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La grandezza di un piccolo capolavoro: Fiano di Avellino (2015) di Guido Marsella

Che anche alcuni vini bianchi sanno invecchiare ormai credo sia entrato nella cultura italiana in generale.  Ma quali esattamente, da dove provengono? sono le domande che mi fanno spesso gli amici che mi sanno sommelier. Senza scomodare i Riesling renani, a queste domande spesso mi trovo a consigliare i vini bianchi che nascono da una terra particolarmente vocata nella coltivazione della vite fin dai tempi dei romani come la Campania. Ancora più nel dettaglio i Fiano di Avellino sono vini che si sanno far attendere (quasi) quanto alcuni grandi rossi del nord. Questi e altri pensieri mi venivano mentre degustavo serenamente, in una sera di pioggia scrosciante, l'ottimo Fiano di Avellino di Guido Marsella, gentilmente donatomi dall'amico Paolo. L'annata è quella del 2015, ma il vino sembra ancora giovane, pimpante, vivissimo. Complice anche una annata che all'inizio sembrava decisamente sfigata e che invece sta dando il meglio proprio adesso (almeno nella bottigl...

Chaudelune (2016) - Cave Mont Blanc

I vin de glace (alla francese) o vini del ghiaccio (come si dice dalle nostre parti), sono una branchia del tutto particolare di vino. Si parla di vin de glace quando i grappoli vengono raccolti in vendemmia tardiva e soprattutto quando la temperatura raggiunge i -6/-7 gradi, spesso di notte. Grazie alla bassa temperatura l'acqua contenuta negli acini si ghiaccia, impedendo anche in vendemmi tardiva lo sviluppo di muffe e permettendo al contempo la conservazione di una elevata acidità, in grado di contrastare l'effetto dell'elevato grado zuccherino che altrimenti risulterebbe stucchevole al palato. Il Chudelune della cooperativa Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle è una piccola cooperativa di 85 soci che lavora divinamente privilegiando la qualità alla quantità delle uve lavorate. I suoi vigneti che si trovano ad altitudini che variano tra i 900 e i 1200 metri, sono ideali per la produzione di vin de glace, e sempre grazie all'altitudine alcuni vitigni...

Etna Rosso Arcurìa (2015) - Graci

Graci è un produttore simbolo delle pendici dell'Etna con i suoi suoli di origine vulcanica e ricchi di scheletro, con forte concentrazione di ferro e azoto. La vinificazione avviene come per un grande rosso del nord, con lunghe macerazioni a contatto con le bucce per estrarre al massimo il frutto, ma a differenza di Barolo e soci questo Etna Rosso fa solo vasche di cemento con svolgimento spontaneo della malolattica. L'altitudine dei vigneti si posiziona tra i 600 e i 700 mslm, versante nord. Ci possiamo quindi aspettare discrete escursioni termiche, che arricchiscono di polifenoli la buccia dell'uva e di complessità olfattive il vino. Il vitigno è ovviamente il Nerello Mascalese, vero e proprio dominatore incontrastato della viticoltura etnea. All'olfatto sprigiona nuance tipiche dei suoli vulcanici, con una prevalenza della ciliegia matura che lentamente lascia il campo a verve minerali di pietra bagnata, pepe nero, cuoio e muschio. In bocca si percepiscono...

Alicante Igt (2014) - Poggio al Tufo (Tommasi)

Tommasi è famoso come produttore di Amarone, fa parte delle famiglie storiche e le sue vigne sono posizionate tra le zone più vocate della viticoltura della Valpolicella. Pochi però sanno che Tommasi, nel corso del tempo, ha acquistato diversi terreni e tenute in altre parti d'Italia come il Podere Casisano a Montalcino, la Masseria Surani in Puglia e Poggio al Tufo in Maremma. L'estate scorsa mi trovavo a girovagare per i paesini arrampicati sui colli nell'entroterra maremmano, quando mi sono imbattuto nella tenuta di Tommasi a Pitigliano, ridente comune arroccato su un'altura di tufo chiamato la piccola Gerusalemme per la storica presenza di una comunità ebraica da sempre ben integrata nel tessuto sociale della città. Nel 1997 la famiglia Tommasi ha deciso di acquistare questa tenuta di 66 ettari nella Maremma toscana, su terreni di origine vulcanica ricche di tufo. I vini di questa tenuta si possono acquistare nel grazioso Wine Shop che si trova a Pit...

