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Valpolicella Classico Superiore (2015) - Zenato

Il loro Amarone Riserva Sergio Zenato vince premi su premi ed è su tutte le guide di settore anche se purtroppo ... non l'ho mai assaggiato. Ma come sempre il valore di un produttore lo si trova su tutta la sua gamma di prodotti, anche su quelli di fascia medio alta. I vigneti di Zenato si dividono tra San Benedetto di Lugana, vocati naturalmente al Trebbiano di Lugana e a Costalunga in Valpolicella, patria dell'Amarone. Il Valpolicella Classico Superiore di Zenato che ho assaggiato durante un pranzo in un agriturismo non lontano dalla loro sede, è una stupenda amalgama di profumi e sapori intensi e raffinati, sapientemente avvalorati da un utilizzo intelligente del legno, che portano questo Valpolicella direttamente nell'olimpo dei miei vini di fascia di prezzo medio-bassa, ma dal rapporto prezzo-qualità strepitoso. Le uve utilizzate sono le classiche autoctone Corvina (85%), Rondinella (10%) e Corvinone (5%), mentre a livello di note tecniche vale la pena accen...

Rosso di Montalcino (2016) - Pian delle Querci

Riflettevo l'altra sera sul fatto che ultimamente avevo colpevolmente trascurato io mio amico Sangiovese, ma scorrendo l'archivio digitale ho ritrovato le foto e le note di degustazione di un assaggio effettuato a luglio di Pian delle Querci e di cui non avevo mai tratto un post. Pian delle Querci è una azienda agricola situata a Montalcino che produce il mitico Brunello e il Rosso di Montalcino, doc di ricaduta del più famoso vino toscano. L'azienda è di tipo famigliare e coltiva sulle colline composte da terreni misto argillosi, ad una altezza di 250 mslm, 50 ettari di terreno di cui 8,5 ettari coltivati a vigneto. La pratica aziendale è di non far uso di lieviti selezionati ma di utilizzare quelli presenti sulla buccia dell'uva e di effettuare fermentazioni molto lunghe in tini di acciaio, con l'intento di estrarre la maggior quantità di materia e frutto dagli acini. Inoltre si usa una potatura cortissima per costringere ogni pianta di uva a concent...

La raffinata eleganza del Barolo Monvigliero Riserva (2015) di Castello di Verduno

Partiamo dicendo che il Barolo Monvigliero Riserva 2005 di Castello di Verduno è una delle mie passioni. Superato il problema 'disclaimer', possiamo partire per quello che è uno dei viaggi più interessanti delle varie zone, sottozone o cru o comunque le vogliate chiamare. Verduno è anche la patria del Pelaverga, un vitigno autoctono locale che da vita a vini dotati di profumi speziati e di una bevibilità estremamente interessante e al contempo aristocratica. Lo cito per far capire che la zona è estremamente interessante anche sui prodotti di base seppur meno conosciuta di altre zone di Langa. Infatti anche i Barolo di Verduno, così come i Pelaverga, hanno caratteristiche uniche che trascendono dalla materia tannica e dalla muscolosa corposità dei vini di Serralunga d'Alba o di Castiglione Falletto, per dar vita a bottiglie più aristocratiche, eleganti, dal profilo tannico setoso e dal palato raffinato. Personalmente amo questo tipo di vini o meglio ho imparato ...

Un grande vino bianco mediterraneo: Furore Bianco Fiorduva (2015) di Marisa Cuomo

La prima volta che ho assaggiato Furore di Marisa Cuomo ero ad una fiera del vino, intento a effettuare degustazioni a raffica e piuttosto preoccupato del tempo che inesorabilmente scorreva troppo veloce. L'ho assaggiato come ultimo vino, dopo un'ultimo e nervoso controllo dell'orologio. Già dal bicchiere rivelava un colore intenso e brillante, i profumi erano insoliti e il palato differiva in maniera distintiva ed evidente da tutti i bianchi assaggiati in quella caotica occasione. Non ho potuto altro che complimentarmi con il fato che mi aveva fatto incontrare questo vero nettare degli dei, prendere nota del nome del vino e rimandare ad una occasione più tranquilla e ad un assaggio più concentrato. Da quel giorno è passato diverso tempo; ho avuto modo di riassaggiare Furore in diverse occasioni, ma sempre a fiere o in degustazioni varie, fino ad oggi quando finalmente, alla tavola del 'gruppo dei soliti astemi', si è palesata la bottiglia nella sue elegant...

