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Barbaresco Serraboella (2010) di Barale Fratelli

L'azienda agricola Fratelli Barale nasce nel 1870, quando da poco si incominciava a parlare di vino Barolo grazie soprattutto a Camillo Benso Conte di Cavour e ai Marchesi Falletti. Ai giorni nostri per quanto riguarda i vigneti, Barale possiede 10 ettari di cui una parte nella zona Bussia, considerata una delle più rinomate per la produzione di Barolo, in grado di sviluppare prodotti strutturati e longevi. L'azienda è a conduzione biologica e ha sviluppato un interessante studio sui lieviti indigeni dell'uva delle sue vigne, che poi vengono utilizzati per la fermentazione del vino in botte. La filosofia aziendale è in parte riassumibile con la convinta attività e sperimentazione sui lieviti indigeni e alla ferma convinzione da parte dell'azienda che il loro utilizzo, al posto dei lieviti acquistati in commercio, porti a mantenere un alto grado di tipicità dei vini prodotti; il tutto tenendo conto della notevole evoluzione che si è avuta negli ultimi anni s...

Il Ruchè Laccente di Montalbera, grande prova di eleganza e tipicità autoctone

L'azienda agricola Montalbera nasce agli inizi del 900 a Castagnole Monferrato. La storia corre lenta e senza grandi scossoni per l'azienda, fino agli anni '80, quando inizia un importante periodo di espansione, sia sul territorio nazionale che internazionale. Ad oggi l'azienda conta 160 ettari a Castagnole Monferrato tutti accorpati in un unico appezzamento dalla forma circolare. Il Ruchè come vitigno è un autoctono dalla personalità estremamente distintiva, che sa regalare contrasti che solitamente si possono trovare solo in due o più vini. Riesce infatti ad abbinare una naturale rotondità al palato, con una più che discreta acidità, una tannicità fine che si contrappone alla adeguata alcolicità, mentre i profumi sono aromatici e intriganti. Il naso si distingue su note di ribes, amarena, ricordi di lavanda e menta, rabarbaro e rosa. In bocca sorprende per il grande equilibrio nonostante una sapidità e acidità sugli scudi, controbilanciate adeguatame...

Lago di Caldaro Kalterersee Classico 2016 - Kettmeir

Kettmeir è un produttore altoatesino che gode di una certa fama soprattutto sugli spumanti, che risultano al contempo eleganti ma anche dotati di una distintiva personalità al gusto. Tuttavia, in una fredda sera ancora di metà febbraio, mi è capitato di assaggiare una loro Schiava che mi ha sorpreso in quanto riusciva a conciliare la tipicità della Schiava con una morbidezza che gli regalava un sorso pieno e concreto. Con questo Santa Maddalena Classico Alto Adige Doc, il produttore dimostra di lavorare molto bene anche sui prodotti entry level. E' prodotto con uve schiava che dopo la svinatura fanno un passaggio in botte grande. Nel bicchiere rispecchia appieno la fragranza, freschezza e succosità tipica della Schiava, a cui aggiunge un tocco morbido al palato che sorprende e lo rende un prodotto molto flessibile in abbinamento con numerosi piatti della cucina di tutti i giorni. Ottimo con un delicato risotto ai funghi di Chef Fabrice.  

Barbaresco Fontanafredda (2000)

Fontanafredda è indubbiamente un nome storico delle Langhe. Una storia che nasce nel 1858, quando il re Vittorio Emanuele II acquista la Tenuta di Fontanafredda e inizia la coltivazione di Barolo. L'erede Emanuele Alberto di Mirafiori crede fortemente nella Tenuta e il 1878 e il 1894 la modernizza utilizzando operai specializzati, costruendo al suo interno un vero e proprio villaggio, contribuendo nel frattempo ad elevare il prestigio del Barolo in Italia. La prima grande crisi della Tenuta è degli anni 1928 e 1929, quando la fillossera prima e la crisi economica poi mettono in seria difficoltà l'azienda che viene venduta e rilevata dal Monte dei Paschi di Siena. Nel 2009 Fontanafredda viene acquistata da Oscar Farinetti, proprietario di Eataly, che ne ha rinverdito i fasti e rilanciata sotto il livello produttivo e commerciale, partendo dalla riduzione dei concimi chimici, erbicidi e solfiti, per poi passare alla certificazione biologica di tutti i 120 ettari di prop...

