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Il giovane promettente Brunello di Montalcino Capanna annata 2010, all'assaggio di Baccanera

Brunello di Montalcino di Capanna Certo l'estate non è la stagione ideale per bersi un buon Brunello di Montalcino di Capanna. Eppure l'abbinamento con certi piatti, nel caso specifico uno stupendo capriolo al ginepro con contorno di patate arrosto, rende indispensabile l'assaggio di questo tipo di vini se si vuole accompagnarli in modo adeguato. Inoltre l'accortezza di servire il vino rosso non alla temperatura ambiente, come si sente spesso dire in giro in modo del tutto sbagliato, ma semplicemente alla temperatura a cui questo tipo di vino va servito, che nel caso di un vino importante come il Brunello può arrivare ai 18-20 gradi, fa capire come si possa serenamente bere Brunello, Barolo e Amarone anche d'estate e in modo del tutto piacevole. Capanna è una azienda a conduzione famigliare, fondata nel 1957 a Montosoli, a nord di Montalcino. Come (quasi) tutte le aziende agricole della zona si è fatta trovare pronta, quando negli anni '80 è esploso il...

Sauternes Chateaux Simon, annata 2010

Sauternes di Chateaux Simon Secondo la legislazione francese i Sauternes, raggruppati nelle tre Aoc Sauternes, Barsac e Cérons, sono considerati Vin blanc liquoreux. Sono uve di Semillon e Sauvignon blanc, con prevalenza del primo vitigno, che subiscono una sovramaturazione in vigna, a cui si aggiunge la particolarità di essere attaccati dalla Botrytis Cinerea, una particolare muffa che si presenta in condizioni del tutto particolari e cioè alla presenza ad un certo punto della maturazione di particolari condizioni di umidità, seguito da un periodo piuttosto secco. La Botrytis Cinerea ha l'effetto di consumare l'acqua dell'acino, permettendo la concentrazione delle sostanze in poca, importantissima polpa, mentre il periodo secco successivo consente di proseguire l'azione di disidratazione degli acini e il loro naturale arricchimento in glicerina e zuccheri. Chiaramente le irregolarità atmosferiche che si stanno sempre più concretizzando negli ultimi anni, rendon...

La mia personalissima sorpresa (e intrinsica felicità) di bere Chianti superiore di Podere Alberese

Chianti di Podere Alberese E' da un po che non assaggiavo Chianti e finalmente una sera mi si è presentata l'occasione di assaggiarne una bottiglia di Podere Alberese, una giovane ma molto dinamica azienda che opera in provincia di Siena. La zona di produzione del Chianti è costituita da territori che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.  Inutile dire che l’origine del Chianti si perde nella notte dei tempi, anche se la prima delimitazione ufficiale risale al 1932.  Oggi il Chianti si estende su un territorio molto vasto e la denominazione può essere integrata con le menzioni aggiuntive Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli. Come accennavo in precedenza, Podere Alberese, a differenza del Chianti, ha una storia recente. Nasce infatti nel 2003 ad Asciano, in provincia di Siena. Alla produzione olivicola si è subito affiancata la coltivazione della vite, mentre...

Il sontuoso Pedro Ximenez di Toro Albalà

Il Pedro Ximenez di Toro Albalà Prima di assaggiare (per voi virtualmente) questo superbo Pedro Ximenez di Bodega Toro Albalà, vale la pena ripercorrere brevemente cosa si intende per Sherry, in particolare nella sua tipologia Pedro Ximenez. E' un tipo di sherry più ricco e più dolce rispetto allo Sherry tradizionale, ottenuto da uve omonime fatto appassire su graticci e a cui viene poi aggiunto alcol per garantire il residuo zuccherino. Il Pedro Ximenez da me assaggiato viene prodotto a Montilla-Moriles, una storica zona di produzione, anche se nel passato era considerata una zona di produzione di mosti e per la famosa zona dello Jerez, dove si produce lo Sherry più tradizionale. Ci troviamo in media collina, a circa 500 m.s.l.m. Bodega Toro Albalà è una delle realtà più importanti della denominazione. Con una produzione di quasi 500 mila bottiglie è un'azienda che conserva le tradizioni e che potrebbe senza problemi raddoppiare la produzione, ma alla quantità pre...

