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Malvasia Gemma di Tenute Venturini Foschi

Capita anche che un amico imprenditore, attivo nel mondo dell'illuminazione, predisponga un progetto per un suo potenziale cliente, scoprendo poi con sorpresa che si tratta di un produttore di vino e che il progetto riguarda l'illuminazione della loro nuovissima cantina. Conoscendo la nostra passione per il vino, l'amico produttore si prodiga per farci avere del loro vino e il gruppo dei soliti astemi, che eroicamente ha deciso di immolarsi per la causa, decide di assaggiare in una serata di questo strano inverno, tra un Covid che passa e una guerra che arriva, una bottiglia di Gemma, un Malvasia in purezza. Le Tenute Venturini Foschi producono vino che chiameremmo del territorio, hanno creduto nelle potenzialità di un bistrattato Malvasia e hanno fatto terribilmente bene. Quando si parla di Malvasia, vengono infatti in mente certi bianchi frizzanti a cui preferisco di certo l'acqua del rubinetto. In questo caso invece si tratta di Gemma, un Malvasia di grande fattura, ...

Kellerei Bozen Sudtirol Alto Adige - Lagrein 20202

Anche se non bisognerebbe mai generalizzare, la mia personalissima opinione fondata su ripetuti assaggi, è che i produttori dell'Alto Adige si distinguono sul mercato per la serietà con la quale fanno il proprio lavoro. Del resto, escludendo i vini da supermercato di basso prezzo, non ricordo nemmeno un produttore altoatesino che mi abbia davvero deluso. La loro serietà si sviluppa nel concreto di tutti i giorni con il buon senso di produttori che sanno investire nella qualità dei propri vini, sapendo che questo avrà un naturale ritorno in termini di vendite. Kellerei Bozen, ovvero Cantina Bolzano è una cooperativa di produttori molto cresciuta negli ultimi anni grazie al lavoro intensamente qualitativo fondato soprattutto sulle basse rese in vigna e l'attenta selezione delle uve dei soci conferenti. Ogni azienda ha un prodotto di punta, il vino che riesce meglio per motivi che spesso sono legati a terreno e microclima e nel caso della Cantina di Bolzano è il Lagrein. Venendo i...

Champagne Bonnaire Blanc de Blanc

  Conosco gente che abbinerebbe lo Champagne pure alla fiorentina e altri che, un po’ come dei moderni Napoleone, non potrebbero vivere senza. Tanto si è detto e tanto si dirà ancora su questo prodotto, giustamente orgoglio della viticultura francese. Qui da noi, dove tutto si riduce a confronto, la domanda più classica che mi sento spesso fare è se è meglio lo Champagne o le nostrane bollicine, siano esse Franciacorta, Trentodoc o Oltrepo’. In realtà non c’è una risposta ad una domanda così generica, come del resto non è nemmeno vero che per forza lo Champagne sia necessariamente più costoso di una bollicina in Italia. Ci sono infatti diversi piccoli e medi produttori di ottimi Champagne, poco conosciuti, che hanno prezzi più che abbordabili. Ci sono poi le grandi maison, che vuoi per richiesta di mercato, vuoi per status che lo Champagne richiama necessariamente, applicano prezzi decisamente più alti della media. Il pubblico dei consumatori occasionali lo giustifica c...

Amarone della Valpolicella Poggi

Il Veneto è una delle regioni italiane con la produzione quantitativa più alta d'Italia insieme alla Sicilia. Questo aspetto non propriamente positivo è bilanciato da diverse produzioni qualitative di altissimo livello. Accanto ai vitigni internazionali sono diffusi vitigni autoctoni come la corvina, la rondinella, il corvinone e la molinara. Tutti vitigni che in diverse quantità e a seconda della cantina rientrano appieno nella produzione di quel fenomeno vitivinicolo chiamato Amarone. Tra le diverse realtà della Valpolicella alcune hanno mantenuto un carattere poco più che artigianale, con piccole o medio-piccole produzioni di altissima qualità. Tra queste Poggi è senz'altro un emblema che esprime appieno le potenzialità di una zona vocata alla produzione della vite. Il loro Amarone prodotto con Corvina, Rondinella e Molinara, è un vino dalle elevate potenzialità grazie alla sua potente struttura abbinata ad una classe ed una eleganza al palato davvero importanti. Un vino dov...