Il Nero Ossidiana di Tenuta di Castellare (2012) dall'isola di Lipari

La Tenuta di Castellaro è una azienda vitivinicola situata sull’isola di Lipari. Il progetto portato avanti da Massimo Lentsh e Stefania Frantoio, che si sono trasferiti sull’isola dalle terre bresciane, dopo diversi anni passati a Lipari come semplici turisti, è stato sicuramente coraggioso e ambizioso, ma all’assaggio dei loro vini si può affermare che è indubbiamente stato centrato. Fondamentale per il progetto è stata la scelta dell’esperto enologo siciliano Salvo Foti e della sua squadra di Vigneri. L’uva utilizzata è il corinto, un vitigno piuttosto diffuso sulle Eolie, ma praticamente sconosciuto sul resto del territorio siciliano ed utilizzato in percentuali minori da molti viticoltori per dare colore al vino. Tenuta Castellaro ne ha invece prodotto un vino con una percentuale piuttosto alta (40%) in blend con il terroso Nero d’Avola, con risultati sorprendenti anche grazie ad un suolo del tutto particolare, con terrazzamenti che degradano verso il mare su suolo l...

La naturale dolcezza del Kabir, Moscato di Pantelleria di Donnafugata

Il Kabir, un moscato di Pantelleria dall'incredibile rapporto qualità-prezzo. E' un vino dolce naturale coltivato sull'isola di Pantelleria, su terreni di origine vulcanica terrazzati con i tipici muretti a secco, prodotto da uve Zibibbo coltivate ad alberello all'interno di conche per proteggerle dalle particolari condizioni atmosferiche. La resa è naturalmente bassissima e si attesta sui 40 ql/ha, ottenuta da viti molto vecchie, su una conformazione morfologica del tutto anomala e con condizioni pedoclimatiche altrettanto singolari. E devo dire che ancora una volta Donnafugata mi ha sorpreso con un prodotto che riesce incredibilmente a distinguersi per alcuni tratti distintivi dai tanti vini simili in commercio. Donnafugata insieme a poche altre cantine dell'isola ha guidato un vero e proprio percorso virtuoso di rinascita del vino siciliano, che è ormai ampiamente sviluppato e che ha permesso all'isola non solo di colmare una differenza in termini quali...

Sangiovese Igt (2011) di Podere Alberese

Di Podere Alberese mi è già capitato di parlare in altri post, ma non avevo mai provato il loro Sangiovese. Si tratta di una piccola ma ben determinata realtà vitivinicola toscana, nata nel 2003 in località Casabianca ad Asciano. Ci troviamo quindi nella morbida e assolata campagna senese, dove ai cipressi e alle colline coltivate a grano, si intervallano campi coltivati a vite di aziende agricole che spesso sono di piccole dimensioni ma che lavorano ormai con procedure e metodi avanzati. Una di queste è appunto Podere Alberese, che produce un saporitissimo Toscana Igt a base Sangiovese che vale molto di più di quello che costa. Nel bicchiere si presenta di un colore rubino intenso e impenetrabile. I sentori sono di ciliegia matura, con importanti nuance di viola, mentre sullo sfondo si dipanano eleganti accenni di china e di erbe aromatiche. In bocca è fresco e salino, di temperamento un filo esuberante grazie a tannini ancora giovani, ma di grande presa sul palato grazie ad...

Lo strepitoso rapporto qualità-prezzo di Cantine Leonardo e i suoi Chianti (2012) e Morellino di Scansano (2016)

Con un produttore come Leonardo si rientra a pieno diritto nella ristretta area di quei produttori dal miglior rapporto qualità-prezzo che si possa trovare. Spesso gli amici mi chiedono consigli su buoni vini da comprare e sarebbe piuttosto facile per me consigliare produttori rinomati che producono ottimi vini al giusto prezzo. Peccato che spesso di tratta di un prezzo che non tutti si possono permettere. Devo essere sincero: per me è molto più stimolante trovare produttori che riescano a produrre vini di qualità, che possano piacere anche al grande pubblico e che nello stesso tempo abbiano un prezzo compreso tra i 7 e i 15 euro. Nei miei 5 anni di blog e di assaggi mi sono tenuto una mia personalissima lista di questo tipo di produttori che tengo aggiornata. Nello specifico l e Cantine Leonardo nascono nel 1961 per opera di una trentina di piccoli produttori dell'area di Vinci. Dopo decenni di crescita, sia nel numero dei soci sia negli ettari vitati, nel 1990 viene acqu...

