vini, tra cui su tutti si possono citare Aglianico, Fiano e Greco di Tufo. Il primo è un rosso dalle grandi attese, dai colori scarichi e dalle potenzialità quasi infinite. Il Fiano è invece uno tra i primi cinque bianchi italiani per complessità e intensità gusto-olfattiva e, a differenza della maggior parte della maggior parte dei vini bianchi, è in grado di invecchiare benissimo, anzi anche lui va aspettato qualche anno in bottiglia se vogliamo assaggiarlo nel suo periodo migliore. Il Greco di Tufo è un bianco di origini antichissime, proveniente dalla Grecia (come si desume dal nome) e insediatosi particolarmente bene nella zona intorno a Tufo. Dal luglio 2003 il riconoscimento della Docg ha permesso a questo vino di ottenere un riconoscimento e visibilità peraltro meritatissima, con una qualità media in costante aumento. Ho assaggiato il Greco di Tufo dei Fratelli Urciolo all'Associazione Italiana So...

FRIULANO SAN CRISTOFORO FRIULI GRAVE DOC (2013) - PITARS

Frilano di Pitars Il Friuli è giustamente considerata una regione di particolare prestigio per la produzione di vini bianchi, anche se ultimamente alcuni rossi hanno saputo affermarsi ottenendo un buon riscontro da parte dei consumatori. L'area vitivinicola più prestigiosa è senza dubbio quella collinare che costeggia il confine con la Slovenia, suddivisa tra le Doc Collio Goriziano e Colli orientali del Friuli. La parte centrale del Friuli è invece costituita dalla piana delle Grave, che da vita alla Doc Friuli Grave composta da terreni argillosi formatisi dai detriti portati a valle dai fiumi Isonzo e Tagliamento. Tra la piana delle Grave e la zona collinare si apre un'altra pianura che per la conformazione argillosa del terreno e le temperature medie più alte rispetto ad altre zone del Friuli è dedicata alla produzione di vini rossi. E dopo questa breve ma doverosa escursione per il territorio vitivinicolo friulano passiamo alla descrizione del vino assaggiato que...

REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO DOP (2013) - S. OSVALDO

Refosco di S. Ovaldo Il miglior modo per valorizzare un territorio in ambito vitivinicolo è quello di coltivare vitigni autocnoni, quindi l'uva che per ragioni storiche e pedoclimatiche si è meglio adattata ad un certo territorio e che da il meglio della sua produzione quasi eslusivamente in quella zona. E il Friuli Venezia Giulia, accanto alle adattabili uve internazionali, ha da sempre puntato moltissimo sulle varietà autoctone, come ribolla gialla, friulano, verduzzo, malvasia istriana tra i bianchi e refosco, tazzelenghe, schioppettino, raboso tra i rossi. Ma tra questi ultimi non nascondo una certa simpatia e predilezione per un vitigno dalla lunga storia come il Refosco dal Peuncolo Rosso. Al tempo dei romani era già coltivato e apprezzato nella zona di Aquileia, cittadina fondata nel II secolo a. C., anche se di certo a quell'epoca il vino era molto diverso da quello che oggi ci ritroviamo in tavola e a questo proposito basti pensare alla anfore utilizzate per l...

TEROLDEGO, IL VITIGNO AUTOCTONO TRENTINO PER ECCELLENZA

Quando si parla di Teroldego non può non venire subito in mente il Trentino, terra d'elezione di questo rosso autoctono, portato secondo alcuni dall'asia minore nella notte dei tempi, per altri arriva più semplicemente dalla Valpolicella dove era conosciuto con il nome di Tirodola. Sta di fatto che ha trovato in Trentino e in particolare nella Piana Rotaliana le condizioni ideali per svilupparsi, su un terreno alluvionale formato dai detriti trasportati dal fiume Noce. È un vitigno piuttosto sensibile alle condizioni pedoclimatiche, tanto che coltivato in altre zone ha prodotto risultati deludenti o comunque molto diversi dal suo standard qualitativo. Ho bevuto il Teroldego di La Vis, azienda cooperativa trentina con un elevatissimo livello qualitativo medio. Ultimamente l'azienda, in alcune sue aree di produzione, ha sposato il biologico e l'ecosostenibilita' delle sue produzioni, con prodotti finali di assoluto rilievo come il Gewurztraminer Ai Padri o lo...

INSOGLIO DEL CINGHIALE, IL SUPERTUSCAN AD UN PREZZO ACCESSIBILE.