Verticale di Barbaresco Pajorè di Rizzi

Tra le tante belle serate trascorse con il 'gruppo dei soliti astemi', ce ne sono alcune che superano di gran lunga la fantasia per arrivare a sfiorare il mito. Nell'ultimo giorno che precedeva il lungo ponte pasquale, mentre migliaia di milanesi avevano solo in mente di scappare più velocemente possibile dalla amatissima Milano per raggiungere i luoghi di villeggiatura della riviera, qualche meta esotica o alcune capitali europee, Baccanera si preparava ad una verticale di 11 annate di Barbaresco Pajorè di Rizzi, come dire il meglio del Barbaresco tradizionalista. Con questo pensiero mi avviavo, come sempre in ritardo, alla cena dall'amico Camillo e dal fratello Alessandro, mecenate e organizzatore della splendida serata. Alla cena ha partecipato anche il produttore, nella persona della gentilissima Jole, che a casa Rizzi si occupa degli aspetti commerciali e gestionali, mentre il fratello Enrico è l'enologo di Rizzi e il padre Ernesto si occupa dei vigne...

Vinitaly 2019: i migliori assaggi di Baccanera

Anche quest'anno non potevo perdermi il Vinitaly, l'appuntamento più importante del vino italiano, in attesa di vedere crescere altre belle manifestazioni come la Wine Week di Milano. Vinitaly quindi è tutt'ora e rimarrà nei prossimi anni un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano il vino, lo sanno interpretare, ma al contempo sono curiosi di assaggiare nuovi vini e nuovi produttori, oltre che poter parlare (la maggior parte delle volte) direttamente con i produttori che, come si usa dire, ci mettono la faccia dietro il loro bancone di assaggio. Anche quest'anno come sempre, Baccanera si è scrupolosamente preparato una lista di produttori e di vini da assaggiare, tutti rigorosamente mai bevuti. Anche quest'anno e anche più di altri anni, ho trovate tantissime sorprese positive, alcune addirittura clamorose nel sempre più importante rapporto qualità-prezzo. Se da un lato chi legge questo blog credo sia già portato per natura a scartare i vini da ...

Arcurìa Etna rosso Doc (2015) - Graci

Graci è una vera eccellenza del territorio siciliano e più in particolare di quella fortunata terra vitivinicola dell'Etna. La cantina si trova a Passopisciaro e la tenuta si estende in diverse contrade. Le vigne sono quasi tutte sul versante nord o est, ad una altitudine compresa tra i 600 e i 1.000 metri di altitudine. Il clima, favorito dall'esposizione a nord e dall'altitudine, prevede notevoli escursioni termiche che garantiscono profumi intensi e concentrati nell'uva. Per quanto riguarda l'uva, così come altri produttori di questo territorio, Graci ha puntato sui vitigni autoctoni, in particolare Carricante e Nerello mascalese. Il vino che ho assaggiato è l'intrigante Arcurìa, annata 2015. Dopo la fermentazione in tini di rovere, il vino matura per 24 mesi in grandi botti di rovere, oltre a 6 mesi di bottiglia prima di essere commercializzato. La lavorazione che privilegia la tradizione, l'utilizzo sapiente del legno e una materia prima di ot...