Barrua di Agricola Punica (2015): elogio di un predestinato

  Barrua, chi è costui? E’ la domanda che mi posi quando al Vinitaly 2017 un amico sommelier, incontrato per caso in uno degli affollati hangar regionali, mi raccontò di aver appena assaggiato un ottimo vino sardo ancora poco conosciuto e che mi consigliava vivamente di andare ad assaggiare. Avendo frequentato con lui il corso per sommelier e avendo imparato a riconoscerne le indubbie qualità in diversi banchi di assaggio all’epoca generosamente offerti gratis ai soci Ais, decisi di lasciar perdere la mia lista di vini da assaggiare, che tra le altre cose stava per esaurirsi tra vini bevuti, vini che non che ero riuscito a bere e vini non trovati, e accorsi con un manipolo di fidati appassionati allo stand di Agricola Punica.   L’assaggio, oltre a rimarcare la meritata fiducia nel mio amico sommelier, mi ha fatto innamorare di questo straordinario vino sardo che nasce a Barrua e Narcao, due tenute di circa 170 ettari acquistate nel 2002 da Agricola Punica, joint-venture tr...

Ornellaia Bolgheri superiore di Tenuta di Toscana

Chi ha scritto la storia di Bolgheri ?  Se la contendono in pochi eletti e tra questi c'è, senza alcun dubbio, la Tenuta dell'Ornellaia. Fondata nel 1981 dal marchese Lodovico Antinori, ha avuto una storia anche se recente strana e tormentata. Risale infatti all'anno 2000 la vendita del 50% a Robert Mondavi, uno dei più grandi produttori americani che, a sua volta, finirà per cedere solo pochi anni dopo, il suo 50% alla Marchesi de' Frescobaldi, che successivamente acquisteranno l'intero controllo della Tenuta. Negli anni più recenti si può assistere da parte della proprietà ad un ulteriore salto di qualità (finanziario e organizzativo) con la creazione della Tenute di Toscana che ha riunito sotto il suo cappello Tenuta dell'Ornellaia, Masseto, Luce della Vite, Castelgiocondo attraverso una partnership con Michael Mondavi e Spi Group, uno dei più importanti produttori di vodka al mondo. Nel frattempo all'Ornellaia si sono succeduti vari enologi tra i più quo...

Colpetrone il Sagrantino di Montefalco di Tenute del Cerro

Tenute del Cerro è una realtà del Gruppo Unipol, uno dei più grossi gruppi assicurativi italiani. Non è un novità che aziende che non hanno nulla a che vedere con il vino decidano di investire in tenute agricole, con attese di ritorni di investimento che necessariamente sono di lungo periodo. Questo tuttavia è un buon segno e significa che investire nelle vigne ha ancora un suo tornaconto e non solo un fascino del tutto particolare. Nel caso di Tenute del Cerro si parla di 5 aziende agricole di cui Colpetrone è senz'altro una delle più conosciute. I suoi vini sono riconoscibili, con una impronta prettamente territoriale e un'attenzione alla qualità riconosciuta da praticamente tutti gli esperti di settore e winelover. Il suo Sagrantino di Montefalco, assaggiato durante queste festività, a cui il gruppo dei soliti astemi ha deciso di abbinare un gustoso spezzatino di cavallo e piselli cucinato da Chef Fabrice, è il classico vino dall'imbattibile rapporto qualità prezzo. Lamp...

Re Noir il Pinot nero di Lo Zoccolaio ( e alcune considerazioni di fine anno )

Ed eccoci anche in questo nostro consueto viaggio che dura ormai da 7 anni, alla fine di un altro anno di bevute o meglio assaggi. Ogni anno è sempre più complicato. Il 2021 doveva essere quello della rinascita e ci si era quasi riusciti ma il destino ha voluto diversamente. Eccoci allora, soprattutto in questo fine d'anno, a fare un complicato slalom tra amici, colleghi, conoscenti e amici di figli che hanno preso il Covid.  La nostra 'mission' rimane comunque invariata ed è quella di trovarci con winelover, amici sommelier, intenditori ma anche semplici appassionati a divulgare il verbo di questo succo d'uva fermentato e delle sue incredibili evoluzioni. In tal senso, a parte una prima parte dell'anno in cui siamo rimasti segregati in casa ( e io da solo, visto che in famiglia nessuno beve tranne me, ho poco stimolo a stappare bottiglie di qualità), dalla ripartenza in poi l'entusiasmo ha spinto me e il gruppo dei soliti astemi a bere sempre meglio e a ricerca...