Inanazitutto un po' di storia. Dopo aver fondato e successivamente venduto a Robert Mondavi la Tenuta dell'Ornellaia, Ludovico Antinori decide di ripetere la positiva esperienza in Alta Maremma acquistando terreni nella zona intorno a Bibbona, in provincia di Livorno, creando la Tenuta di Biserno e successivamente su terreni più sabbiosi la Tenuta Campo di Sasso, sulla strada che collega Bolgheri a Bibbona. Qui viene deciso di piantare Cabernet, Merlot, Petit Verdot ma soprattutto Syrah che predilige questo tipo di terreno. Tanto per intenderci siamo nella zona dei famigerati 'Supertuscans', fortunato appellativo creato per il mercato americano che è riuscito a portare fama e investimenti su queste dolci colline non lontane dal mare. Ed è qui che viene prodotto questo Insoglio del Cinghiale, tipico taglio bordolese formato da Merlot, Cabernet Franc e Syrah, con una piccola percentale di Petit Verdot. Per creare i vini viene contattato nientemeno che Michel Rolla...

I FRATI LUGANA DOC (2013) - CA' DEI FRATI

Turbiana ovvero Trebbiano di Lugana è il vitigno autoctono della zona del basso lago di Garda, che in questo vino troviamo in purezza. Ca' dei Frati è una sicurezza, una garanzia di qualità che opera sul territorio dal 1782, una azienda storica che ha in questa bottiglia una specie di portabandiera. Si dice che possa invecchiare benissimo ma personalmente ho sempre provato l'ultima annata in commercio. Quando assaggio un vino già provato almeno una volta, mi viene naturale, come penso facciano in molti, a cercare nella memoria le impressioni riscontrate. Nel mio caso il 2012 assaggiato lo scorso anno me lo ricordavo ricco e pieno, sia a livello olfattivo che sul palato. La proprietà, arrivata alla terza generazione, ha puntato ancora tantissimo sui bianchi, nonostante un recente investimento nell'Amarone. Hanno sempre creduto nel Turbiana, parente stretto del Trebbiano, dimostrandone le potenzialità di invecchiamento, ma al contempo la possibilità di berlo d'an...

COSTERA CANNONAU DI SARDEGNA DOC (2010) - ARGIOLAS

Costera Cannonau di Argiolas La Sardegna è una regione che sta costantemente incrementando anno dopo anno la qualità media del vino prodotto. Sicuramente il successo ottenuto da Vermentino e Cannonau in Italia e all'estero, hanno contribuito ad una crescita da parte di molti produttori sia in termini di consapevolezza del proprio potenziale inespresso sia relativamente alla capacità di piacere in mercati sempre più esigenti e al contempo in contrazione. Ma a mio avviso la vera affermazione della Sardegna come produttore di qualità nel panorama enologico italiano e non, dovrà necessariamente passare dall'affrancamento dai confini regionali dei vitigni autoctoni che formano la spina dorsale dell'enologia sarda, come Bovale, Monica, Nasco, Nuragus, Torbato, Malvasia di Bosa e altri. Bisogna anche riconoscere che all'interno di questo scenario un ruolo importante di traino l'hanno avuto alcuni medi e grandi produttori come Sella&Mosca della multinazionale ...

LANGHE FAVORITA DOC (2013) - ANGELO COLLA

Ci sono i vini che si fanno aspettare, quelli scontrosi, eleganti, eclettici, poi ancora quelli muscolosi, strutturati e poi ci sono i buoni vini da tavola, quelli che finisci senza accorgertene, conviviali, sanno farsi apprezzare con doti di naturalezza e spontaneità e possono facilmente abbinarsi a tantissimi piatti di tutti i giorni. Fa parte di quest'ultima categoria l'onesto Langhe Favorita di Angelo Colla, azienda a conduzione famigliare di Diano d'Alba, che oltre ai territoriali Dolcetto e Barbera produce anche questa Favorita, che altro non è se non il Pigato ligure o il Vermentino sardo. E nonostante il Vermentino riesca bene (o meglio) nei terreni poco distanti dal mare, questo Langhe Favorita ha una ben definita struttura varietale all'olfatto e una buona intensità espressiva al palato. Il Piemonte è una regione dove prevalgono nettamente i vitigni a bacca nera, tuttavia nel tempo si sono affermati, in alcuni casi con un certo successo, i vitigni auto...