Il Barolo Rocche di Castiglione di Roccheviberti di Castiglione Falletto.

Le Langhe e il Barolo, il suo vino più rappresentativo, riservano sempre delle sorprese, basta non soffermarsi troppo sulle cantine più conosciute e aver voglia di scoprire tanti piccoli produttori che lavorano questo splendido territorio. Roccheviberti è una di queste piccole aziende, sconosciuta al grande pubblico e anche a molti appassionati, che opera a Castiglione Falletto su 5 ettari di vigna di cui 3 dedicati al Nebbiolo. Nelle vigne non si diserba e si usa il buon vecchio letame di mucca per concimare il terreno. Per chi non conoscesse Castiglione Falletto si tratta di una sottozona del Barolo molto di pregio, che sviluppa i migliori cru di tutte le Langhe. Le vigne di Roccheviberti di età media di 40 anni che producono il loro Barolo, si arrampicano sulle colline del cru Rocche di Castiglione, una delle zone più pregiate di Castiglione Falletto, su una altitudine media di 350 mt. Siamo quindi di fronte probabilmente ai migliori e più vocati terreni in circolazione pe...

Kalterersee Auslese (2016) - Cantina di Colterenzio

Cantina Colterenzio è una solita cantina cooperativa che nasce nel 1960 ad opera di 28 viticoltori del territorio, ma è con l'arrivo di Luis Raifer che cambia il modo di produrre il vino. Vignaiolo curioso e ambizioso, inizia un lungo viaggio di studi in California, al termine del quale torna in patria con la convinzione che quelle terre prima concentrate sulla produzione di rossi di bassa qualità potevano dare molto di più di quanto si poteva supporre in quel periodo. Siamo negli anni '80 e la filosofia che Raifer cerca di esportare su queste vallate è incentrata sulla ricerca assoluta della qualità produttiva che non si poteva che ottenere riducendo in maniera drastica la resa per ettaro, ma anche la sostituzione alcuni vitigni locali con alcuni internazionali che ben si adattavano al terroir dell'Alto Adige. Sulla base di queste teorie i viticoltori non venivano più remunerati sulla base del grado zuccherino delle uve ma sulla resa per ettaro e sulla distribuzion...

Il Gewurztraminer 2016 di Albino Armani alla prova di Baccanera

E' un piacere trovare amici con la tua stessa passione e se questa si riferisce al vino la condivisione diventa praticamente fondamentale. Se poi la cena si volge su un terrazzo, in piena estate, al 15 piano della 'Torre Dazza', con piatti cucinati da Chef Fabrice, capite che il tutto diventa meglio (molto meglio) di un qualsiasi ristorante. Fatta questa premessa avviciniamoci come al solito al produttore di oggi e al suo vino parlando prima del territorio di origine. La Vallagarina è una valle di origine glaciale che segue il fiume Adige, i cui confini sono identificabili a nord con il paese di Besenello, da cui parte la Val d’Adige, mentre il limite inferiore corrisponde allo sbocco sulla Pianura Padana. E’ quindi l’ultimo tratto tra i monti che il fiume Adige percorre prima di arrivare alla pianura. Questa valle è da sempre fortemente vocata all’agricoltura e la vite in particolare è presente da millenni. Si può considerare la patria del Marzemin...

Kerner (2015) - Nals Margreid

Nals Margreid è una cooperativa di 138 viticoltori che coltivano complessivamente 160 ettari di terreno che si estendono da Nalles, fra Bolzano e Merano, dove si trovano i terreni più settentrionali, fino a Magrè, nella parte meridionale della Bassa Atesina. Terreni che spaziano dai conoidi alluvionali carcarei, ai suoli porfidici e morenici, roccia primitiva di marmo, greiss e mica. La variegata distribuzione dei terreni, sia per latitudine che per altitudine, consentono alla cantina di poter contare su un'ottima varietà morfologica di terroir a disposizione. La filosofia aziendale, che si può riscontrare anche nei vini assaggiati, parla di un vino che viene naturalmente atteso senza inutili forzature e con una esasperata ricerca della qualità in vigna. Anche il microclima è abbastanza variegato, grazie ad una altitudine che può variare tra i 200 e i 900 metri, con la protezione dell'arco alpino a nord e gli influssi mediterranei a sud, con forti sbalzi termini tra...

