Passa ai contenuti principali

Post

Il Gewurztraminer 2016 di Albino Armani alla prova di Baccanera

E' un piacere trovare amici con la tua stessa passione e se questa si riferisce al vino la condivisione diventa praticamente fondamentale. Se poi la cena si volge su un terrazzo, in piena estate, al 15 piano della 'Torre Dazza', con piatti cucinati da Chef Fabrice, capite che il tutto diventa meglio (molto meglio) di un qualsiasi ristorante. Fatta questa premessa avviciniamoci come al solito al produttore di oggi e al suo vino parlando prima del territorio di origine. La Vallagarina è una valle di origine glaciale che segue il fiume Adige, i cui confini sono identificabili a nord con il paese di Besenello, da cui parte la Val d’Adige, mentre il limite inferiore corrisponde allo sbocco sulla Pianura Padana. E’ quindi l’ultimo tratto tra i monti che il fiume Adige percorre prima di arrivare alla pianura. Questa valle è da sempre fortemente vocata all’agricoltura e la vite in particolare è presente da millenni. Si può considerare la patria del Marzemin...

Kerner (2015) - Nals Margreid

Nals Margreid è una cooperativa di 138 viticoltori che coltivano complessivamente 160 ettari di terreno che si estendono da Nalles, fra Bolzano e Merano, dove si trovano i terreni più settentrionali, fino a Magrè, nella parte meridionale della Bassa Atesina. Terreni che spaziano dai conoidi alluvionali carcarei, ai suoli porfidici e morenici, roccia primitiva di marmo, greiss e mica. La variegata distribuzione dei terreni, sia per latitudine che per altitudine, consentono alla cantina di poter contare su un'ottima varietà morfologica di terroir a disposizione. La filosofia aziendale, che si può riscontrare anche nei vini assaggiati, parla di un vino che viene naturalmente atteso senza inutili forzature e con una esasperata ricerca della qualità in vigna. Anche il microclima è abbastanza variegato, grazie ad una altitudine che può variare tra i 200 e i 900 metri, con la protezione dell'arco alpino a nord e gli influssi mediterranei a sud, con forti sbalzi termini tra...

L'agricoltura sinergica di L'Archetipo

Francesco Valentino Dibenedetto è il proprietario di Archetipo, azienda agricola di Castellaneta (Puglia) che segue i dettami dell'agricoltura sinergica. Dopo l'agricoltura biologica, e quella biodinamica talvolta confusa con il termine Vegan, oggi abbiamo pure (e non lo sapevamo) l'agricoltura sinergica. Che cos'è l'agricoltura sinergica però non è di difficile interpretazione e viene bene spiegato dalla stessa azienda sul proprio sito internet. Infatti dopo vent'anni di agricoltura biologica e cinque di agricoltura biodinamica, l'Archetipo è riuscita a portare i propri terreni ad una situazione di equilibrio che, in termini tecnici, viene appunto definita agricoltura sinergica. E ancora meglio un sistema o ecosistema può considerarsi in equilibrio solo se non presenta picchi di sviluppo di un essere vivente sugli altri. L'azienda non pratica l'aratura dei terreni per non andare a destabilizzare il contributo naturale della natura sui ter...

Polvanera: quando la tradizione e il territorio si ritrovano in bottiglia

Polvanera è una dolce e piacevole scoperta che rivendico spesso nel 'gruppo dei soliti astemi'. Ricordo ancora come fosse oggi che, dopo una lunga batteria di produttori e relativi vini assaggiati, eravamo in procinto di lasciare il Vinitaly 2017, tornando alla stazione di Verona e, un tantino preoccupati, calcolavamo mentalmente quanto potevamo metterci per uscire dalla fiera, prendere il primo autobus e arrivare ai binari. Dal calcolo approssimativo è risultato che avevamo ancora un piccolo, ma determinante spazio temporale per degustare un ultimo produttore che ho scelto dalla mia lista. Quel produttore era Polvanera. Di lui ci ha colpito che, nonostante tutto un Vinitaly ormai alle spalle, i suoi vini ci sono sembrati avere una personalità perfettamente distintiva, fortemente territoriale e, per noi molto importante, con un rapporto qualità prezzo che ancora oggi considero praticamente imbattibile. Con colpevole ritardo abbiamo riassaggiato uno dei suoi vini nella ...

