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Azienda del mese: Vignalta e i Colli Euganei

Tra le belle novità assaggiate al Vinitaly 2018 Vignalta mi ha particolarmente impressionato per diversi motivi. Il principale è che, anche in una cornice caotica dove ti trovi ad assaggiare 30 e più vini, Vignalta mi è rimasta impressa per la precisa caratterizzazione dei suoi vini, che possono vantare una loro ben distinta personalità. Non è cosa da poco se pensiamo all’ampia offerta di prodotti sul mercato vitivinicolo non solo italiano ma anche internazionale, da cui ognuno di noi può tranquillamente scegliere con un semplice click (e una carta di credito!!!). Tornati a casa e smaltiti gli effetti del Vinitaly, il gruppo dei soliti astemi non ha aspettato molto prima di recarsi direttamente dal produttore ad acquistare i vini che più ci erano piaciuti. Vale subito la pena di dire che, mentre la parte esteriore della azienda non mi ha colpito particolarmente, soprattutto se pensiamo che molte aziende vitivinicole hanno ingaggiato fior fiore di architetti per disegnar...

Era, il Trebbiano biodinamico di Podere Borgaruccio

Il Podere Borgaruccio è una delle tante realtà del centro Italia, un po’ agriturismo un po’ produttore di vino e un po’ di altri prodotti. Dodici ettari situati ad un chilometro dalla cittadina medioevale di Peccioli, in un paesaggio che sembra un quadro dipinto a colori vivaci e dove trovano posto sulle dolci colline ulivi e vigneti. La differenza, dal mio punto di vista, è come fai il vino e Claudia e Stefano hanno una chiara e ben precisa idea di come farlo. L’attenzione è rivolta principalmente alla vigna e al rispetto del terreno che trova la sua applicazione con l’utilizzo della biodinamica e della filosofia antroposofica. Un percorso sicuramente non facile, anzi direi in salita per qualcuno che non aveva esperienza di vigna e in cantina, eppure riuscito se vi capiterà mai di assaggiare il loro Era, un blend di Trebbiano, Malvasia e San Colombano, vendemmiati tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre. La fermentazione avviene in vasche di cemento e in p...

Il passito di Colosi nella cornice di Salina

La storia di Piero Colosi è storia enologica recente. Negli anni '70 Pietro Colosi lavora con Carlo Hauner, altro grande pioniere del rilancio enologico delle Eolie. L'avventura proprietaria parte invece nel 1980, quando vengono acquistati 4 ettari che presto diventano 10 in contrada Capofaro, dove neanche a dirlo la Malvasia era già presente da chissà quale tempo ancestrale. Piero cambia invece il metodo di coltivazione, passando dal classico alberello, che richiedeva una lavorazione completamente manuale, alla più accessibile e redditizia controspalliera a Guyot, anche se tenuta molto bassa per il solito problema del vento incessante che spazza l'isola praticamente tutto l'anno. Il resto come sempre lo fanno l'influenza del mare, il terreno vulcanico e la perenne scarsità di acqua nei mesi estivi (ma non solo). In questo suggestivo ambiente fatto di terreno color cenere, terrazzamenti di muretti a secco che degradano verso il mare, in realtà non viene colt...

Uno Champagne mito: Taittinger Cuvèe Prestige

Senza andare troppo indietro nel tempo l'anno determinante, per una delle maison di Champangne più famose del mondo, è il 1945, quando Francois Taittinger assume le redini dell'azienda di famiglia e stabilisce lo stile dello Champagne legandolo allo Chardonnay. Altri interventi vengono effettuati sulla cantina, dove recupera le cripte sotterranee dei monaci dell'Abbazia di Saint-Nicaise, facendone una punta di diamante della propria maison. Infine nel 1952 rafforza l'idea di strettissimo legame tra Taittinger e lo Chardonnay attraverso la creazione di un blanc del blancs di alto livello, che diventerà una Cuvèe Prestige di assoluto rilievo nel panorama delle bollicine d'Oltralpe. Uno Champagne di assoluto riferimento nel panorama delle bollicine internazionali, un prodotto che da sempre ha saputo puntare sulla leggerezza e sulla finezza espressive più che sui muscoli o sulla corposità, grazie all'utilizzo di ben cinque grand cru. Come molti altri Ch...

