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La Barbera interpretata da Coppo

Barbera Camp du Rouss di Coppo

Coppo è uno storico produttore di vino piemontese con sede a Canelli dal lontano 1892.
Ha una produzione di circa 400 mila bottiglie ampiamente incentrata sulla Barbera, per la quale è uno dei più grandi produttori oltre che punto di riferimento nel Monferrato.
Ha una vera e propria particolarità nelle sue cantine scavate nel tufo calcareo delle colline sotto Canelli, che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio mondiale dell'umanità e che si sviluppano per circa 5.000 metri quadrati.
Come detto Coppo, anche se si trova in una delle maggiore zone a produzione di spumante italiano, ha da sempre molto puntato sulla Barbera, vitigno antico, popolare e operaio, che sa esprimersi pienamente nel carattere solo in apparenza timido e diffidente dei piemontesi.
Vino che negli ultimi anni ha subito una certa riduzione nelle vendite a favore di vini considerati più moderni a dispetto di una Barbera che negli anni '80 ha visto calare la sua qualità produttiva spesso a favore di una produzione di quantità.
Con le etichette Pomorosso e Camp du Rouss, verso la metà degli anni '80, contribuisce ad una 'riabilitazione' della Barbera con una versione oltre che qualitativamente elevata anche con una interpretazione più agile e moderna, spesso anche con l'utilizzo delle barriques in fase di affinamento.

Personalmente ho assaggiato la Barbera Camp du Rouss, annata 2009.
Colore rosso rubino impenetrabile, porta in dote un naso piuttosto ricercato di frutta rossa matura, come la confettura di ciliegie, ma anche l'amarena sotto spirito, pepe nero e una certa nota di legno che non si può non percepire, ma che piuttosto che disturbare dona una certa eleganza e rotondità complessiva.
Rotondità e complessità che indubbiamente si percepisce anche al palato, dove l'annata 2009 inizia a mostrare qualche segno del tempo, tanto che potrei definire la bottiglia più matura che pronta.
Il sorso è pieno e si percepiscono tabacco, spezie e un una vena minerale, ma manca un po' di sprint sulla freschezza, tanto che ne risente sull'equilibrio complessivo e alla lunga un po' stanca.
A mio avviso l'ideale per poterla apprezzare al meglio era di aprire la bottiglia un paio di anni fa.









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