Passa ai contenuti principali

La mia personalissima sorpresa (e intrinsica felicità) di bere Chianti superiore di Podere Alberese

Chianti di Podere Alberese


E' da un po che non assaggiavo Chianti e finalmente una sera mi si è presentata l'occasione di assaggiarne una bottiglia di Podere Alberese, una giovane ma molto dinamica azienda che opera in provincia di Siena.
La zona di produzione del Chianti è costituita da territori che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. 
Inutile dire che l’origine del Chianti si perde nella notte dei tempi, anche se la prima delimitazione ufficiale risale al 1932. 
Oggi il Chianti si estende su un territorio molto vasto e la denominazione può essere integrata con le menzioni aggiuntive Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli.

Come accennavo in precedenza, Podere Alberese, a differenza del Chianti, ha una storia recente.
Nasce infatti nel 2003 ad Asciano, in provincia di Siena. Alla produzione olivicola si è subito affiancata la coltivazione della vite, mentre la proprietà ha da subito puntato sull'agricoltura biologica, ottenendo la certificazione nel 2007.
I vitigni impiantati sono quelli tipici del Chianti, come il Sangiovese e il Canaiolo, mentre alcuni filari sparsi di Trebbiano servono alla produzione di un vino bianco.
L'azienda ha sperimentato diversi cloni di Sangiovese per arrivare a scegliere quello più adatto, ma ha dedicato anche tempo al recupero di una varietà autoctona come il Fogliatonda,
Oltre a questo Podere Alberese ha recuperato diverse viti con più di quarant'anni di età presenti nel podere, con un lavoro lungo e importante di potatura, sostituzione delle viti malate, lavorazione ottimale del terreno, sostituzione di pali o fili mancanti, con l'intento di sfruttare l'enorme potenziale inespresso di queste viti storiche in tema di qualità di vino prodotto.  

Il Chianti Superiore, annata 2009, è composto da Sangiovese grosso (90%) e Canaiolo (10%).
Le vigne si posizionano a Rapolano Terme e Collalto, 5 ettari posizionati su un suolo sabbioso, tufaceo e tendenzialmente argilloso, ad una altitudine media di 450 mslm.
La vendemmia parte agli inizi di ottobre, mentre Podere Alberese si impone una resa straordinariamente bassa: 35-40 quintali per ettaro contro un disciplinare di 80 quintali per ettaro.
Vinificazione con macerazione sulle bucce per 15 giorni, poi affinamento in tonneaux di rovere Allier per 18 mesi, poi ulteriore affinamento per 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Nel bicchiere ha un colore rubino vivace e compatto.
Il naso porta in dote un bouquet straordinariamente complesso e intenso, con le note di marasca, pepe nero e frutti di bosco che sfumano delicatamente verso una scia leggermente vanigliata e alcune note mentolate sul finale.
Attacco soffice ma concentrato, sorso che si presenta dinamico e vibrante senza essere imperioso, con tannino che si presenta piuttosto sul finale, ma in perfetto equilibrio.
Finale pulito e di buona persistenza.

Un vino che non conoscevo e che mi ha sinceramente conquistato.



Commenti

Post popolari in questo blog

VALPOLICELLA RIPASSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2011 - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il mondo delle cooperative è un universo complesso e spesso controverso di cui si potrebbe parlare a lungo. La Cantina Valpolicella Negrar è una cooperativa che gestisce quasi 600 ettari di vigneti e che sembra aver sposato in pieno il concetto della qualità, attraverso una selezione attenta delle uve dei soci, l'utilizzo di una cantina moderna con vasche in acciaio inox e botti di rovere di medio-grandi dimensioni e un impianto di imbottigliamento indipendente con una capacità di 7.000 bottiglie all'ora. Questa cooperativa produce Amarone, Recioto, Valpolicella Classico e Ripasso ed è quest'ultima tipologia di vino che ho assaggiato. I Valpolicella Ripasso hanno da sempre diviso esperti e appassionati tra chi li trova gradevoli soprattutto perchè hanno maggiore struttura dei Valpolicella classici mentre sono meno impegnativi di un Amarone  (anche in termini economici) e chi invece li trova ibridi e stucchevoli. A mio modesto avviso se si parte da una buona ma...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Il Chaos in una bottiglia by Fattoria Le Terrazze

Ho conosciuto Antonio Terni, il proprietario della Fattoria Le Terrazze, ad un Vinitaly di qualche anno fa. Sedeva quasi indifferente, lamentandosi che la temperatura di servizio non era adeguata; non sembrava assolutamente interessato a convincerti a comprare i suoi vini. Sempre semi stravaccato sulla sedia, ci ha servito un paio di rossi di carattere mentre i miei due amici sommelier di Latina lodavano i suoi vini come i migliori delle Marche. Mi ricordo di averli trovati pieni, materici, essenziali, vini che rispecchiano fedelmente un territorio fortunato e quasi unico nel suo genere. Infatti l’influenza del suolo con le sue componenti calcareo-argillose e calcareo-sabbiose e la vicinanza al mare con le sue brezze continue, che consentono all’acino di rimanere sempre asciutto prevenendo quindi la formazione di muffe, rendono il Conero e i suoi declivi nell’intorno un luogo suggestivo oltre che ideale per la coltivazione della vite in particolare a bacca rossa. ...