Alastro di Planeta, la Sicilia nel bicchiere

Una grande cantina la si riconosce dalla cura che mette in ogni sua bottiglia e, nella variegata produzione di Planeta, l'Alastro è una delle tante produzioni a cui l'azienda siciliana dedica attenzione. L'Alastro è un vino di fascia media, un Grecanico profondamente territoriale, prodotto a Menfi e che nell'uvaggio porta in dote anche la semiaromaticità e particolarità olfattiva del Sauvignon in percentuale minoritaria. Diciamo subito che l'Alastro è un vino dallo strepitoso rapporto qualità prezzo e quindi rientra appieno in quella tipologia di vini che Baccanera apprezza di più. Perchè a mio modesto avviso è più facile fare un vino di fascia medio alta e trovarlo poi 'buono', magari non scontato, e forse con una sua ben precisa presa stilistica. Più difficile è invece fare vini della fascia di prezzo di Alastro (10-15 euro) e farli emergere da un segmento estremamente affollato, dove spesso un bianco vale l'altro. La bravura è senz'altro nell'...

Semplicemente Montevertine

Da tempo chiedevamo al nostro chef Fabrice i pici cacio e pepe. Sembrano una ricetta facile ma tutto dipende, oltre che dalla qualità della materia prima, dalla stagionatura del formaggio e dalla cremosità del sugo che si ottiene dopo un attenta miscelatura dell'acqua di cottura. Ma cosa dobbiamo abbinare con i pici cacio e pepe? L'abbinamento corretto oscilla tra bianchi molto freschi e soprattutto sapidi e rossi con una buona spalla acida, di media struttura e tannicità. Così abbiamo pensato di provarlo con un Verdicchio di Matelica e con il mitico Montevertine. Non certo il muscoloso, anzi maestoso Le Pergole Torte, ma semmai il fratello minore Montevertine. Un fratello minore che in molti vorrebbero avere se, come è subito risultato evidente al primo assaggio, il vino ha subito fatto intravvedere una sua ben decisa dose di personalità e grinta, derivante dal fatto, quasi scontato ma non del tutto, che il territorio e la cura che viene messa da Martino Manetti nella produzio...

Cannonau di Sardegna Bantu (2019) - Antichi Poderi Jerzu

C'è Cannonau e Cannonau anche se la maggior parte di noi è abituata a pensare ad un vino strutturato, potente, impegnativo, da abbinare con piatti di carne alla brace come minimo o anche con cotture più sofisticate in abbinamento a carne rossa. Un po' come la Barbera il Cannonau è invece un vino che può dare un ottimo risultato anche su versioni più semplici e beverine. E' questo il caso del Cannonau di Bantu, un rosso fresco e piacevole, a cui però non manca una certa personalità e quasi una esuberanza giovanile che non disturba il palato. Un Cannonau che fa solo acciaio e che al naso si presenta con delle note di ciliegia, viola e macchia mediterranea. E se ad un assaggio alla cieca non direste che è un Cannonau, pazienza o forse anche meglio, dipende dai gusti. Personalmente l'ho apprezzato anche perchè ben fatto, con poco intervento in cantina, appunto solo acciaio e poca botte grande, con un finale piacevole ed equilibrato. Si abbina perfettamente, e qui la sparo g...

Rosso del Soprano di Azienda Agricola Palari

L'azienda agricola Palari si trova nel nord est della Sicilia, e sui suoi 7 ettari di vigneti a Santo Stefano Briga, coltiva numerosi vitigni autoctoni a bacca rossa. L'azienda ha vinto la sfida di ricollocare a livello vitivinicolo la zona del messinese su uno scenario di primo piano, in una zona non certo famosa per aver dato i natali a grandi vini. Del resto, partendo da un territorio che non sembrava particolarmente vocato per la viticoltura, il coraggio di crederci, oltre che un attento lavoro di qualità in vigna, viene poi ripagato in bottiglia. Alla 'cena dei soliti astemi bis', una specie di propagazione alternativa delle cene con i soliti astemi originale, ho assaggiato il loro Rosso del Soprano. La maggioranza di Nerello Mascalese è completata Nerello Cappuccio, Nocera e Galatena, tutti vitigni autoctoni della zona, ai più sconosciuti ma non per questo da dimenticare anzi. Vino che rappresenta appieno le radici del territorio da cui è nato, su terreni sabbiosi...

Quater Vitis, l'interessante blend di vitigni autoctoni siciliani di Firriato

 Dopo il post su Baglio del Cristo di Campobello ecco un'altra azienda vitivinicola siciliana di ottimo spessore. Firriato è nata negli anni '80 grazie alla passione enologica di Sanvatore Di Gaetano che si innamora della contrada del Firriato nell'agro di Trapani. Si parte dai primi impianti di Nero d'Avola, Cataratto e Inzolia con un concetto di qualità in vigna e in cantina che in pochi all'epoca adottavano come metodo di lavoro. Conscio delle potenzialità del territorio se lavorato metodi qualitativi i primi risultati non tardano ad arrivare, soprattutto dall'inizio degli anni 2000 quando, il mondo enologico e degli winelovers, si accorge che la Sicilia non è più solo regione da produzione di vini da taglio ma che ha intrapreso un percorso virtuoso e che le sue potenzialità iniziano ad essere finalmente sfruttate. In questi anni Firriato non smette di crescere, acquistando altre aziende vitivinicole e altre vigne, e di innovare soprattutto si affinano le tec...

