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TRAMINER FRIULI GRAVE DOC (2012) - PITARS

Di Pitars avevo già assaggiato un impeccabile Friulano, così in un venerdi pomeriggio libero da impegni di lavoro e tornato nell'enoteca dove l'avevo trovato la prima volta, ho deciso di acquistare questa volta un loro Traminer. Il rito della scelta della bottiglia per me è sempre qualcosa di molto particolare e può dipendere da svariati fattori, tra cui ovviamente i piatti in abbinamento. Ma spesso, devo ammetterlo, è semplicemente l'istinto o comunque la voglia di assaggiarne uno in particolare a farmi propendere per un vino. E in una sera fredda e piovosa l'istinto e la curiosità mi dicono di scegliere questa bottiglia con la quale abbinero' delle semplici polpette al sugo. Il colore giallo paglierino è percorso da importanti riflessi dorati. Nel bicchiere non c'è bisogno di grande esperienza per riconoscere l'aromaticita del vitigno, quasi un misto tra moscato e malvasia, con belle suggestioni floreali a cui si accompagna a chiudere il fru...

DINA BARBERA DOCG (2012) - NEGRO

Barbera d'Alba di Negro I Negro sono una storica famiglia del Roero che già nel 1670 erano citati negli archivi storici del comune di Monteu Roero. La zona di produzione è situata tra Monteu Roero e Canale, quindi in pieno Roero, dove vengono coltivati i vitigni autocnoni piemontesi come Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Favorita, Bonarda e Brachetto. Il tipo di viticoltura utilizzata da Giovanni Negro è quella della lotta integrata, con divieto assoluto nell'utilizzo dei diserbanti e la partecipazione a due progetti molto interessanti. Il primo è chiamato 'Operation Pollinator' e ha lo scopo di creare un habitat ideale per gli insetti impollinatori come i bombi e le farfalle, tramite la semina dei margini dei campi coltivati a vite con un mix di essenze leguminose come ad esempio sulla, ginestrino, erba medica, lupinella e trifoglio. Il secondo progetto nasce dal presupposto che l'uso di fertilizzanti chimici, unitamente alla monocoltura intensiva dell...

ETNA ROSSO DOC (2011) - GRACI

Qualche tempo fa parlavo con un amico siciliano dei suoi ultimi assaggi, tra i quali aveva particolarmente apprezzato l'Etna Rosso di Graci, un vino che mi consigliava e che secondo lui era davvero superiore alla media dei vini dell'Etna. Così come sempre mi capita per l'argomento vino, la mia memoria solitamente poco generosa ha diligentemente immagazzinato l'informazione, fino a quando una sera ho ritrovato in vendita una bottiglia di Etna Rosso di Graci in un sito web di vendita di vino. Le vigne di Graci si trovano nella parte nord e più precisamente a Passopisciaro nel cuore della valle dell'Alcantara, zona di millenaria tradizione vitivinicola, tra i 600 e i 1000 metri di altitudine. Che Graci non sia proprio un produttore tradizionale lo si può percepire abbastanza agevolmente assaggiando il suo vino. Del resto gli interventi in vigna sono limitati e non vengono utilizzati diserbanti, così come in cantina è escluso l'uso di barriques nuove, ma ...

FOOD & WINE -PARTE SECONDA

Un veloce passaggio al banco di Marisa Cuomo per ri-assaggiare il suo stupendo Fiorduva, per poi infilare ben tre aziende molto interessanti. CASALE DEL GIGLIO Ecco una azienda coraggiosa, quasi al limite della pazzia. Perchè di pazzia (ma illuminata) si tratta se si decide di impiantare nell'agro pontino, quindi in un territorio dove fino alla bonifica degli anni '30 c'era solo palude, il Petit Manseng, il Tempranillo e il Viogner, facendoli diventare tre vini di grande carattere, con una personalità tutta da scoprire. Ma se vogliamo è proprio questa 'assenza di tradizione' che ha spinto Antonio Santarelli a sperimentare vitigni internazionali in questa zona e la cosa mi trova assolitamente d'accordo nonostante io sia un 'autoctono' convinto. Sono quindi partito con l'assagio di un fresco, fruttato (cedro e limone), sinuoso, morbido e attraente Petit Manseng, che mi ha lasciato un piacevole e lungo retrogusto amandorlato. Sono poi pass...

