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Serata enologica tra vini di Alto Adige, Piemonte e Toscana

Le serate con gli amici, siano essi sommelier o semplici wine lovers, passate nella mia taverna a bere ottimo vino (magari accompagnato da formaggi e salumi) sono indubbiamente le mie preferite, anche meglio di fiere piccole o grandi, serate organizzate con o senza la presenza del produttore e talvolta anche delle visite in cantina, soprattutto se il produttore non è in vena di parlare o pensa di farti un favore o di perdere tempo !!!! Anche per questa serata gli amici si sono davvero impegnati, portando ottimi vini, buona compagnia e ..... buonumore che inevitabilmente cresce man mano che il tasso alcolico aumenta.

Montefalco rosso Doc (2011) - Tenute del Cerro

Montefalco rosso di Tenute del Cerro Tenute del Cerro fa parte della galassia di Unipol da quando la Saiagricola di Ligresti è finita, insieme al gruppo assicurativo che la controllava, sotto l'ombrello delle Coop emiliane e bisogna dare atto che i manager del secondo più grande gruppo assicurativo italiano ci hanno creduto e investito acquistando tra l'altro una azienda in Toscana per produrre il famoso Brunello di Montalcino.

5a Giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio

Non potevo di certo mancare alla giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio organizzata dalla delegazione Ais di Monza nella bella cornice della villa Bagatti Valsecchi a Varedo. Di seguito segnalo le mie personalissime degustazioni  più interessanti della giornata.

Vin Blanc de Dauphin (2014) - Grosjean

Vin Blanc de Dauphin di Grosjean Freres Grosjean nasce nel 1969 quando Dauphin iniziò a imbottigliare il vino prodotto nei suoi tre ettari di vigna. L'azienda è situata tra i comuni di Quart e Saint Christophe, dove si trovano i vigneti dell'azienda in cui vengono coltivati i vitigni Petit Rouge, Petin Arvin, Gamay, Pinot noir, Fumint, Cornalin e altri minori. L'azienda è certificata bio e dal 1975 non vengono effettuati trattamenti insetticidi o acaricidi, mentre le concimazioni sono solo di origine organica.

I grandi bianchi dell'Alto Adige - parte II

Si prosegue con due Sauvignon di ottima fattura Palladium Sauvignon Doc (?) - Martini & Sohn L'azienda di Cornaiano si esprime su buonissimi livelli anche con questo Sauvignon dal giallo dorato nel bicchiere, con profumi sensuali di uva spina, ananas, sambuco, salvia e ortica. Il sorso è pieno, sostenuto, avvolgente, di buona sapidità salina e buon finale. Ottimo prodotto.

I grandi bianchi dell'Alto Adige - Parte I

Nella giornata di lunedì 4 maggio ho partecipato ad un interessante banco di assaggio al Westin Palace di Milano, sede della dinamica delegazione milanese dell'Assiaciazione Italiana Sommelier. I banchi erano suddivisi tra Pinot bianco, Sauvignon e Gewurztraminer, praticamente i tre vitigni bianchi più diffusi e rappresentativi dell'Alto Adige, con circa 15 vini in degustazione per ognuno dei vitigni. Si parte chiaramente dal Pinot bianco.

Moscato d'Asti Docg (2015) - I Vignaioli di Santo Stefano

Moscato dei Vignaioli di Santo Stefano Belbo Quella del Moscato d'Asti è una storia di rinascita vitivinicola come poche se ne possono raccontare, da vino di grandi quantità per uso commerciale e relegato ad un consumo tipicamente festivo, a vino di pregio e finezza indiscutibili, partendo come spesso succede da un ridotto manipolo di piccoli, coraggiosi e visionari produttori.

Malvasia delle Lipari Doc (2009) - Hauner Carlo

Malvasia di Hauner Parlare della Malvasia di Hauner significa raccontare la grande intuizione avuta da Carlo Hauner (1927 - 1996), designer e pittore bresciano di origini boeme, artefice della rinascita della Malvasia in versione passito. Nella sua lunga e proficua carriera artistica, lo troviamo in esposizione alla Biennale di Venezia nel 1948, poi in Brasile a lavorare come designer industriale, infine ancora in Italia, dove si impone definitivamente come pittore arrivando a esporre in importanti gallerie d'arte a Milano. Nel corso degli anni si è cimentato con l'espressionismo astratto e con la pop art, imponendosi con uno stile personale, controverso e in continua evoluzione stilistica.

