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Bricco Francesco Barolo (2004) - Rocche Costamagna

Finalmente dopo tanto assaggiare torno al mio amato Barolo e lo faccio alla grande con Rocche Costamagna, che ne produce una versione sublime con il suo Bricco Francesco da vigne posizionate alle Rocche dell'Annunziata, uno dei quattro cru di La Morra. Su queste colline a 300 mslm Rocche Costamagna possiedono 5 ettari coltivati a Nebbiolo, che viene prodotto solo nelle grandi annate e in piccole quantità e da vita a vini di grande complessità e dal bouquet piacevole e territoriale. La storia di questa azienda è simile a quella di molte altre delle Langhe e inizia nel 1841 quando, Luigi Costamagna insieme al figlio Francesco, ottengono il permesso da parte del Regio Comando Militare di commerciare il vino al minuto prodotto con uve dei suoi vigneti. Dopo un periodo nel quale vengono venduti tutte le proprietà al di fuori di La Morra e l'attività di vinificazione viene limitata al fabbisogno famigliare, verso la fine degli anni sessanta, riprende intensa l'attività pro...

Tutto sul Valpolicella ripasso La Casetta di Domini Veneti (2014)

La tecnica del ripasso consiste nell’utilizzare le stesse vinacce utilizzate per l’Amarone per la produzione di un Valpolicella chiamato appunto ripasso, con caratteristiche di maggior corpo e struttura rispetto al classico Valpolicella fresco e immediato. Contrariamente a quello che si può pensare non è una tecnica moderna; piuttosto nel passato contadino veniva utilizzata per produrre un Valpolicella ripassato sulle vinacce del Recioto. Le uve oggi utilizzate sono identiche a quelle dell’Amarone, quindi parliamo di Corvina, Corvinone e Rondinella più eventuali aggiunte di altri vitigni locali come la Molinara, recentemente uscita come obbligatoria dal disciplinare ma ancora utilizzata da molti produttori. Ulteriore differenza tra i vari ripasso presenti in commercio è rappresentato dal tempo e dalla quantità con cui le vinacce rimangono in contatto con i vitigni base del Valpolicella, che possono determinare vini più leggeri e fruttati, piuttosto che vini più con...

Grandi vini di piccoli produttori: Barbaresco (2014) di Cascina Morassino

Grandi bottiglie da piccoli produttori: si può fare !!! E' il titolo e anche l'incipit del posti di oggi. Infatti stiamo parlando di una cantina che dispone di 4 ettari vitati nel cru Ovello, vera e propria eccellenza all'interno della denominazione Barbaresco. Il terroir presenta uno strato inizialmente argilloso, per poi lasciare lo spazio a marne e tufo. Il produttore lavora secondo la tradizione, quindi s'intende che un grande vino bisogna saperlo aspettare, senza la fretta di metterlo in commercio per recuperare l'investimento. Fanno parte della filosofia aziendale le macerazioni lunghe e senza aiuti, al fine di ottenere la maggiore concentrazione, per poi affinare solo in botte grande per la più classica delle fermentazioni. Gli interventi sono limitati a qualche rimontaggio e alle analisi di rito per capire l'evoluzione del vino e scongiurare eventuali interventi invasivi in fasi successive. Il vino rimane in botte 20 mesi e prima dell'imbo...

Chardonnay Altkirch (2016) di Cantina Colterenzio

Parliamo oggi di un vino imperdibile per rapporto qualità-prezzo e perchè è la dimostrazione che quando si vuole fare selezione i risultati arrivano anche a su prodotti dalla fascia di prezzo contenuta, dove per contenuta si intende di poco sopra i 10 euro. Cantina Colterenzio è sinonimo di garanzia per tutti coloro che bazzicano un po' il mondo del vino. L'azienda ha sede ad Appiano, in provincia di Bolzano, e concentra la sua produzione nel territorio chiamato Oltradige, considerata la più grande area coltivata a vite dell'Alto Adige. Il paesaggio è suggestivo: a fare da cornice ai vigneti perfettamente pettinati di queste parti troviamo le pietre grigie delle Dolomiti a dominare l'orizzonte. I 300 soci della cooperativa coltivano questo territorio in particolare nelle aree di Colterenzio, Cornaiano e Appiano, dove fin da tempi remotissimi la vite ha trovato un terreno e un clima a cui si è adattata perfettamente. Lo Chardonnay, come tutti i vitigni alloc...