FOOD & WINE 2015 - PARTE PRIMA

Anche quest'anno ho deciso di non perdermi il Food & Wine Festival di Milano, dove più di cento produttori selezionati da Helmuth Kocher, ideatore del Merano Wine Festival, hanno presentato i loro vini più rappresentativi. Come ho già detto lo scorso anno, queste sono le manifestazioni che preferisco, sia per la rigorosa selezione delle aziende presenti, sia per il numero non eccessivo del pubblico presente e quindi la possibilità di fare due chiacchere con il produttore. Di seguito riporto una rapida carrellata degli assaggi più interessanti della giornata. LAMOLE DI LAMOLE Giravo pigramente indeciso su quale produttore puntare per partire con gli assaggi tra i numerosi banchi presenti, quando ho intravisto questa azienda toscana, che un amico mi aveva di recente consigliato. A dire la verità prima di entrare nel salone di degustazione, avevo deciso di non assaggiare niente della Toscana e del Piemonte, piuttosto ero orientato su qualche bravo produttore, magari poco ...

LE ORIGINI DEL VINO IN SARDEGNA E IL CANNONAU RISERVA DI SELLA E MOSCA

Cannonau riserva di Sella e Mosca Ora che sto per stappare una bottiglia di Cannonau mi torna in mente un articolo sulla Repubblica.it che parlava della scoperta in Sardegna del vitigno più antico dell'Europa occidentale. Nel sito nuragico di Sa Osa, nell'oristanese, sono stati ritrovati semi di Malvasia e Vernaccia risalenti al 1300 - 1100 a. C. che scardinano decisamente le teorie attuali secondo cui la vite in Sardegna è stata portata dai Fenici e poi dai Romani in epoca più recente. Questo ritrovamento fa pensare piuttosto che la civiltà nuragica sia riuscita ad addomesticare la vite selvatica del posto oppure che abbia avuto contatti con altre civiltà dell'epoca come quella cretese o di Cipro, che conoscevano già la vite. Del resto lo stesso Cannonau pare avere origini molto antiche e mentre in precedenza si riteneva essere un clone della Grenache spagnola portato sull'isola nel corso del medio evo, le ultime ricerche confermerebbero che Grenache e Cannonau...

CHIANTI CLASSICO DOCG (2011) - PODERI CASTELLARE DI CASTELLINA

Chianti di Castellare Non sono tanti i vini che bevo due volte, ma il Castellare di Castellina Chianti Classico è una garanzia di un buon vino da tavola e quando, in un pigro girovagare pre-natalizio all'Esselunga, me lo sono ritrovato davanti, è risultato praticamente automatico infilarlo nel carrello e uscire dal supermercato di Caprotti, con un ghigno di malcelata soddisfazione. Infatti il Castellare è un Chianti dallo straordinario rapporto qualità-prezzo, che negli anni non si è fatto ammaliare dalla possibilità, prevista dal disciplinare, di utilizzare vitigni come il Merlot e il Cabernet, sia per renderlo pronto in tempi più rapidi, sia per ottenere un vino più piacione e gradito a livello internazionale. Qui possiamo trovare solo Sangioveto e Malvasia nera al 10%, coltivati a Castellina in Chianti, paesino di poco meno di 3.000 anime, mentre tutto intorno si estendono vigneti perfetti, delicatamente pettinati su colline a perdita d'occhio, con qualche cascinale...

CACC'E MMITTE DI LUCERA DOP (2011) - ALBERTO LONGO

Cacc'e Mmitte di Alberto Longo La mia mania di provare vini sempre nuovi, mi ha portato a comprare un cacc'e mmitte di lucera, Doc pugliese (acquisita nel 1974), che da disciplinare si può produrre con ben 7 uve diverse anche se tutte, o quasi, tipiche del territorio. Possono concorrere alla sua produzione da un 35 al 60% di Nero di Troia, dal 25 al 35% di Montepulciano, Malvasia nera di Brindisi e Sangiovese (ecco l'intruso), e per finire da un 15 ad un 30% di vitigni a bacca bianca come Bombino bianco, Malvasia bianca e l'immancabile Trebbiano toscano. Leggendo un vecchio Berebene 2009, scopro che le migliori versioni del Cacc'e Mmitte sembrano essere quelle con almeno il 50% di Nero di Troia ...... e con un certo sollievo scopro che la mia bottiglia di Alberto Longo, è composta da Nero di Troia al 55%, poi Montepulciano al 30% e il Bombino bianco al 15%. Se volessimo ripercorrere a ritroso il percorso di questa bottiglia, ci troveremmo a Lucera, affas...