Chianti riserva Rio Camerata, annata 2013 di Fattoria di Piazzano

Il 9 maggio scrivevo di un vino assaggiato di Fattoria Piazzano. Come tutti i produttori che lavorano bene, noi del gruppo dei soliti ignoti ripetiamo l'acquisto, appena possiamo e terminate un po' di scorte di altri vini ..... Mi ritrovo quindi a assaggiare altri vini di questa bella realtà toscana con sede a Empoli e certificata biologica. Partiamo dal Ventoso, uno dei prodotti di punta dell'azienda; un Sangiovese con un saldo di Canaiolo e altre uve rosse del territorio. L'esposizione è sud, sud-ovest e nord, con una densità di impianto che oscilla tra i 3.200 e i 5.200 ceppi per ettaro. L'affinamento avviene in vasche di cemento vetrificato per mantenere la succosità e il frutto e questo pare sia considerato un must aziendale. L'annata degustata è la 2016 e occorre dire che mi aspettavo forse maggiore sostanza. Invece quello che ritroviamo nella bottiglia è una versione semplice e piuttosto beverina, dove appunto prevalgono le note di frutta fr...

Serata austriaca con Muskateller, Riesling e Blaufrankisch

Torniamo dalla lunga pausa estiva e Baccanera lo fa alla grande con il resoconto di una serata 'austriaca', quindi abbinamento di bianchi e rossi di primo livello con piatti tipici del luogo. Si parte con un entrèe a base di veri wurstel austriaci a base di pollo e di maiale cotti rigorosamente al vapore. La nota importante da fare è che, in Austria a differenza che in Italia, la carne utilizzata per la produzione dei wurstel è di prima scelta, vista la predilezione del popolo austriaco per questo tipo di piatto. Esattamente il contrario dei wurstel prodotti in Italia o destinati al mercato italiano, per i quali vengono utilizzati prodotti di scarto. A questo primo piatto abbiamo provato ad abbinare il Muskateller di Dreisiebner Muster, che con le sue tipiche note aromatiche dolci di mela verde, salvia e timo, a cui poi si associa un sorso fresco e gustosamente minerale, spesso spiazza il wine lover meno esperto che si aspetta un sorso altrettanto dolce. Secondo ab...

Semplicemente un mito: il Barolo di Bartolo Mascarello

Arrivo buon ultimo e lo so .... dopo fiumi di parole e innumerevoli articoli di rinomate penne italiane .... ma come fai a non scrivere due righe quando bevi un vero mito dell’enologia italiana. Sto parlando del Barolo di Bartolo Mascarello, un po’ mito un po’ realtà, comunque la si veda una icona classica dell’enologia italiana. Una strana figura di intellettuale campagnolo, che ha trainato con le sue idee solo in apparenza austere un intero esercito di piccoli e medi produttori di Langa, che inevitabilmente sono andati in collisione negli anni ’90 con la visione ‘modernista’ introdotta da giovani emergenti e outsider. Sta di fatto che quando l’amico Camillo ha postato la foto dei vini che si sarebbero degustati alla cena del ‘gruppo dei soliti astemi’, e tra le altre bocce ho intravisto il Barolo di Mascarello, mi si è annebbiata la vista e facevo quasi fatica a crederci. Le sue bottiglie sono infatti indubbiamente rare, con una produzione che si attesta sulle 15-20 ...

Azienda del mese: Vignalta e i Colli Euganei

Tra le belle novità assaggiate al Vinitaly 2018 Vignalta mi ha particolarmente impressionato per diversi motivi. Il principale è che, anche in una cornice caotica dove ti trovi ad assaggiare 30 e più vini, Vignalta mi è rimasta impressa per la precisa caratterizzazione dei suoi vini, che possono vantare una loro ben distinta personalità. Non è cosa da poco se pensiamo all’ampia offerta di prodotti sul mercato vitivinicolo non solo italiano ma anche internazionale, da cui ognuno di noi può tranquillamente scegliere con un semplice click (e una carta di credito!!!). Tornati a casa e smaltiti gli effetti del Vinitaly, il gruppo dei soliti astemi non ha aspettato molto prima di recarsi direttamente dal produttore ad acquistare i vini che più ci erano piaciuti. Vale subito la pena di dire che, mentre la parte esteriore della azienda non mi ha colpito particolarmente, soprattutto se pensiamo che molte aziende vitivinicole hanno ingaggiato fior fiore di architetti per disegnar...