Vertigo (annata 2015) di Livio Felluga

Livio Felluga se né andato alla fine dell’anno scorso ma rimangono i suoi vini prodotti con una filosofia che ha saputo impostare subito dopo la seconda guerra mondiale. Un processo lungo e difficile e in netto contrasto con l’abbandono della collina a cui in quei tempi si stava assistendo, in favore della città e del capitale investito nell’industria. Lui invece ha creduto nella terra, in quell’estremo lembo d’Italia chiamato Collio e più precisamente a Cormons. Uomo di tradizioni, ha saputo anche guardare lontano affiancando ai ritmi lenti della terra e appunto delle tradizioni contadine, tecniche moderne in grado di indirizzare i suoi vini verso i nuovi gusti dei consumatori. Il tutto condito da una passione e un rispetto infiniti per il Collio e per il suo lavoro di vignaiolo. Tra le novità che ha voluto introdurre appena insediatosi con la sua azienda nel lontano 1956, fu l’introduzione di Pinot noir e Merlot su colline che fino a quel momento avevano conosciuto ...

La Sicilia di Donnafugata raccontata da Sedara e Tancredi

Donnafugata comunica con i suoi prodotti una Sicilia enologica moderna, versatile, attenta al futuro ma con uno sguardo preciso sul passato e sulla terra da dove tutto proviene. Tra i suoi vini ne ho recentemente ribevuti due con molto piacere. Il Sedara basa il suo successo commerciale sullo stile fresco, immediato e moderno, ma che ha come base di partenza l'ottima materia prima. E' un blend di Nero d'Avola e altre varietà più o meno autoctone come Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. Viene prodotto nella Sicilia sud-occidentale e più precisamente nella Tenuta di Contessa Entellina, ad una altitudine variabile tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare, su suoli argillosi e profondamente alcalini. La densità d'impianto varia tra i 4.500 e i 6000 ceppi per ettaro mentre le rese si attestano sui 80-90 q.li/ha. Per conservare le sue doti di freschezza e immediatezza espressiva, viene affinato per 8 mesi solo in acciaio dopo la vinificazione che avvi...

Il Kerner di Villscheider alla prova di Baccanera

Il Kerner ha visto crescere la sua popolarità in tempi piuttosto veloci. In passato era relegato come un vino a consumo locale oppure  ad un piccolo gruppo di esperti, ma oggi grazie alle sue complessità gusto-olfattive è sempre più conosciuto e apprezzato dal grande pubblico. Tecnicamente è un incrocio della Schiava, vitigno a bacca rossa, con il Rieslieng, vitigno a bacca bianca. Lo scopo dell'incrocio effettuato agli inizi degli anni '30 era quello di creare un vitigno resistente ai rigori invernali dell'Alto Adige. Una delle versioni più convincenti di Kerner che ho bevuto di recente è quello di Villscheider, un maso posto a 700 mslm, sopra la città di Bressanone. Il proprietario dal 1997 è Florian Hilpold; inizialmente la principale attività era l'allevamento del bestiame, seguita dalla coltivazione di alberi da frutto e solo per ultima la coltivazione della vite. Dal 2004 la crescita costante della domanda di vino unita alla conseguente crescita quali...

Montefalco Rosso Arnaldo Caprai (2014)

Oggi parliamo di quello che per me è un 'classico di sempre' o se preferite un 'evergreen'. Perchè il Montefalco Rosso di Arnaldo Caprai non è certo una scoperta per nessuno, ma è il classico vino di cui tendo piuttosto volentieri a ripetere la bevuta anno dopo anno (un altro produttore così è Nino Negri). Arnaldo Caprai è la più rinomata azienda produttrice di Sagrantino dell'Umbria, i suoi vini sono potenti e al contempo avvolti da una eleganza concreta e ricercata che unisce territorialità e modernità. Piccoli capolavori che hanno saputo trascinare verso l'eccellenza molte altre aziende umbre, in un virtuosismo contagioso e positivo come raramente se ne vede in giro. I risultati raggiunti sono dovuti ad un giusto mix di ricerca continua, valorizzazione (in tempi non sospetti) del terroir, un concetto molto sviluppato di marketing (come non ricordarsi del matrimonio di Michael Douglas e di Catherine Zeta Jones a base di Sagrantino con conseguente bo...