SAIGNEE DELLA ROCCA OLTREPO' PAVESE DOCG - CONTE VISTARINO

...... e questo è l'Oltrepo' Pavese che mi piace. Per anni queste dolci colline che si stagliano malinconiche sulla Pianura Padana sono state prese d'assalto dai milanesi che si rifornivano di damigiane di vino sfuso e il risultato non poteva che essere un abbassamento della qualità media del vino prodotto. Ma ora che si ha una tendenza alla riduzione del consumo complessivo di vino, ma non di quello di qualità, le aziende stanno ritornando a produrre con basse rese, selezione dei grappoli, agricoltura sostenibile e pratiche di cantina poco invasive. Lo dimostra questo Saignee della Rocca di Conte Vistarino, azienda storica dell'Oltrepo' Pavese che produce su 200 ettari vitati Pinot nero, Riesling renano, Pinot grigio, Moscato, Croatina e Barbera. Tra l'altro aspetto molto importante per la biodiversità dell'ecosistema, che a sua volta è in grado di garantire maggiore spessore varietale all'uva rispetto alla monocoltura della vite, è che i vignet...

DUBL BRUT METODO CLASSICO - FEUDI DI SAN GREGORIO

La Falanghina è un vitigno autoctono campano già noto ai Sanniti e ai Romani, che con i loro mercanti lo portarono in Italia dalla Grecia, dove si diffuse nel centro-sud Italia. Ad oggi la Falanghina è coltivata soprattutto in Campania e apprezzata per le sue doti di freschezza gustativa che la rendono adatta non solo ai vini bianchi giovani e freschi ma anche a prodotti di spumantizzazione. In effetti negli ultimi anni si sono sdoganati molti luoghi comuni, tra cui quello che i vini spumanti di qualità si potessero fare solo in Franciacorta, Trento doc o in alcune zone dell'oltrepo' pavese. Si producono ottimi spumanti metodo classico anche in Piemonte, Umbria, Puglia e Sicilia, anche se legati più alla buona volonta' e spesso al coraggio dei singoli produttori che non possono contare sulla massa critica generata da un sistema o consorzio come ad esempio succede in Franciacorta. In Campania, Feudi di San Gregorio è una vera e propria istituzione, un produttore che...

MONICA DI SARDEGNA DOC (2012) - PALA.

Non ho una grande riserva di vini in cantina, in genere preferisco berli che conservarli, a meno che non li ritenga ancora pronti per il consumo. Tuttavia tengo sempre una minima scorta di vini per poterli abbinare ai piatti, soprattutto nel fine settimana e si tratta quasi sempre di vini che non ho mai bevuto. La curiosità, in ambito vitivinicolo, credo sia una qualità che ho appreso al corso per sommelier. In precedenza tendevo a ripetere l'acquisto di un vino che mi era piaciuto invece di 'rischiare' con qualcosa di nuovo. Di certo all'epoca non avrei mai bevuto il Monica, vitigno autoctono molto diffuso in Sardegna. Le sue origini sono incerte, per alcuni è stato portato sull'isola dai monaci camaldolesi, mentre per altri è stato introdotto con la dominazione spagnola. Sta di fatto che si è adattato perfettamente sull'isola trovando le condizioni pedo-climatiche ideali. Riesce particolarmente bene su terreni profondi, calcarei, di medio impasto e...

BOLLICINE IN FESTA - XI EDIZIONE

Domenica pomeriggio ho partecipato all'evento Bollicine in Festa a Misinto, in provincia di Como, arrivato alla sua XI edizione e organizzato da Ais Monza e Brianza. Anche quest'anno un bel successo di pubblico e solita nutrita presenza di vini in esposizione non solo delle zone classiche delle bollicine come Franciacorta, Trento Doc e Oltrepo' Pavese, ma anche produttori di varie zone d'Italia che si sono cimentati nel metodo classico, oltre ad alcuni Champagne. Quest'anno dal mio banco di mescita ho potuto degustare due prodotti di Ca' di Frara, nota azienda di Mornico Losana, che con una produzione di 19 etichette e 400.000 bottiglie, si pone come uno dei punti di riferimento dell'Oltrepo' Pavese. I terreni argillosi e gessosi di queste zone sono perfette per le basi spumante, mentre l'età media delle vigne è di 15-25 anni e gli impianti sono tutti con a guyot. OLTREPO' PAVESE CRUASE' OLTRE IL CLASSICO. È stato il prodotto più ...

