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Arcurìa Etna rosso Doc (2015) - Graci

Graci è una vera eccellenza del territorio siciliano e più in particolare di quella fortunata terra vitivinicola dell'Etna. La cantina si trova a Passopisciaro e la tenuta si estende in diverse contrade. Le vigne sono quasi tutte sul versante nord o est, ad una altitudine compresa tra i 600 e i 1.000 metri di altitudine. Il clima, favorito dall'esposizione a nord e dall'altitudine, prevede notevoli escursioni termiche che garantiscono profumi intensi e concentrati nell'uva. Per quanto riguarda l'uva, così come altri produttori di questo territorio, Graci ha puntato sui vitigni autoctoni, in particolare Carricante e Nerello mascalese. Il vino che ho assaggiato è l'intrigante Arcurìa, annata 2015. Dopo la fermentazione in tini di rovere, il vino matura per 24 mesi in grandi botti di rovere, oltre a 6 mesi di bottiglia prima di essere commercializzato. La lavorazione che privilegia la tradizione, l'utilizzo sapiente del legno e una materia prima di ot...

Timorasso Derthona dell'Azienda Agricola Terralba

Stefano Daffonchio è il proprietario dell'Azienda Agricola Terralba, piccola azienda del tortonese e più precisamente di Berzano di Tortona. La sua famiglia è proprietaria dell'azienda agricola dagli inizi del 1900. All'epoca i vitigni piantati erano Barbera, Croatina e Timorasso e quest'ultimo veniva chiamato Torbolino (per via della sua torbidità). Subito dopo la vinificazione veniva venduto sui mercati svizzeri e tedeschi, dove subiva le lavorazioni e venduto con nomi di fantasia, perdendo la sua identità iniziale. Il padre ha iniziato poi a conferire le uve alla cantina sociale, mentre nel frattempo il 'difficile' Timorasso è stato espiantato per far posto al più 'docile' Cortese. Con l'ultimo passaggio generazionale, infine, il Timorasso è ricomparso nei vigneti ed ora è considerato il vino di punta dell'azienda, che produce al contempo vini a base Cortese, Barbera, Croatina, Syrah e Merlot (in blend con la Barbera) e un interessante...

Chateau Ausone (1989), Chateau Mouton Rothshild (1990), Chateau Latour Pauillac (1999): Premiere grand cru classè

Poter assaggiare uno dei 5 premiere grand cru classè di Bordeaux, è una esperienza affascinante che può talvolta capire nella vita (se si è fortunati). Assaggiare invece 3 premiere cru su 5 (!!!) credo non abbia bisogno di alcun commento, se non tanta naturale e comprensibile invidia da parte di tutti !!!! Eppure, che ci crediate o meno, è quello che mi è successo durante una tiepida serata di metà febbraio, durante la cena settimanale del ‘gruppo dei soliti astemi’. Non che fossi proprio all’oscuro della gradevole sorpresa, ma quando mi era stato girato il whatsapp della convocazione, tra una telefonata, la guida in tangenziale e mille pensieri (tra cui il più importante consisteva su come svignarmela velocemente da casa entro le 9 di sera), non avevo del tutto percepito che si trattava di 3 Premiere grand cru classè !!!! A parte che la cena è stata preceduta da una entusiasmante Malvasia di Podversic Damijan, arricchita da altri bordolesi francesi, da una magnum d...

Il vinho verde portoghese di Casa de Vilacentinho

Non mi capita spesso di bere vini esteri e a parte qualche Champagne e qualche vino austriaco o tedesco, il mio consumo è prettamente verso il Belpaese. Tuttavia ho diversi amici che, conoscendo la mia passione per il nettare di Bacco, quando viaggiano all'estero (e non solo) mi portano il vino del posto. In questo caso il buon Maurizio ha pensato bene di portarmi il Vinho verde portoghese, originario della provincia del Minho, nel nord del paese. Che il Portogallo non sia ormai solo identificabile con il Porto, credo sia ormai accertato e non solo dagli addetti ai lavori. Certi rossi appena barricati che ho assaggiato e di cui ho fatto recensioni nel passato su questo blog credo lo dimostrino ampiamente. Il Vinho verde è per sua natura un vino giovane, duttile, stuzzicante. Può essere anche leggermente frizzante per via di una piccola aggiunta di anidride carbonica appena prima di metterlo in bottiglia, ma in altri casi viene imbottigliato anche senza. La zona di produ...