La classe e l'aristocratica eleganza del Marciliano di Falesco

Marciliano di Falesco Parlando di Falesco si rischia di ripetersi ma vale la pena sintetizzare che siamo nelle vicinanze del lago di Bolsena, ma per quanto riguarda la tenuta del Marciliano siamo ancora in Umbria anche se molto vicino al confine con il Lazio. Vale la pena di ricordare che Cotarella ha saputo rompere le tradizioni di una terra che storicamente è sempre stata considerata ideale solo per la produzioni di vini bianchi, impiantando Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, ottenendo attraverso un misto di tecnologia d'avanguardia, cura meticolosa di ogni processo produttivo e alta selezione qualitativa, oltre ripetute selezioni clonali, un vino rosso di sicuro successo. In poche parole si parte dallo studio e dalla ricerca per arrivare, attraverso l'attenta cura della vigna e l'utilizzo di tecnologie in parte innovative in cantina, ad un prodotto che non si può che trovare di grande classe ed eleganza espressiva. Nel Marciliano Cotarella ha saputo combinare l...

I vini marcatamente distintivi di Palazzone

Campo del Guardiano di Palazzone L’idea di dedicare una cena abbinando i vini di un’unica azienda, si concretizza una sera di mezza estate, iniziata con un clima afoso tipico di luglio e continuata con improvviso quando provvidenziale acquazzone rinfrescante. L’azienda è Palazzone, un produttore ampiamente conosciuto nel panorama enologico italiano, di cui avevamo assaggiato i vini nel corso del Vinitaly 2016, trovandoli interessanti al punto da decidere un acquisto per riassaggiare quelli già provati in una cornice meno caotica di quella della fiera e per provare altri prodotti che non conoscevamo, ma di cui si sente spesso parlare. L’azienda si trova in Umbria e più precisamente a Rocca Ripesena, in un territorio di confine tra Umbria, Lazio e Toscana, poco distante dal Lago di Bolsena con i suoi terreni di origine sedimentaria e argillosa con una buona influenza da parte dei terreni di origine vulcanica e tufacei dei dintorni del lago di Bolsena. L’avventura di Palazz...

Aldiola Colli del Limbara Igt (2008) - Cantina del Vermentino

Aldiola Colli del Limbari E' la mia personalissima estate del Vermentino, dove per caso o per curiosità sto assaggiando diversi prodotti interessanti di questo vitigno autoctono molto versatile che si presta meravigliosamente in abbinamento alla maggior parte delle preparazioni a base di pesce. Nello specifico mi sono avvicinato a questa bottiglia incuriosito più che altro dalla denominazione 'Colli del Limbara' che onestamente non avevo mai nemmeno sentito nominare. La maggior parte dei territori coinvolti in questa denominazione è situata in Gallura, dove la coltivazione della vita ha origini antichissime, se si considera che i primi reperti sono del periodo punico. Con i romani oltre ad un salto di qualità nella coltivazione della vite e nella successiva produzione e conservazione del vino, vengono anche introdotti nuovi vitigni come il Moscato e il Nasco, mentre si deve attendere la dominazione spagnola per l'introduzione sull'isola di vitigni come il ...

Il Barbaresco Faset di Castello di Verduno annata 2007

Barbaresco Faset di Castello di Verduno Con una certa enfasi, ma senza poi tanto esagerare, si può serenamente affermare che il progenitore del Barolo ha avuto una sua determinante evoluzione verso il vino che conosciamo oggi nel Castello di Verduno, che ha una antichissima storia che parte nel 1500, quando la famiglia Cerrato da inizio alla costruzione del castello, passando per l’acquisto del castello e di tutte le sue proprietà terriere da parte di Re Carlo Alberto nel 1838. Il Re decide di affidare al generale in pensione Paolo Francesco Staglieno, discendente di una famosa famiglia patrizia genovese, la direzione enologica della tenuta considerando le sue competenze in campo viticolo. Il generale sperimentò diverse vinificazioni di Nebbiolo e intuì, in un’epoca molto diversa dalla nostra, le sue potenzialità di invecchiamento, gettando le basi per la produzione del futuro Barolo. Nel 1909 la proprietà viene acquisita dalla famiglia Burlotto che ancora oggi ha la prop...