La piccola ma determinata Doc Tullum: Pecorino (2016) e Montepulciano (2012) di Feudo Antico

La Doc Tullum è una o forse la più piccola doc d’Italia. E’ nata nel 2008 dietro sollecitazione della Cantina Tollo per una corretta valorizzazione del territorio e ha il suo centro naturale proprio a Tollo. Come detto la Dop è piccola, circa 300 ettari, ma riesce lo stesso a inglobare territori molto diversi da loro, che vanno dal mare Adriatico alle prime pendici del Massiccio della Maiella. Tra le aziende che si sono avventurate in questa Doc, l’azienda Feudo Antico è tra le più giovani, essendo nata solo nel 2006 grazie all’interesse di una ventina di soci piuttosto giovani. La filosofia aziendale è coerente con le più recenti sfide con cui la viticoltura si sta scontrando nei nostri giorni, quindi basso impatto ambientale, processi biologici e riscoperta e utilizzo di alcuni processi tradizionali. Il tutto passa attraverso la valorizzazione di Montepulciano, Trebbiano d’Abruzzo, Passerina e Pecorino, quindi i vitigni autoctoni per eccellenza d’Abruzzo. Ho di...

L'esplosione di profumi e gusto del Passito di Pantelleria Lago di Venere di Miceli

L’isola di Pantelleria è un variegato e, grazie al suo naturale isolamento, quasi intatto microclima difficilmente riscontrabile in altre isole e più in generale zone d’Italia. Va da sé che anche la vite, che qui si è adattata alla vita estrema dell’isola causata da una perenne carenza di acqua soprattutto durante i periodi estivi, non possa che produrre vini estremi, anche grazie ad un terreno di origine vulcanica che tanto influenza il gusto e l’olfatto del nettare di Bacco. In questo estremo lembo d’Italia, Miceli produce un Moscato passito con vigne che si affacciano sullo straordinario lago di Venere, un autentico paradiso a cielo aperto, un lago naturale alimentato dalle rare piogge e dalle sorgenti termali al suo interno. Il lago occupa un cratere naturale di un antico vulcano in località Bugeber e contribuisce ulteriormente a influenzare il già particolarissimo microclima dell’isola, sia nella stagione invernale, come e soprattutto in quella estiva. Il Lago...

L'opulenza del 5 Stelle Sfursat di Nino Negri (2005) alla prova di Baccanera

E' uno dei vini che ricorrono quasi ogni anno nelle mie degustazioni ed è quasi obbligatorio quando si abbina a piatti robusti come ad esempio il brasato con la polenta di Chef Fabrice. La storia della Nino Negri è indubbiamente affascinante e vale la pena di essere ripercorsa. E' il lontano 1897 quando inizia la produzione e commercializzazione del vino, che necessariamente era un po' diverso da quello a cui siamo abituati oggi. All'epoca i contadini-viticoltori fecero un lavoro colossale di lavorazione di sbancamento del terreno della montagna, creando dei terrazzamenti con muretti a secco su cui far crescere le viti. Un lavoro duro, faticoso e a quell'epoca fatto interamente a mano, senza l'ausilio di macchinari ma supportati dalla passione e dall'intuizione che in questa valle stretta, sul versante esposto a sud poteva crescere il Nebbiolo e dare vita ad un grande vino. Per decenni la lenta vita contadina non ha subito grandi variazioni, a parte u...

Bricco Francesco Barolo (2004) - Rocche Costamagna

Finalmente dopo tanto assaggiare torno al mio amato Barolo e lo faccio alla grande con Rocche Costamagna, che ne produce una versione sublime con il suo Bricco Francesco da vigne posizionate alle Rocche dell'Annunziata, uno dei quattro cru di La Morra. Su queste colline a 300 mslm Rocche Costamagna possiedono 5 ettari coltivati a Nebbiolo, che viene prodotto solo nelle grandi annate e in piccole quantità e da vita a vini di grande complessità e dal bouquet piacevole e territoriale. La storia di questa azienda è simile a quella di molte altre delle Langhe e inizia nel 1841 quando, Luigi Costamagna insieme al figlio Francesco, ottengono il permesso da parte del Regio Comando Militare di commerciare il vino al minuto prodotto con uve dei suoi vigneti. Dopo un periodo nel quale vengono venduti tutte le proprietà al di fuori di La Morra e l'attività di vinificazione viene limitata al fabbisogno famigliare, verso la fine degli anni sessanta, riprende intensa l'attività pro...