Crearo, Cabernet Sauvignon annata 2013 di Pradio

Dopo un po' di assenza e molti post di tante regioni diverse, torno a parlare di Friuli, tramite l'azienda agricola Pradio, di proprietà della famiglia vicentina Cielo. La loro produzione che è incentrata sia sui vitigni autoctoni, sia su quelli internazionali, come del resto è tradizione della maggior parte dei produttori della regione. Il Friuli è infatti una terra estremamente versatile ed eclettica, capace di grandi bianchi internazionali, ma anche di vere e proprie chicche regionali (Picolit e Terrano su tutti). Una terra di confine che è la patria di vero e propri liberi pensatori del vino moderno, quasi più filosofi che contadini o imprenditori. Ne sono nati tanti dopo Gravner, preso come punto di riferimento che ha saputo trainare un intero settore con le sue idee innovative e insieme di ritorno ai fondamentali. Ma è anche una terra di prodotti dall'ottimo rapporto qualità-prezzo e, a differenza del vicino Veneto, che in alcuni casi ha svaccato su produzio...

Villa Sheriman e la Doc dei Colli Euganei

Villa Sceriman è un produttore veneto, situato nei Colli Euganei, zona di produzione viticola di grande tradizione ma poco conosciuta e con un potenziale interessante. A me invece ha sempre interessato grazie a quel suolo stratificatosi 35 milioni di anni fa in seguito a differenti eruzioni vulcaniche, al clima insolitamente mite (quasi mediterraneo), con estati calde e asciutte e buone escursioni termiche garantite da una buona altitudine media (anche se i vigneti arrivano al massimo a 400 metri). Se da un lato il Fior d'Arancio, con la sua base Moscato, è forse la più conosciuta e pregiata Doc della zona, non si può invece prescindere dal soffermarsi anche sulla Doc Colli Euganei che raggruppa i vitigni  internazionali principali, sia vinificati come monovarietali sia in blend che, su questi pendii formati da vulcaniti e rocce sedimentarie, possono raggiungere vette significative. Le prime notizie di Villa Sceriman risalgono  al 1740, quando la famiglia degli Sceriman...

Il 2019 di Baccanera inizia con Sur Sur e Kabir di Donnafugata

Iniziamo il primo post dell'anno con due proposte che ho bevuto durante queste rilassanti vacanze natalizie e che rimandano alla Sicilia e ad un suo produttore che come pochi riesce a rappresentare in modo perfetto il territorio circostante. Sto parlando di Donnafugata, produttore da più di 300 ettari di cui metà in affitto, ma che sembra lavorare in modo quasi artigianale. La sua forza sta qui, grandi numeri tanto che le sue bottiglie si trovano agevolmente sul mercato sia on che off line, ma grande attenzione alla qualità di ogni singola bottiglia che esce, con una qualità media che si percepisce in maniera chiara e netta più alta della media dei produttori non solo siciliani. Il Sur Sur di Donnafugata è un monovarietale di Grillo di recente creazione, che va nel solco di tutti i precedenti prodotti della prestigiosa casa vitivinicola siciliana, quindi che devono possedere personalità nel senso di distinzione rispetto ai soliti prodotti anonimi che caratterizzano molti ...

Langhe Arneis Elisa (2017) - Paitin

Paitin è un produttore di Neive in piena Langa che, nei suoi 17 ettari di vigneto, coltiva principalmente Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. Oltre a questi rossi tipici del Piemonte, affianca la produzione di Arneis, uno dei pochi vini bianchi autoctoni delle Langhe. Il nome Elisa è dedicato ad una esponente della quinta generazione degli Elia, che ha orgogliosamente introdotto il primo vino bianco della casa vitivinicola. L'Arneis è un vino bianco spesso sottovalutato anche dagli stessi piemontesi, un vino da pasto da accompagnare ai piatti che impongono appunto un abbinamento con un bianco o meglio che escludono un rosso dalla tavola. Invece, per chi ci crede, è un vino che può regalare complessità e personalità anche senza arrivare al top di gamma come altri vitigni e regioni più vocate alla produzione di vini bianchi come Trentino o Friuli. Al naso l'Arneis di Paitin, si esprime su articolate note di pesca, pompelmo e mandorla, ma anche mela e pera in p...