Vermentino Igt Plinio (2014) - Bruni

Dopo una serie di bevute poco interessanti finalmente qualcosa per cui vale la pena scrivere due righe, complice una vacanza al mare nella parte più a sud della Toscana. Qui si produce e beve rosso, mentre il poco bianco prodotto è quasi sempre Vermentino, che io considero in assoluto il vino più facile da abbinare al pesce, sia per la generosa fragranza del suo bouquet sia per il suo palato sapido e piacevolmente fresco. Il Vermentino è diffuso soprattutto in Liguria, Toscana e Sardegna, quasi sempre con vigne poco distanti dal mare e dalla sua benefica influenza. Il Vermentino Igt di Bruni, nasce a Fonteblanda, in provincia di Grosseto, una piccola frazione del comune di Orbetello, su un terreno praticamente poco al di sopra del livello del mare, presso il golfo di Talamone, poco a sud rispetto ai monti dell'Uccellina e del Parco naturale della Maremma. Qui le vigne sono intervallate dagli ulivi, da qualche filare di cipressi e da strade strette e in alcuni casi sterrate...

Montiano Lazio Igt (2013) - Falesco

Montiano di Falesco Con il Montiano, Cotarella non si è limitato a produrre un rosso, anche solo ben riuscito, ma ha voluto produrre un grande vino rosso in una zona storicamente votata alla produzione di vini bianchi. Siamo nei vigneti che circondano il lago di Bolsena, con il suo terreno di origine vulcanica composto da lapilli che donano mineralità e un profumo del tutto unico ai vini di queste parti. E' appunto il terreno l'elemento determinante per questo rosso a base Merlot, che nasce meno morbido e meno caldo rispetto a molti altri Merlot toscani, ma più elegante e fresco. Il resto lo fa la grande cura per la qualità, la selezione continua, la densità di impianto, la sperimentazione e selezione dei cloni, oltre alla continua evoluzione tecnologica in cantina per arrivare al miglior risultato possibile. E' anche un vino che ha saputo molto cambiare nel corso della sua storia, sia per le varie sperimentazioni a cui Cotarella si è dedicato, sia per un cambi...

I vini intrinsecamente friulani di Isidoro Polencic

Ho assaggiato un vino di Polencic per la prima volta durante il Vinitaly 2016. Con alcuni amici abbiamo dedicato particolare attenzione al Friuli, terra di grandi vini bianchi ma che sa produrre anche ottimi rossi, soprattutto nelle zone più calde. Durante questo tour vitivinicolo che mirava a selezionare attentamente i migliori produttori, ci siamo imbattuti nello stand di Polencic, che un mio amico aveva in precedenza già assaggiato e che ricordava come un buon produttore. Lo stand in quel momento era vuoto, così ci siamo fermati e una gentilissima signora bionda ci ha accolto con un largo sorriso e ci ha fatto assaggiare diversi prodotti, intrattenendoci a parlare di terreno, vendemmie, andamenti climatici per poi passare allo scandalo (poi rivelatosi una bufala) dell'aggiunta di aromi nel sauvignon, per finire con biotipi di vitigni e tanto altro ancora. L'impressione è stata molto positiva sia per i vini assaggiati sia per l'accoglienza ricevuta e una volta rito...

La ricercata eleganza del Frimaio, passito da vendemmia tardiva di Rizzi

Frimaio di Rizzi Può sembrare strano a chi non conosca il mondo del vino ma non è per nulla facile o scontato fare un buon passito. Molti produttori mettono in produzione vini dolci solo per poter offrire al cliente una gamma completa di vini. Invece cimentarsi con un passito è una scelta tutt'altro che facile, che richiede a monte la selezione del vitigno ideale per la zona di produzione, una buona e sana uva in vigna, cure praticamente continue, basse rese se si vuole concentrare gli zuccheri in pochi e preziosi acini, una vendemmia che o è tardiva, con tutti i rischi connessi o leggermente ritardata con conseguente raccolta degli acini in apposite cassette lasciate appassire al sole o al coperto, ma sotto l'influenza della ventilazione forzata, il controllo continuo della sanità di ogni grappolo per evitare il diffondersi di marciumi e muffe che renderebbero utilizzabile l'uva per la vinificazione ...... A questo pensavo l'altra sera mentre con il solito gr...