Barolo Margherita 2013 - Azienda agricola Boasso

Avevo di recente parlato dell'azienda agricola Boasso, di Serralunga d'Alba,  in pieno territorio del Barolo. Su queste colline che raramente superano i 300-350 metri di altitudine e su un suolo marnoso e calcareo nascono i Barolo più intensi, longevi e territoriali. Boasso produce diversi vini a Serralunga d'Alba, come Barbera, Arneis, Dolcetto e perfino Moscato, con risultato eccezionali soprattutto per quanto riguarda la Barbera, intensa e audace. Ma oggi parliamo invece del loro Barolo Margherita, annata 2013. Il vigneto ha una estensione piccolissima, pari a meno di un ettaro di superficie, con esposizione sud-ovest, ottimale per la corretta maturazione delle difficili uve Nebbiolo. Le uve vengono raccolte a mano a metà ottobre, a piena maturazione fenolica e trasportate in cassette forate in cantina. Il mosto viene posto in acciaio, dove rimane a fermentare ad una temperatura di 28 gradi per circa 20 giorni, prima di passare alle botti di rovere dov...

Il Montepulciano d'Abruzzo Riserva interpretato da Feudo Antico

L'Abruzzo è una terra di antichissime tradizioni enologiche. La viticoltura fu introdotta dagli Etruschi nel VII-VI secolo a.C., poi sviluppata dai Romani e infine, dopo alterne vicende, e infiniti secoli nei quali i progressi tecnologici furono rarissimi, negli ultimi anni è definitivamente esplosa sia in termini quantitativi che qualitativi. Anche le condizioni climatiche sono del tutto particolari e adatti alla coltivazione della vite, visto che la regione è attraversata dalla catena appenninica ed è dominata ddal Gran Sasso che con i suoi 3.000 metri di altitudine contribuisce a influenzare il microclima della regione, insieme alla presenta del poco profondo e caldo mar Mediterraneo. Purtroppo ancora oggi la vendita di vino sfuso e la presenza di grandi cooperative, poco valorizzano il potenziale di questa regione che di sicuro meriterebbe una attenzione maggiore. Tra i produttori più attivi e moderni si può senz'altro annoverare anche Feudo Antico, di cui avevo...

La Malvasia 'vulcanica' di Lanzarote

Il turismo enologico sull'isola si concretizza nella spettacolare 'ruta del vino e de los volcanes', dove si possono ammirare vitigni unici al mondo. Piccole pianticelle di vite, piantate in una piccola fossa su un terreno tipicamente color cenere, spesso riparate da piccoli terrazzamenti di pietre a semicerchio per proteggerle dalle forti raffiche di vento che quasi perennemente spazzano l'isola. Circa il 75% del vino prodotto a Lanzarote proviene da uve Malvasia, che grazie alle sue caratteristiche riesce a esprimersi al meglio e la cui vendemmia termina già a luglio a causa di latitudine e microclima. La cenere è ovunque ma con le sue caratteristiche uniche permette alle viti di trattenere la poca acqua che cade su questo suolo desertico, dove le precipitazioni sono scarsissime e il sole e il vento continuo inaridiscono tutta la vegetazione. La caratteristica primaria dell'isola è quella che qui la fillossera non è mai arrivata, grazie appunto ai suoli di ...