Ormeasco di Pornassio Doc (2011) - Fratelli Carli

Ormeasco dei Fratelli Carli L'Ormeasco è il classico vino che potreste trovare solo in qualche illuminata enoteca, oppure sul posto, visto che la produzione è piuttosto scarsa essendo concentrata su meno di 40 ettari complessivi. Parente stretto del dolcetto piemontese, si è adattato sulle medie colline della provincia di Imperia fin dal 1300, quando un editto del Podestà di Pornassio imponeva la coltivazione di questo vitigno in tutti i territori sotto la sua giurisdizione. Il suo abitat naturale sono le colline fino a 700-800 metri di altitudine, nell'alta e media valle Arroscia, zona caratterizzata da forti escursioni termiche estive, dall'influenza di venti marini che si alternano a quelli che discendono dalle Alpi.

Pagis Schiava Sudtirol-Alto Adige Doc (2014) - St. Michael-Eppan

Pagis Schiava di St. Michael-Eppan Non si può certo affermare che la Schiava sia un vitigno di moda, eppure di ragioni per apprezzarlo ce ne sarebbero diverse. Come sempre un po' di storia aiuta a capire meglio quello di cui si parla e anche quello che si beve, e allora parliamo di un vitigno che, fino almeno ai primi anni novanta, era di gran lunga il più coltivato dell'Alto Adige, con circa il 70% della superficie vitata, di cui una buona parte veniva utilizzato per l'autoconsumo all'interno della regione, mentre un'altra considerevole quantità veniva esportata in Austria e Germania, paesi abituati a vini rossi leggeri, giovani e poco tannici.

SERRE SUSUMANIELLO SALENTO IGP (2013) - CANTINE DUE PALME

Serre Susumaniello di Cantine Due Palme Il Susumaniello è un vitigno piuttosto raro che si può trovare unicamente nel salento e che Cantine due Palme ha riscoperto e lanciato a livello nazionale, grazie all'autorevolezza del suo nome nel campo vitivinicolo. Il susumaniello, in dialetto somarello, ha probabili origini dalmate, e molto probabilmente deve il suo nome alla sua buona produttività e vigoria soprattutto nei primi 10-15 anni di vita, tanto che la pianta si carica spesso di un numero esagerato di uva. Il metodo ideale di coltivazione è ad alberello e possiede una buona tolleranza alle principali malattie della vite.

SELVAROSSA SALICE SALENTINO RISERVA DOP (2010) - CANTINE DUE PALME

Selvarossa di Cantine due Palme Per una volta parliamo prima di tutto del prodotto, perchè il Selvarossa è di sicuro un vino che merita un'attenzione particolare e non solo per i 5 grappoli Bibenda o i 3 bicchieri Gambero Rosso. La zona di produzione è di quelle unanimemente vocate alla coltivazione del Negroamaro, Cellino San Marco in provincia di Brindisi, poi il produttore Cantine Due Palme, diretto con mano sicura dal presidente ed enologo Angelo Maci, e qui basta pensare ai 1.200 soci conferitori e le difficoltà di gestire una tale mole di apporto di uve mantenendo una qualità molto elevata.

GRILLO TERRE SICILIANE IGP (2013) - DINARI DEL DUCA

Grillo di Dinari del Duca Il Grillo è stato per anni, e in parte lo è ancora oggi, uno dei vitigni più bistrattati di una Sicilia che ha saputo risollevarsi enologicamente anche grazie all'apertura ai vitigni internazionali, ma che da alcuni anni ha saputo riscoprire anche i vitigni autoctoni isolani. Una grossa mano l'anno sicuramente data le nuove tecniche produttive, in particolare l'utilizzo del freddo durante la vinificazione, che consente di mantenere la fragranza dei profumi e la freschezza del gusto.

SUDTIROL ALTO ADIGE MULLER THURGAU DOC (2014)- KELLEREI KALTERN

Muller Thurgau di Kaltern Il Muller Thurgau nasce dall'incrocio effettuato dall'enologo svizzero Hermann Muller, nel lontano 1882 tra il Riesling renano e il Madeleine Royale, che si è poi diffuso un po' in tutto il mondo e che in Italia, salvo rare eccezioni, rimane confinato al Trentino Alto Adige, dove riesce a dare il meglio grazie all'altitudine che garantisce adeguate escursioni termiche tra il giorno e la notte. Fino agli anni settanta tuttavia il Muller Thurgau era utilizzato come taglio di altri vini, per aumentarne i profumi fruttati e accrescerne l'eleganza complessiva. Poi finalmente alcuni produttori si accorsero che vinificandolo in purezza poteva dare vini con una precisa personalità e questo fece migliorare e progredire ulteriormente il vitigno.

GRIGNOLINO D'ASTI DOC (2013) - FRANCO ROERO

Grignolino di Franco Roero Il Grignolino è un vino altamente sottovalutato e spesso considerato 'leggero', semplice e senza grosse pretese. Ma come sempre per tutti i vini, non esiste una tipologia di per sé scadente, semmai produttori che hanno scelto di puntare più sulla quantità produttiva che sulla qualità. Ne è un esempio eclatante il Trebbiano, vitigno bianco molto diffuso in centro Italia, piuttosto anonimo e spesso abbinato a produzioni quantitativamemte importanti, che negli ultimi anni è stato rivalutato da Valentini, che ne ha fatto un vino ricercato e originale.

