Passa ai contenuti principali

CORNALIN VALLÈE D'AOSTE DOP (2011) - LE CLOCHER



Primo vino del 2015 e subito una bella sorpesa.
Le Clocher di Danilo Charrere è una medio-piccola realtà altoatesina situata sulla Route des vins della Valle d'Aosta e non lontano da Aosta.
I suoi vigneti si estendono per 4 ettari tra i 400 e i 900 metri, dove vengono prodotti, accanto ai vitigni internazionali, una buona selezione di vitigni autoctoni come Fumint, Torrette, Petit Arvin e Cornalin.
Ho acquistato una bottiglia di quest'ultimo proprio perchè non avevo mai assaggiato questo vitigno; del resto quando si tratta si assaggiare qualche autoctono per me nuovo sono sempre in prima fila.

E il Cornalin è il classico vitigno raro che ha rischiato seriamente l'estinzione.
Arrivato dalla Francia e stabilitosi molto bene nella valle alpina dominata dal Monte Bianco, ha conosciuto negli anni '60 un periodo di crisi, fino a raggiungere una coltivazione sporadica e isolata ad opera di pochi e coraggiosi viticoltori.
Ha invece continuato ad essere prodotto e in un certo senso ha prosperato nella Svizzera Vallese, dove il suo carattere scontroso e selvatico è piaciuto di più rispetto al raffinato palato italiano che stava dirigendosi verso una certa omologazione su vitigni internazionali o i grandi classici italiani come il Nebbiolo, il Sangiovese e alcuni altri.

Poi il ritorno dell'interesse verso gli autoctoni rari ha riportato 'in auge' questo vitigno non facile da coltivare e che si adatta bene ai climi freddi e alle escusioni termiche tipiche dei paesaggi più montani che collinari.

Il Cornalin di Le Clocher è rosso violaceo tendende al granato nel bicchiere.
Il bouquet è orientato sui frutti di bosco, con una interessante scia vegetale.
Al sorso si apprezza per l'equilibrio, con tannini delicati, acidità nella norma, pienezza gustativa. Il tutto si concretizza e si amalgama con una sensazione di piacevole setosita' sul palato su un finale di media lunghezza.

Al primo assaggio ho subito pensato che in una degustazione alla cieca l'avrei confuso con il Torrette di Les Cretes.
In ogni caso ancora una volta posso dire di aver gustato un ottimo vino, dal buon rapporto prezzo-qualità, che ormai grazie agli acquisti on line e con un pizzico di volontà di bere qualcosa di nuovo puo' essere conosciuto e apprezzato da tutti.


Commenti

Post popolari in questo blog

VALPOLICELLA RIPASSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2011 - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il mondo delle cooperative è un universo complesso e spesso controverso di cui si potrebbe parlare a lungo. La Cantina Valpolicella Negrar è una cooperativa che gestisce quasi 600 ettari di vigneti e che sembra aver sposato in pieno il concetto della qualità, attraverso una selezione attenta delle uve dei soci, l'utilizzo di una cantina moderna con vasche in acciaio inox e botti di rovere di medio-grandi dimensioni e un impianto di imbottigliamento indipendente con una capacità di 7.000 bottiglie all'ora. Questa cooperativa produce Amarone, Recioto, Valpolicella Classico e Ripasso ed è quest'ultima tipologia di vino che ho assaggiato. I Valpolicella Ripasso hanno da sempre diviso esperti e appassionati tra chi li trova gradevoli soprattutto perchè hanno maggiore struttura dei Valpolicella classici mentre sono meno impegnativi di un Amarone  (anche in termini economici) e chi invece li trova ibridi e stucchevoli. A mio modesto avviso se si parte da una buona ma...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Malbec Prodigo di El Hijo

Mi metto alla guida della mia auto in direzione Monza centro . E' una serata tipica di metà ottobre, quando non fa più caldo ma non fa neanche ancora freddo. Penso che quasi quasi, con un po' di coraggio, si potrebbe ancora mangiare sul terrazzo di Chef Fabrice , ma mi rendo anche conto che alla fine, in tutti questi anni di cene nella nostra amata sede estiva, non siamo mai andati oltre la prima settimana di ottobre. Mi ricordo ancora alcune foto delle nostre cene sul terrazzo, sorridenti e quasi coraggiosi nelle nostre felpe (io anche con un piumino leggero color azzurro), mentre alziamo i calici e brindiamo a noi, alle nostre cene, alla nostra amicizia e alla vita. La fortuna che abbiamo avuto di incontrarci e condividere 10 anni della nostra vita insieme , nelle quali abbiamo visto i nostri figli nascere, crescere e diventare adulti, nelle quali abbiamo perso un amico comune delle cene che ha lasciato una cicatrice indelebile nei nostri pensieri, semplicemente non ha prezzo...