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Champagne Brut Adam-Jaeger

Champagne Adam-Jaeger

Come molti sanno il segreto dello Champagne è composto da un misto di latitudine e terroir.
La latitudine è infatti più elevata che in qualsiasi altra regione viticola, anche se questo era forse vero fino ad una ventina di anni fa.
Ad oggi in Inghilterra, a causa del riscaldamento globale e grazie ad un terreno molto simile, si producono degli spumanti di tutto rispetto. E infatti i francesi, che hanno sempre uno spiccato acume imprenditoriale, hanno investito pesantemente nei terreni.
Per quanto riguarda invece il terroir, la fortuna dello Champagne è rappresentata dalla forte presenza nel sottosuolo di gesso, una roccia tenera che assorbe l'acqua e funziona da perfetto umidificatore rilasciando l'acqua poco alla volta.
Inoltre consente di produrre un'uva carica di azoto, che a sua volta favorisce l'attività dei lieviti.
Una combinazione fortunata che i francesi non si sono certo lasciati scappare.

La parte centrale della Champagne è costituita dalle Montaigne de Reims, che poi è un vasto tavolato ricoperto da boschi, situato tra Reims e Eperney, dove il Pinot noir occupa il 60% della superficie vitata.
E' anche la regione con il più grande numero di villaggi classificati Grand Cru e Premier Cru.

In questa zona negli ultimi anni un numero sempre crescente di viticoltori producono in proprio il vino anzichè vendere le loro uve alle grandi maisons dello Champagne.
Tra l'altro lo Champagne di questi piccoli coltivatori è sempre più apprezzato dagli addetti ai lavori e dal popolo degli intenditori.
E uno degli oltre 2000 piccoli produttori francesi di Champagne si chiama Adam-Jaeger, ha sede a Berru, piccolo centro poco distante da Reims, nel cuore della più famosa zona vitivinicola del mondo.

Di questo produttore ho assaggiato il Brut Blanc de Blancs (Champagne composto esclusivamente da Chardonnay) dal gusto fresco e delicato.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo limone con delicati riflessi verdolini, mentre l'effervescenza è intensa e forma una bella catena di bollicine.
Il naso svela note di biscotti, fiori gialli come la ginestra, poi si apre alla mandorla e al miele.
Si tratta di un naso molto fine e discreto, orientato alla freschezza e alla delicatezza.
In bocca l'attacco è fresco e vivace, con una cremosità decisa data dalle bollicine fini e immediate.
Finale di media intensità, ravvivato da un delicato sapore di miele e biscotto, anche tramite retrolfazione.
Un blanc de blancs da manuale.


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