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DEGUSTAZIONI SPARSE: FIANO DI AVELLINO, VERMENTINO, FALANGHINA

Fiano di Avellino di Quintodecimo Fiano di Avellino Exultet (2012) - Quintodecimo Già provato nel corso del 2013, annata 2009. L'annata 2012 si può bere, ma è all'inizio del suo viaggio nel tempo enologico, insomma un piccolo infanticidio Nel bicchiere prevalgono le note agrumate sia al naso che sul palato, un bouquet di miele e timo, con accenni di frutta esotica. In bocca buonissima l'acidità che gli permetterà un lungo invecchiamento; nessuna traccia invece di frutta secca che si percepirà solo con adeguato invecchiamento. L'azienda di Mirabella Eclano è di proprietà di Luigi Moio, un nome importante nella viticoltura campana e non solo, chiamato 'il professore' e studi incentrati sugli aromi del vino. Exultet è un Fiano prodotto da uve provenienti da una sola vigna, che fa un po di legno ma non invadente, di freschezza ed eleganza notevoli. Prezzo non proprio accessibile a tutti. Spigau Crociata di Le Rocche del gatto Spigau Crociata Igt (...

SALICE SALENTINO DOC (2010) - LEONE DE CASTRIS

Niente da dire, quando un vino è buono lo capisci appena stappata la bottiglia. L'effluvio di frutta che si percepisce è spesso già un buon indicatore di intensità e complessità. Sul colore nel bicchiere sono parecchio indeciso: si pone tra il rubino e il granato; pensandoci un attimo propendo per un rubino con riflessi granati, tenendo anche conto del vitigno dominante, il Negroamaro con una percentuale di Malvasia nera, e dell'annata 2010. Al naso è un vero uragano di sensazioni olfattive, dove prevale la frutta in confettura, poi si apre alle spezie dolci, a delicate note minerali e di tabacco, su un finale leggermente vegetale. In bocca si fa strada prima la morbidezza data dall'alcol e dalla glicerina, poi subito parte il lavoro dei tannini sulle pareti esterne del palato. Tannini che si percepiscono senza essere invasivi. Sembra di mordere la frutta fresca e croccante. Questo vino ha tra l'altro una buona acidità, tanto che potrebbe tranquillamente s...

FRIULI COLLI ORIENTALI RIBOLLA GIALLA DOC (2012) - LE VIGNE DI ZAMO'

La collina di Rosazzo forma un microclima del tutto particolare, dominato dall'influenza del vicino mare Adriatico (circa 25 km), e le discrete escursioni termiche; a questo si aggiunge l'esposizione ottimale dei vigneti, la protezione delle prealpi Carniche e Giulie dai freddi venti di origine siberiana e il sottosuolo formato da marne oceaniche ricche di elementi minerali. Siamo a una decina di chilometri dal confine sloveno e a una ventina da Udine. In zona l'Abbazia di Rosazzo colpisce per il panorama in gran parte formato da colline ricoperte di vigne e il complesso nel suo insieme; all'interno le rose offrono un bello spettacolo di contrasto con l'austerità tipica della abbazie, dove tra l'altro di produce vino dalla fine del 1200. Inutile dire che attraverso la coltivazione della vite i monaci, come nel resto d'Italia, abbiano contribuito nel corso del Medio Evo alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e del vino in generale. Le vigne e la cant...

OPALIA TINTILIA DEL MOLISE DOC (2009) - CAMPI VALERIO

Opalia di Campi Valerio Non avevo mai assaggiato una Tintilia, vitigno autoctono del Molise, ma come un tarlo che si insinua lento nel legno lavorando con tenacia e senza mai stancarsi, mi era rimasta questa voglia dal corso Ais del secondo livello, dove il bravo relatore innamorato di queste terre e di questo vino me l'aveva fatto conoscere. Quella serata però non era tra i vini in degustazione e il tarlo da quel giorno è entrato in azione, lento e instancabile, a ricomparire ogni volta che pensavo ai vini che vorrei assaggiare. L'occasione si è materializzata al corso del II livello Ais di Monza e Brianza, che questa volta mi vedono non come spettatore-studente ma come sommelier. Ma visto che ci siamo e che abbiamo un po' di tempo (giusto?) prima di assaggiarlo facciamo un piccolo viaggio tra questa terra spesso dimenticata anche a livello enologico. Tutto inizia nel periodo pre-romanico con i Pentri, popolazione sannita che vive in questi territori e che colti...

