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Blanc de Morgex et de la Salle Vallèe D'Aoste Doc (2013) - Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle

Blanc de Morgex et de la Salle di Cave du Vin Blanc Come sempre quando mi capita di bere un vino non propriamente comune provo una certa intima soddisfazione al momento dell'acquisto, pregustando poi il momento in cui dovrò stappare la bottiglia e goderne del contenuto. In parte sarà dovuto al fatto che certi prodotti non ti capitano a caso, te li devi proprio andare a cercare e qui prevale la mia tendenza enoico-distintiva. Ma in larga parte invece, prevale la mia naturale propensione alla curiosità di sapere come sarà quel vino che non ho mai assaggiato. Tra i vini più rari, almeno tra quelli italiani, i prodotti della Valle d'Aosta sono un vero e proprio unicum enologico dettato da condizioni pedo-climatiche e dai vitigni utilizzati, uniti al fatto che visto l'esiguo quantitativo prodotto spesso sono anche vini introvabili fuori dal territorio d'origine. Altro fattore non irrilevante è la presenza di numerosi vitigni autoctoni (rari) tra cui si potrebbero c...

Barolo Ciabot Tanasio Docg (2010) - Sobrero

Barolo Ciabot Tanasio Sobrero  Potremmo considerarlo un piccolo, giovane e promettente produttore di Langa, che con i suoi Nebbiolo declinati in Barbera e Barolo, oltre al classico Dolcetto, si è più volte messo in mostra e ha saputo catturare l'attenzione di critici, giornalisti e professionisti del settore. La storia di Sobrero è semplice e inizia nel 1940 con nonno Francesco che coltiva l'uva e la vende fino agli anni '60, quando i figli Settimo e Pierfranco iniziano a vinificare e danno vita alla prima etichetta di Barolo nel 1964. Dal 1964 ad oggi l'azienda sembra essersi concentrata sull'aumento degli ettari vitati, sull'esportazione verso i mercati internazionali e naturalmente verso un continuo miglioramento qualitativo fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi l'azienda è guidata da Flavio Sobrero, che con i suoi 16 ettari vitati a Castiglione Falletto, uno dei comuni più rinomati delle Langhe, produce un ottimo Barolo 'base' chiamato...

Champagne Brut Adam-Jaeger

Champagne Adam-Jaeger Come molti sanno il segreto dello Champagne è composto da un misto di latitudine e terroir. La latitudine è infatti più elevata che in qualsiasi altra regione viticola, anche se questo era forse vero fino ad una ventina di anni fa. Ad oggi in Inghilterra, a causa del riscaldamento globale e grazie ad un terreno molto simile, si producono degli spumanti di tutto rispetto. E infatti i francesi, che hanno sempre uno spiccato acume imprenditoriale, hanno investito pesantemente nei terreni. Per quanto riguarda invece il terroir, la fortuna dello Champagne è rappresentata dalla forte presenza nel sottosuolo di gesso, una roccia tenera che assorbe l'acqua e funziona da perfetto umidificatore rilasciando l'acqua poco alla volta. Inoltre consente di produrre un'uva carica di azoto, che a sua volta favorisce l'attività dei lieviti. Una combinazione fortunata che i francesi non si sono certo lasciati scappare. La parte centrale della Champagne è c...

Due passiti siciliani: Malvasia delle Lipari di Hauner e Passito Gianfranco Ferrè di Feudi del Pisciotto

Oggi volevo proporre il confronto (a distanza) di due passiti siciliani, che in comune oltre al fatto di essere prodotti sulla stessa isola, hanno una certa spinta verso l'innovazione e la ricerca della distinzione e dell'unicità. Malvasia delle Lipari di Hauner Il primo passito è la Malvasia delle Lipari di Carlo Hauner, pittore bresciano di origini boeme che durante una vacanza a Salina verso la fine degli anni '60, si innamorò dell'isola e acquistò terreni abbandonati da contadini emigrati in Australia e in America, impiantando Malvasia e arrivando a produrre negli anni un grande passito, utilizzando anche tecniche innovative per il suo tempo (tecniche di raffreddamento durante la macerazione e appassimento degli acini sulla pianta). Sulla bottiglia non potevano mancare le etichette che riportano alcuni quadri disegnati dall'artista dove prevalgono verde, rosso, arancione e nero (i colori di Salina), con bottiglia tipicamente di vetro chiaro come si usa p...