Era, il Trebbiano biodinamico di Podere Borgaruccio

Il Podere Borgaruccio è una delle tante realtà del centro Italia, un po’ agriturismo un po’ produttore di vino e un po’ di altri prodotti. Dodici ettari situati ad un chilometro dalla cittadina medioevale di Peccioli, in un paesaggio che sembra un quadro dipinto a colori vivaci e dove trovano posto sulle dolci colline ulivi e vigneti. La differenza, dal mio punto di vista, è come fai il vino e Claudia e Stefano hanno una chiara e ben precisa idea di come farlo. L’attenzione è rivolta principalmente alla vigna e al rispetto del terreno che trova la sua applicazione con l’utilizzo della biodinamica e della filosofia antroposofica. Un percorso sicuramente non facile, anzi direi in salita per qualcuno che non aveva esperienza di vigna e in cantina, eppure riuscito se vi capiterà mai di assaggiare il loro Era, un blend di Trebbiano, Malvasia e San Colombano, vendemmiati tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre. La fermentazione avviene in vasche di cemento e in p...

Il passito di Colosi nella cornice di Salina

La storia di Piero Colosi è storia enologica recente. Negli anni '70 Pietro Colosi lavora con Carlo Hauner, altro grande pioniere del rilancio enologico delle Eolie. L'avventura proprietaria parte invece nel 1980, quando vengono acquistati 4 ettari che presto diventano 10 in contrada Capofaro, dove neanche a dirlo la Malvasia era già presente da chissà quale tempo ancestrale. Piero cambia invece il metodo di coltivazione, passando dal classico alberello, che richiedeva una lavorazione completamente manuale, alla più accessibile e redditizia controspalliera a Guyot, anche se tenuta molto bassa per il solito problema del vento incessante che spazza l'isola praticamente tutto l'anno. Il resto come sempre lo fanno l'influenza del mare, il terreno vulcanico e la perenne scarsità di acqua nei mesi estivi (ma non solo). In questo suggestivo ambiente fatto di terreno color cenere, terrazzamenti di muretti a secco che degradano verso il mare, in realtà non viene colt...

Uno Champagne mito: Taittinger Cuvèe Prestige

Senza andare troppo indietro nel tempo l'anno determinante, per una delle maison di Champangne più famose del mondo, è il 1945, quando Francois Taittinger assume le redini dell'azienda di famiglia e stabilisce lo stile dello Champagne legandolo allo Chardonnay. Altri interventi vengono effettuati sulla cantina, dove recupera le cripte sotterranee dei monaci dell'Abbazia di Saint-Nicaise, facendone una punta di diamante della propria maison. Infine nel 1952 rafforza l'idea di strettissimo legame tra Taittinger e lo Chardonnay attraverso la creazione di un blanc del blancs di alto livello, che diventerà una Cuvèe Prestige di assoluto rilievo nel panorama delle bollicine d'Oltralpe. Uno Champagne di assoluto riferimento nel panorama delle bollicine internazionali, un prodotto che da sempre ha saputo puntare sulla leggerezza e sulla finezza espressive più che sui muscoli o sulla corposità, grazie all'utilizzo di ben cinque grand cru. Come molti altri Ch...

Barolo Margherita 2013 - Azienda agricola Boasso

Avevo di recente parlato dell'azienda agricola Boasso, di Serralunga d'Alba,  in pieno territorio del Barolo. Su queste colline che raramente superano i 300-350 metri di altitudine e su un suolo marnoso e calcareo nascono i Barolo più intensi, longevi e territoriali. Boasso produce diversi vini a Serralunga d'Alba, come Barbera, Arneis, Dolcetto e perfino Moscato, con risultato eccezionali soprattutto per quanto riguarda la Barbera, intensa e audace. Ma oggi parliamo invece del loro Barolo Margherita, annata 2013. Il vigneto ha una estensione piccolissima, pari a meno di un ettaro di superficie, con esposizione sud-ovest, ottimale per la corretta maturazione delle difficili uve Nebbiolo. Le uve vengono raccolte a mano a metà ottobre, a piena maturazione fenolica e trasportate in cassette forate in cantina. Il mosto viene posto in acciaio, dove rimane a fermentare ad una temperatura di 28 gradi per circa 20 giorni, prima di passare alle botti di rovere dov...

Il Montepulciano d'Abruzzo Riserva interpretato da Feudo Antico

L'Abruzzo è una terra di antichissime tradizioni enologiche. La viticoltura fu introdotta dagli Etruschi nel VII-VI secolo a.C., poi sviluppata dai Romani e infine, dopo alterne vicende, e infiniti secoli nei quali i progressi tecnologici furono rarissimi, negli ultimi anni è definitivamente esplosa sia in termini quantitativi che qualitativi. Anche le condizioni climatiche sono del tutto particolari e adatti alla coltivazione della vite, visto che la regione è attraversata dalla catena appenninica ed è dominata ddal Gran Sasso che con i suoi 3.000 metri di altitudine contribuisce a influenzare il microclima della regione, insieme alla presenta del poco profondo e caldo mar Mediterraneo. Purtroppo ancora oggi la vendita di vino sfuso e la presenza di grandi cooperative, poco valorizzano il potenziale di questa regione che di sicuro meriterebbe una attenzione maggiore. Tra i produttori più attivi e moderni si può senz'altro annoverare anche Feudo Antico, di cui avevo...