I FIORI VERMENTINO DI SARDEGNA DOC (2011) - PALA

I Fiori Vermentino di Pala Mi aggiravo nella mia enoteca preferita senza una idea precisa di cosa acquistare. Le bottiglie ricoprono interamente due lati dell'enoteca, senza un ordine predefinito, o almeno senza che io l'abbia ancora compreso. Poi l'occhio mi è caduto su una bottiglia di Vermentino, forse richiamato dalla nostalgia di mare e di estate che questo vitigno da sempre mi ispira. Il Vermentino è ormai diffusissimo nella nostra penisola, anche se da il meglio soprattutto in Sardegna, Luguria (con il nome di Pigato) e Toscana, mentre in Piemonte prende il nome di Favorita, ma in questo caso si distingue abbastanza nettamente dalle viti coltivate sotto l'influenza salmastra del mare.  I Fiori, Vermentino di Sardegna dell'azienda Pala di Serdiana, è un Vermentino in purezza, coltivato su un terreno argilloso-calcareo di media collina da viti con età media di 25 anni. Nel bicchiere ha un colore paglierino con riflessi color oro, di media consiste...

SEDARA IGP (2011) - DONNAFUGATA

Sedara di Donnafugata Partiamo dall'inizio, quindi dal nome che evoca un famoso personaggio del Gattopardo, quel Don Calogero Sedara sindaco del paese e padre di Angelica che si sposerà con il nobile Tancredi, in un matrimonio d'amore ma anche d'interesse tra borghesia e nobiltà. Poi l'etichetta e se è vero che l'abito non fa il monaco, una bella etichetta risulta sempre apprezzata. Nel Sedara l'etichetta rappresenta la cantina di contessa Entellina, dove il vino ebbe le sue origini. Belli i colori che rappresentano in maniera semplice uno scorcio di Sicilia. Ma veniamo ora a quello che ci interessa maggiormente, ovvero il contenuto rappresentato in massima parte dal Nero d'Avola, con la contaminazione di altre uve a bacca rossa. L'affinamento in acciaio, precede la malolattica e l'evoluzione in vasche di cemento per circa 9 mesi, poi ulteriori 3 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Il colore è rubino con riflessi granati, di ...

ANTICO CEPPO IGT (2010) - FEMAR VINI

Antico Ceppo di Femar Vini Coltivare il Syrah in Italia è una specie di scommessa, che in alcuni casi si vince e in altri si perde.  Il vitigno, originario della Francia dove raggiunge la sua massima espressione nella valle del Rodano settentrionale e in particolare nell'Hermitage, è stato poi esportato un po' in tutto il mondo, soprattutto Cile, California e Australia; in Italia viene coltivato con alterne fortune in Sicilia e a macchia di leopardo in varie regioni italiane.  La caratteristica principale dell'uva è il suo colore blu quasi nero, quindi ricca di tannini coloranti, che si ritrova nel bicchiere in un rosso rubino impenetrabile con riflessi violacei. Al naso si dovrebbero percepire note intense di frutta rossa, spezie e tabacco dovute anche ad un utilizzo discreto della barrique. Al palato è solitamente di corpo, deciso ma con tannini vellutati. Tra i Syrah italiani ne ho recentemente bevuto uno che rispecchia quasi totalmente le caratteristich...

VISITA ALLA BERLUCCHI

Berlucchi La visita alla cantina Berlucchi è un classico per i sommelier Ais. Si parte alle 16.30 di un lunedì pomeriggio di fine marzo. Appena usciti dall'autostrada all'altezza di Rovato ci si imbatte in almeno una ventina di cartelli con le indicazioni dei principali produttori di bollicine franciacortine. Erbusco è ad un passo dall'autostrada ma il paesaggio comincia rapidamente a cambiare e da pianura si trasforma in dolci colline che si ricoprono via via sempre più intensamente di curatissime vigne. Tra l'altro anche un non addetto ai lavori riuscirebbe a percepire l'estrema vicinanza delle viti tra di loro, ovvero quella che viene definita come alta densità di impianto che per la Francicorta è tra le più alte del mondo. La cantina di Berlucchi si apre su un largo spiazzo che si affaccia su un bel panorama di vigne e filari a perdita d'occhio. Una volta all'interno si parte con la visita alla sterminata cantina che contiene mediamente qua...