Timorasso Derthona dell'Azienda Agricola Terralba

Stefano Daffonchio è il proprietario dell'Azienda Agricola Terralba, piccola azienda del tortonese e più precisamente di Berzano di Tortona. La sua famiglia è proprietaria dell'azienda agricola dagli inizi del 1900. All'epoca i vitigni piantati erano Barbera, Croatina e Timorasso e quest'ultimo veniva chiamato Torbolino (per via della sua torbidità). Subito dopo la vinificazione veniva venduto sui mercati svizzeri e tedeschi, dove subiva le lavorazioni e venduto con nomi di fantasia, perdendo la sua identità iniziale. Il padre ha iniziato poi a conferire le uve alla cantina sociale, mentre nel frattempo il 'difficile' Timorasso è stato espiantato per far posto al più 'docile' Cortese. Con l'ultimo passaggio generazionale, infine, il Timorasso è ricomparso nei vigneti ed ora è considerato il vino di punta dell'azienda, che produce al contempo vini a base Cortese, Barbera, Croatina, Syrah e Merlot (in blend con la Barbera) e un interessante...

Chateau Ausone (1989), Chateau Mouton Rothshild (1990), Chateau Latour Pauillac (1999): Premiere grand cru classè

Poter assaggiare uno dei 5 premiere grand cru classè di Bordeaux, è una esperienza affascinante che può talvolta capire nella vita (se si è fortunati). Assaggiare invece 3 premiere cru su 5 (!!!) credo non abbia bisogno di alcun commento, se non tanta naturale e comprensibile invidia da parte di tutti !!!! Eppure, che ci crediate o meno, è quello che mi è successo durante una tiepida serata di metà febbraio, durante la cena settimanale del ‘gruppo dei soliti astemi’. Non che fossi proprio all’oscuro della gradevole sorpresa, ma quando mi era stato girato il whatsapp della convocazione, tra una telefonata, la guida in tangenziale e mille pensieri (tra cui il più importante consisteva su come svignarmela velocemente da casa entro le 9 di sera), non avevo del tutto percepito che si trattava di 3 Premiere grand cru classè !!!! A parte che la cena è stata preceduta da una entusiasmante Malvasia di Podversic Damijan, arricchita da altri bordolesi francesi, da una magnum d...

Il vinho verde portoghese di Casa de Vilacentinho

Non mi capita spesso di bere vini esteri e a parte qualche Champagne e qualche vino austriaco o tedesco, il mio consumo è prettamente verso il Belpaese. Tuttavia ho diversi amici che, conoscendo la mia passione per il nettare di Bacco, quando viaggiano all'estero (e non solo) mi portano il vino del posto. In questo caso il buon Maurizio ha pensato bene di portarmi il Vinho verde portoghese, originario della provincia del Minho, nel nord del paese. Che il Portogallo non sia ormai solo identificabile con il Porto, credo sia ormai accertato e non solo dagli addetti ai lavori. Certi rossi appena barricati che ho assaggiato e di cui ho fatto recensioni nel passato su questo blog credo lo dimostrino ampiamente. Il Vinho verde è per sua natura un vino giovane, duttile, stuzzicante. Può essere anche leggermente frizzante per via di una piccola aggiunta di anidride carbonica appena prima di metterlo in bottiglia, ma in altri casi viene imbottigliato anche senza. La zona di produ...

Crearo, Cabernet Sauvignon annata 2013 di Pradio

Dopo un po' di assenza e molti post di tante regioni diverse, torno a parlare di Friuli, tramite l'azienda agricola Pradio, di proprietà della famiglia vicentina Cielo. La loro produzione che è incentrata sia sui vitigni autoctoni, sia su quelli internazionali, come del resto è tradizione della maggior parte dei produttori della regione. Il Friuli è infatti una terra estremamente versatile ed eclettica, capace di grandi bianchi internazionali, ma anche di vere e proprie chicche regionali (Picolit e Terrano su tutti). Una terra di confine che è la patria di vero e propri liberi pensatori del vino moderno, quasi più filosofi che contadini o imprenditori. Ne sono nati tanti dopo Gravner, preso come punto di riferimento che ha saputo trainare un intero settore con le sue idee innovative e insieme di ritorno ai fondamentali. Ma è anche una terra di prodotti dall'ottimo rapporto qualità-prezzo e, a differenza del vicino Veneto, che in alcuni casi ha svaccato su produzio...

