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CEREGIO SANGIOVESE DI ROMAGNA SUPERIORE DOC (2011) - FATTORIA ZERBINA

Ceregio di Fattoria Zerbina La Fattoria Zerbina è una bella realtà enologica emiliana, nata nel 1966, piuttosto famosa per la produzione di vini muffati in stile sauternes utilizzando l'autoctono albana in quel di Faenza, che con lo Scaccomatto raggiungono i vertici della produzione e che ogni anno si aggiudica numerosi premi da parte delle principali guide ed entusiastici commenti da parte di wine blogger e sommelier. Tuttavia l'azienda ha voluto investire molto anche nel Sangiovese, che qui si esprime ad alti livelli su terreni argillo-calcarei soprattutto se abbinato ad una resa per ettaro molto bassa. Il Ceregio rappresenta il sangiovese più facile da bere della Fattoria Zerbina. Nel bicchiere si veste del rubino scarico tipico del sangiovese, vitigno che non si distingue certo per la grande quantità di materia colorante a differenza delle cosiddette uve 'tintorie', mentre gli archetti non troppo fitti ma le lacrime che scendono lente nel bicchiere mi fann...

DONNA MARGHERITA BARBERA D'ALBA DOC (2012) - GIOVANNI ROSSO

Barbera dAlba di Giovanni Rosso Con questo post, dopo tanto enologico girovagare, torno all'amato Piemonte, mia regione vitivinicola d'adozione e lo faccio con il vino più amato dai piemontesi, quello che non può mancare in tavola per il suo straordinario rapporto con la terra, capace di regale emozioni inaspettate e talvolta anche delusioni. La barbera è espressione del suo territorio, ma ancora di più è un vino che si identifica perfettamente con chi lo produce, grazie ad una impressionante versatilità. Giovanni Rosso è un produttore di Serralunga d'Alba naturalmente concentrato sulla produzione di Barolo, visti i cru che possiede in queste zone. Produce anche la Barbera con uve provenienti dai vigneti Damiano, Costa Bella, Cerretta in Serralunga d'Alba e Valle del Mondo in Roddino. Donna Margherita, omaggio alla donna che sposò Benedetto Rosso agli inizi del '900, fa affinamento in botti di rovere per 12 mesi, ma anticipo che il legno non è per nulla i...

VERTICALE DI MONTIANO: FALESCO

Splendida verticale di Montiano dell'azienda vinicola Falesco a Cesano Maderno, nella bella cornice di Palazzo Borromeo, in occasione di una serata organizzata dall'Ais di Monza e Brianza. Cinque le annate degustate con la presenza di Riccardo Cotarella, forse l'enologo italiano più famoso sia in Italia che all'estero e proprietario della Falesco. L'area su cui si estendono i vigneti va dal lago di Bolsena e la città di Orvieto, su un terreno tipicamente vulcanico composto da lapillo, quindi molto ricco di potassio. È una zona lontana dal mare e dalla sua influenza, quindi temperature piu fredde, anche se in parte mitigate dal particolare microclima generato dal lago. La prima annata prodotta è stata il 1993 con una produzione di sole 400 bottiglie non poste in commercio, mentre l'annata 1994 ha visto la produzione di 2000 bottiglie. Diciamo innanzitutto che, come ha sottolineato il Dott. Cotarella, il Merlot è sinonimo di morbidezza, al contrario del ...

FOOD &WINE - PARTE II

CICCIO ZACCAGNINI Lo so, spesso trascuro l'Abruzzo nei miei post. Ma qui non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di visitare il banco di assaggio di Ciccio Zaccagnini, azienda emergente nel mondo enologico, grazie ai suoi vini molto rappresentativi del territorio. Ho assaggiato Ispira (credo) Passerina del 2012, un po timida nei profumi anche a causa di una temperatura di servizio troppo fredda, ma molto ben bilanciata e piacevole al palato, ottima come aperitivo ma anche in accompagnamento a piatti di pesce non troppo elaborati. Poi il Montepulciano riserva San Clemente del 2010, l'ultima annata in commercio, ancora lontana dalla perfetta maturità che raggiungerà a mio avviso non prima di due o tre anni, con tannini ancora esuberanti nonostante il periodo di affinamento in legno di 15 mesi e altri 6 di bottiglia. Eppure non è difficile misurarne le potenzialità, ma anche una certa personalità non scontata sia al naso di liquirizia, sia per una succosa presenza di ...