L'agricoltura sinergica di L'Archetipo

Francesco Valentino Dibenedetto è il proprietario di Archetipo, azienda agricola di Castellaneta (Puglia) che segue i dettami dell'agricoltura sinergica. Dopo l'agricoltura biologica, e quella biodinamica talvolta confusa con il termine Vegan, oggi abbiamo pure (e non lo sapevamo) l'agricoltura sinergica. Che cos'è l'agricoltura sinergica però non è di difficile interpretazione e viene bene spiegato dalla stessa azienda sul proprio sito internet. Infatti dopo vent'anni di agricoltura biologica e cinque di agricoltura biodinamica, l'Archetipo è riuscita a portare i propri terreni ad una situazione di equilibrio che, in termini tecnici, viene appunto definita agricoltura sinergica. E ancora meglio un sistema o ecosistema può considerarsi in equilibrio solo se non presenta picchi di sviluppo di un essere vivente sugli altri. L'azienda non pratica l'aratura dei terreni per non andare a destabilizzare il contributo naturale della natura sui ter...

Polvanera: quando la tradizione e il territorio si ritrovano in bottiglia

Polvanera è una dolce e piacevole scoperta che rivendico spesso nel 'gruppo dei soliti astemi'. Ricordo ancora come fosse oggi che, dopo una lunga batteria di produttori e relativi vini assaggiati, eravamo in procinto di lasciare il Vinitaly 2017, tornando alla stazione di Verona e, un tantino preoccupati, calcolavamo mentalmente quanto potevamo metterci per uscire dalla fiera, prendere il primo autobus e arrivare ai binari. Dal calcolo approssimativo è risultato che avevamo ancora un piccolo, ma determinante spazio temporale per degustare un ultimo produttore che ho scelto dalla mia lista. Quel produttore era Polvanera. Di lui ci ha colpito che, nonostante tutto un Vinitaly ormai alle spalle, i suoi vini ci sono sembrati avere una personalità perfettamente distintiva, fortemente territoriale e, per noi molto importante, con un rapporto qualità prezzo che ancora oggi considero praticamente imbattibile. Con colpevole ritardo abbiamo riassaggiato uno dei suoi vini nella ...

Chianti riserva Rio Camerata, annata 2013 di Fattoria di Piazzano

Il 9 maggio scrivevo di un vino assaggiato di Fattoria Piazzano. Come tutti i produttori che lavorano bene, noi del gruppo dei soliti ignoti ripetiamo l'acquisto, appena possiamo e terminate un po' di scorte di altri vini ..... Mi ritrovo quindi a assaggiare altri vini di questa bella realtà toscana con sede a Empoli e certificata biologica. Partiamo dal Ventoso, uno dei prodotti di punta dell'azienda; un Sangiovese con un saldo di Canaiolo e altre uve rosse del territorio. L'esposizione è sud, sud-ovest e nord, con una densità di impianto che oscilla tra i 3.200 e i 5.200 ceppi per ettaro. L'affinamento avviene in vasche di cemento vetrificato per mantenere la succosità e il frutto e questo pare sia considerato un must aziendale. L'annata degustata è la 2016 e occorre dire che mi aspettavo forse maggiore sostanza. Invece quello che ritroviamo nella bottiglia è una versione semplice e piuttosto beverina, dove appunto prevalgono le note di frutta fr...