E' un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo

Ogni tanto, facendo un difficile slalom tra impegni lavorativi e personali, riesco anche a fare un giretto nella bella sede Ais di Milano al Westin Palace dove si svolgono tutti gli eventi più importanti. Ad uno di questi ho assaggiato diversi vini interessanti e prima di perdere inesorabilmente gli appunti ho deciso di trascriverli su Baccanera. Si parte con un impronunciabile vino di Castel Sallegg di base Schiava. Boschofsleiten sono vigneti ottimamente esposti sulle dolci sponde del Lago di Caldaro, coltivati con la tradizionale pergola trentina. Ha profumi delicati di ciliegia, viola, erbe aromatiche e spezie, mentre al palato è piacevolmente fresco e con tannini gentili con una leggera nota di lampone nel finale. Ho poi proseguito con un Vermentino dei colli di Luni, chiamato simbolicamente il Lunatico, perchè pare anno dopo anno riesce un po' come vuole lui. Le vigne sono adiacenti al mare e alle rovine dell'antica Luni, ha profumi intensi e minerali, con un...

Fumin di Les Cretes

E' un rosso di cui poco si parla e poco si sa, forse per la scarsa propensione di questo prodotto a uscire dai confini valdostani causa la ridotta quantità prodotta. Eppure il Fumin è un rosso di tutto rispetto, capace di riservare autentiche sorprese, soprattutto se viene prodotto da un produttore di assoluto rilievo come Les Cretes. Il nome del vitigno sembra che derivi dal colore degli acini che, fino a poco prima della vendemmia, ha tonalità grigio fumo. In passato veniva utilizzato come vino da taglio per garantire colore e acidità ad altri vini. Poi ha saputo guadagnarsi la stima di Les Cretes, che nel 1970 ha incominciato a produrlo in purezza, subito seguito da altri produttori valdostani e oggi è una garanzia di buona qualità soprattutto dopo il riconoscimento della Doc. Da semplice vino da taglio ora il Fumin si è trasformato in un vino che può sia essere consumato 'giovane', sia dare vita a vini ricchi di profumi e molto longevo, proprio grazie ad una a...

Serata conclusiva del terzo anno di attività del 'gruppo dei soliti astemi'

Veniamo alla serata perfetta per eccellenza. Si tratta di una delle tante cene organizzate dal 'gruppo dei soliti astemi' nella sua formazione classica. E' una perfetta serata di settembre (per l'esattezza mercoledì 12 settembre 2018), dove tutto ma proprio tutto è al posto giusto, partendo dalla location, un ampio terrazzo nel centro storico di Monza dove il silenzio regna sovrano. La temperatura è di quelle che ti permette di stare in maniche corte e pantaloncini senza sudare e senza avere freddo, il cielo è limpido e stellato. La cena parte con una bella foto nella quale vengono immortalati, per la prima e ultima volta su questo blog, i visi sorridenti del gruppo storico dei soliti astemi. Si parte con un prosecco di qualità come il Rustico di Nino Franco, praticamente una certezza nell'ambito del prosecco, con le sue note affettate e giovanili, le bollicine che solleticano dolcemente il palato e aprono ad una tranquilla serata in compagnia di ami...

Vermentino Brigante e Morellino Tore del Moro dell'Azienda agricola Santa Lucia

Non c'è cosa più bella dell'andare per cantine, scoprendo nuovi territori vitivinicoli, come quando sei in vacanza. La rilassatezza delle ore post pranzo e una calura un filo opprimente mi indurrebbero di rimanermene sdraiato sulla mia comoda sdraio nel giardino dell'agriturismo per poi prepararmi con calma alla spiaggia. Invece ormai mi si è insinuato il tarlo della visita all'azienda agricola vicino al mia agriturismo per assaggiare il vino che ho provato e che ho trovato estremamente interessante. Si tratta di un paio di chilometri in linea d'aria sulla dissestata Aurelia, nei pressi di Fonteblanda, praticamente dietro il selvaggio e naturalistico Parco dell'Uccellina. In un attimo sono davanti all'azienda agricola Santa Lucia, con i suoi vigneti pettinati sotto il sole infuocato di agosto. La cantinetta del consumatore è accogliente e luminosa e una gentile signorina è addetta alla mescita del vino e a tutte le domande che mi vengono in mente men...