FRAPPATO DOC (2012) - VALLE DELL'ACATE

Frappato di Valle dell'Acate Devo ammettere che con il rialzo delle temperature primaverili, tendo istintivamente ad abbandonare il consumo dei vini rossi per passare piano piano ai bianchi, prima più strutturati, poi quando il caldo diventa predominante mi piace consumare i vini più semplici, fruttati e immediati. Sto quindi alleggerendo la mia cantina dei vini rossi e oggi è l'ora del Frappato. Vitigno autoctono siciliano molto diffuso nelle provincie di Ragusa e Siracusa, regala vini semplici, profondi, fruttati, dal colore rubino piuttosto scarico. Ciliegia, mirtilli, lamponi e more, acidità nella norma, tannini delicati ne fanno un prodotto di buona godibilita e di pronta beva. La sua qualità primaria consiste nell'estrema versatilità nell'abbinamento in cucina. Non ho ancora avuto modo di bere altri frappato, uno su tutti quello di Arianna Occhipinti o quello di Cos (lacuna che cercherò di colmare il prima possibile), ma questo di Valle dell'Acat...

TORRETTE VALLE D'AOSTA DOP (2012) - LES CRETES

Torrette di Les Cretes Azienda ormai famosa nel panorama enologico italiano, Les Cretes si è costruita una certa reputazione grazie ad autentici capolavori come il Cuvee Bois o il Fumin. Ma come sempre è dai prodotti base che si capisce come lavora una azienda e in questo caso il test lo possiamo ricreare con le Torrette, un blend al 70% di petit rouge e al 30% di altri vitigni non specificati. Il Petit Rouge è un vitigno autoctono della Valle d'Aosta, che viene coltivato da Saint Vincent ad Avise e dalle origini antichissime se si pensa che se ne parlava già nel V secolo d. C. È molto amato dai vignerons valdostani in quanto vitigno resistente, dalla buona resa e facilmente adattabile a condizioni di terreno e climatiche diverse. Lo si può facilmente ritrovare fino a 800 metri ci altitudine. Le Torrette di Les Cretes ha un colore rosso rubino molto scarico; l'impianto olfattivo è molto delicato e si gioca tutto su note floreali di rosa e viola e piccoli frutti rossi...

VITIANO IGP (2011) - AZIENDA VINICOLA FALESCO

Vitiano di Falesco L'area geografica a sud di Orvieto, intorno al lago di Corbara, è storicamente sempre stata una zona molto vocata per la coltivazione della vite anche se, negli ultimi decenni, piuttosto in declino per la mancanza di aziende in grado di investire seriamente sul territorio. Siamo sul confine con il Lazio, non lontano dal lago di Bolsena, con le sue tipiche colline coltivate a vite e a olivi, le strade strette delimitate da muretti a secco e la visuale che spazia su un paesaggio rurale di rara bellezza. Qui i fratelli Cotarella hanno acquistato l'azienda agricola Marciliano, individuando i terreni adatti per la coltivazione di Merlot, Cabernet, Sangiovese, e tramite un esperimento effettuato in collaborazione con l'Università della Tuscia, anche Nero d'Avola, Primitivo, Montepulciano, Teroldego, e ancora varietà del tutto particolari come Carmenere, Tannat e Malbech. Insomma prevale la voglia di sperimentare, di rompere gli schemi e di sorpren...

VINI BIANCHI MACERATI (ORANGE WINES)

Sono sempre stato curioso di assaggiare i vini bianchi sottoposti a macerazione pellicolare e appena posso li bevo volentieri. Al corso Ais ti insegnano che la principale differenza tra la vinificazione delle uve rosse e quella delle uve bianche è la macerazione-contatto delle bucce con il mosto, che nel caso dei bianchi dovrebbe essere completamente assente. In seguito un po' leggendo sui vari blog e siti dedicati al vino un po' su consiglio di amici e conoscenti scopri che alcuni produttori, in particolare legati a regioni come il Friuli, oltre a molti altri sparsi lungo la penisola, producono dei bianchi molto particolari proprio per la scelta di lasciare il mosto a contatto con le bucce per un periodo più o meno lungo. La cosa tra l'altro era abbastanza consueta negli anni cinquanta e sessanta tra i produttori contadini, ma più che una moda o un tentativo di diversificazione era dovuto a tradizioni o a una non precisa conoscenza delle tecniche vitivinicole. Ci s...