L'eleganza semplice e raffinata del Frappato di Planeta (2016)

Siamo idealmente nella assolata campagna della Sicilia sud-orientale, dove nasce un interessante e talvolta poco conosciuto vitigno autoctono siciliano: il Frappato. La sua origine e il suo sviluppo nella terra siciliana si perde nella notte dei tempi; molto più interessante è invece parlare della sua evoluzione che si è sviluppata di pari passo con il passaggio della viticoltura dell’isola, da semplice contributore di vino per le aziende agricole del nord a una gestione dei vigneti e della cantina con spirito tipicamente imprenditoriale che ha portato ad una vera e propria rinascita della viticoltura siciliana. Ed è così che oggi riconosciamo i vini siciliani (con poche eccezioni) come dei prodotti eleganti, raffinati e in grado di accompagnare un gran numero di piatti della cucina di tutti i giorni. Il vitigno cresce bene sui suoli sabbiosi di natura calcarea della zona, non senza l’apporto di tufo negli strati più profondi. Da sempre uno dei produttori che lo i...

Un metodo classico nel cuore della Brianza. Terrazze di Montevecchia

Non ho mai avuto dubbi sul fatto che il vero vino di Milano fosse fatto a Montevecchia (24 km a nord) e non invece a San Colombano (40 km a Sud). Il motivo per cui a San Colombano è stata data la denominazione di ‘vino di Milano’, è semplicemente il fatto che a Montevecchia la viticoltura, presente da tempi molto remoti, sia scomparsa con l’arrivo della fillossera e con il contemporaneo forte sviluppo dell’industria nell’area milanese e lariana. In particolare mentre in altre aree Lombarde la soluzione alla fillossera è stato l’utilizzo di portainnesti di uva americana, a Montevecchia questo processo non è avvenuto, lasciando semplicemente morire la viticoltura del luogo, se non per qualche isolato caso di contadino che la piantava nei cortili come ornamento. La vite in questa zona era presente già ai tempi dei Galli Cisalpini prima e dei Romani poi, con un primo riferimento in ordine temporale da parte di Strabone (I secolo d.C.). Tra i vitigni citati dalle diverse fo...

Barbera d'Alba superiore annata 2015 di Azienda agricola Boasso

L'azienda agricola Boasso lavora a Serralunga d'Alba, in pieno territorio del Barolo. Su queste colline che raramente superano i 300-350 metri di altitudine e su un suolo marnoso e calcareo nascono i Barolo più intensi, longevi e territoriali. Nonostante la zona sia pienamente vocata al vino principe piemontese, Boasso produce anche altri vini a Serralunga d'Alba, come Barbera, Arneis, Dolcetto e perfino Moscato. Tra questi la Barbera raggiunge dei risultati entusiasmanti. La Barbera è il vino di maggior produzione della regione, ma a seconda del tipo di zona dove viene prodotto e delle scelte del vignaiolo può dare vita a vini molto leggeri e fruttati fino ad arrivare a versioni intense, penetranti a volte anche cupe. La Barbera di Boasso, per scelta e per tradizione territoriale, assomiglia sicuramente di più a quest'ultima categoria, tanto che, abbinata ad un piatto di risotto al Castelmagno di media stagionatura, non si è per nulla eclissata. ...

Barolo San Lorenzo annata 2011 di Fratelli Alessandria

Il Barolo San Lorenzo di Verduno dei Fratelli Alessandria è un cru del comune di Verduno, sottozona famosa per dar vita a Baroli complessi, sofisticati, con tannini eleganti e in generale un approccio meno muscoloso rispetto al triangolo La Morra, Castiglione Falletto, Barolo. La vigna che produce questo San Lorenzo ha una estensione di neanche 1 ettaro con una età media delle viti di 30 anni, mentre il suolo è a medio impasto calcareo tendente al limoso. Una volta raccolte le uve nella seconda decade di ottobre, la macerazione e la vinificazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata per 25-30 giorni. Seguono tre anni di maturazione e affinamento in botti di rovere di Slavonia da 20-30 ettolitri e altri 2 mesi ancora in acciaio prima della messa in bottiglia per l'affinamento per ulteriori 6 mesi. La prima annata prodotta è stata nel 1997 e ad oggi si parla di circa 4.000 preziosissime bottiglie di questo vero e proprio nettare degli dei che, in una sera...