La Segreta Sicilia Doc (2014) - Planeta

La Segreta di Planeta Negli ultimi tempi, complici alcuni amici appassionati di vini piemontesi, ho trascurato i prodotti di altre regioni italiane, come la Sicilia. Così nel mio girare tra enoteche e piccoli supermercati in cerca di prodotti che non ho mai bevuto, mi sono lasciato coinvolgere da quell'istinto all'acquisto tipico di chi si trova a scegliere tra un discreto numero di bottiglie senza una idea precisa e ho deciso di acquistare un vino siciliano di cui conosco molto bene il produttore ma non il vino in questione. La Segreta nasce nella Sicilia occidentale (Menfi) sulle dolci colline dell'entroterra, in una delle numerose proprietà sparse sull'isola su cui Planeta ha saputo investire e crescere costantemente anno dopo anno. La tenuta si chiama Dispensa, nucleo storico di Planeta, circondata da 160 ettari di vigneto, distribuito su un terreno brullo e in parte pianeggiante con grigie colline in lontananza a formare un semicerchio a protezione di Menf...

Dal Lago di Caldaro il Lagrein e il Gewurztraminer di Erste+Neue

Anche se non bisognerebbe mai generalizzare, la mia personalissima opinione fondata su ripetuti assaggi, è che i produttori dell'Alto Adige si distinguono sul mercato per la serietà con la quale fanno il proprio lavoro. Del resto, escludendo i vini da supermercato di basso prezzo, non ricordo nemmeno un produttore altoatesino che mi abbia davvero deluso. La loro serietà si sviluppa nel concreto di tutti i giorni con il buon senso di produttori che sanno investire nella qualità dei propri vini, sapendo che questo avrà un naturale ritorno in termini di vendite.   La Erste+Neue nasce dalla fusione nel 1986 delle Prima Cantina Sociale di Caldaro fondata nel 1900 con la Nuova Cantina sociale di Caldaro nata nel 1925. La cantina può contare sull'apporto di 430 soci conferitori che lavorano le splendide colline terrazzate che circondano il microclima unico del Lago di Caldaro e dove vengono coltivate vigne di Gewurztraminer, Lagrein, Schiava oltre agli internazionali Chardonnay, ...

Serata Barbaresco

Il Nebbiolo trova la sua massima espressione nelle colline langarole ed in particolare sui terreni composti di argilla calcarea tipici della sponda destra del Tanaro. In particolare la zona del Barbaresco merita una menzione speciale, sia per un rapporto qualità-prezzo molto invitante, sia per una espressione del vitigno Nebbiolo meno 'impegnativa' rispetto al suo scomodo vicino di nome Barolo. Ma basta tornare indietro di 30 anni per scoprire che la situazione non era molto simile a quella odierna. La macerazione insistita, eccessivamente prolungata ed un invecchiamento interminabile in grandi botti di rovere consegnavano un vino che spesso era pesante e già piuttosto maturo all'apertura della bottiglia. Quindi gli anni 70 e 80 hanno visto una produzione di Barbaresco molto tannico, dotato di eccessiva potenza e poco equilibrio; poi l'avvento di un pubblico che ricercava più l'equilibrio e le note fruttate hanno determinato una svolta, fino al Barbaresco come l...

La Barbera interpretata da Coppo

Barbera Camp du Rouss di Coppo Coppo è uno storico produttore di vino piemontese con sede a Canelli dal lontano 1892. Ha una produzione di circa 400 mila bottiglie ampiamente incentrata sulla Barbera, per la quale è uno dei più grandi produttori oltre che punto di riferimento nel Monferrato. Ha una vera e propria particolarità nelle sue cantine scavate nel tufo calcareo delle colline sotto Canelli, che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio mondiale dell'umanità e che si sviluppano per circa 5.000 metri quadrati. Come detto Coppo, anche se si trova in una delle maggiore zone a produzione di spumante italiano, ha da sempre molto puntato sulla Barbera, vitigno antico, popolare e operaio, che sa esprimersi pienamente nel carattere solo in apparenza timido e diffidente dei piemontesi. Vino che negli ultimi anni ha subito una certa riduzione nelle vendite a favore di vini considerati più moderni a dispetto di una Barbera che negli anni '80 ha visto calare la sua quali...

Gamay Vallée d'Aoste Doc (2014) - Institute Agricole Régional

Gamay di Institute Agricole Regional L'Institute Agricole Régional della Valle d'Aosta è al contempo una scuola di agraria, una azienda agricola e un istituto di ricerca. Ed è proprio grazie alla ricerca applicata che l'istituto ha potuto sperimentare alcuni vitigni autoctoni rari, recuperati nelle vecchie vigne valdostane, spesso abbandonate o coltivate da contadini spesso poco consapevoli della tipologia di uva prodotta. Per alcuni di questi vitigni, dopo un sufficiente numero di anni di sperimentazione, si è deciso la commercializzazione anche se in un numero limitato di bottiglie, mentre per altri la sperimentazione continua. Del resto l'azienda agricola produce ben 20 etichette diverse, cosa che difficilmente un produttore indipendente potrebbe permettersi di fare e tra queste etichette ci sono due prodotti che potrei definire molto rari come il Perce-Neige o il Blanc de Prior, entrambi vini bianchi. Tra gli altri vini bianchi prodotti troviamo i classici...