ANTHILIA DOP (2012) - DONNAFUGATA

Anthilia di Donnafugata La viticoltura siciliana ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni; sono infatti lontani i tempi in cui le aziende del nord Italia acquistavano uva dai produttori del sud per tagliare i loro vini poveri di zuccheri, mentre sono passati (o stanno passando) i tempi in cui i viticoltori siciliani facevano vini concentrati, pesanti, vanigliati per seguire le mode d'oltreoceano. Accanto all'uso di vitigni tipicamente internazionali come cabernet e syrah, e dei pochi vitigni autoctoni siciliani conosciuti come il Nero dAvola e il Nerello Mascalese, in molti hanno ripreso a credere in uve poco conosciute. Ne è un esempio un illuminato produttore siciliano come Marilena Barbera, che si sta impegnando nel portare a conoscenza del grande pubblico le potenzialità di vitigni autocnoni siciliani meno noti con un progetto di microblogging educativo (tag: #sicilianwine). Ho provato l'Anthilia di Donnafugata, preso comodamente in gdo ad un prezzo onest...

LACRIMA DI MORRO D'ALBA DOC (2012) - VELENOSI

Lacrima di Morro d'Alba di Velenosi Del Lacrima di Morro d'Alba ho già avuto modo di parlare in un precedente post del 11 novembre 2013. In genere da un vino fresco, vinoso, da consumarsi giovane, dove prevale la frutta rossa, con una giusta dose di acidità che gli permette un abbinamento ideale con i salumi e che nel bicchiere è difficile confondere con qualcos'altro, nel senso che la sua particolare aromaticità lo rendono unico nel panorama enologico italiano, con l'eccezione del Ruchè di Castagnole Monferrato, altro vitigno autoctono piuttosto raro coltivato nel Monferrato Astigiano e molto simile nei profumi. Il Lacrima di Morro d'Alba che ho assaggiato ieri è dell'azienda Velenosi. A livello di dati tecnici la densità d'impianto è mediamente alta, altitudine 100-150 mslm, con terreno prevalentemente argilloso. Il periodo della vendemmia è indicativamente intorno alla metà di settembre e comunque oscilla a seconda della stagione quando l'ac...

PROWEIN 2014, LA PRIMA IMPORTANTE FIERA ENOLOGICA DEL 2014.

E' ai nastri di partenza (23-25 Marzo) il Prowein 2014 , la più importante fiera enologica tedesca e una della più importanti in Europa. Anche quest'anno i numeri parlano di un aumento di espositori e si prevede di visitatori per questa fiera che è arrivata alla XX edizione dall'ormai lontano 1994 e che si tiene nell'organizzatissima città di Dussendolf, unica sia per infrastrutture sia per l'accoglienza di hotel e ristoranti anche al di fuori dell'area della fiera. L'Italia sarà presente con circa 1.000 espositori sui 4.800 totali, quindi con una presenza significativa vista anche l'importanza del mercato tedesco per l'export di vino italiano; la Germania si pone infatti tra i primi importatori di vino italiano insieme a Regno Unito e Stati Uniti. Il tutto condito da eventi extra come la Fizz-Lounge dove si sperimenterà l'incontro tra i succhi di verdura freschi combinati con gli spirits ('trendy drinks' secondo alcuni), oppure gl...