FOOD & WINE 2014 - PARTE I

Personalmente rispetto alle grandi manifestazioni preferisco gli eventi dedicati alle singole aziende, magari verticali di 5-6 annate dove si può riscontrare l'evoluzione del vino, l'influenza delle condizioni climatiche o ancora lo stesso vitigno e la stessa annata ma di aziende diverse per capire lo stile di lavoro in vigna e in cantina. Inoltre in alcune manifestazioni la mancanza di giorni dedicati eslusivamente agli operatori rende tutto molto più caotico e dispersivo sia per i produttori, sia per chi il vino lo vuole degustare, confrontare e ricordare. Tuttavia devo dire che questa edizione del Food & wine che si è tenuta a Milano nello scorso week end mi è parsa davvero convincente. Inanzitutto per l'ampio spazio espositivo dedicato, che ha permesso a tutti di potersi muovere piuttosto agevolmente tra i banchi di assaggio dei produttori senza dover fare a sportellate. Poi per la selezione delle aziende, ampia, in grado di coprire tutte le regioni d'It...

BRECCIAROLO ROSSO PICENO SUPERIORE DOC (2011) - VELENOSI

Brecciarolo - Velenosi La Velenosi nasce nel 1984 ad Ascoli Piceno e può contare su terreni di proprietà per più di 100 ettari vitati e un territorio collinare che spazia dall'entroterra marchigiano fino ad arrivare al mare. Col passare del tempo, delle vendemmie e all'arrivo dei primi riconoscimenti nazionali l'azienda ha acquistato territori in altre zone delle Marche, anche per allargare la produzione all'emergente Lacrima di Morro d'Alba e al famoso (anche sui mercati esteri) Verdicchio. L'azienda ha quindi iniziato ad esportare negli Stati Uniti, Canada, Francia e Giappone, fino ad arrivare a produrre circa 2 milioni di bottiglie. Velenosi produce un po' di tutto quanto possa considerarsi tipico del territorio marchigiano a partire ovviamente dal Rosso Piceno, passando per l'Offida, i bianchi Pecorino e Passerina, quest'ultima anche in insolita veste di spumante, e come già accennato il Lacrima di Morro D'Alba e il Verdicchio. Del...

DEGUSTAZIONI IN ORDINE SPARSO (1)

Non sempre ho il tempo di postare tutti i vini che bevo, sopratutto perché se un vino mi ha incuriosito mi piace cercare di saperne di più su quel produttore; e questo significa ricercarne sul web le impressioni di altri wine blogger, navigare sul sito del produttore per verificare le caratteristiche tecniche della vinificazione, zone di produzione, disciplinari ecc. Il tutto richiede tempo, non ultimo quello di scrivere il post e rileggerlo attentamente per evitare di scrivere cose non vere o semplici inesattezze. Ho quindi deciso di tenere aggiornato un post con i vini bevuti che sono meritevoli solo . . . . di una veloce descrizione. CARIGNANO DEL SULCIS DOC (2011) - CALALONGA Carignano del Sulcis - Calalonga Devo ammettere che non avevo mai assaggiato un Carignano del Sulcis; intenzionato a rimediare a questa mia assurda mancanza ho acquistato questa bottiglia d'istinto e consapevole di non essermi minimamente informato su quali erano i migliori produttori di questo ...

EVENTI: VERTICALE DI MONTIANO

Interessante verticale di Montiano, in programma per mercoledi 12 febbraio alle ore 21 a Cesano Maderno nella splendida cornice di Palazzo Borromeo. Saranno 5 le annate in degustazione: 2004, 2006, 2008, 2010, 2011. Il relatore Paulo de Carvalho e il professor Riccardo Cotarella proprietario di Falesco nonché uno dei più conosciuti e stimati enologi italiani, condurranno la serata e la degustazione di questo Merlot prodotto a Montefiascone, da una vecchia vigna a bassa produttività e con la consueta e rigorosa selezione dei grappoli. Per informazioni: Ais Monza e Brianza