Valpolicella Classico Superiore (2015) - Zenato

Il loro Amarone Riserva Sergio Zenato vince premi su premi ed è su tutte le guide di settore anche se purtroppo ... non l'ho mai assaggiato. Ma come sempre il valore di un produttore lo si trova su tutta la sua gamma di prodotti, anche su quelli di fascia medio alta. I vigneti di Zenato si dividono tra San Benedetto di Lugana, vocati naturalmente al Trebbiano di Lugana e a Costalunga in Valpolicella, patria dell'Amarone. Il Valpolicella Classico Superiore di Zenato che ho assaggiato durante un pranzo in un agriturismo non lontano dalla loro sede, è una stupenda amalgama di profumi e sapori intensi e raffinati, sapientemente avvalorati da un utilizzo intelligente del legno, che portano questo Valpolicella direttamente nell'olimpo dei miei vini di fascia di prezzo medio-bassa, ma dal rapporto prezzo-qualità strepitoso. Le uve utilizzate sono le classiche autoctone Corvina (85%), Rondinella (10%) e Corvinone (5%), mentre a livello di note tecniche vale la pena accen...

Rosso di Montalcino (2016) - Pian delle Querci

Riflettevo l'altra sera sul fatto che ultimamente avevo colpevolmente trascurato io mio amico Sangiovese, ma scorrendo l'archivio digitale ho ritrovato le foto e le note di degustazione di un assaggio effettuato a luglio di Pian delle Querci e di cui non avevo mai tratto un post. Pian delle Querci è una azienda agricola situata a Montalcino che produce il mitico Brunello e il Rosso di Montalcino, doc di ricaduta del più famoso vino toscano. L'azienda è di tipo famigliare e coltiva sulle colline composte da terreni misto argillosi, ad una altezza di 250 mslm, 50 ettari di terreno di cui 8,5 ettari coltivati a vigneto. La pratica aziendale è di non far uso di lieviti selezionati ma di utilizzare quelli presenti sulla buccia dell'uva e di effettuare fermentazioni molto lunghe in tini di acciaio, con l'intento di estrarre la maggior quantità di materia e frutto dagli acini. Inoltre si usa una potatura cortissima per costringere ogni pianta di uva a concent...

La raffinata eleganza del Barolo Monvigliero Riserva (2015) di Castello di Verduno

Partiamo dicendo che il Barolo Monvigliero Riserva 2005 di Castello di Verduno è una delle mie passioni. Superato il problema 'disclaimer', possiamo partire per quello che è uno dei viaggi più interessanti delle varie zone, sottozone o cru o comunque le vogliate chiamare. Verduno è anche la patria del Pelaverga, un vitigno autoctono locale che da vita a vini dotati di profumi speziati e di una bevibilità estremamente interessante e al contempo aristocratica. Lo cito per far capire che la zona è estremamente interessante anche sui prodotti di base seppur meno conosciuta di altre zone di Langa. Infatti anche i Barolo di Verduno, così come i Pelaverga, hanno caratteristiche uniche che trascendono dalla materia tannica e dalla muscolosa corposità dei vini di Serralunga d'Alba o di Castiglione Falletto, per dar vita a bottiglie più aristocratiche, eleganti, dal profilo tannico setoso e dal palato raffinato. Personalmente amo questo tipo di vini o meglio ho imparato ...

Un grande vino bianco mediterraneo: Furore Bianco Fiorduva (2015) di Marisa Cuomo

La prima volta che ho assaggiato Furore di Marisa Cuomo ero ad una fiera del vino, intento a effettuare degustazioni a raffica e piuttosto preoccupato del tempo che inesorabilmente scorreva troppo veloce. L'ho assaggiato come ultimo vino, dopo un'ultimo e nervoso controllo dell'orologio. Già dal bicchiere rivelava un colore intenso e brillante, i profumi erano insoliti e il palato differiva in maniera distintiva ed evidente da tutti i bianchi assaggiati in quella caotica occasione. Non ho potuto altro che complimentarmi con il fato che mi aveva fatto incontrare questo vero nettare degli dei, prendere nota del nome del vino e rimandare ad una occasione più tranquilla e ad un assaggio più concentrato. Da quel giorno è passato diverso tempo; ho avuto modo di riassaggiare Furore in diverse occasioni, ma sempre a fiere o in degustazioni varie, fino ad oggi quando finalmente, alla tavola del 'gruppo dei soliti astemi', si è palesata la bottiglia nella sue elegant...