CESANESE IGT (2012) - POGGIO LE VOLPI

Perché il Lazio, nonostante un passato remoto vinicolo glorioso e terreni assolutamente vocati all'agricoltura tra cui la vite, non si sia mai imposto nell'immagine collettiva come una regione che può a pieno diritto produrre buoni e anche ottimi vini, non riesco proprio a spiegarmelo. Del resto la vite era coltivata ancora prima dei romani, poi la crescita di Roma come potenza economica e politica, ha dato una spinta decisiva alla sua coltivazione, soprattutto sui fertili suoli di origine vulcanica intorno ai Castelli Romani. Nel dopoguerra i produttori laziali hanno spesso preferito una produzione più improntata sulla quantità, rispetto alla ricerca della qualità, anche se in anni più recenti c'è stata una decisa inversione di tendenza, grazie al lavoro di alcuni piccoli e medi produttori che hanno saputo dare una svolta alla viticoltura laziale, tracciando una strada che ora in molti stanno percorrendo. Tra i vari vitigni che possiamo ritrovare in questa regione,...

LA STAFFA, UN GIOVANE VERDICCHIO DAL RADIOSO FUTURO

Sono rimasto diverso tempo indeciso su quale Verdicchio acquistare all'enoteca Galli di Senigallia, tra i tanti che si producono in questa splendida regione. Poi, un po' la consapevolezza di aver parcheggiato l'auto davanti al negozio in piene striscie blu ovviamente senza pagare, un po' il velato consiglio del bravo enotecario e, per finire, il fresco ricordo di un articolo letto in rete su La Staffa, mi hanno fatto propendere per questo Verdicchio, prodotto a Staffolo da un giovanissimo proprietario di nome Riccardo Baldi. Avevo appena fatto rifornimento da Bruscia, di cui ho già parlato in precedenti post, poi in enoteche varie ho acquistato altri prodotti che ho consumato un po' in vacanza e un po' appena tornato. Il tutto per dire che questa bottiglia mi ha pazientemente aspettato fino ad una grigia e piovosa settimana di ottobre, quando finalmente ho deciso che era giunto il momento di iniziare il rito della stappatura in religiosa concentrazio...

BEL PIANO MOSCATO D'ASTI DOCG (2013) - CASCINA FONDA

Lo so che il Moscato viene comunemente indicato come un vino dolce che piace esclusivamente alle donne che solitamente non apprezzano il vino oppure, ancora peggio, agli uomini pseudo astemi. Il motivo principale credo sia dovuto ad anni, anzi decenni, nei quali le case degli italiani si sono riempite per Natale, compleanni e ricorrenze varie di Moscato da 2 euro venduto in abbinata ad un improbabile panettone industriale prodotto ad agosto e lasciato in magazzino fino alla ricorrenza. Ad oggi ci sono diversi produttori di Moscato che hanno sposato una prospettiva di lungo termine, credendo nel prodotto e nelle sue potenzialità, come Marco Bianco, Saracco, Cascina Fonda e altri. Sebbene superfluo, occorre ricordare che l'abbinamento dolce-secco va contro qualsiasi regola di buonsenso, prima ancora che di regole Ais o di altre associazioni simili. Quindi niente Champagne con torta alla panna o Franciacorta con pasticcini; per quanto buoni siano entrambi i prodotti,...

CIRÒ, UN VINO DALLE ORIGINI ANTICHE

Il Cirò è senza dubbio il più famoso vino calabrese, ed ha indiscutibilmente una storia antichissima alle spalle. Era infatti un vino già noto al tempo dei greci, i quali nella zona in cui oggi sorge Cirò Marina si erano insediati con una loro colonia chiamata Krimisa. Greci che hanno avuto il pregio di saper valorizzare questo vino, facendolo diventare il vino ufficiale delle olimpiadi, in uno dei primi esempi di sponsorizzazione della storia. La tradizione è stata poi riproposta alle olimpiadi di Città del Messico nel 1968, dove agli atleti veniva dato come vino ufficiale proprio il Cirò. Viene prodotto sulle colline intorno a Cirò, Cirò Marina e parte dei comuni di Crucoli e Melissa. I terreni sono prevalentemente argillosi e sabbiosi, mentre le temperature possono raggiungere anche i 40 gradi, tanto che la vendemmia inizia solitamente già ai primi di settembre. I vigneti di Gaglioppo sono carezzati dai venti di scirocco e tramontana e possono beneficiare di un clima secco e v...