ENANTIO DOC (2005) - AZIENDA AGRICOLA LETRARI

Enantio - Letrari Conosco l'azienda Letrari per esserci passato la scorsa estate quando ero in vacanza in Trentino. Ho avuto anche la fortuna, come ho già scritto in un mio post, di conoscere il mitico Leonello Letrari, uno degli enologi che hanno fatto la storia delle bollicine italiane e non solo (non solo bollicine intendo). Ho assaggiato un Manzoni bianco e regalato un Fojaneghe ad un amico che l'ha trovato semplicemente strepitoso per l'eleganza donata dai vitigni internazionali, la personalità nell'accompagnare piatti anche complessi, uniti alla facilità di beva perchè a metà pranzo la bottiglia era già finita. Anche oggi come innumerevoli altre volta, mi sono ritrovato davanti alla consueta scelta di abbinare un vino ad piatto e nello specifico lasagne al ragù fatte in casa e uno spezzatino di vitello; fuori una pioggia insistente e noiosa come accade da giorni. Tra le etichette di varie forme e colori l'Enantio mi ha subito fatto ritornare al Trenti...

MILANO FOOD & WINE FESTIVAL

Ritorna il Food & Wine Festival a Milano, nei giorni 8, 9 e 10 febbraio 2014, dopo il successo delle prime due edizioni. Organizzato da Helmuth Kocher, presidente e fondatore del Merano Wine Festival, e da Paolo Marchi ideatore di Identità golose, raggruppa circa 100 produttori, ognuno dei quali porterà quattro vini diversi in degustazione. Un appuntamento da non perdere soprattutto per chi non è potuto recarsi allo scorso Merano Wine Festival. Qui sotto il link del sito con un elenco dei produttori che presenteranno i loro vini: http://www.foodwinefestival.it/

SAUVIGNON ALTO ADIGE DOC (2012) - CANTINA BOLZANO

Sauvignon - Cantina Bolzano Ci sono vini che appena stappati ti rendi subito conto per quale contesto potrebbero andare bene. Il Sauvignon della Cantina Bolzano, può essere considerato il giusto accompagnamento per le cene tra amici e conoscenti; un vino che riesce a mettere tutti d'accordo, soprattutto se non eccessivamente appassionati, per i suoi profumi intensamente fruttati e il palato pieno e morbido. È inoltre un vino versatile, su cui si possono accompagnare molti piatti partendo anche dall'aperitivo. Insomma ve la cavate senza aprire troppe bottiglie. Giallo paglierino di buona consistenza con il suo 13,5% di titolo alcolometrico. In primis la frutta gialla matura (ananas, pesca gialla ma anche melone maturo e mandarino) che prevale su tutte le altre sensazioni aromatiche; successivamente si fa strada la tipica essenza vegetale del sauvignon, oltre ad una nota molto vaga di vaniglia che mi fa pensare ad una breve sosta nel legno. In bocca quello che più si pe...

CEPP (2011) - TERRAZZE DI MONTEVECCHIA

Cepp - Terrazze di Montevecchia Ho già avuto modo di parlare di Montevecchia e delle sue colline votate alla coltivazione della vite (post del 22 giugno 2013). Non ho quindi intenzione di dilungarmi in inutili disquisizioni sul fatto che sia davvero un peccato che questa terra abbia visto abbandonare la coltivazione della vite in favore di altre coltivazioni o per la cementificazione. Piuttosto, preferisco sottolineare il buon livello medio delle (poche) aziende vitivinicole di questa zona che nel corso degli anni hanno visto aumentare l'interesse verso i loro prodotti, quasi tutti basati su vitigni internazionali come caberner, merlot e sauvignon. Terrazze di Montevecchia è condotta dal 1994 dalla famiglia Ghezzi, che negli ultimi anni ha spostato la causa della cosiddetta lotta integrata, con un utilizzo limitato della chimica e un attenta tutela dell'ambiente. Inoltre fa parte del Cervim, l'associazione che raggruppa le aziende che lavorano vigne con forti pen...