VIGNA RUNC COLLIO MALVASIA DOC (2012) - AZIENDA AGRICOLA IL CARPINO

La storia dell'azienda agricola Il Carpino inizia negli anni '70 ed è comune a molte altre piccole realtà italiane. Silvano è un commerciante ortofrutticolo che decide di lanciarsi nella produzione e commercializzazione del vino, in particolare di quello sfuso. Acquista qualche ettaro di terra, poi inizia ad aiutarlo il genero, mentre cala la produzione del vino sfuso e aumenta quella di vino imbottigliato; contemporaneamente aumentano gli ettari di terreno, arrivati ad oggi a 15 in proprietà e 2 in affitto. Negli ultimi anni l'azienda sceglie una conduzione biologica della produzione, escludendo l'uso di prodotti chimici di sintesi, diserbanti e in generale l'utilizzo invasivo del terreno e la vite, crescendo in armonia con l'ambiente, ringrazia il produttore-contadino con uve naturali, sane ed equilibrate nelle sue componenti organolettiche. Tutto sommato niente di incredibilmente incompatibile con la coltivazione della vite, ma solo buon senso contadi...

VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DRY (2013) - VAL D'OCA

Prosecco Uvaggio Storico di Val d'Oca Dopo tanto rosso e dopo la pausa raffreddore, avevo voglia di un vino semplice, diretto, immediato da abbinare con un antipasto e un primo semplice, e visto che era da un po' di tempo che non assaggiavo un prosecco ho deciso di aprire una bottiglia di Val d'Oca, cooperativa di produttori di Valdobbiadene, che fanno della qualità un impegno costante su cui si basa tutta la produzione, nonostante numeri di una certa importanza (circa 11 milioni le bottiglie prodotte). La storia più accreditata sull'origine del prosecco parla di un vino già noto ai tempi dei Romani e chiamato Pucino, proveniente dalle stesse colline dove oggi si coltiva la Glera, vitigno principe del prosecco. Ancora intorno agli anni '60, come del resto succedeva per molti altri vini, il prosecco era composto da diversi vitigni oltre alla Glera, come Bianchetta, Verdiso e Perera. Infatti nel passato l'utilizzo di vitigni cosiddetti minori contribuiva ...

VERTICALE DI SFORZATO AZIENDA NERA

La cosa peggiore che possa capitare ad un sommelier (anche ad uno di basso livello come il sottoscritto) è  quella di prendersi un brutto raffreddore e quindi di non potersi gustare i profumi e sapori del vino. Nel mio caso, quando domenica sera, le prime avvisaglie si sono manifestate in tutta la loro scomoda certezza, non potevo che inorridire pensando alla verticale di bitto e sforzato di valtellina in programma per il martedi. Mi sono quindi visto costretto, in deroga alle mie solite abitudini, a bombardarmi di medicinali sperando almeno di ritardarne l'esplosione. Grazie al cielo sono riuscito nell'intento di allontanare il raffreddore e mi sono goduto una bella serata organizzata dall'Ais di Monza e Brianza. Il produttore Stefano Nera ha portato quattro annate in degustazione del suo Messere, Sforzato di Valtellina prodotto a Chiuro, in provincia di Sondrio. I vigneti sono situati nelle sottozone Grumello e Valgella. L'uva raccolta al giusto grado di matu...

BENUARA SICILIA IGT (2013) - CUSUMANO

Nero d'Avola e Syrah non è certo un binomio nuovo per la Sicilia. Del resto il Nero d'Avola è il vino siciliano più conosciuto, l'autoctono per eccellenza, molto diffuso un po' in tutta la regione ma soprattutto nella parte occidentale (Agrigento, Palermo e Marsala). Il Syrah in Sicilia è una scoperta più recente, ma la sua introduzione al pari di altri vitigni internazionali ha avuto il pregio di risvegliare l'interesse verso la viticoltura siciliana. Vitigno dalle antichissime origini, pare infatti arrivare dall'Iran, è molto diffuso nel sud della Francia, sua patria di elezione dove raggiunge un livello qualitativo molto alto. Cusumano è un produttore che in pochissimi anni è riuscito a imporsi nel panorama vitivinicolo italiano con un mix di ottimi prodotti, buona scelte commerciali e marketing innovativo. Fin dall'inizio della sua avventura, l'azienda di Partinico dei fratelli Cusumano ha ingaggiato l'enologo piemontese Mario Ronc...

SINE METU FRASCATI SUPERIORE DOCG (2013) - CANTINA DI MONTE PORZIO CATONE

Il Frascati è un vino che bevo volentieri ogni volta che posso ed è anche uno dei pochi vini che riuscirei a riconoscere in una degustazione alla cieca per la sua unicità visiva e gusto-olfattiva nell'affollato panorama enologico odierno. Ha conosciuto, come la sua regione, sotto l'aspetto vitivinicolo un percorso da montagne russe, che lo ha portato ad essere il vino preferito dai papi durante il medio evo, mentre negli ultimi tempi era considerato un vino di scarso pregio, buono per riempire la boccia da due litri in vendita al supermercato o al più uno sfuso da cantina sociale. Diverse aziende hanno contribuito alla rinascita del Frascati come vino di qualità: da Fontana Candida a De Santis, da Poggio le Volpi a l'Olivella, oltre a diverse altre. Viene prodotto nella zona dei famosi Castelli Romani, su terreni di origine vulcanica coltivate a vite fin dai tempi degli Etruschi, Latini e Romani, mescolando sapientemente l'uvaggio di Trebbiano e Malvasia bianca d...