FURGGL ALTO ADIGE LAGREIN DOC (2012) - FRANZ GOJER

Qualche volta capita. Ti aspetti da un certo tipo di vino alcune caratteristiche ben precise, ma poi nel bicchiere ne trovi delle altre. Ma andiamo con ordine. Ricordavo perfettamente le sensazioni che mi sono trovato stappando il Lagrein di Georg Ramoser, un vino dai toni caldi, pieni, avvolgenti, quando in enoteca ho deciso di acquistare il Fruggle, il Lagrein di Franz Gojer. Siamo a Santa Maddalena, poco a sud di Bolzano, dove si distendono dolci colline coltivate a vite e dove spesso le aziende sono a conduzione familiare, con piccole produzioni ma molto curate e selezionate. L'Azienda agricola Glogglhof produce i vini tipici della zona come Pinot Bianco, Schiava, Lagrein, Kerner. Decido di aprirlo subito, la sera stessa dell'acquisto; si troverà abbinato ad un piatto di speck. Alcune note tecniche prima della degustazione ci raccontano che il vigneto  è posizionato su un terreno porfidico di natura alluvionale. La fermentazione avviene in botte grande dove svo...

UN SANGIOVESE CHE HA FATTO ACCIAIO MA CON UN CARATTERE DI FERRO

Mi approccio al Pikler, un Sangiovese in purezza, con una certa dose di apprensione. Avevo intenzione di aprirla in inverno questa bottiglia dell'Azienda agricola Bruscia (di cui ho già parlato in un mio precedente post), quando temperature e piatti in abbinamento sarebbero stati più adeguati con un rosso che sapevo possedere buona struttura e carattere per averlo assaggiato direttamente dal produttore in un assolato pomeriggio di inizio agosto. Invece complice una pioggia fine e insistente, la fine di una lunga settimana lavorativa e appunto la curiosità di poter riscontrare le stesse sensazioni di un mese prima, mi portano a stappare in religioso silenzio il tappo di sughero. Mi godo il rituale, come sempre faccio quando non sono di fretta, e mi preparo a riempire il bicchiere dopo aver portato il vino a circa 18 gradi C. Il suo succo di un colore perfettamente rubino riempie il bicchiere, che faccio ruotare per definirne la consistenza, le lacrime e gli archetti, che com...

BIANCHELLO DEL METAURO, IL VINO DI TUTTI I GIORNI

Ma il titolo potrebbe trarre in inganno, perché vino di tutti i giorni non significa vino senza pretese, ma anzi un vino che alla estrema versatilità in abbinamento ai semplici piatti quotidiani riesce ad abbinare un proprio carattere ed esprimere una certa territorialità. Territorio che nello specifico si trova sulle sponde del Metauro, fiume che sorge sull'Appennino marchigiano e che dopo aver percorso ben 120 chilometri tra strette gole appenniniche prima e tra dolci colline coltivate a grano poi, sfocia tranquillo nel mare Adriatico all'altezza di Fano. La zona è famosa per la battaglia del Metauro che si è svolta nel 207 a.C. tra romani e punici, conclusasi con la vittoria dei primi e che ha lasciato sul campo un numero impressionante di morti (circa 30.000) anche per quei tempi. Il Bianchello è uno dei tanti cloni di Trebbiano presenti soprattutto in centro Italia, vitigno quest'ultimo che si sta parecchio rivalutando negli ultimi anni sia tra gli addetti ai lavor...

MARCAMPO TOSCANA IGT (2009) - PODERE MARCAMPO

Quasi tutti i miei amici e parenti conoscono la mia passione per il vino. Così sanno che se vogliono farmi un regalo, una cosa che gradisco particolarmente è una bottiglia di buon vino. Al ritorno dalle vacanze estive in Toscana, mio cognato ha quindi deciso di omaggiarmi di una bottiglia di vino e per mia fortuna, e probabilmente ben consigliato da qualche bravo enotecario, non si trattava della solita bottiglia di Bolgheri o di Morellino di Scansano o ancora di Chianti, quindi di vini che potrei trovare a pochi passi da casa mia. Podere Marcampo infatti è una azienda agricola di Volterra, che produce olio e vino oltre ad essere un quotato agriturismo. Il loro vino di punta, il Giusto alla Balze, ha ottenuto diversi riconoscimenti. Io invece ho assaggiato il Marcampo, Merlot e Sangiovese al 50%, vino che fermenta 15 giorni in acciaio, con la malolattica svolta naturalmente, che dopo un anno di acciaio e 5 mesi di affinamento in bottiglia viene messo in commercio. In ge...