Lusirà e Lalùci di Baglio del Cristo di Campobello

Il Baglio del Cristo di Campobello è una interessantissima oltre che ormai più che affermata realtà siciliana agrigentina. Si trova a Campobello di Licata, mentre i terreni, che si trovano a poca distanza dalla sede aziendale sono posizionati a 8 km dalla costa a 270 mslm.   I terreni gessosi e calcarei della provincia agrigentina sono qui una costante che garantiscono al vino mineralità ed elementi nutritivi di cui la vite fa tesoro. Una costanza qualitativa indiscussa che è ormai entrata a pieno titolo nella mentalità dei viticoltori siciliani e che a Baglio del Cristo di Campobello è sempre stato un obiettivo pienamente centrato. Sui 30 ettari vitati sui 50 totali vengono coltivati diversi vitigni autoctoni e alloctoni come Grillo, Perricone, Inzolia, ma anche Syrah, Nero d'Avola e altri. In cantina si utilizzano la particolare innovazione dei tini misti acciaio e legno di rovere francese per coniugare l'affinamento in legno con i vantaggi tecnologici dei tini di acciaio co...

Verticale di 15 annate di Flaccianello di Fontodi

Strepitosa verticale di 15 annate di Flaccianello di Fontodi E’ la prima volta che assaggio un cavallo di razza come il mitico Flaccianello. Sangiovese in purezza, arriva dalla zona del Chianti Classico, anzi di più …. siamo in quell’anfiteatro naturale che viene chiamato Conca d’Oro di Panzano. Il termine richiama una ricchezza che non è certo relativa al prezioso metallo giallo ma semmai ad una zona particolarmente vocata alla coltivazione della vite per condizioni pedoclimatiche che raramente si possono riscontrare altrove. Si tratta di colline dal suolo argilloso e calcareo, chiamato galestro, formatosi grazie alla frammentazione di rocce nel corso dei millenni, con una altezza che può variare dai 350 ai 500 mlsm, poste ad anfiteatro su questa conca, che proprio grazie alla forma delle colline che la circondano, permette al sole di riscaldare il suolo la mattina mentre il calore vi rimane intrappolato venendo rilasciato solo a sera quando, una consistente escursione termica...

Barbera d'Asti Al Casò di Cantina di Alice Bel Colle

La cantina di Alice Bel Colle nasce nel 1955 come punto di riferimento per un territorio che da sempre si è dedicato alla coltivazione della vite. Zona di boschi estesi e di viti che si inerpicano sulle ripide colline fino a lambire le prime case del paese. Da tempo la cantina ha intrapreso una strada improntata verso la ricerca dell'eccellenza qualitativa e un uso sempre meno intensivo dei campi, una viticoltura sempre più sostenibile.  360 ° è la nuova collezione della cantina sociale di Alice Bel Colle, nata per consolidare l'identità enologica dell'Alto Monferrato Acquese. Le vigne in questo territorio sono coltivate a Barbera, Brachetto, Moscato e Dolcetto. Vini tipici di queste zone, vini non muscolosi od opulenti ma adatti al consumo quotidiano, capaci di accompagnare una quantità variegata di piatti sia regionali che nazionali. Il 360° Al Casò nasce sul versante collinare rivolto verso Nizza Monferrato.  E' una Barbera piacevolmente fruttata, con sentori di viol...

Gold Traminer di Cantina Toblino

E' da un po' di tempo che non scrivevo più un post su un passito. Eccone allora uno che ho trovato veramente eccellente, bevuto di recente e passato al vaglio e promosso a pieni voti dal gruppo dei soliti astemi. Cantina Toblino si trova in Valle dei Laghi, a Sarche di Calavino in provincia di Trento. Riceve le uve dai suoi soci-viticoltori e dispone di un importante quota di ettari vitati e senza dubbio è diventata un punto di riferimento per la viticoltura della zona. Non ho mai assaggiato altri vini della cantina ma il loro passito Gold Traminer mi ha sorpreso sotto diversi aspetti. Occorre sottolineare che il vino è bio certificato e i vigneti coltivati a guyot sono situati nella piana del fiume Sarca. Dopo la pressatura soffice le uve vengono vinificate in riduzione, ovvero in assenza di ossigeno per preservarne le caratteristiche aromatiche. Segue un lungo affinamento in acciaio e un passaggio in bottiglia. Bellissimo color giallo dorato, ha un naso è aromatico, tipico de...

