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CESANESE IGT (2012) - POGGIO LE VOLPI



Perché il Lazio, nonostante un passato remoto vinicolo glorioso e terreni assolutamente vocati all'agricoltura tra cui la vite, non si sia mai imposto nell'immagine collettiva come una regione che può a pieno diritto produrre buoni e anche ottimi vini, non riesco proprio a spiegarmelo.
Del resto la vite era coltivata ancora prima dei romani, poi la crescita di Roma come potenza economica e politica, ha dato una spinta decisiva alla sua coltivazione, soprattutto sui fertili suoli di origine vulcanica intorno ai Castelli Romani.
Nel dopoguerra i produttori laziali hanno spesso preferito una produzione più improntata sulla quantità, rispetto alla ricerca della qualità, anche se in anni più recenti c'è stata una decisa inversione di tendenza, grazie al lavoro di alcuni piccoli e medi produttori che hanno saputo dare una svolta alla viticoltura laziale, tracciando una strada che ora in molti stanno percorrendo.

Tra i vari vitigni che possiamo ritrovare in questa regione, molti sono internazionali. In alcune zone si è introdotto con discreto successo il Merlot, il Syrah, il Cabernet sauuignon e franc, ma recentemente si sta puntando molto l'attenzione anche sui vitigni autoctoni laziali e tra questi, il più famoso a bacca rossa è senz'altro il Cesanese del Piglio.
La zona di produzione ricade nella provincia di Frosinone, in particolare Piglio e Serrone, e da origine ad un vino un po' ruvido, alcolico, tannico, che spesso viene ingentilito con l'uso della barrique.

L'azienda Poggio le Volpi, è un esempio di azienda che ha voluto puntare sulla qualità e il suo Cesanese Igt, prodotto da uve provenienti da Olevano Romano, fa una fermentazione sulle bucce di 15 giorni, poi un passaggio in barriques di rovere da 225 lt.

Nel bicchiere è rosso porpora non particolmente intenso. Al naso sprigiona un preciso profumo di incenso, senza per questo limitare o coprire il bouquet di sottobosco, mirtilli e pepe nero.
In bocca entra deciso, poi sviluppa morbidezza, struttura e aduguata persistenza.
Di sicuro è un vino che deve piacere, in grado di spiazzare una platea troppo variegata di persone. Meglio proporlo in una cena per pochi amici di cui si conoscono bene i gusti.


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