CERASUOLO DI VITTORIA CLASSICO DOCG (2010) - VALLE DELL'ACATE

Cerasuolo di Vittoria di Valle dell'Acate Nero d'Avola 70% e Frappato al 30% per questo interessante Cerasuolo di Vittoria di Valle dell'Acate, storico produttore siciliano di proprietà della famiglia Jacono che ha saputo credere in questo territorio della Sicilia meridionale ricco di storia enologica, a partire dalla dominazione greca e romana. I primi riferimenti storici che parlano di Cerasuolo si hanno nel 1606, anno in cui Vittoria Colonna Enriquez, fondatrice della città di Vittoria, regalò ai primi 75 coloni un ettaro di terreno ciascuno a patto di coltivarvi anche la vite. Valle dell'Acate ha interpretato modernamente il modo di fare viticoltura, zonando attentamente i terreni di proprietà e impiantando Nero d'Avola e Frappato per la produzione di Cerasuolo dove la terra è prevalentemente di colore rosso e di medio impasto. Nelle note tecniche da segnalare un affinamento di 12 mesi in botti di rovere per attenuare l'estroversione dei tannini gio...

VIGNA TECC DOLCETTO DI DOGLIANI SUPERIORE DOCG (2011) - PODERI LUIGI EINAUDI

Dolcetto di Dogliani di Poderi Luigi Einaudi Il Dolcetto di Dogliani superiore è la massima espressione del famoso vitigno piemontese, che viene coltivato almeno dal lontano 1500, in 21 comuni della provincia di Cuneo. L'impegno dei produttori alla qualità è stato riconosciuto nel 2005 con l'ottenimento della Docg. Uno dei coltivatori e principali sponsor di questo vitigno autoctono è stato Luigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica Italiana, che nel 1897 acquistò a Dogliani la Cascina San Giacomo con l'intenzione di produrre vino. La vigna Tecc si trova a sud di Dogliani ed è una delle prime acquisizioni fatte dal giovane Luigi, con esposizione sud sud-ovest e ad una altezza di 350 m slm. Al centro della vigna un antico cascinale ristrutturato è diventato cantina e relais. La vinificazione in acciaio dura 6-8 giorni come si addice a vini giovani e non particolarmente complessi, procedendo poi alla malolattica indotta e alla maturazione parte in acciaio e...

SFIDA PROSECCO-CHAMPAGNE

Leggevo oggi della sfida, se così possiamo chiamarla, tra prosecco e champagne. Sembra infatti che il prosecco nel corso del 2013 abbia venduto nel mondo un numero di bottiglie superiore a quello del famoso vino francese e che la sfida si ripeterà anche nel 2014. Chiaramente il tutto ha generato polemiche e opinioni contrastanti nel mondo enologico, con tanto di dichiarazioni smaccatamente campanilistiche, che tuttavia non ci si dovrebbe porre in partenza per diversi motivi. Inanzitutto si tratta di prodotti completamente diversi in termini di metodi e costi di produzione, vitigni, prezzi di vendita al pubblico e non ultimo storia enologica. Il prosecco è un prodotto recente che ha saputo imporsi nei mercati mondiali grazie alla sua semplicità, freschezza di profumi e immediatezza di bevuta, che offre prodotti anche di buonissima qualità ed è l'ideale accompagnamento dei classici e semplici cibi da aperitivo. Lo champagne è un vino che per complessità ed eleganza dei profum...

REGILLO FRASCATI SUPERIORE DOC (2011) - TENUTA DI PIETRA PORZIA SOC. AGR.

Il Frascati è uno di quei prodotti che si porta appresso una comune idea di vino più orientato alla quantità che alla qualità, partendo da quella base di trebbiano che è un vitigno spesso snobbato da critica e pubblico raffinato. Recentemente però l'attento lavoro in vigna e in cantina di tanti piccoli produttori hanno contribuito a incuriosire il pubblico verso il questo vino e le sue diverse evoluzioni. Personalmente, dopo aver assaggiato un ottimo Frascati al corso Ais, ho deciso che appena possibile avrei voluto ripeterne l'assaggio. Il Regillo nasce su terreni di origine vulcanica a 200 metri di altitudine, ed è composto da Trebbiano, Malvasia, Bombino e Greco in percentuali non specificate. È intrigante già nel bicchiere per quel colore giallo oro brillante, il naso fruttato di pera e intensamente vegetale, mentre al palato ha una perfetta corrispondenza con l'olfatto e una vena ammandorlata per via retronasale, una discreta sapidità dovuta ai terreni vulcani...

AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOCG (1993) - BERTANI

Amarone di Bertani (1993) Ci sono serate che è difficile dimenticare, soprattutto se passate degustando vini mitici in compagnia di persone che hanno come te la stessa passione. Sabato sera a cena dall'amico Domenico, abbiamo degustato, ma diciamo pure bevuto e goduto, un vino italiano che ha sua storia enologica tutta particolare. L'Amarone, rispetto ad altri vini, ha infatti una storia piuttosto recente che in molti conoscono ma che vale la pena di raccontare. Nel 1936 viene ritrovato un fusto di Recioto dimenticato in cantina che, a seguito del prolungato invecchiamento, aveva continuato a fermentare ed era diventato secco, quindi in contrapposizione all'amabile Recioto era proprio Amarone. Da quel fortuito ritrovamento alla produzione su larga scala dell'Amarone passarono ancora diversi anni, che culminano con il 1968, anno dell'attribuzione della Doc. Questo vino ancora oggi ha un disciplinare di produzione del tutto particolare se non unico. I grappol...

CEREGIO SANGIOVESE DI ROMAGNA SUPERIORE DOC (2011) - FATTORIA ZERBINA

Ceregio di Fattoria Zerbina La Fattoria Zerbina è una bella realtà enologica emiliana, nata nel 1966, piuttosto famosa per la produzione di vini muffati in stile sauternes utilizzando l'autoctono albana in quel di Faenza, che con lo Scaccomatto raggiungono i vertici della produzione e che ogni anno si aggiudica numerosi premi da parte delle principali guide ed entusiastici commenti da parte di wine blogger e sommelier. Tuttavia l'azienda ha voluto investire molto anche nel Sangiovese, che qui si esprime ad alti livelli su terreni argillo-calcarei soprattutto se abbinato ad una resa per ettaro molto bassa. Il Ceregio rappresenta il sangiovese più facile da bere della Fattoria Zerbina. Nel bicchiere si veste del rubino scarico tipico del sangiovese, vitigno che non si distingue certo per la grande quantità di materia colorante a differenza delle cosiddette uve 'tintorie', mentre gli archetti non troppo fitti ma le lacrime che scendono lente nel bicchiere mi fann...

DONNA MARGHERITA BARBERA D'ALBA DOC (2012) - GIOVANNI ROSSO

Barbera dAlba di Giovanni Rosso Con questo post, dopo tanto enologico girovagare, torno all'amato Piemonte, mia regione vitivinicola d'adozione e lo faccio con il vino più amato dai piemontesi, quello che non può mancare in tavola per il suo straordinario rapporto con la terra, capace di regale emozioni inaspettate e talvolta anche delusioni. La barbera è espressione del suo territorio, ma ancora di più è un vino che si identifica perfettamente con chi lo produce, grazie ad una impressionante versatilità. Giovanni Rosso è un produttore di Serralunga d'Alba naturalmente concentrato sulla produzione di Barolo, visti i cru che possiede in queste zone. Produce anche la Barbera con uve provenienti dai vigneti Damiano, Costa Bella, Cerretta in Serralunga d'Alba e Valle del Mondo in Roddino. Donna Margherita, omaggio alla donna che sposò Benedetto Rosso agli inizi del '900, fa affinamento in botti di rovere per 12 mesi, ma anticipo che il legno non è per nulla i...

VERTICALE DI MONTIANO: FALESCO

Splendida verticale di Montiano dell'azienda vinicola Falesco a Cesano Maderno, nella bella cornice di Palazzo Borromeo, in occasione di una serata organizzata dall'Ais di Monza e Brianza. Cinque le annate degustate con la presenza di Riccardo Cotarella, forse l'enologo italiano più famoso sia in Italia che all'estero e proprietario della Falesco. L'area su cui si estendono i vigneti va dal lago di Bolsena e la città di Orvieto, su un terreno tipicamente vulcanico composto da lapillo, quindi molto ricco di potassio. È una zona lontana dal mare e dalla sua influenza, quindi temperature piu fredde, anche se in parte mitigate dal particolare microclima generato dal lago. La prima annata prodotta è stata il 1993 con una produzione di sole 400 bottiglie non poste in commercio, mentre l'annata 1994 ha visto la produzione di 2000 bottiglie. Diciamo innanzitutto che, come ha sottolineato il Dott. Cotarella, il Merlot è sinonimo di morbidezza, al contrario del ...