ASPRINIO DI AVERSA DOC (2012) - GROTTA DEL SOLE

Aprinio di Aversa Doc - Grotta del Sole L'Asprinio di Aversa è un vitigno di antichissime origini, già citato in epoca normanna ed oggi coltivato in 19 comuni in provincia di Caserta e 3 in provincia di Napoli. Questo vitigno non è mai stato attaccato dalla fillossera, quindi le viti poggiano su piede franco, cosa che dovrebbe garantire viti più vigorose e longeve. Altra caratteristica dell'Asprinio è quella di crescere maritata a piante di pioppo su cui si arrampica fino a diversi metri di altezza, anche se oggi i metodi di coltivazione sono diversi, su tutti il guyot. Note tecniche a parte l'asprinio è un vino a mio avviso sottovalutato. Spesso considerato come vino semplice e immediato, anche parlando con amici campani, che spesso preferiscono altri importanti vitigni autoctoni un po' per abitudine e un po' perché mai citato dalle grandi guide. Invece è un vino che può ancora crescere sia nella versione ferma sia in quella spumante, anche per l'opera...

AGLIANICO CAMPANIA IGT (2010) - TERREDORA

Aglianico campania Igt - Terredora Ci sono famiglie che non possono sottrarsi al loro destino e quello dei Mastroberardino è quello di coltivare vite e produrre vino sulle colline irpine fin dalla fine del 1700. L'azienda ha sofferto nel 2013 la triste scomparsa di Lucio, l'enologo che negli ultimi vent'anni aveva guidato la filosofia produttiva dell'azienda, scegliendo di produrre vini senza correre dietro alle mode, concentrandosi su tipicità di vitigni, terroir, tradizioni e famiglia. Una famiglia che nel 1994 aveva scelto di separarsi in due diverse realtà produttive. Una di queste ha mantenuto nome e sede storica dell'azienda, mentre l'altra appunto Terredora, ha potuto subito contare su areali tra i più vocati alla coltivazione della vite in provincia di Avellino.  In particolare l'altitudine che può arrivare fino a 700 metri, il microclima fatto di estati fresche e inverni piovosi, con la garanzia di buone escursioni termiche che favoriscono ...

MONTAN ALTO ADIGE DOC (2012) - CANTINA TRAMIN

Montan Alto Adige Doc Siamo a Termeno nella culla del Gewurztraminer, dove opera la Cantina Tramin, una cooperativa di 290 produttori inserita in un contesto paesaggistico da cartolina. Nella nuova moderna cantina progettata dall'architetto Werner Tscholl, si produce un po' di tutto quello che ci si aspetta da queste montagne ovvero Gewurztraminer, Schiava, Pinot nero, Lagrein, Moscato Rosa, Pinot bianco e Pinot grigio. Il Montan da me assaggiato durante una serata Ais, è un vino da monovitigno Sauvignon, cristallino e paglierino all'analisi visiva, in grado di ammaliare l'olfatto con le sue complesse note fruttate di pompelmo e pesca bianca, floreali di sambuco e fiori di campo e una accattivante vena minerale; ma soprattutto il bouquet è dominato dal tipico aroma primario di foglia di pomodoro. Felice anche il sorso dove si percepiscono gli agrumi e una discreta morbidezza sostenuta dall'alcol. Nel complesso è un Sauvignon con una impronta aromatica mo...

ROSSO DI MONTALCINO DOC (2011) - CASTELLO BANFI

Rosso di Montalcino - Castello Banfi Castello Banfi nasce nel 1978 dall'iniziativa degli americani d'Italia John e Harry Mariani. Siamo al cospetto di una delle primarie aziende vitivinicole toscane, praticamente una multinazionale capace di produrre più di 10 milioni di bottiglie, con un occhio sempre attento alla qualità media, anche per i prodotti base, oltre alla produzione dei vini flagship come il Poggio all'Oro o il Poggio alle Mura che risultano anche essere importanti investimenti di marketing. Bisogna comunque dare atto che l'investimento in quel di Montalcino nel lontano 1978 è stato sicuramente oculato, vista la continua crescita dell'enologia toscana nel mondo negli ultimi 25 anni a cui Castello Banfi ha sicuramente contribuito. A livello tecnologico si è sempre distinta come una azienda all'avanguardia con lo sviluppo di brevetti innovativi, mentre a livello commerciale ha aperto all'importazione di vini cileni tra cui un Casillero del...