LE GIARE ALBAROSSA PIEMONTE DOC (2011) - CANTINA MARANZANA

Albarossa di Cantina Maranzana Il Monferrato è famoso per tante tipologie di vino, tra cui si possono ricordare Grignolino, Dolcetto, Freisa, Barbera, Brachetto, Moscato, Cortese e quasi sempre si tratta di vini che hanno nella freschezza, nei profumi fruttati e delicati e nel sorso invitante e 'beverino' le loro caratteristiche principali, Questa caratteristica è data dalla tipica composizione di limo,sabbia e argilla dei terreni, oltre ovviamente ai vitigni citati che ben si adattano a questo tipo di territorio, che si estende dalle colline torinesi fino al confine con la Lombardia e che trova il suo punto centrale in Casale Monferrato, .

TINTILIA DEL MOLISE RISERVA DOC (2009 ?) - CATABBO

Durante l'ultimo Vinitaly, ho avuto la fortuna di parlare direttamente con molti produttori e tra questi merita di sicuro un approfondimento il lungo incontro che mi ha dedicato Vincenzo Catabbo, produttore molisano di Tintilia. Alle mie domande su come mai la Tintilia sia così poco conosciuta e apprezzata nonostante le sue notevoli potenzialità, le sue risposte sono state chiare e precise. In Italia fino ad oggi non c'è stato spazio per un prodotto di nicchia come la Tintilia del Molise, non aiutato da una rete commerciale che predilige le produzioni su larga scala, forniture sicure e prodotti riconoscibili e 'rassicuranti' per un pubblico più vasto possibile.

IL MIO VINITALY 2015 - PARTE II

E siamo solo alla Valle d'Aosta, sara' meglio accelerare un po'. LIGURIA SAN BIAGIO DELLA CIMA Non avevo mai assaggiato il Rossese di Dolceacqua ed ero veramente curioso di capire com'era. Purtroppo non esponeva Maccario Dringenberg che, stando alle guide, è il migliore in commercio. Ho quindi ripiegato su due proposte dell'enoteca ligure di questa azienda che fa imbottigliare da Maccario Dringenberg, una versione leggera, con vigneti in forte pendenza a 800 metri slm, buoni profumi di frutta rossa ma non particolarmente complessi, mentre il palato è fresco, minerale e piacevolmente tannico, con finale amarognolo. Simile la seconda proposta, solo un po' più complessa, con vigneti posti ad altitudini più basse da cui ne deriva un Rossese che, come mi spiegava il simpatico sommelier dell'eoteca regionale, dovrebbe risultare più tipico. Devo dire che pur non avendomi particolarmente colpito, la versione più leggera ha l'innegabile pregio d...

IL MIO VINITALY 2015 - PARTE I

Dopo un paio di Vinitaly nei quali mi ero perso negli enormi e affollati stand di Piemonte e Toscana e dopo aver visitato due classiche regioni del bianco come Alto Adige e Friuli, quest'anno ho deciso di andare diretto su regioni di cui ho sempre assaggiato poco, per vari motivi. La scelta è così ricaduta su Valle d'Aosta, Liguria, Lazio, Molise e Basilicata, anche se poi ho fatto anche alcune visitine in Lombardia e Sicilia. Ne sono uscito davvero soddisfatto, degustando vini che difficilmente si trovano in commercio e parlando con piccoli produttori molto interessanti. VALLE D'AOSTA GROSJEAN Due i vini assaggiati di questo produttore di Fornet, piccolo villaggio della Valgrisenche. Il pinot nero Vigne Tzeriat, annata 2012 è scarico di colore come si conviene a questo aristocratico e scontroso vitigno e fa una vinificazione in tini in legno senza l'utilizzo di lieviti selezionati, macerazione sulle bucce di 15 giorni e affinamento in barriques di rovere pe...

SANTA CROCE SALICE SALENTINO RISERVA DOC ( 2011) - VIGNETI REALE

La Puglia è una di quelle regioni italiane che per l'azione combinata di clima, terreno e vitigni sembra fatta apposta per produrre vino e olio extravergine di qualità. Probabilmente se ne sono accorti anche i produttori pugliesi, anche se in forte ritardo, perchè è da ormai diversi anni si producono vini fortemente espressione del territorio, che derivano da tre vitigni autoctoni chiave e non solo per la viticultura pugliese come Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia. E diverse sono le denominazioni o i vini da assaggiare come il particolarissimo Cacc'e Mmitte di Lucera, o un interessante bianco dolce come il Moscato di Trani, e ancora il Bombino bianco e la Malvasia nera .... Insomma un universo vitivinicolo da scoprire, come ad esempio il Salento dove il Negroamaro regna incontrastato e da vita al Salice Salentino, vino rosso potente e strutturato. In questo contesto e più precisamente a Cellino San Marco, opera la Vigneti Reale, azienda famigliare che ha nel suo dn...