La Brianza del vino: l'eclettico Nustranel e il raffinato Càlido

La Brianza avrebbe una lunga storia enologica da raccontare. I vini citati dal Manzoni e dal poeta dialettale milanese Carlo Porta escono in effetti dal passato remoto ed erano prodotti con vitigni autoctoni purtroppo oggi estinti (inzaga, corbera, guernazza, boutascera...). Da una rilettura di Vino al Vino di Mario Soldati cito testuale: 'Viticolarmente la posizione geografica di tutta la Brianza è quanto di meglio si possa desiderare. Si alza e si affaccia sulla pianura padana, come un immenso spalto tra un ramo e l'altro del lago di Como. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume e le nebbie, che salgono dalla pianura padana e dai laghi, la sfiorano fruttuosamente: è chiaro ormai che il vino più delicato e più squisito deriva sempre da uve maturate al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vita. . ... Il Montevecchia può essere definito un vino da pasto affascinante ....e per un pasto normale durante un giorno lavorativo addirit...

Ferragù, un Valpolicella con la stoffa di un Amarone

Il Valpolicella superiore di Ferragù, annata di grazia 2012, sembra più un Amarone che un Valpolicella. I motivi sono semplici. In vigna le uve vengono raccolte leggermente appassite, con un ritardo rispetto alla perfetta maturazione fenolica di circa 30 giorni. In secondo luogo i vitigni utilizzati per questo Valpolicella sono identici a quelli comunemente utilizzati per l'Amarone, quindi Corvina, Corvinone e Rondinella, con un ulteriore saldo di Oseleta e Croatina. Infine il territorio ovvero le timide colline della Valle d'Illasi, dove si alternano le produzioni di Amarone e di Valpolicella a seconda di una vocazione che definisce il produttore. Ma su tutto rimane la capacità del produttore di fare le giuste scelte, in vigna come in cantina, e se pensiamo che fino a 15 anni prima le uve venivano conferite dal produttore alla cantina cooperativa del paese, quasi ci si stupisce. Ferragù tratta il suo Valpolicella quasi come un Amarone, quindi con appassimento in fru...

Sabiona Sylvaner (2014) - Cantina Valle Isarco

Siamo a Sabiona, antico monastero benedettino, che si erge sopra una rupe come a dominare il borgo di Chiusa, in Valle d'Isarco. I ripidi pendii che circondano la rupe, sono coltivati a vite e sono considerati una delle migliori zone colturali della zona, tanto che la Cantina Valle Isarco, produce qui i suoi due vini qualitativamente più importanti. Si tratta del Sabiona Sylvaner e Sabiona Kerner. A me è capitata la fortuna di assaggiare il Sylvaner, che già di per se è un vino che apprezzo molto per quella sua spiccata acidità unita ad una personalità intrigante. Questa versione proposta dalla Cantina Valle Isarco in effetti è strepitosa. La zona si distingue per un clima ventilato e tiepido, mentre la produzione è limitata a 3.000 bottiglie, quindi un taglio praticamente artigianale. Dopo 10 mesi di affinamento sulle fecce e 12 mesi in bottiglia il vino è pronto per essere commercializzato. Al naso si esprime su note fresche di agrumi e frutta esotica con un to...

La Marinorena, Albarino della Galizia

Ci sono le enoteche che comprano la maggior parte dei loro prodotti dai grossisti, chiamati oggi più elegantemente intermediari. Poi ci sono le enoteche che comprano le bottiglie direttamente dai produttori, consultando diligentemente le guide di settore. Infine ci sono le enoteche che comprano le bottiglie solo ed esclusivamente sulla base di assaggi personali, frutto di visite alle fiere di settore, degustazioni dai produttori, bottiglie scovate nei ristoranti o ancora trovate nei viaggi di piacere in qualche sperduto angolo di Italia o di mondo. In questa terza e ultima categoria rientra la mia enoteca preferita, che alla domanda se aveva una bottiglia un po’ particolare, per appassionati che degustano-assaggiano-bevono in media 6-7 bottiglie la settimana (e possibilmente mai le stesse), mi ha fatto trovare sul bancone un Albarino, vitigno autoctono galiziano. La Galizia è una regione che si trova all’estremo nord della Spagna, al confine con il Portogallo, ricca di...