AB VINEA DONI VERNACCIA DOCG (2011) - FALCHINI

Ab Vinea Doni - Falchini La Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino italiano a vedersi riconosciuta la Doc nel 1966, poi diventata Docg nel 1993. Prodotta in una ristretta zona della Toscana e recentemente anche in Sardegna ha una lunga storia alle spalle visto che le prime citazioni storiche risalgono al 1276. Risale invece al 1964 la nascita di Falchini di San Gimignano, che lavora soprattutto Vernaccia e Sangiovese. L'Ab vinea doni (doni dalla vigna) è giallo paglierino con riflessi dorati nel bicchiere. Le lacrime che se la prendono comoda nella loro discesa e gli archetti fitti e ben ravvicinati fanno pensare ad un vino con un discreto bagaglio di glicerina e alcol. Infatti non resisto e guardo la retro etichetta con l'indicazione del 14% di alcol. Al naso mi investe un bouquet di frutta matura come la pesca gialla, il melone, l'ananas e nascosti dall'esuberanza della frutta i fiori gialli e una nota di vaniglia che non disturba. In bocca si ...

I MIEI 10 VINI DEL 2013

Con questo post vorrei ricordare i migliori vini da me assaggiati nel corso del 2013, non necessariamente quelli più costosi o conosciuti, ma semplicemente quei vini che per un motivo o per un'altro mi hanno lasciato un particolare ricordo. Per evitare di dilungarmi e visti i tempi decisamente brevi del mezzo web ho deciso di fermarmi a 10 vini, elencati in ordine sparso. Filo di Arianna Lugana Doc (????) - Tenute Roveglia Un Lugana decisamente ben fatto che fa capire le potenzialità ancora inespresse di questo vino e la strada da intraprendere per valorizzarlo appieno. La maturazione in botte gli dona struttura e personalità e un tocco vellutato davvero piacevole. Bricco Rocche Brunate Barolo Docg (2005) - Ceretto Ceretto si distingue per dei vini che sanno coniugare tipicità del territorio ad una certa eleganza. Il 2005 è ancora in evoluzione ma inizia a farsi apprezzare per l'equilibrio e la potenza espressiva, pur avendo ancora una certa dose di esuberanza nei ...

JORIO MONTEPULCIANO D'ABRUZZO DOC (2011) - UMANI RONCHI

Jorio Montepulciano d'Abruzzo - Umani Ronchi Il primo post dell'anno è dedicato alle Marche, una regione che mi piace sinceramente: il mare ma anche colline fino a perdita d'occhio, gente cordiale e disponile, alta qualità della vita, buon cibo e ottimo vino. Dal punto di vista vitivinicolo e in maniera abbastanza grossolana possiamo dividere le Marche del vino rosso in due parti, con alcune importanti eccezioni: prima del Conero il Sangiovese la fa da padrone e signore, mentre appena oltre si insinua il Montepulciano, vitigno marcatamente contadino nel carattere un po' scontroso, che sa diventare un filo ruffiano se trattato con il legno e in ogni caso un vino mai scontato. Tra le eccezioni troviamo una enclave vitivinicola tutta particolare, posizionata nell'entroterra di Senigallia, il Lacrima di Morro d'Alba (che amo molto e assaggio appena posso) e la Doc Pergola con l'utilizzo di aleatico. Il Montepulciano Jorio di Umani Ronchi, ha fatto un a...

AUGURI DI UN ENOICO 2014

E' trascorso quasi un anno da quando ho iniziato a scrivere su questo blog e i motivi per cui ho iniziato a farlo e gli obiettivi che mi ero prefissato sono rimasti gli stessi. Ho aperto il blog 'Baccanera88' con l'intenzione di tenere una memoria storica dei vini che bevevo, per costringermi a riflettere su quello che stavo degustando, mettendo per iscritto le sensazioni che il vino mi trasmetteva e contemporaneamente poterle condividere con qualcuno. Ho scelto di pubblicare solo vini che in qualche modo mi sono piaciuti, per evitare di dare giudizi negativi su uno dei lavori a mio avviso più difficili che ci possano essere ovvero quello del produttore di vino, di cui nutro profonda stima e anche . . . . un po' di invidia. Mi piace poi pubblicare vini con un buon rapporto qualità-prezzo perché lo ritengo un plus importante per me e i lettori, non importa se di produttori sconosciuti o di grandi aziende con importanti piani di marketing. Nessun preconc...