Serata austriaca con Muskateller, Riesling e Blaufrankisch

Torniamo dalla lunga pausa estiva e Baccanera lo fa alla grande con il resoconto di una serata 'austriaca', quindi abbinamento di bianchi e rossi di primo livello con piatti tipici del luogo. Si parte con un entrèe a base di veri wurstel austriaci a base di pollo e di maiale cotti rigorosamente al vapore. La nota importante da fare è che, in Austria a differenza che in Italia, la carne utilizzata per la produzione dei wurstel è di prima scelta, vista la predilezione del popolo austriaco per questo tipo di piatto. Esattamente il contrario dei wurstel prodotti in Italia o destinati al mercato italiano, per i quali vengono utilizzati prodotti di scarto. A questo primo piatto abbiamo provato ad abbinare il Muskateller di Dreisiebner Muster, che con le sue tipiche note aromatiche dolci di mela verde, salvia e timo, a cui poi si associa un sorso fresco e gustosamente minerale, spesso spiazza il wine lover meno esperto che si aspetta un sorso altrettanto dolce. Secondo ab...

Semplicemente un mito: il Barolo di Bartolo Mascarello

Arrivo buon ultimo e lo so .... dopo fiumi di parole e innumerevoli articoli di rinomate penne italiane .... ma come fai a non scrivere due righe quando bevi un vero mito dell’enologia italiana. Sto parlando del Barolo di Bartolo Mascarello, un po’ mito un po’ realtà, comunque la si veda una icona classica dell’enologia italiana. Una strana figura di intellettuale campagnolo, che ha trainato con le sue idee solo in apparenza austere un intero esercito di piccoli e medi produttori di Langa, che inevitabilmente sono andati in collisione negli anni ’90 con la visione ‘modernista’ introdotta da giovani emergenti e outsider. Sta di fatto che quando l’amico Camillo ha postato la foto dei vini che si sarebbero degustati alla cena del ‘gruppo dei soliti astemi’, e tra le altre bocce ho intravisto il Barolo di Mascarello, mi si è annebbiata la vista e facevo quasi fatica a crederci. Le sue bottiglie sono infatti indubbiamente rare, con una produzione che si attesta sulle 15-20 ...

Azienda del mese: Vignalta e i Colli Euganei

Tra le belle novità assaggiate al Vinitaly 2018 Vignalta mi ha particolarmente impressionato per diversi motivi. Il principale è che, anche in una cornice caotica dove ti trovi ad assaggiare 30 e più vini, Vignalta mi è rimasta impressa per la precisa caratterizzazione dei suoi vini, che possono vantare una loro ben distinta personalità. Non è cosa da poco se pensiamo all’ampia offerta di prodotti sul mercato vitivinicolo non solo italiano ma anche internazionale, da cui ognuno di noi può tranquillamente scegliere con un semplice click (e una carta di credito!!!). Tornati a casa e smaltiti gli effetti del Vinitaly, il gruppo dei soliti astemi non ha aspettato molto prima di recarsi direttamente dal produttore ad acquistare i vini che più ci erano piaciuti. Vale subito la pena di dire che, mentre la parte esteriore della azienda non mi ha colpito particolarmente, soprattutto se pensiamo che molte aziende vitivinicole hanno ingaggiato fior fiore di architetti per disegnar...

Era, il Trebbiano biodinamico di Podere Borgaruccio

Il Podere Borgaruccio è una delle tante realtà del centro Italia, un po’ agriturismo un po’ produttore di vino e un po’ di altri prodotti. Dodici ettari situati ad un chilometro dalla cittadina medioevale di Peccioli, in un paesaggio che sembra un quadro dipinto a colori vivaci e dove trovano posto sulle dolci colline ulivi e vigneti. La differenza, dal mio punto di vista, è come fai il vino e Claudia e Stefano hanno una chiara e ben precisa idea di come farlo. L’attenzione è rivolta principalmente alla vigna e al rispetto del terreno che trova la sua applicazione con l’utilizzo della biodinamica e della filosofia antroposofica. Un percorso sicuramente non facile, anzi direi in salita per qualcuno che non aveva esperienza di vigna e in cantina, eppure riuscito se vi capiterà mai di assaggiare il loro Era, un blend di Trebbiano, Malvasia e San Colombano, vendemmiati tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre. La fermentazione avviene in vasche di cemento e in p...

