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VERTICALE DI MONTIANO: FALESCO




Splendida verticale di Montiano dell'azienda vinicola Falesco a Cesano Maderno, nella bella cornice di Palazzo Borromeo, in occasione di una serata organizzata dall'Ais di Monza e Brianza.
Cinque le annate degustate con la presenza di Riccardo Cotarella, forse l'enologo italiano più famoso sia in Italia che all'estero e proprietario della Falesco.
L'area su cui si estendono i vigneti va dal lago di Bolsena e la città di Orvieto, su un terreno tipicamente vulcanico composto da lapillo, quindi molto ricco di potassio. È una zona lontana dal mare e dalla sua influenza, quindi temperature piu fredde, anche se in parte mitigate dal particolare microclima generato dal lago.
La prima annata prodotta è stata il 1993 con una produzione di sole 400 bottiglie non poste in commercio, mentre l'annata 1994 ha visto la produzione di 2000 bottiglie.

Diciamo innanzitutto che, come ha sottolineato il Dott. Cotarella, il Merlot è sinonimo di morbidezza, al contrario del cabernet che è sinonimo di durezza.
Il merlot è poi un grande marcatore di stagione, nel senso che rispetto ad altri vini è sensibile al clima e agli interventi dell'uomo in vigna e in cantina.
La migliore annata in assoluto è stata quella del 2001 seguita dal 2004, mentre l'annata 2002 non è stata prodotta a causa delle cattive condizioni climatiche e il 2003 ha visto una produzione di poche bottiglie.




Annata 2011
A parte alcune piogge durante la metà di luglio, è stata una stagione complessivamente siccitosa, che ha portato ad una sovra maturazione delle uve e ad una acidità non molto elevata.
Rubino intenso e impenetrabile, buona consistenza, con archetti fitti e ravvicinati, con un naso di frutta nera e ciliegia in primis e pietra focaia per via retronasale.
Il Montiano del 2011 è stato affinato in legno per 12 mesi, in botti di rovere di secondo passaggio. Da sottolineare che il merlot non sopporta una dose eccessiva di legno in quanto vitigno fine ed elegante rispetto ad altri vitigni francesi.
Nel complesso è un vino che risente dell'annata non equilibrata sotto il profilo climatico.

Annata 2010
Anno di svolta del Montiano verso un gusto con più frutto e meno muscolo; ne risulta un vino in generale più elegante rispetto alle annate precedenti
Anche qui rubino molto fitto, con un bella esplosione di frutta sia al naso che in bocca, morbidezza tipica del merlot e tannini setosi.
Vino equilibrato, intenso, piacevole, ricco di glicerina e dal finale lungo.

Annata 2008
Molto lento nella evoluzione anche per via di una elevata ricchezza estrattiva.
L'annata è stata molto siccitosa; nel bicchiere si inizia a riscontrare qualche riflesso aranciato, un naso di confettura, molto rotondo e suadente. Inoltre si percepire una leggerissima nota di menta per via retronasale sempre accompagnato dalla pietra focaia.
In bocca lascia un leggero strascico di polverosità dato dai tannini che tendono ancora all'esuberanza.

Annata 2006
Annata fresca, nel vino prevale più l'eleganza della struttura, più la finezza del muscolo.
Pieno, lascia sul palato una scia di piacevolezza, con tannini vellutati. Per via retronasale rispetto alle altre annate aumenta la sensazione di menta.

Annata 2004
Grande annata, che si percepisce già accostando il bicchiere al naso, con accenti di note terziarie. E un  vino, ricco, opulento, strutturato, dalla personalità esuberante.
Bella potenza, è incentrato sulla forza.

Nel complesso davvero una bella serata, con il Dott. Cotarella che ha messo in evidenza come buona parte del miglioramento qualitativo che si è realizzato nel mondo del vino italiano nel  corso degli ultimi anni sia figlio della tradizione ma anche e soprattutto della spinta positiva, della voglia di emergere e rischiare dei giovani, anche talvolta sfidando antiche consuetudini.


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