Viaggio tra i vitigni autoctoni rari: il Terrano

Terrano Hodì di Parovel Il Carso è una splendida e ribelle terra di frontiera, per metà in Italia e per l'altra metà in Slovenia, un altopiano roccioso di origine calcarea che va dalle Alpi Giulie al mare Adriatico ed è caratterizzato da terreno impervio, roccioso, frammentato e permeabile all'acqua che ha scavato grotte, fiumi carsici e piccole valli, ricoperte da una terra rossa slavata dalla pioggia e dalla bora. Un terreno quindi piuttosto povero dove la vite cresce con fatica e dove non possono che adattarsi e dare il meglio solo vitigni autoctoni come la Vitoska, la Malvasia Istriana e il Terrano. Tutti vitigni con una loro ben precisa e inconfondibile personalità, l'esatto opposto dell'omologazione tipica dei vitigni internazionali, che portano a vini estremi e scontrosi, coltivati da altrettanto difficili viticoltori friulani che spesso hanno chiare origini slovene (Gravner, Branko, Kante, Skerk e tanti altri). Nello specifico il Terrano è un vino decisa...

I diciannove anni del Brunello di Montalcino di Tenuta Caparzo

Brunello di Tenuta Caparzo Non è facile trovare una bottiglia di diciannove anni ancora in ottimo stato, ma se ci riusciamo vuol dire che il vino è stato ben conservato e soprattutto che era in grado di sostenere un lungo invecchiamento. Oggi vorrei parlare del lento cerimoniale e la sottile emozione che prova un appassionato di vino ad aprire una bottiglia il cui contenuto è nato in vigna, lavorato e imbottigliato quasi vent'anni prima. Si parte ovviamente con l'apertura del tappo di sughero, che deve essere fatta con estrema attenzione e delicatezza di movimenti, perché non ne conosciamo la sua condizione. Il tappo potrebbe essere in parte impregnato di vino e quindi fragile oppure essersi decisamente asciugato, in entrambi i casi non un buon segno. L'annusata del tappo di sughero per trovare il famoso 'odore di tappo' è ormai consuetudine, ma chissà perché sui vini meno recenti si tende sempre ad avere dei dubbi, come se il maggiore o minore tempo trasc...

Il Vermentino di Valdifalco targato Loaker

Vermentino Valdifalco I Loaker sono famosi produttori di wafer dell'Alto Adige, ma pochi sanno che, da più di trent'anni, Rainer uno dei tre fratelli Loaker è un appassionato produttore di vino con tre tenute in Italia, di cui una in Alto Adige, e due in Toscana, nella patria del Brunello e in Maremma. La conduzione di tutte e tre le tenute è rigorosamente biodinamica che comprende l'utilizzo del corno letame e corno silicio, l'assoluto divieto dell'utilizzo di diserbanti e pesticidi in vigna, oltre che l'apporto dei soli lieviti naturali al posto di quelli industriali selezionati. A tutto questo viene abbinata la coltivazione di particolari erbe da sfalcio che contribuiscono a garantire biodiversità all'ambiente, attirando in vigna api e bombi che vengono utilizzati per la lotta integrata contro i parassiti della vite. La tenuta Valdifalco, acquistata nel 1996 dai Loaker, si trova nel comune di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto, non lon...