Champagne da Pinot noir di Sanchez-Le Guerard

Pur non essendo un particolare estimatore dei vini francesi in generale, devo dire che riguardo agli Champagne, la Francia gioca in un campionato a parte rispetto alle bollicine di tutto il mondo. A differenza di rosso e bianco dove la superiorità francese è mediamente riscontrabile solamente nel prezzo delle bottiglie, talvolta davvero proibitive per prodotti che in Italia si trovano uguali in termini di qualità ma a prezzi decisamente più bassi, le bollicine francesi godono di un combinato di microclima e terroir difficilmente riscontrabili in altri paesi al mondo. Questa affermazione è ancora più vera considerando che difficilmente si possono trovare in commercio Champagne scadenti, sia che si tratti di grandi maison, sia che si tratti di medi o piccoli produttori. L'altra sera ne ho avuto l'ennesima riprova degustando un Pinot noir di Sanchez - Le Guedard, piccolo produttore di Cumieres, situato a poche centinaia di metri dalla Marna sulle dolci colline pettinate da...

Barco Reale di Carmignano Doc (2015) - Capezzana di Conte Contini Bonacossi

E' la prima volta che assaggio questa Doc e quindi mi ritrovo qui a scrivere come i post dei primi tempi, confidando sul fatto che molti di voi lettori non l'abbiate mai sentita nominare, esattamente come il sottoscritto. Si tratta di una Doc consentita nella provincia di Firenze e Prato, ed è prodotta con Sangiovese principalmente, poi Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Canaiolo nero con il chiaro intento di ammorbidire i tratti ruvidi del Sangiovese e di rendere il vino pronto con qualche anticipo. Il Barco Reale di Carmignano di Capezzana è un vino che matura in botti grandi per circa 1 anno. Al naso i tratti tipici sono l'intensità della frutta a polpa rossa, una traccia di spezie dolci che talvolta si confonde e si rincorre con un ricordo di legno. In bocca si fa apprezzare per una morbidezza studiata e ricercata, che riesce a soddisfare il più alto numero possibile di commensali ad una cena tra amici. Ben presente la trama tannica che compensa insiem...

Serata da Repubblica Cisalpina con il Barolo di Brezza, l'Amarone di Tommasi e lo Sforzato di Nera

Questo post potrebbe intitolarsi il trio delle meraviglie (più l'intruso) perchè, quella messa in scena ad una cena del 'Gruppo dei soliti astemi', è quanto di più vicino al paradiso ci possa essere per un appassionato di buon vino e, perchè no, anche di buon cibo. Si è quindi partiti con un Franciacorta fresco e piacevole intanto che Chef Fabrice finisse di preparare il Brasato al Barolo. Poi in successione è stata la volta dello Sforzato di Valtellina di Nera (2011), del Barolo Bricco Sarmassa di Brezza (2008) e dell'Amarone della Valpolicella classico di Tommasi (2009). Per noi sommelier l'assaggio di questi grandi vini è stata una esperienza subliminale che ha rischiato di diventare mistica quando li abbiamo abbinati a turno con un Brasato morbidissimo prodotto con carne piemontese di prima scelta accompagnato da polenta. L'intensità e il corpo del vino erano esattamente nell'ordine di bevuta, tutto il resto invece ha seguito una sua logica che ...