I miei vini del 2015

Come ogni anno mi diverto a ripercorrere il mio viaggio nel mondo del vino e lo faccio rileggendo alcuni articoli scritti nel corso del 2015, alcuni recenti e altri più distanti nel tempo, come gli assaggi effettuati al Vinitaly di marzo o quelli (strepitosi) alla festa per i 50 anni dell'Associazione Italiana Sommerlier. Di seguito in assoluto ordine sparso i dieci vini che più mi sono piaciuti in questo anno che sta per terminare. Sfursat 5 Stelle - Nino Negri L'ho degustato di recente a casa di amici wine lover e tutti abbiamo avuto la stessa impressione, ovvero di un vino che ad una potenza e struttura di tutto rispetto sa abbinare equilibrio eleganza e finezza. Grande impatto olfattivo di terra bagnata, humus, prugna secca, tabacco, sottofondo balsamico e poi ancora tamarindo, china, liquirizia ...... In bocca all'opulenza del sorso si abbina grande pulizia, finezza e un equilibrio quasi miracoloso per un vino da 16 gradi di vol. alcolico. Insuperabile. Ba...

Serata Champagne

Non sono un esperto di Champagne ma quando posso non mi dispiace provarli e divertirmi a fare i raffronti con le bollicine della Franciacorta e del Trentodoc, e cercare di capire se come vuole il luogo comune siano davvero inarrivabili grazie al mix di clima e terreno e in particolare per quello strato gessoso che pare faccia la loro fortuna. L'occasione è stata una cena di lavoro nella quale l'importatore si è impegnato ad abbinare i piatti preparati dallo chef con i vari tipi di Champagne e le sorprese non sono mancate. E' anche l'occasione per fare un piccolo ripasso su un territorio unico al mondo, risultato della combinazione favorevole di due fattori ben distinti. Il primo fattore rilevante è dato ovviamente dal clima che è di tipo continentale-oceanico, che unito ad una localizzazione insolitamente a nord per un vigneto, anche se ultimamente i cambiamenti climatici stanno stravolgendo centinaia di anni di certezze. La localizzazione a nord vuol dire ch...

Cecchi e il suo Montefalco Rosso La Campana

Montefalco Rosso La Campana di Cecchi La storia della famiglia Cecchi inizia nel 1893 quando Luigi Cecchi diventò un assaggiatore professionista di vino, una specie di sommelier ante litteram. Successivamente con il figlio Cesare iniziarono la commercializzazione di vino con il marchio Cecchi, con progressiva crescita e sviluppo internazionale ma è Luigi, nipote del fondatore, a dare una spinta decisiva all'innovazione tecnologica e alla crescita degli investimenti in aree diverse d'Italia. Tra questi troviamo Villa Cerna a Castellina in Chianti in piena area del Chianti Classico, poi Castello di Montauto a San Gimignano dove si produce Chianti e la Vernaccia, poi nel 1996 è la volta dell'azienda Val delle Rose in località Poggio la Mazza nel cuore produttivo del Morellino di Scansano, per finire con la Tenuta Alzatura acquistata verso la fine degli anni '90 in Umbria e più precisamente in località Fratta Alzatura a Montefalco dove la famiglia Cecchi si è lanciat...

Sylvaner Sudtirol-Alto Adige Doc (2012) - Cantina Muri-Gries

Sylvaner di Muri-Gries Nel mio continuo girovagare tra enoteche in cerca di nuovi vini da provare ho trovato con mia grande sorpresa un piccolo ma ben attrezzato supermercato di quartiere che vende delle bottiglie dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Certo occorre fare un po' di selezione ma le bottiglie interessanti non mancano. Tra queste ultime possiamo senz'altro annoverare un Sylvaner di Muri-Gries, acquistato perché fino ad oggi non avevo mai provato nulla di questo produttore e poi perché era già diverso tempo che non assaggiavo più il 'nordico' Sylvaner, vitigno originario della Germania, che ama i terreni ghiaiosi e poveri, introdotto nel 1900 in Alto Adige e oggi coltivato quasi esclusivamente nella Valle Isarco. Ma partiamo con ordine e come sempre un po' di ricerca sul produttore ci aiuta a capire cosa stiamo per degustare. L'Abazia di Muri-Gries è inanzitutto un convento benedettino con una storia secolare, che si trova nel pieno centr...