Tutto sul Valpolicella ripasso La Casetta di Domini Veneti (2014)

La tecnica del ripasso consiste nell’utilizzare le stesse vinacce utilizzate per l’Amarone per la produzione di un Valpolicella chiamato appunto ripasso, con caratteristiche di maggior corpo e struttura rispetto al classico Valpolicella fresco e immediato. Contrariamente a quello che si può pensare non è una tecnica moderna; piuttosto nel passato contadino veniva utilizzata per produrre un Valpolicella ripassato sulle vinacce del Recioto. Le uve oggi utilizzate sono identiche a quelle dell’Amarone, quindi parliamo di Corvina, Corvinone e Rondinella più eventuali aggiunte di altri vitigni locali come la Molinara, recentemente uscita come obbligatoria dal disciplinare ma ancora utilizzata da molti produttori. Ulteriore differenza tra i vari ripasso presenti in commercio è rappresentato dal tempo e dalla quantità con cui le vinacce rimangono in contatto con i vitigni base del Valpolicella, che possono determinare vini più leggeri e fruttati, piuttosto che vini più con...

Grandi vini di piccoli produttori: Barbaresco (2014) di Cascina Morassino

Grandi bottiglie da piccoli produttori: si può fare !!! E' il titolo e anche l'incipit del posti di oggi. Infatti stiamo parlando di una cantina che dispone di 4 ettari vitati nel cru Ovello, vera e propria eccellenza all'interno della denominazione Barbaresco. Il terroir presenta uno strato inizialmente argilloso, per poi lasciare lo spazio a marne e tufo. Il produttore lavora secondo la tradizione, quindi s'intende che un grande vino bisogna saperlo aspettare, senza la fretta di metterlo in commercio per recuperare l'investimento. Fanno parte della filosofia aziendale le macerazioni lunghe e senza aiuti, al fine di ottenere la maggiore concentrazione, per poi affinare solo in botte grande per la più classica delle fermentazioni. Gli interventi sono limitati a qualche rimontaggio e alle analisi di rito per capire l'evoluzione del vino e scongiurare eventuali interventi invasivi in fasi successive. Il vino rimane in botte 20 mesi e prima dell'imbo...

Chardonnay Altkirch (2016) di Cantina Colterenzio

Parliamo oggi di un vino imperdibile per rapporto qualità-prezzo e perchè è la dimostrazione che quando si vuole fare selezione i risultati arrivano anche a su prodotti dalla fascia di prezzo contenuta, dove per contenuta si intende di poco sopra i 10 euro. Cantina Colterenzio è sinonimo di garanzia per tutti coloro che bazzicano un po' il mondo del vino. L'azienda ha sede ad Appiano, in provincia di Bolzano, e concentra la sua produzione nel territorio chiamato Oltradige, considerata la più grande area coltivata a vite dell'Alto Adige. Il paesaggio è suggestivo: a fare da cornice ai vigneti perfettamente pettinati di queste parti troviamo le pietre grigie delle Dolomiti a dominare l'orizzonte. I 300 soci della cooperativa coltivano questo territorio in particolare nelle aree di Colterenzio, Cornaiano e Appiano, dove fin da tempi remotissimi la vite ha trovato un terreno e un clima a cui si è adattata perfettamente. Lo Chardonnay, come tutti i vitigni alloc...

Vertigo (annata 2015) di Livio Felluga

Livio Felluga se né andato alla fine dell’anno scorso ma rimangono i suoi vini prodotti con una filosofia che ha saputo impostare subito dopo la seconda guerra mondiale. Un processo lungo e difficile e in netto contrasto con l’abbandono della collina a cui in quei tempi si stava assistendo, in favore della città e del capitale investito nell’industria. Lui invece ha creduto nella terra, in quell’estremo lembo d’Italia chiamato Collio e più precisamente a Cormons. Uomo di tradizioni, ha saputo anche guardare lontano affiancando ai ritmi lenti della terra e appunto delle tradizioni contadine, tecniche moderne in grado di indirizzare i suoi vini verso i nuovi gusti dei consumatori. Il tutto condito da una passione e un rispetto infiniti per il Collio e per il suo lavoro di vignaiolo. Tra le novità che ha voluto introdurre appena insediatosi con la sua azienda nel lontano 1956, fu l’introduzione di Pinot noir e Merlot su colline che fino a quel momento avevano conosciuto ...