Viaggio tra i vitigni autoctoni rari: il Saperavi

Quando si parla di vini georgiani, basta guardare un po’ in rete, si rischia sempre di sfiorare due estremi. Da una parte il blogger enofighetto (spesso un povero sfigato), che se la tira perché a differenza della comune massa di appassionati che non fanno altro che bere ettolitri di Barbera e Sangiovese (oltre agli immancabili tagli bordolesi ….. e nei casi più disperati pure il Gutturnio piacentino), beve vini georgiani, affinati in anfora, con lunghe macerazioni sulle bucce, non filtrati e naturalmente biodinamici, di produttori dai nomi impronunciabili ma pur sempre (per lui) con un fascino irresistibile. Dall’altra il blogger cazzuto, quello la cui missione nella vita è cantarle di santa ragione a produttori, sistema viticolo nel suo complesso e altri enoblogger della domenica. Nel suo caso i vini georgiani alla meglio possono essere usati come sturalavandini … ma visto il prezzo non ne vale neanche la pena parlarne. Spesso sono sgraziati, se c’è del vegetale è ...

Blend di Fattoria di Piazzano

Conoscendo la mia passione per il vino, mi accade sempre più spesso che, amici di ritorno da viaggi di piacere o di lavoro, mi segnalino la piacevole bevuta di qualche bicchiere di vino. Nel presente caso l'amico Maurizio, di ritorno da un viaggio in Toscana, mi ha segnalato il Colorino di Fattoria di Piazzano, bevuto in accompagnamento ad una fiorentina gigante servita in un ristorante fuori Firenze. Il passo successivo è stato quello di fare un ordine di diversi tipi di vini tra cui un blend di taglio bordolese che è poi stato abbinato appunto ad una grigliata di fassona e fiorentina. I vini di Rolando Bettarini e della moglie Michela, contattati via mail per l'ordine, portano in dote le fermentazioni spontanee e si tende a usare il cemento e molto poco legno piccolo e grande e comunque mai di primo passaggio, per non snaturare il rapporto gusto olfattivo del vino con il territorio. La piacevolezza del vino si intrinseca perfettamente con una territorialità genuina e...

Il Tagliamare brut di Argiolas da uve Nuragus

E’ chiaro che lo sforzo della maggior parte delle aziende viticole italiane sia quello di completare il più possibile la gamma di prodotti a disposizione, al fine di offrire alla clientela una più ampia scelta possibile. Tuttavia a chi beve e si interessa di vino dovrebbe essere altrettanto chiaro che non sempre lo sforzo di allargare la gamma dei prodotti da dei buoni risultati. Personalmente ricordo con particolare orrore certe grappe di pluripremiati produttori di Barolo piemontesi, come del resto alcuni spumanti di Pinot nero siciliani o ancora improbabili passiti da un po’ tutte le regioni italiane ecc. Avevo questo in mente quando l’amico Chef Fabrice ha messo in tavola questo Brut di uve Nuragus, seppure parzialmente tranquillizzato dall’azienda che lo produce, quell’Argiolas che può essere considerata una garanzia di livello medio alto nel panorama enologico sardo. Il Tagliamare è un brut metodo Charmat, molto piacevole e sincero, tutt’altro che beverin...

I migliori assaggi di Baccanera al Vinitaly 2018

Immancabile come la pioggia di questa primavera che sembra autunno, anche quest'anno non mi sono potuto esimere dal visitare il Vinitaly. Del resto ogni anno divento sempre più chirurgico nella scelta di produttori e vini e ogni anno trovo belle sorprese come quelle che vi racconterò in questo post (oltre ad approfittarne per salutare qualche amico-produttore). La rigorosa scelta pre-Vinitaly dei produttori che da poi origine alla fatidica lista, è frutto di un curioso mix di guide di settore (immancabile consulto ma sempre meno bibbie indispensabili), consigli di altri blogger che mi sono appuntato su foglietti sparsi durante un lungo anno, vini assaggiati durante altre fiere, cene tra amici o consigli di amici sommelier o semplici appassionati. Questo 'blend' ha dato vita ad una lunga lista di produttori e il risultato è stato la modesta cifra di 31 assaggi di diversi produttori, alcuni molto interessanti, diversi assaggi di medio livello e alcune piccole (anche...