Baccanera alla Milano Wine Week 2021

E' una piovosa domenica d'autunno e il navigatore mi sta facendo girare per strade tortuose e sconosciute tra Bruzzano e Affori. In giro non si vede proprio bella gente, diciamo la verità, ma il mio obiettivo non è girare in macchina per Milano sotto una pioggia insistente ma recarmi alla Milano Wine Week, invitato gentilmente dall'amico viticoltore Everto Monferrato Wines. Arrivato in via Watt mi infilo lestamente nel primo parcheggio libero che trovo, ignorando se la sede dell'evento sarà o meno vicina. Passeggiata di 5 minuti a passo svelto e sono finalmente nell'accogliente sede della MWW. Il tempo di trovare l'amico produttore, liberarmi di ombrello e soprabito ed eccomi alla ricerca di nuovi produttori da incontrare, ma anche viticoltori già conosciuti i cui vini voglio riassaggiare. Passeggiando per l'enorme salone mi fermo davanti al mio primo assaggio. Si tratta di Jermann, storico produttore friulano con cui mi fermo amabilmente a parlare per una b...

Dolcetto d'Alba Sassi San Cristoforo (2020)

 I 3 ettari di Sassi San Cristoforo sono distribuiti in quel triangolo delle fortune vitivinicole di Neive-Treiso-San Rocco Seno d'Elvio. La cura del territorio e l'attenzione per la singola bottiglia di vino caratterizzano questa azienda piemontese che per produzione si attesta ad un livello poco più che artigianale. Tutto parte in vigna con una attenzione maniacale per ogni singola vite e le sue basse rese, il terreno trattato nel rispetto dell'ambiente per poterlo trasmettere integro alle future generazioni. I vini prodotti dell'azienda sono Barbaresco, Nebbiolo, Nascetta, Moscato d'Asti e Dolcetto. Proprio quest'ultimo vino ho avuto modo di assaggiare in un'ultima serata di bevute in outdoor prima che le temperature scendessero troppo. Un vino indubbiamente fresco e piacevole ma anche pieno ed equilibrato e soprattutto eclettico come pochi altri vini riescono ad essere. Abbinato con una gallina ruspante ha dimostrato ottima personalità con un bouquet inc...

Grechetto Montefalco di Antonelli (2020)

Chi mi conosce da tempo sa che mi da più soddisfazione scoprire vini dall'ottimo rapporto qualità-prezzo piuttosto che limitarmi a stappare bottiglie famose o semplicemente costose. Il motivo è molto semplice.  Trovo infatti banale essere l'ennesimo 'wine lover' di turno che si mette a decantare le lodi di un vino di sicuro successo piuttosto che individuare quei vini che sono di ottima fattura pur ad un prezzo abbordabile. Con questo non vuol certo dire che se mi capita di bere Sassicaia o Dom Perignon non faccia poi il post sul blog ma devo ammettere che mi da molta meno soddisfazione rispetto a vini più semplici e meno ricercati ma più abbordabili al consumatore abituale di vino. Ora sul tema prezzo ci si potrebbe stare a discutere per ore. E se partiamo dal presupposto che una bottiglia e il suo contenuto costano al produttore un certo prezzo (....) tutto il resto è puro anche se legittimo extra guadagno. Ecco che allora il mio apprezzamento verso i produttori come ...

La Barbagia nel Cannonau Carnevale di Giuseppe Sedilesu (2015)

Barbagia, terra di pastori e contadini, gente abituata ai ritmi della terra, ai suoi tempi e ai lavori duri.  Ma anche di orgoglio per il proprio lavoro e rispetto per una terra millenaria, quasi immutabile nel suo isolamento. E' nella Sardegna meno turistica che una piccola azienda famigliare produce Cannonau, prima sfuso e poi, a partire dagli anni duemila, imbottigliato. Giuseppe Sedilesu ha pian piano costruito e ingrandito la sua azienda vitivinicola, fino agli attuali 15 ettari vitati. A 650 metri sul livello del mare e con il classico sistema di allevamento ad alberello, con viti di età media importante (50 anni), produce un Cannonau che è un connubio perfetto tra tradizione e modernità. Su queste alture dove l'escursione termica tra giorno e notte si fa sentire e con vigne ad esposizione sud-sud-ovest, nasce un Cannonau tradizionale per la coltivazione in vigna e i tempi di attesa, ma con un occhio alla ricerca della morbidezza e dell'opulenza grazie all'utilizz...