La Sicilia di Donnafugata raccontata da Sedara e Tancredi

Donnafugata comunica con i suoi prodotti una Sicilia enologica moderna, versatile, attenta al futuro ma con uno sguardo preciso sul passato e sulla terra da dove tutto proviene. Tra i suoi vini ne ho recentemente ribevuti due con molto piacere. Il Sedara basa il suo successo commerciale sullo stile fresco, immediato e moderno, ma che ha come base di partenza l'ottima materia prima. E' un blend di Nero d'Avola e altre varietà più o meno autoctone come Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. Viene prodotto nella Sicilia sud-occidentale e più precisamente nella Tenuta di Contessa Entellina, ad una altitudine variabile tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare, su suoli argillosi e profondamente alcalini. La densità d'impianto varia tra i 4.500 e i 6000 ceppi per ettaro mentre le rese si attestano sui 80-90 q.li/ha. Per conservare le sue doti di freschezza e immediatezza espressiva, viene affinato per 8 mesi solo in acciaio dopo la vinificazione che avvi...

Il Kerner di Villscheider alla prova di Baccanera

Il Kerner ha visto crescere la sua popolarità in tempi piuttosto veloci. In passato era relegato come un vino a consumo locale oppure  ad un piccolo gruppo di esperti, ma oggi grazie alle sue complessità gusto-olfattive è sempre più conosciuto e apprezzato dal grande pubblico. Tecnicamente è un incrocio della Schiava, vitigno a bacca rossa, con il Rieslieng, vitigno a bacca bianca. Lo scopo dell'incrocio effettuato agli inizi degli anni '30 era quello di creare un vitigno resistente ai rigori invernali dell'Alto Adige. Una delle versioni più convincenti di Kerner che ho bevuto di recente è quello di Villscheider, un maso posto a 700 mslm, sopra la città di Bressanone. Il proprietario dal 1997 è Florian Hilpold; inizialmente la principale attività era l'allevamento del bestiame, seguita dalla coltivazione di alberi da frutto e solo per ultima la coltivazione della vite. Dal 2004 la crescita costante della domanda di vino unita alla conseguente crescita quali...

Montefalco Rosso Arnaldo Caprai (2014)

Oggi parliamo di quello che per me è un 'classico di sempre' o se preferite un 'evergreen'. Perchè il Montefalco Rosso di Arnaldo Caprai non è certo una scoperta per nessuno, ma è il classico vino di cui tendo piuttosto volentieri a ripetere la bevuta anno dopo anno (un altro produttore così è Nino Negri). Arnaldo Caprai è la più rinomata azienda produttrice di Sagrantino dell'Umbria, i suoi vini sono potenti e al contempo avvolti da una eleganza concreta e ricercata che unisce territorialità e modernità. Piccoli capolavori che hanno saputo trascinare verso l'eccellenza molte altre aziende umbre, in un virtuosismo contagioso e positivo come raramente se ne vede in giro. I risultati raggiunti sono dovuti ad un giusto mix di ricerca continua, valorizzazione (in tempi non sospetti) del terroir, un concetto molto sviluppato di marketing (come non ricordarsi del matrimonio di Michael Douglas e di Catherine Zeta Jones a base di Sagrantino con conseguente bo...

L'eleganza semplice e raffinata del Frappato di Planeta (2016)

Siamo idealmente nella assolata campagna della Sicilia sud-orientale, dove nasce un interessante e talvolta poco conosciuto vitigno autoctono siciliano: il Frappato. La sua origine e il suo sviluppo nella terra siciliana si perde nella notte dei tempi; molto più interessante è invece parlare della sua evoluzione che si è sviluppata di pari passo con il passaggio della viticoltura dell’isola, da semplice contributore di vino per le aziende agricole del nord a una gestione dei vigneti e della cantina con spirito tipicamente imprenditoriale che ha portato ad una vera e propria rinascita della viticoltura siciliana. Ed è così che oggi riconosciamo i vini siciliani (con poche eccezioni) come dei prodotti eleganti, raffinati e in grado di accompagnare un gran numero di piatti della cucina di tutti i giorni. Il vitigno cresce bene sui suoli sabbiosi di natura calcarea della zona, non senza l’apporto di tufo negli strati più profondi. Da sempre uno dei produttori che lo i...