MOSCATO D'ASTI VILLA DOCG - MARCO BIANCO

Il Moscato con il panettone è una vera istituzione e pazienza se c'è chi ancora non lo ama. Se posso permettermi di dare un consiglio (anche se sono sicuro che la maggior parte dei lettori di questo blog lo fa già da tempo), dimenticatevi la confezione di panettone industriale abbinata ad una improbabile e stucchevole bottiglia di moscato. Fate il salto di qualità: panettone da pasticceria e moscato da 15 o anche 20 euro e vi sembrerà di bere e mangiare qualcosa di completamente diverso. Come per la maggior parte dei vini dolci la componente sapida e quella acida devono assolutamente essere presenti per evitare che le morbidezze delle uve aromatiche si trasformino in un sorso stucchevole (e da qui l'idea che il Moscato ' a me non piace '). Inoltre è fondamentale anche la temperatura di servizio: 6-8 gradi ovvero un paio di gradi in più dello spumante secco; la temperatura adeguata permetterà di esaltare le durezze (se presenti). Marco Bianco è un produttore di ...

BRUT TRENTO DOC - CANTINE FERRARI

Non poteva mancare un'azienda simbolo della spumantistica italiana come le Cantine Ferrari sulla tavola di Natale ad accompagnare adeguatamente e senza strafare gli infiniti antipasti e volendo anche i primi a base di pesce. Cantine Ferrari è un'azienda trentina che ha iniziato la produzione nel lontano 1902, con l'intento di 'imitare' la fortunata produzione degli champagne francesi. Nel 1952 il cambio di proprietà con l'arrivo di Bruno Lunelli, titolare di una conosciuta mescita a Trento, che incrementa sensibilmente la produzione. La collezione di prodotti della Cantine Ferrari inizia proprio con il Brut, il suo prodotto più semplice e forse più venduto. Sicuramente un'altra struttura e qualità rispetto al Perlè Nero che ho assaggiato nel corso di Bollicine di festa a Misinto (vedi post del 18 ottobre) e tuttavia non sfigura per semplicità abbinata ad una innata eleganza. Solo uve Chardonnay con affinamento sui lieviti di 24 mesi e una qualità c...

LE DIOCIOTTO LUNE - MARZADRO

Un post sulle grappe ancora mi mancava. Ho deciso di rimediare con una grappa acquistata in Trentino, ma che si può trovare ovunque perché molto famosa. La Marzadro di Nogaredo è una delle aziende produttrici di grappa più famosa d'Italia, con una lunga storia alla spalle iniziata nel 1949 e alla cui guida oggi siede la terza generazione; è rimasta quindi una azienda famigliare anche se le dimensioni sono man mano aumentate come si può anche intuire dall'ampia offerta commerciale e dalla presenza sul territorio sia con eventi che come distribuzione commerciale. La 'Diciotto lune' affina (come si può intuire dal nome) per 18 mesi in piccole botti di legni diversi; degustata nel tipico bicchiere appositamente studiato per la degustazione della grappa regala un aroma complesso, con in primo piano i sentori di tabacco e un accenno di vaniglia e frutta candita. In bocca è delicata, gentile e morbida, con l'alcol al 41% che non disturba il palato. Presto seguirà...

FRANCIACORTA BRUT (2012) - IL MOSNEL

E' per me difficile pensare a come si possa dimenticare nel frigorifero una bottiglia magnum del Franciacorta Brut Il Mosnel (anche se si tratta di un regalo aziendale) per ben un anno !!! Ma mi rendo conto che non tutti sono degli appassionati di vino o comunque in grado di apprezzare una buona bottiglia di Franciacorta. In ogni caso un anno per un prodotto di buona qualità e in ottimo stato di conservazione (senza soprattutto i tanto temuti sbalzi di temperatura) non è molto tempo, anche se si tratta di spumanti. La Franciacorta attraverso i primi importanti produttori e poi con la capacità e la passione della maggior parte degli attuali ha saputo costruirsi un futuro enologico là dove in passato c'erano dei semplici e onesti vini e nulla più. La conversione verso le bollicine e la rapida riconoscibilità a livello nazionale e internazionale ha quasi del miracoloso se non si conosce la zona e la storia di questi vini e dei suoi produttori. Tra questi Il Mosnel ha pu...