Il passito di Colosi nella cornice di Salina

La storia di Piero Colosi è storia enologica recente. Negli anni '70 Pietro Colosi lavora con Carlo Hauner, altro grande pioniere del rilancio enologico delle Eolie. L'avventura proprietaria parte invece nel 1980, quando vengono acquistati 4 ettari che presto diventano 10 in contrada Capofaro, dove neanche a dirlo la Malvasia era già presente da chissà quale tempo ancestrale. Piero cambia invece il metodo di coltivazione, passando dal classico alberello, che richiedeva una lavorazione completamente manuale, alla più accessibile e redditizia controspalliera a Guyot, anche se tenuta molto bassa per il solito problema del vento incessante che spazza l'isola praticamente tutto l'anno. Il resto come sempre lo fanno l'influenza del mare, il terreno vulcanico e la perenne scarsità di acqua nei mesi estivi (ma non solo). In questo suggestivo ambiente fatto di terreno color cenere, terrazzamenti di muretti a secco che degradano verso il mare, in realtà non viene colt...

Uno Champagne mito: Taittinger Cuvèe Prestige

Senza andare troppo indietro nel tempo l'anno determinante, per una delle maison di Champangne più famose del mondo, è il 1945, quando Francois Taittinger assume le redini dell'azienda di famiglia e stabilisce lo stile dello Champagne legandolo allo Chardonnay. Altri interventi vengono effettuati sulla cantina, dove recupera le cripte sotterranee dei monaci dell'Abbazia di Saint-Nicaise, facendone una punta di diamante della propria maison. Infine nel 1952 rafforza l'idea di strettissimo legame tra Taittinger e lo Chardonnay attraverso la creazione di un blanc del blancs di alto livello, che diventerà una Cuvèe Prestige di assoluto rilievo nel panorama delle bollicine d'Oltralpe. Uno Champagne di assoluto riferimento nel panorama delle bollicine internazionali, un prodotto che da sempre ha saputo puntare sulla leggerezza e sulla finezza espressive più che sui muscoli o sulla corposità, grazie all'utilizzo di ben cinque grand cru. Come molti altri Ch...

Barolo Margherita 2013 - Azienda agricola Boasso

Avevo di recente parlato dell'azienda agricola Boasso, di Serralunga d'Alba,  in pieno territorio del Barolo. Su queste colline che raramente superano i 300-350 metri di altitudine e su un suolo marnoso e calcareo nascono i Barolo più intensi, longevi e territoriali. Boasso produce diversi vini a Serralunga d'Alba, come Barbera, Arneis, Dolcetto e perfino Moscato, con risultato eccezionali soprattutto per quanto riguarda la Barbera, intensa e audace. Ma oggi parliamo invece del loro Barolo Margherita, annata 2013. Il vigneto ha una estensione piccolissima, pari a meno di un ettaro di superficie, con esposizione sud-ovest, ottimale per la corretta maturazione delle difficili uve Nebbiolo. Le uve vengono raccolte a mano a metà ottobre, a piena maturazione fenolica e trasportate in cassette forate in cantina. Il mosto viene posto in acciaio, dove rimane a fermentare ad una temperatura di 28 gradi per circa 20 giorni, prima di passare alle botti di rovere dov...

Il Montepulciano d'Abruzzo Riserva interpretato da Feudo Antico

L'Abruzzo è una terra di antichissime tradizioni enologiche. La viticoltura fu introdotta dagli Etruschi nel VII-VI secolo a.C., poi sviluppata dai Romani e infine, dopo alterne vicende, e infiniti secoli nei quali i progressi tecnologici furono rarissimi, negli ultimi anni è definitivamente esplosa sia in termini quantitativi che qualitativi. Anche le condizioni climatiche sono del tutto particolari e adatti alla coltivazione della vite, visto che la regione è attraversata dalla catena appenninica ed è dominata ddal Gran Sasso che con i suoi 3.000 metri di altitudine contribuisce a influenzare il microclima della regione, insieme alla presenta del poco profondo e caldo mar Mediterraneo. Purtroppo ancora oggi la vendita di vino sfuso e la presenza di grandi cooperative, poco valorizzano il potenziale di questa regione che di sicuro meriterebbe una attenzione maggiore. Tra i produttori più attivi e moderni si può senz'altro annoverare anche Feudo Antico, di cui avevo...