MISTRAL MOSCATO D'ASTI DOCG (2014) - AZ. AG. MOLINO E ASOLO PROSECCO SUPERIORE DOCG (2015) - ELIS

Ecco due tipi di vino che non sono solito assaggiare e che tendo istintivamente a sottovalutare, ma che se fatti bene possono dire la loro nel panorama vitivinicolo italiano e internazionale. Elis è una azienda di Segusino, in provincia di Treviso, nella zona di coltivazione dell'Asolo Prosecco Docg che si sviluppa dai colli Asolani al Montello. Il terreno è di tipo arenarico-argilloso, la coltivazione dell'uva avviene con la tecnica del doppio capovolto, mentre in vigna si ha un utilizzo limitato di trattamenti e si una concimazione organica della terra. Dopo una pressatura soffice dell'uva glera, il mosto viene raffreddato e trasferito nei silos di acciaio inox dove segue il classico processo rifermentativo chiamato Martinotti-Charmat. Il vino che ne deriva ha un bel colore giallo verdolino, con buona aromaticità e profumi delicatamente fruttati. In bocca si fa strada la pera, la mela e un furba dolcezza derivante dal residuo zuccherino tipico dell'extra...

JALE' SICILIA DOC (2012) - CUSUMANO

Cusumano, produttore che non ha certo bisogno di molte presentazioni, con cui si va sul sicuro e per il quale val bene ribadire la reale portata innovativa che ha portato in Sicilia con la sua discesa in campo nel 2000, ha tra i suoi molti prodotti questo Jalè, uno Chardonnay annata 2012. Cusumano è un'azienda moderna, con vigneti distribuiti in diverse aree geografiche, ma tutte concentrate in Sicilia. Il Jalè nasce nella tenuta Ficuzza, a pochi chilometri dalla Piana degli Albanesi, ad una altitudine di quasi 700 metri, con le escursioni termiche che inglobano nelle uve i profumi del territorio mentre esaltano quelle tipiche del vitigno.  E' una Sicilia che non ti aspetti, insolitamente verde in primavera, naturalmente brulla d'estate e ancora rigogliosa in autunno, mentre in inverno non è raro ritrovare le colline imbiancate dalla neve, quasi ci si trovi a Castiglione Falletto piuttosto che nel centro del Mediterraneo. Come dicevo il Jalè è uno Chardo...

TELLUS DI FALESCO, UN SYRAH PER NULLA SCONTATO

Falesco è l'azienda di Riccardo Cotarella, il più famoso enologo italiano, spesso criticato soprattutto da chi ..... non produce un solo litro di vino ma tonnellate di parole al vento (e spesso polemiche create ad arte per produrre traffico sul sito o blog di turno). Personalmente devo dire che i loro vini che ho finora provato mi sono sempre piaciuti. Il fatto che sappiano incontrare il favore del consumatore medio come dell'appassionato e del sommelier senza per questo essere piacioni a tutti i costi, significa semplicemente che sono ben fatti sul campo e ben studiati a tavolino. Falesco è oggi una grande azienda che produce più di 2,5 milioni di bottiglie, ma se si escludono 1 milione di bottiglie del Est Est Est di Montefiascone e altre 500 mila del Vitiano, si può notare come il resto della produzione tenda ad assecondare più le caratteristiche del territorio rispetto alla quantità, su complessivi 370 ettari vitati sparsi tra Lazio e Umbria, con alcuni prodotti di ec...

GEWURZTRAMINER DOC (2014) - KELLEREI BOZEN

Kellerei Bozen, ovvero Cantina Bolzano è una cooperativa di produttori molto cresciuta negli ultimi anni grazie al lavoro intensamente qualitativo fondato soprattutto sulle basse rese in vigna e l'attenta selezione delle uve dei soci conferenti. Ogni azienda ha un prodotto di punta, il vino che riesce meglio per motivi che spesso sono legati a terreno e microclima e nel caso della Cantina di Bolzano è il Lagrein. Io invece ho approfittato di una buona offerta nella grande distribuzione per acquistare il loro Gewurztraminer 2014. Il Gewurztraminer è un vino strano, insolito, del tipo o ti piace o non lo sopporti, con la sua spiccata aromaticita' e la sua speziatura del tutto personale. Il Gewurztraminer della Cantina Bolzano non esce da questo schema a partire dal color giallo pagliero con importanti riflessi oro e il bouquet di agrumi, salvia, mela e spezie dolci come la cannella, quindi complessi e ben definiti, percettibili, anche se curiosamente non particolarmen...