Villa Sheriman e la Doc dei Colli Euganei

Villa Sceriman è un produttore veneto, situato nei Colli Euganei, zona di produzione viticola di grande tradizione ma poco conosciuta e con un potenziale interessante. A me invece ha sempre interessato grazie a quel suolo stratificatosi 35 milioni di anni fa in seguito a differenti eruzioni vulcaniche, al clima insolitamente mite (quasi mediterraneo), con estati calde e asciutte e buone escursioni termiche garantite da una buona altitudine media (anche se i vigneti arrivano al massimo a 400 metri). Se da un lato il Fior d'Arancio, con la sua base Moscato, è forse la più conosciuta e pregiata Doc della zona, non si può invece prescindere dal soffermarsi anche sulla Doc Colli Euganei che raggruppa i vitigni  internazionali principali, sia vinificati come monovarietali sia in blend che, su questi pendii formati da vulcaniti e rocce sedimentarie, possono raggiungere vette significative. Le prime notizie di Villa Sceriman risalgono  al 1740, quando la famiglia degli Sceriman...

Il 2019 di Baccanera inizia con Sur Sur e Kabir di Donnafugata

Iniziamo il primo post dell'anno con due proposte che ho bevuto durante queste rilassanti vacanze natalizie e che rimandano alla Sicilia e ad un suo produttore che come pochi riesce a rappresentare in modo perfetto il territorio circostante. Sto parlando di Donnafugata, produttore da più di 300 ettari di cui metà in affitto, ma che sembra lavorare in modo quasi artigianale. La sua forza sta qui, grandi numeri tanto che le sue bottiglie si trovano agevolmente sul mercato sia on che off line, ma grande attenzione alla qualità di ogni singola bottiglia che esce, con una qualità media che si percepisce in maniera chiara e netta più alta della media dei produttori non solo siciliani. Il Sur Sur di Donnafugata è un monovarietale di Grillo di recente creazione, che va nel solco di tutti i precedenti prodotti della prestigiosa casa vitivinicola siciliana, quindi che devono possedere personalità nel senso di distinzione rispetto ai soliti prodotti anonimi che caratterizzano molti ...

Langhe Arneis Elisa (2017) - Paitin

Paitin è un produttore di Neive in piena Langa che, nei suoi 17 ettari di vigneto, coltiva principalmente Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. Oltre a questi rossi tipici del Piemonte, affianca la produzione di Arneis, uno dei pochi vini bianchi autoctoni delle Langhe. Il nome Elisa è dedicato ad una esponente della quinta generazione degli Elia, che ha orgogliosamente introdotto il primo vino bianco della casa vitivinicola. L'Arneis è un vino bianco spesso sottovalutato anche dagli stessi piemontesi, un vino da pasto da accompagnare ai piatti che impongono appunto un abbinamento con un bianco o meglio che escludono un rosso dalla tavola. Invece, per chi ci crede, è un vino che può regalare complessità e personalità anche senza arrivare al top di gamma come altri vitigni e regioni più vocate alla produzione di vini bianchi come Trentino o Friuli. Al naso l'Arneis di Paitin, si esprime su articolate note di pesca, pompelmo e mandorla, ma anche mela e pera in p...

E' un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo

Ogni tanto, facendo un difficile slalom tra impegni lavorativi e personali, riesco anche a fare un giretto nella bella sede Ais di Milano al Westin Palace dove si svolgono tutti gli eventi più importanti. Ad uno di questi ho assaggiato diversi vini interessanti e prima di perdere inesorabilmente gli appunti ho deciso di trascriverli su Baccanera. Si parte con un impronunciabile vino di Castel Sallegg di base Schiava. Boschofsleiten sono vigneti ottimamente esposti sulle dolci sponde del Lago di Caldaro, coltivati con la tradizionale pergola trentina. Ha profumi delicati di ciliegia, viola, erbe aromatiche e spezie, mentre al palato è piacevolmente fresco e con tannini gentili con una leggera nota di lampone nel finale. Ho poi proseguito con un Vermentino dei colli di Luni, chiamato simbolicamente il Lunatico, perchè pare anno dopo anno riesce un po' come vuole lui. Le vigne sono adiacenti al mare e alle rovine dell'antica Luni, ha profumi intensi e minerali, con un...