Kamie di Parovel, Muscat Petit Grain di Grosjean, Pinot grigio di Ronco Belvedere

Inauguro oggi una serie di post di bevute interessanti ma che per mancanza di tempo devo per forza concentrare in poche righe. L'alternativa sarebbe lasciare che gli assaggi cadano nell'oblio informativo, ma sarebbe un peccato da astemi in cui non ho intenzione di ricadere. Ecco allora di seguito alcuni prodotti assaggiati e garantiti da Baccanera. Kamie Extra Dry - Parovel Kamie di Parovel Parovel è produttore del Carso, un altopiano pietroso, battuto di freddi venti di bora in inverno e con estati calde e siccitose, dove la vite trova un terreno povero e dove le condizioni climatiche hanno consentito l'acclimatamento di un numero limitato di vitigni, quasi tutti autoctoni. Di Parovel ho già assaggiato alcuni interessanti prodotti ma questa volta ho dedicato le mie attenzioni a Kamie, spumante frutto di un incrocio tra Malvasia istriana e Glera che si dimostra un prodotto fresco, semplice ed essenzialmente immediato. Niente male il naso dal tratto fragrante, er...

Il mitico e unico Brunello Biondi-Santi

Brunello Biondi Santi Approfittando di questo finale di primavera ancora piuttosto piovoso e insolitamente freddo, è giunta l'ora di rompere gli indugi e assaggiare gli ultimi grandissimi vini rossi della stagione, prima che l'estate mi indirizzi inevitabilmente sui vini bianchi via via sempre più semplici e meno strutturati (e beverini). Ancora una volta è una serata in compagnia e una cena abbinata in maniera perfetta a fare da contorno ad una emozionante bottiglia di Brunello di Montalcino della Biondi-Santi, vino che mi è stato regalato dai miei ex colleghi di lavoro per un giorno speciale. Per i pochissimi che non lo sapessero stiamo parlando di un vino che non si limita semplicemente ad essere di classe superiore, ma che ha fatto letteralmente la storia della viticoltura italiana. Tutto inizia nei primi decenni del 1800 (quindi un'era geologica fa) quando un tale Clemente Santi, di professione farmacista, pare che assecondando la sua passione si dedicasse pi...

La classe senza confini del Contessa Entellina 'Mille e una notte' di Donnafugata

Mille e una notte di Donnafugata E' la prima volta che assaggio un Contessa Entellina Doc e l'approccio è diretto verso il vino più rappresentativo di questa denominazione, il Mille e una notte, che poi è anche il vino di punta di Donnafugata, azienda tra le più rinomate e di successo di tutta la Sicilia. Per raccontare adeguatamente questo nettare della terra siciliana, non si può che partire dal terroir, ovvero quell'insieme di terreno e condizioni pedoclimatiche che influiscono in maniera determinante su quel liquido scuro e saporito che entra in una bottiglia da 75 cl, dopo infinite e assidue attenzioni. Donnafugata è suddivisa in tre diverse zone della Sicilia. Pantelleria dove dall'incrocio del suolo di origine vulcanica e delle amorevoli cure verso le vigne piantate a Zibibbo viene prodotto il mitico Ben Ryè, che ho avuto la fortuna di assaggiare più di una volta. Il paesaggio è straordinariamente unico, con vigne che si arrampicano sui declivi roccio...

Mini verticale di Barbaresco Montefico La Ca' Nova

Ci stava proprio la mini verticale di Barbaresco Montefico di La Ca' Nova in un mercoledì sera di tarda primavera. Sei annate: 2013, 2012, 2011, 2009, 2008 e 2005 hanno allietato la serata passata in bella compagnia del solito gruppo di 'astemi'. Per chi non lo sapesse la collina di Montefico si trova poco a est del paese di Barbaresco, zona particolarmente vocata alla produzione di Nebbiolo su terreni ricchi di argilla calcarea, anche se poi una buona parte della differenza la fa anche il produttore con i suoi interventi agronomici in vigna e con quelli da alchimista in cantina. Oggi riesce difficile crederlo ma c'era un tempo in cui il Barbaresco veniva considerato come un sostituto del più famoso Barolo. Poi alcuni grandi produttori, tra cui il primo è stato Angelo Gaja, hanno smarcato il Barbaresco concedendogli dignità e notorietà e rendendolo uno dei prodotti più appetibili sul mercato, anche in funzione del buon rapporto qualità-prezzo. La Ca' Nova n...