SFORZATO DI VALTELLINA DOCG (2007) - CONTI SERTOLI SALIS

L'unica regione dove il Nebbiolo è in grado di esprimersi al meglio, Piemonte a parte, è la Lombardia e in particolare la Valtellina. Esposizione delle vigne a sud, un microclima particolare con frequenti escursioni termiche tra il giorno e la notte, l'influenza dell'Adda e del vicino lago di Como e una ventilazione costante, fanno della Valtellina una zona vocata per la produzione vitivinicola e in particolare dell'esigente Nebbiolo chiamato in loco Chiavennasca. Questo vino nasce 'forzando' l'uva ben oltre il suo periodo ideale di maturazione, con raccolta verso la fine di Ottobre, oltre ad un successivo appassimento degli acini per un periodo che può arrivare fino a Marzo. I grappoli di conseguenza perdono gran parte del loro peso, concentrando zuccheri e sostanze fenoliche. Non dimentichiamoci inoltre il faticoso lavoro in vigna, sui declivi terrazzati e con conseguente scarsa meccanizzazione del lavoro, cosa che in parte occorre dirlo si riflette...

GRECO DI FUFO DOCG (2012) - FEUDI DI SAN GREGORIO

A farsi un giro tra i siti di produttori vitivinicoli vari, c'è davvero di che divertirsi. Dai più blasonati ai perfetti sconosciuti sembra che si sia sviluppata un'attenzione davvero maniacale per la qualità. In vigna si parla di potatura corta, densità d'impianto, attenta selezione dei grappoli, vendemmia manuale e utilizzo al minimo indispensabile di sostanze chimiche; in cantina invece i must sono acciaio inox, temperature controllate, botti di rovere di secondo passaggio, attento contatto del mosto con le bucce, batonage, lungo affinamento sui lieviti, fermentazione malolattica ecc. Quale azienda vitivinicola, almeno a parole, non presta una maniacale attenzione a tutti questi importanti passaggi? Dato quindi per 'appurato' che il concetto di qualità è ormai presente nel 100% dei produttori italiani di vino si apre un bivio a cui non si può sfuggire. Può una azienda produrre milioni di bottiglie l'anno, vendere nella grande distribuzione a prezzi ...

INSOGLIO DEL CINGHIALE IGT (2012) - TENUTA CAMPO DI SASSO

L'Insoglio del cinghiale è il classico vino che divide gli enoappassionati. La zona di produzione è tra le più vocate della Toscana in particolare per la coltivazione dei vitigni internazionali Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah tra i rossi e Voigner tra i bianchi. Tanto per intenderci confina con la fortunata Doc Bogheri, con i suoi supertuscan venduti in tutto il mondo a prezzi non proprio economici, consulenze di winemaker internazionali e un marketing degno delle grandi aziende che ha saputo catturare l'interesse di Wine Spectator & C. La Tenuta di Biserno, nel territorio di Bibbona, viene acquistata in anni recenti da Ludovico e Piero Antinori, storica famiglia che opera nel mondo del vino da intere generazioni e che, piaccia o meno, hanno scritto un pezzo di storia enologica italiana con altri grandi produttori come i Frescobaldi, i Gaja ecc. La zona è come detto molto adatta alla coltivazione dei vitigni internazionali e gode di un paesaggio b...

DROPPELLO IGT (2012) - TENUTA FERTUNA

A livello vitivinicolo la Toscana è una terra dominata dai rossi. Quasi sempre di razza e mai scontati, ci si può perdere tra le migliaia di etichette, produttori, doc e docg, vitigni e sottozone. Di bianchi invece se ne vedono di pochini. Alcune aziende li propongono ma si ha l'impressione che la motivazione sia più che altro completare la gamma di offerta ai clienti più che una vera vocazione. Certo le eccezioni ci sono e anche di buon livello come dimostrano la Vernaccia di San Gimignano, il Bianco di Pitigliano, il Montecarlo solo per citarli alcuni. Nel 2011 un tentativo, a mio avviso abbastanza coraggioso, l'hanno tentato alla Tenuta Fertuna, di proprietà di Meregalli, uno dei più grandi distributori di vino italiano. Dalla collaborazione con Nicolò Incisa della Rocchetta, proprietario della Tenuta San Guido (Sassicaia), nasce questo particolare Sangiovese vinificato in bianco arrotondato con l'aggiunta del Sauvignon blanc. Il 2012 nel bicchiere è giallo pag...