Verticale di 12 annate del Barbaresco dei Produttori di Barbaresco

Il primo post dell'anno è dedicato ad una degustazione del novembre 2017 di cui non avevo trovato ancora il tempo di parlarvi. Si tratta di una spettacolare verticale di dodici annate di Barbaresco Ovello dei Produttori del Barbaresco. Una verticale iniziata con una commuovente annata 1978, proseguita con un superlativo 1982 per poi incontrare diverse altre annate degne di nota. La caratteristica generale è che mentre le annate più lontane nel tempo avevano tutte note marcatamente diverse dalle altre, le annate più recenti hanno evidenziati gusti e nuance più omologati tra di loro pur se di alto profilo. Ecco di seguito tutte le annate degustate: 1978, 1982, 1997, 1999, 2000, 2001, 2004, 2005, 2007, 2008, 2009, 2011. Nessuna è risultata particolarmente sotto la media mentre quelle tra poco citate sono invece risultate annate particolarmente distintive sotto tutti i punti di vista. Annata 1978 Forse non la migliore tra le migliori ma valeva la pena una citazione v...

I 10 migliori assaggi di Baccanera del 2017

Anche quest'anno è tempo di bilanci enoici e con questo 2017 si chiude il quinto anno di questo blog, iniziato per gioco e continuato per passione. Nel 2017 ho assaggiato probabilmente i migliori vini di sempre, con molte riconferme e molti altri vini nuovi per me sconosciuti che hanno saputo darmi emozioni, che solo voi winelover e sommerlier siete in grado di capire. Ho assaggiato diversi Amaroni, Baroli, Brunelli e Barbareschi ma nessuna grossa novità rispetto agli anni passati. Così ho preferito inserire in questa mia personale classifica dei vini che hanno dimostrato un eccellente rapporto qualità-prezzo. Come sempre i vini sono elencati in assoluto ordine sparso. Anfora Ribolla Gialla (2006) di Josko Gravner La filosofia produttiva di Gravner si può riassumere brevemente nel concetto che la terra non è nostra ma che l’abbiamo solo in prestito temporaneamente e quindi dobbiamo saperla conservare nel migliore dei modi per lasciarla integra a chi verrà dop...

Moscato Veneto Igt Dindarello (2015) Maculan

E' un po' di tempo che non scrivo di passiti, non perchè non ne abbia bevuti, ma semplicemente perchè ultimamente nessuno mi aveva particolarmente impressionato. Mi ritrovo invece in questo penultimo post dell'anno a parlare di un passito che fa del rapporto qualità-prezzo il suo punto di forza. Come sottolineato dagli amici di vinialsupermercato.it, il Dindarello di Maculan viene talvolta proposto, soprattutto nella grande distribuzione a dei prezzi che hanno dell'incredibile. Alcuni blogger e giornalisti del vino ci ricamerebbero sopra per mesi, con tanto di sdegnate risposte e contro risposte a margine del post, tutte finalizzate più a fare traffico al sito e quindi a legittimarne l'esistenza, piuttosto che a volersi accreditare come dei veri paladini delle cause perse. Personalmente mi metto come sempre dalla parte del consumatore, che semplicemente non può non portarsi a casa una bottiglia di Dindarello se la trova sotto i 12 euro e le ragioni si spr...

Un ottimo Franciacorta con cui brindare durante le feste: Cintus Brut di Laudavit

Sarà capitato a molti di voi .... e' una sera di inizio dicembre e ha incominciato a fare freddo per davvero, quel tipo di freddo che ti penetra nelle ossa e non ti abbandona fino a quando non arrivi alla cena organizzata dal tuo amico. Mentre ancora stai salutando ospiti e padrone di casa, ti ritrovi in mano un bicchiere di bollicine donato da un volenteroso amico. Lo assaggi quasi distrattamente, ma subito capisci che stai bevendo qualcosa di particolare su cui vale la pena concentrarsi. Allora chiedi lumi della bottiglia al volenteroso amico che ovviamente non sa neanche bene cosa ti ha servito (sarà un prosecchino); passi allora all'indaffarato padrone di casa che ti rimanda all'amico di un amico che pare abbia portato la bottiglia. Finalmente leggi l'etichetta: si tratta di un Franciacorta e il nome del vino è Cintus .... che nel frattempo è terminato. Non ti rimane quindi che gustarti il resto del bicchiere e annotarti mentalmente produttore e bottiglia...