L'insuperabile Sfursat 5 Stelle di Nino Negri

Sfursat 5 Stelle di Nino Negri Ebbene, quando assaggio questi grandi vini non posso che pensare di avere una grande fortuna. Perchè lo Sfursat 5 Stelle di Nino Negri, per quanto mi riguarda, rientra a pieno titolo nei primi 10 migliori vini che ho assaggiato nel 2015, nonostante quest'anno sia riuscito a togliermi delle discrete soddisfazioni. La storia della Nino Negri è indubbiamente affascinante e vale la pena di essere ripercorsa. E' il lontano 1897 quando inizia la produzione e commercializzazione del vino, che necessariamente era un po' diverso da quello a cui siamo abituati oggi. All'epoca i contadini-viticoltori fecero un lavoro colossale di lavorazione di sbancamento del terreno della montagna, creando dei terrazzamenti con muretti a secco su cui far crescere le viti. Un lavoro duro, faticoso e a quell'epoca fatto interamente a mano, senza l'ausilio di macchinari ma supportati dalla passione e dall'intuizione che in questa valle stretta, su...

Modernisti e Tradizionalisti: il Nebbiolo di Brezza e Claudio Alario

Seconda puntata del confronto di 'stile' tra due produttori piuttosto conosciuti e apprezzati in Piemonte. Come già accennato in un precedente articolo Brezza è un produttore tradizionalista, con i suoi lunghi tempi di attesa e un utilizzo centellinato della botte che consentono al vino di esprimersi al massimo seguendo le caratteristiche del terroir. Tra i numerosi vitigni autoctoni del Piemonte il Nebbiolo rappresenta pienamente lo spirito e l'essenza del tipico contadino-imprenditore piemontese che guarda più alla sostanza che alla forma, un po' testardo e un po' matto, di sicuro innamorato perso della sua vigna e della sua vita legata alla terra e a queste colline basse, ondulate e irregolari. Come per tutti gli altri vini di Brezza, l'eleganza, la naturale rusticità e l'innato equilibrio gusto-olfattivo sono un marchio di fabbrica a cui ci si abitua facilmente. Ha un naso di viola appassita, confettura di prugna per poi allargarsi ad una delicata...

Pactio Toscana Rosso Igt (2013) - Fertuna

Pactio di Fertuna Siamo in Toscana e in particolare in Maremma, a pochi chilometri da Punta Ala, dove dall'amicizia e dalla passione del Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta (il Sassicaia vi dice niente?) e di Giuseppe Meregalli (praticamente il più grande distributore di vini italiani) è nata nel 1997 l'azienda Fertuna. Lo sfondo in cui si trovano i vigneti è di una bellezza autentica, naturale, quasi primitiva, con pochi insediamenti umani quasi tutti localizzati sulla cosa e un entroterra fatto di colline coltivate a vite e ulivi, poi boschi e macchia mediterranea con l'antica via Aurelia a solcare questo antico paesaggio proprio come già faceva ai tempi dei romani. Un elemento che apprezzo in una azienda che produce vino è l'eventuale presenza di altre colture oltre alla vite, perché queste sono in grado di garantire quella biodiversità all'ambiente, cosa che poi non può che giovare alla vite stessa. Meglio ancora poi se una parte della proprietà è la...

Il Sauvignon Basarico di Adriano Marco e Vittorio

Sauvignon Basarico di Adriano Maro e Vittorio Chi pensa che ad Alba si produca solo Nebbiolo per farne dei grandi Barolo e Barbaresco si sbaglia di grosso. Ad esempio il Sauvignon Basarico dei fratelli Marco e Vittorio Adriano è piantato nelle vigne che non sono dedicate alla produzione di Nebbiolo, quindi tipicamente nei versanti a nord, nord-est, in fondo o a media collina. E' una scelta molto utilizzata dai produttori per diversi motivi. Primo perché l'esposizione a nord e a est dei vigneti non è ottimale per il Nebbiolo che deve avere più ore di sole possibile per poter raggiungere la giusta maturazione. Poi per poter ampliare la gamma di vini prodotti, spesso si tratta infatti di vini bianchi come Sauvignon o Moscato, oppure di rossi autoctoni piemontesi come Dolcetto e Freisa. Infine anche per una soddisfazione personale dello stesso viticoltore che si vuole cimentare nella sperimentazione di un vitigno diverso dal Nebbiolo, dimostrando prima di tutto a se stes...