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Breve storia del Veuve Clicquot etichetta gialla


Non tutti sanno che la multinazionale del lusso LVMH oltre a possedere brand notissimi della moda e più in generale del lusso come Bulgari, Louis Vitton, Dior, Kenzo, Sephora e molti altri, possiede anche marchi famosi nel mondo nel campo del vino come Chateau d'Yquem, Dom Perignon, Krug, Moet & Chandon, Dom Perignon, Ruinart, Veuve Clicquot tra i più importanti.

La storia certamente più curiosa spetta a Veuve Clicquot, che nasce ufficialmente nel 1772 quando il banchiere e industriale tessile Philippe Clicquot, grande appassionato di vino, decide di razionalizzare i suoi possedimenti e di iniziare l'attività di produttore di vino.
Gli affari vanno subito molto bene, tanto che l'espansione all'estero inizia quasi da subito e Philippe si dedica quasi esclusivamente alla Veuve Clicquot.
A Philippe succede il figlio Francois che nel 1798 sposta Barbe Ponsardin, figlia di un noto commerciante di Reims, molto abile nella politica tanto da essere nominato barone da Napoleone.
Il matrimonio dura pochi anni a causa della scomparsa prematura di Francois e da quel momento Barbe Ponsardin, a soli 27 anni, si trova a dover gestire l'azienda e lo fece sempre con grande senso degli affari abbinandolo ad una vita privata non priva di amori, spesso molto più giovani di lei, facendo molto scalpore nell'epoca vittoriana nella quale si viveva in quel tempo.

Tra le sue più importanti iniziative ci fu la continua spinta verso il mercato russo nonostante l'embargo imposto da Napoleone, tanto che la Russia diventò da allora il mercato estero più profittevole per l'azienda, la decisione di produrre solo Champagne abbandonando del tutto la produzione di altre tipologie di vino.
Tra le altre cose dobbiamo a lei e al suo cantiniere Antoine Muller, l'invenzione della tecnica del dégorgement, che consentiva la rimozione dei lieviti grazie anche all'utilizzo del tappo provvisorio e la conseguente pulizia e brillantezza dello Champagne.

Oggi la maison produce Veuve Clicquot con l'elegante etichetta gialla, un mix sapiente di Pinot nero, Pinot Meunier e Chardonnay non millesimato, che nel solco dei più rinomati Champagne in commercio consente uno standard qualitativo molto alto, unito ad una piena riconoscibilità della 'ricetta' Veuve Cliquot agli appassionati.
  
Questa storia la possiamo ritrovare anno dopo anno e se per caso siete passati come me verso la fine dell'anno in un famoso supermercato diffuso soprattutto nel nord Italia, avrete anche notato che l'offerta era davvero imperdibile.
Il colore giallo paglierino brillante è solcato da numerose e vivaci catenelle di bollicine finissime a ornare il bicchiere.
Il profumo di lievito si amalgama perfettamente con le note di miele e vaniglia, poi frutta secca e fiori gialli con un bouquet complessivo da cui prevale una certa dolcezza che quasi non ti spieghi.
Il sapore è piacevolmente fresco ed equilibrato, con tipico piacevole pizzicore delle bollicine finissime sul palato su un finale di media lunghezza e leggermente abboccato di frutta dolce.
Alla fine della degustazione un solo dubbio mi attanaglia e capisco di aver sbagliato.
A quel prezzo era da comprarne una cassa !!!!









 

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