Passa ai contenuti principali

I bianchi macerati parte II: la Ribolla gialla di Radikon



Confesso che la Ribolla Gialla di Stanko Radikon è uno dei vini più estremi che mi sia capitato di assaggiare.
Anche in una serata dove si ‘sfidavano’ tre grandi dell’enologia friulana (Radikon, Gravner, Podsevic), della coltivazione biodinamica e della macerazione sulle bucce, il suo Ribolla gialla è risultato il vino più estremo, quello che si è spinto ancora un po’ oltre i confini conosciuti dell’enologia.
La sua filosofia è ben conosciuta ed è il frutto di un percorso che chiamerei evolutivo-esplorativo, un approccio pragmatico fatto di continui correzioni di errori e nuove strade da esplorare, che portano alla Ribolla Gialla annata 2008 così come l’ho assaggiata.
In mezzo ci stanno la coltivazione in regime biodinamico della vigna, in cantina l’utilizzo dell’acciaio, la barrique, la botte grande, i tini tronco-conici, i lieviti indigeni, la lunga macerazione sulle bucce, l’assenza di controllo sulla temperatura, la mancata filtrazione e per finire la coraggiosa rinuncia alla solforosa.
Per i vini biodinamici in generale, dalle prime sperimentazioni ad oggi, si è nel frattempo risolto il dilemma delle ‘puzzette’, che alcuni scambiavano simpaticamente per tipicità dell’agricoltura biodinamica applicata alla vite, mentre trattasi semplicemente di un difetto del vino.
Sta di fatto che per poter correttamente approcciare e apprezzare i vini dalla filosofia produttiva più estrema come quelli di Radikon, occorre una preparazione non comune.
I vini biodinamici estremi spiazzano talvolta i produttori, alcuni sommerlier, molti wine lover e la quasi totalità del mercato consumer, a cui comunque questa produzione non è diretta.
La Ribolla gialla di Radikon non può che parlare ad un pubblico di èlite, cosa tra l’altro giustificata da una produzione comunque contenuta.
Appena aperto e versato nel bicchiere si rimane subito affascinati dal colore marcatamente aranciato del vino, quasi fosse una pozione magica.
I profumi sono un variegato gioco di equilibri e squilibri olfattivi, dove a turno prevalgono intense note agrumate, anice, spezie dolci, profonde nuance minerali, c’era d’api e zafferano e, se devo proprio rilevare un difetto, una nota di citronella un po’ troppo pervasiva.
Ha una bocca da rosso, lievemente tannica e speziata, fresca e salina, rustica e raffinata insieme con un finale interminabile.

Se vi piacciono gli estremi vitivinicoli è assolutamente da provare.

Commenti

Post popolari in questo blog

VALPOLICELLA RIPASSO CLASSICO SUPERIORE DOC 2011 - CANTINA VALPOLICELLA NEGRAR

Il mondo delle cooperative è un universo complesso e spesso controverso di cui si potrebbe parlare a lungo. La Cantina Valpolicella Negrar è una cooperativa che gestisce quasi 600 ettari di vigneti e che sembra aver sposato in pieno il concetto della qualità, attraverso una selezione attenta delle uve dei soci, l'utilizzo di una cantina moderna con vasche in acciaio inox e botti di rovere di medio-grandi dimensioni e un impianto di imbottigliamento indipendente con una capacità di 7.000 bottiglie all'ora. Questa cooperativa produce Amarone, Recioto, Valpolicella Classico e Ripasso ed è quest'ultima tipologia di vino che ho assaggiato. I Valpolicella Ripasso hanno da sempre diviso esperti e appassionati tra chi li trova gradevoli soprattutto perchè hanno maggiore struttura dei Valpolicella classici mentre sono meno impegnativi di un Amarone  (anche in termini economici) e chi invece li trova ibridi e stucchevoli. A mio modesto avviso se si parte da una buona ma...

Barolo Produttori di Portacomaro Docg (2012)

Barolo Produttori di Portacomaro I produttori di Portacomaro è una delle linee di produzione dei Produttori di Govone, cantina sociale del Monferrato capace di produrre circa 3 milioni di bottiglie l'anno vendute in quattro continenti. Nello specifico però il suo Barolo è una vera chicca. In realtà non se ne trova traccia sul web, sia come ricerca di informazioni sia come acquisto. La mia bottiglia è arrivata nella mia cantina come regalo di Natale di parenti, probabilmente a sua volta trovata in qualche pacco aziendale. E' stata quindi con una certa incertezza che ho deciso di portare alla cena di un amico e collega questa bottiglia di Barolo del 2012. In cantina l'ho sempre tenuta sdraiata e lontana da fonti di calore o luce, come da manuale del perfetto sommelier, ma delle sua integrità non ero del tutto convinto. E invece con grande sorpresa, appena stappato, si è subito sprigionato dalla bottiglia una nuance di liquirizia, rabarbaro, chiodi di garofano con accenni ment...

Malbec Prodigo di El Hijo

Mi metto alla guida della mia auto in direzione Monza centro . E' una serata tipica di metà ottobre, quando non fa più caldo ma non fa neanche ancora freddo. Penso che quasi quasi, con un po' di coraggio, si potrebbe ancora mangiare sul terrazzo di Chef Fabrice , ma mi rendo anche conto che alla fine, in tutti questi anni di cene nella nostra amata sede estiva, non siamo mai andati oltre la prima settimana di ottobre. Mi ricordo ancora alcune foto delle nostre cene sul terrazzo, sorridenti e quasi coraggiosi nelle nostre felpe (io anche con un piumino leggero color azzurro), mentre alziamo i calici e brindiamo a noi, alle nostre cene, alla nostra amicizia e alla vita. La fortuna che abbiamo avuto di incontrarci e condividere 10 anni della nostra vita insieme , nelle quali abbiamo visto i nostri figli nascere, crescere e diventare adulti, nelle quali abbiamo perso un amico comune delle cene che ha lasciato una cicatrice indelebile nei nostri pensieri, semplicemente non ha prezzo...