Strepitoso Barrua, annata 2005 di Agricola Punica

Tra i vini che mi sono più piaciuti allo scorso Vinitaly c'è senza dubbio il Barrua, un vino che se fosse nato in California o in Francia avrebbe già scalato le classifiche e vinto premi internazionali. Non che non vinca premi in Italia, ma di sicuro non è conosciutissimo neanche tra i winelover. Eppure è un vino di passione, dal carattere tipicamente territoriale, che sa esprimere forza ed eleganza come solo i grandi vini sanno fare. L'enologo Umberto Tombelli ha preso il posto del mitico Giacomo Tachis, vero inventore di questo vino che viene prodotto con una base di Carignano del Sulcis (85%) ai quali si aggiunge un saldo di vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon e Merlot) in grado di ammorbidire le spigolosità del vitigno autoctono sardo. Che il vino sia tecnicamente ineccepibile è quasi scontato, mentre sorprende al naso per il suo articolato corredo polifenolico che si esprime sulla frutta rossa matura (su tutto l'amarena sotto spirito), pepe nero, ba...

Un buon Cabernet Sauvignon australiano? Margaret di Woodlands Vineyard, annata 2013

Proseguendo sulle degustazioni internazionali non posso che ringraziare l'amico Geo, che nel suo recente giro in Australia ha pensato anche al 'gruppo dei soliti astemi', portandosi al rientro una boccia australiana, che abbiamo degustato in una sera di inizio novembre (tanto per farvi capire quanto sono indietro con i post sulle mie degustazioni). Woodlands Wineyards, è una azienda vitivinicola situata a Wilyabrup, nella regione vinicola australiana chiamata 'Margaret river'. E' attiva dal 1973 e coltiva i tipici vitigni internazionali come Chardonnay, Malbec, Merlot, Petit Verdot, Pinot noir e Cabernet Franc ma è con i vini a base Cabernet Sauvignon che è diventata famosa per aver ricevuto diversi premi internazionali anche in contesti di degustazioni alla cieca con vini prodotti a Bordeaux. In particolare il Margaret annata 2013 è un ben fatto taglio bordolese che vince ogni anno diversi premi internazionali, formato da Cabernet Sauvignon (78%), M...

Altosur Malbec 2016 di Sophenia (Tupungato Valley - Mendoza)

A parte qualche Champagne non mi capita spesso di bere vini rossi o bianchi non italiani. Ma visto che il mio enotecario di fiducia ha introdotto un intero scaffale di vini internazionali, alcuni dai prezzi abbordabili (per le mie tasche), ho deciso di acquistare questo Malbec argentino. Come sempre un po’ di storia ci aiuta a capire meglio cosa stiamo bevendo. Le prime tracce dell’Argentina vitivinicola si hanno nel 1500 ad opera dei missionari che solcavano in lungo e in largo queste lande desolate in cerca di anime da convertire. I vitigni erano chiaramente importati dall’Europa e a questi si sono aggiunti nei secoli successivi quelli portati da un nutrito gruppo di coloni italiani che, per sentirsi un po’ più a casa, hanno deciso di piantare Barbera, Bonarda e Sangiovese. Tuttavia fino alla fine degli anni 70 del secolo scorso la viticoltura argentina è rimasta ad un livello qualitativo piuttosto basso e legata ad un consumo prevalentemente locale o nazionale....

Semplicemente Grattamacco !!!

E' bello avere amici che conoscendo la tua passione per il vino ed essendo dei wine lovers sanno regalarti bottiglie in grado di farti emozionare. In questo caso parliamo del Grattamacco dell'azienda Colle Massari, situata a Castagneto Carducci, patria del Bolgheri Doc e dei famosi e tanto apprezzati Supertuscan. Ma senza scomodare la patria del Sassicaia o altri famosi vicini di casa, l'azienda Colle Massari produce un Bolgheri di tutto rispetto, che ad un prezzo più che accessibile permette di farsi delle bevute di qualità. La cantina e i vigneti che danno vita al Grattamacco si trovano su una bella collina affacciata sul mare, dove d'estate prevale il classico clima asciutto e ventilato di questa parte della Toscana. La cantina nasce nel 1977 e oggi conta 32 ettari, di cui 12 dedicati alla viticoltura mentre i restanti ettari si dividono tra oliveto e area boschiva che garantiscono una naturale biodiversità fondamentale per la vigna, a maggior ragione in...