FOOD &WINE - PARTE II

CICCIO ZACCAGNINI Lo so, spesso trascuro l'Abruzzo nei miei post. Ma qui non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di visitare il banco di assaggio di Ciccio Zaccagnini, azienda emergente nel mondo enologico, grazie ai suoi vini molto rappresentativi del territorio. Ho assaggiato Ispira (credo) Passerina del 2012, un po timida nei profumi anche a causa di una temperatura di servizio troppo fredda, ma molto ben bilanciata e piacevole al palato, ottima come aperitivo ma anche in accompagnamento a piatti di pesce non troppo elaborati. Poi il Montepulciano riserva San Clemente del 2010, l'ultima annata in commercio, ancora lontana dalla perfetta maturità che raggiungerà a mio avviso non prima di due o tre anni, con tannini ancora esuberanti nonostante il periodo di affinamento in legno di 15 mesi e altri 6 di bottiglia. Eppure non è difficile misurarne le potenzialità, ma anche una certa personalità non scontata sia al naso di liquirizia, sia per una succosa presenza di ...

FOOD & WINE 2014 - PARTE I

Personalmente rispetto alle grandi manifestazioni preferisco gli eventi dedicati alle singole aziende, magari verticali di 5-6 annate dove si può riscontrare l'evoluzione del vino, l'influenza delle condizioni climatiche o ancora lo stesso vitigno e la stessa annata ma di aziende diverse per capire lo stile di lavoro in vigna e in cantina. Inoltre in alcune manifestazioni la mancanza di giorni dedicati eslusivamente agli operatori rende tutto molto più caotico e dispersivo sia per i produttori, sia per chi il vino lo vuole degustare, confrontare e ricordare. Tuttavia devo dire che questa edizione del Food & wine che si è tenuta a Milano nello scorso week end mi è parsa davvero convincente. Inanzitutto per l'ampio spazio espositivo dedicato, che ha permesso a tutti di potersi muovere piuttosto agevolmente tra i banchi di assaggio dei produttori senza dover fare a sportellate. Poi per la selezione delle aziende, ampia, in grado di coprire tutte le regioni d'It...

BRECCIAROLO ROSSO PICENO SUPERIORE DOC (2011) - VELENOSI

Brecciarolo - Velenosi La Velenosi nasce nel 1984 ad Ascoli Piceno e può contare su terreni di proprietà per più di 100 ettari vitati e un territorio collinare che spazia dall'entroterra marchigiano fino ad arrivare al mare. Col passare del tempo, delle vendemmie e all'arrivo dei primi riconoscimenti nazionali l'azienda ha acquistato territori in altre zone delle Marche, anche per allargare la produzione all'emergente Lacrima di Morro d'Alba e al famoso (anche sui mercati esteri) Verdicchio. L'azienda ha quindi iniziato ad esportare negli Stati Uniti, Canada, Francia e Giappone, fino ad arrivare a produrre circa 2 milioni di bottiglie. Velenosi produce un po' di tutto quanto possa considerarsi tipico del territorio marchigiano a partire ovviamente dal Rosso Piceno, passando per l'Offida, i bianchi Pecorino e Passerina, quest'ultima anche in insolita veste di spumante, e come già accennato il Lacrima di Morro D'Alba e il Verdicchio. Del...

DEGUSTAZIONI IN ORDINE SPARSO (1)

Non sempre ho il tempo di postare tutti i vini che bevo, sopratutto perché se un vino mi ha incuriosito mi piace cercare di saperne di più su quel produttore; e questo significa ricercarne sul web le impressioni di altri wine blogger, navigare sul sito del produttore per verificare le caratteristiche tecniche della vinificazione, zone di produzione, disciplinari ecc. Il tutto richiede tempo, non ultimo quello di scrivere il post e rileggerlo attentamente per evitare di scrivere cose non vere o semplici inesattezze. Ho quindi deciso di tenere aggiornato un post con i vini bevuti che sono meritevoli solo . . . . di una veloce descrizione. CARIGNANO DEL SULCIS DOC (2011) - CALALONGA Carignano del Sulcis - Calalonga Devo ammettere che non avevo mai assaggiato un Carignano del Sulcis; intenzionato a rimediare a questa mia assurda mancanza ho acquistato questa bottiglia d'istinto e consapevole di non essermi minimamente informato su quali erano i migliori produttori di questo ...