La Malvasia 'vulcanica' di Lanzarote

Il turismo enologico sull'isola si concretizza nella spettacolare 'ruta del vino e de los volcanes', dove si possono ammirare vitigni unici al mondo. Piccole pianticelle di vite, piantate in una piccola fossa su un terreno tipicamente color cenere, spesso riparate da piccoli terrazzamenti di pietre a semicerchio per proteggerle dalle forti raffiche di vento che quasi perennemente spazzano l'isola. Circa il 75% del vino prodotto a Lanzarote proviene da uve Malvasia, che grazie alle sue caratteristiche riesce a esprimersi al meglio e la cui vendemmia termina già a luglio a causa di latitudine e microclima. La cenere è ovunque ma con le sue caratteristiche uniche permette alle viti di trattenere la poca acqua che cade su questo suolo desertico, dove le precipitazioni sono scarsissime e il sole e il vento continuo inaridiscono tutta la vegetazione. La caratteristica primaria dell'isola è quella che qui la fillossera non è mai arrivata, grazie appunto ai suoli di ...

La Brianza del vino: l'eclettico Nustranel e il raffinato Càlido

La Brianza avrebbe una lunga storia enologica da raccontare. I vini citati dal Manzoni e dal poeta dialettale milanese Carlo Porta escono in effetti dal passato remoto ed erano prodotti con vitigni autoctoni purtroppo oggi estinti (inzaga, corbera, guernazza, boutascera...). Da una rilettura di Vino al Vino di Mario Soldati cito testuale: 'Viticolarmente la posizione geografica di tutta la Brianza è quanto di meglio si possa desiderare. Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l'altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura padana e dai laghi, la sfiorano fruttuosamente: è chiaro ormai che il vino più delicato e più squisito deriva sempre da uve maturate al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vita. . ... Il Montevecchia può essere definito un vino da pasto affascinante ....e per un pasto normale durante un giorno lavorativo addirit...

Ferragù, un Valpolicella con la stoffa di un Amarone

Il Valpolicella superiore di Ferragù, annata di grazia 2012, sembra più un Amarone che un Valpolicella. I motivi sono semplici. In vigna le uve vengono raccolte leggermente appassite, con un ritardo rispetto alla perfetta maturazione fenolica di circa 30 giorni. In secondo luogo i vitigni utilizzati per questo Valpolicella sono identici a quelli comunemente utilizzati per l'Amarone, quindi Corvina, Corvinone e Rondinella, con un ulteriore saldo di Oseleta e Croatina. Infine il territorio ovvero le timide colline della Valle d'Illasi, dove si alternano le produzioni di Amarone e di Valpolicella a seconda di una vocazione che definisce il produttore. Ma su tutto rimane la capacità del produttore di fare le giuste scelte, in vigna come in cantina, e se pensiamo che fino a 15 anni prima le uve venivano conferite dal produttore alla cantina cooperativa del paese, quasi ci si stupisce. Ferragù tratta il suo Valpolicella quasi come un Amarone, quindi con appassimento in fru...

Sabiona Sylvaner (2014) - Cantina Valle Isarco

Siamo a Sabiona, antico monastero benedettino, che si erge sopra una rupe come a dominare il borgo di Chiusa, in Valle d'Isarco. I ripidi pendii che circondano la rupe, sono coltivati a vite e sono considerati una delle migliori zone colturali della zona, tanto che la Cantina Valle Isarco, produce qui i suoi due vini qualitativamente più importanti. Si tratta del Sabiona Sylvaner e Sabiona Kerner. A me è capitata la fortuna di assaggiare il Sylvaner, che già di per se è un vino che apprezzo molto per quella sua spiccata acidità unita ad una personalità intrigante. Questa versione proposta dalla Cantina Valle Isarco in effetti è strepitosa. La zona si distingue per un clima ventilato e tiepido, mentre la produzione è limitata a 3.000 bottiglie, quindi un taglio praticamente artigianale. Dopo 10 mesi di affinamento sulle fecce e 12 mesi in bottiglia il vino è pronto per essere commercializzato. Al naso si esprime su note fresche di agrumi e frutta esotica con un to...