UNA REALTA' MOLISANA: LA TINTILIA DI MAJO NORANTE

Dopo il mio assaggio di Opalia, la Tintilia di Campi Valerio, mi era rimasta la voglia di assaggiare ancora questo autoctono molisano e di rivivere le positive esperienze riscontrate nel bicchiere. Tuttavia non sono molte le enoteche di Milano e dintorni che tengono sullo scaffale qualche bottiglia della poco famosa Tintilia, non parliamo poi di Gdo o ristoranti. E' più facile invece ritrovarla in rete, magari di qualche produttore di medie-grandi dimensioni che oltre alla produzione di Montepulciano, Sangiovese e Trebbiano tipici del molisano e dell'Abruzzo, si sono cimentati nell'avventura della Tintilia. Ed è così che a dicembre mi sono fatto il mio personalissimo regalo di Natale, acquistando su Internet, tra le altre, una bottiglia di Tintilia di Majo Norante, conosciuto produttore molisano di cui avevo da poco degustato una semplice e godevole Falanghina. Vitigno autoctono molisano per eccellenza, ha origini incerte, ma quasi certamente è arrivato dalla Spag...

LU VERU PIACIRI ETNA ROSSO DOC (2012) - AL-CANTARA

I vini dell'Etna mi hanno sempre un po' affascinato, prima ancora che all'assaggio, per la poetica immagine di questi vigneti con lo sfondo minaccioso del vulcano, magari con la cima innevata e qualche sbuffo qua e la all'orizzonte. Nello scegliere i vini e per non rimanerne deluso (come mi è già successo in passato) ho deciso di dirigermi verso i produttori più piccoli e non necessariamente famosi. Qualche nome lo conoscevo già per consiglio di amici siciliani, ma molti dei loro 'cru' sono fuori dalla portata delle mie tasche. Non rimaneva quindi che prendere una versione base (anche se questo termine non piace a molti produttori devo dire che non saprei come meglio descrivere il prodotto meno ambizioso e meno costoso di ogni azienda), oppure scegliere un produttore sconosciuto con la precauzione di cercare qualche informazione dalla rete dopo aver individuato la bottiglia. La scelta è ricaduta su Al-Cantara, giovane azienda che opera in contrada Feudo ...

CORNALIN VALLÈE D'AOSTE DOP (2011) - LE CLOCHER

Primo vino del 2015 e subito una bella sorpesa. Le Clocher di Danilo Charrere è una medio-piccola realtà altoatesina situata sulla Route des vins della Valle d'Aosta e non lontano da Aosta. I suoi vigneti si estendono per 4 ettari tra i 400 e i 900 metri, dove vengono prodotti, accanto ai vitigni internazionali, una buona selezione di vitigni autoctoni come Fumint, Torrette, Petit Arvin e Cornalin. Ho acquistato una bottiglia di quest'ultimo proprio perchè non avevo mai assaggiato questo vitigno; del resto quando si tratta si assaggiare qualche autoctono per me nuovo sono sempre in prima fila. E il Cornalin è il classico vitigno raro che ha rischiato seriamente l'estinzione. Arrivato dalla Francia e stabilitosi molto bene nella valle alpina dominata dal Monte Bianco, ha conosciuto negli anni '60 un periodo di crisi, fino a raggiungere una coltivazione sporadica e isolata ad opera di pochi e coraggiosi viticoltori. Ha invece continuato ad essere prodotto e in ...

I MIEI VINI DEL 2014

Ed eccomi arrivato alla fine di un altro anno di sacrosante bevute, alcune eccellenti, molte buone o di medio livello e altre (a dire la verità poche) che mi hanno deluso. Mi è venuto quindi naturale fare un riassunto dei migliori assaggi, ma la difficoltà di sceglierli, anche in funzione della notevole diversità della tipologia dei vini, mi ha fatto capire che non potevo fare solo una semplice classifica. Ho deciso quindi di parlare dei ' fuoriclasse ', vini che per loro stessa natura e/o per la bravura del produttore si distinguono nettamente dagli altri. Spesso vanno 'attesi' e hanno costi di produzione alti, perchè in vigna viene fatta una attenta selezione delle uve e le viti magari vecchie hanno rese bassissime, mentre in cantina vengono utilizzati lieviti selezionati e affinati per anni nel legno. Oppure è stata fatta la scelta biologica o biodinamica nella conduzione del vigneto e della cantina ...in ogni caso sono vini mediamente costosi. Ci sono poi ...