BARDOLINO CHIARETTO DOC (2012) - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il bardolino è un vino che si produce in provincia di Verona e in particolare sulla sponde orientale del lago di Garda (Affi, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Cavaion Veronese ecc). Esprime tutta la ticipità di questo territorio con i suoi terreni sabbiosi e calcarei, in grado di regalare vini giovani e freschi, piacevolmente fruttati da consumarsi giovani per poter cogliere appieno la loro fragranza. I vitigni impiegati sono quelli tipici della zona: Corvina, Molinara e Rondinella. La densità di impianto per la verità non è elevatissima (2.500-4.000 viti per ettaro) ma la potatura secca per ceppo è piuttosto corta (8-18 gemme). La macerazione sulle bucce di 24 ore gli dona un colore rosa tra il cerasuolo e il chiaretto. Successivamente effettua la fermentazione alcolica alla temperatura controllata di 18°C per mantenere intatte le doti di freschezza e sapidità. Bellissimo colore buccia di cipolla, abbastanza consistente con archetti non ravvicinati e abbastanza vel...

RONC DI ZORZ COLLIO DOC (2011) - LIVON

La zona del Collio Doc è senz'altro un'area molto vocata per la viticoltura friulana. Il terreno è costituito da rocce marnoso-arenacee derivanti da limi, argille calcaree e altri detriti di origine alluvionale, che costituisce un particolare terreno chiamato 'flisch di Cormons' soggetto a forti erosioni e su cui le viti poggiano le loro radici, influenzando le caratteristiche aromatiche dell'uva e la sapidità del vino. E' una zona di colline a perdita d'occhio su cui la vite è coltivata da tempi lontanissimi (si parla del XIII-XII secolo a.C.) e che gode della protezione delle Alpi Giulie per quanto riguarda i freddi venti di bora. Si producono vini bianchi freschi e sapidi con ottime capacità di invecchiamento. Ho assaggiato il Ronc di Zorz di Livon da uve di Tocai Friulano. Cristallino e paglierino all'analisi visiva si rivela intenso e abbastanza complesso al naso. Floreale ma soprattutto frutttato con in evidenza il bouquet di mela, agr...

FRANCIACORTA CUVEE PRESTIGE - CA' DEL BOSCO

Ho avuto modo di apprezzare ancora una volta il vino di partenza della rinomata maison di Erbusco e devo dire di rimanerne ogni volta impressionato. Impressionato per l'assoluta eleganza di questa Cuvèe di Chardonnay (75%), Pinot nero (15%) e Pinot bianco (10%), assemblata con vini di riserva delle migliori annate (20%) e affinamento in legno dai 6 ai 10 mesi. Impressionato per l'incredibile versatilità di questo vino, anche se solitamente compare sulle tavole in accompagnamento ai classici aperitivi salati e (orrore) alle torte. Ancora impressionato per l'elevato rapporto prezzo-qualità che ne fanno uno spumante di medio livello assolutamente concorrenziale. E poco importa se i puristi dello spumante Dosaggio zero o Extra brut storceranno il naso, o peggio i sostenitori ad ogni costo dello Champagne non possano neanche pensare di paragonare questi vini alla classe dei vini d'Oltralpe (e infatti nessun paragone va fatto trattandosi di vini completamente diversi)....

BONARDA OLTREPO' PAVESE DOC RUBIOSA (2012) - AZIENDA AGRICOLA LE FRACCE

E' difficile sintetizzare le diverse realtà vitivinicole che compongono la Doc Oltrepò Pavese. Volendo generalizzare da queste colline formate da terreni argilloso-calcarei si producono dei vini rossi frizzanti, freschi e beverini. La parte più alta delle colline è riservata alla spumantistica con la Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico a premiare il lavoro svolto negli ultimi anni di continuo miglioramento della qualità produttiva. Un tempo l'Oltrepò Pavese era il principale riferimento vitivinicolo dell'area milanese, con una miriade di piccole aziende a conduzione famigliare che vendevano il vino sfuso. Con il tempo e la crescente concorrenza molti si unirono alle nascenti cantine sociali. Ad oggi l'Oltrepò Pavese ha ancora una grande capacità produttiva se è vero che oltre il 70% del vino prodotto in Lombardia proviene dalle sue dolci colline. I vitigni più rappresentati sono la barbera, soprattutto verso il piemonte, la croatina, il pinot nero e per finire ...