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Il Pas Dosè di Langa

Pas Dosè di Rizzi

Al Vinitaly mi sono dedicato ai rossi e ai bianchi, ma anche ad alcuni passiti di un certo livello .....
Ultimamente poi sto assaggiando soprattutto rossi piemontesi tra cui una interessante confronto tra Barbera molto diverse tra loro (di cui scriverò appena possibile), oltre ai 'soliti' Barbaresco e Barolo.
Ma in questi giorni in cui la temperatura si sta sensibilmente alzando iniziavo a sentire la mancanza di uno spumante di qualità e ho così deciso di stappare un Pas Dosè di Rizzi che ero molto curioso di assaggiare.
Intanto perchè non proviene dalle classiche tre zone di produzione dello spumante, che vedono Franciacorta, Trentodoc e Oltrepò Pavese come emblemi nazionali riconosciuti anche all'estero.
Ci sono però altre zone di produzione che si stanno affermando sul panorama nazionale e una di queste è il rossista Piemonte, sicuramente più famoso per Barbera e Nebbiolo che per la coltivazione di uve a bacca bianca.

Eppure se vi capiterà di assaggiare il Pas Dosè di Rizzi, vi renderete conto che non vuole essere solamente lo sfizio di un affermato produttore di Barolo che si cimenta nello spumante per dimostrare di saper fare anche le bollicine o per completare la linea produttiva con un vino che altrimenti il cliente andrebbe ad acquistare altrove.

Inanzitutto stiamo parlando di Pas Dosè, che significa niente zuccheri aggiunti e limite zuccherino inferiore a 3 g/l.
Poi parliamo di una sosta sui lieviti selezionati che il produttore si impone di ben 56 mesi.
Infine la stranezza del blend formato da Chardonnay, con aggiunta di Pinot nero e Nebbiolo, chiaramente vinificato in bianco. che a mio avviso dona una intrigante rusticità in uno stranissimo connubio con l'eleganza e la finezza degli altri due vitigni internazionali.
Bollicine finissime e persistenti nel bicchiere, spettro olfattivo intrigante di pasticceria, fiori gialli, frutta tropicale e tipica fragranza dei pas dosè.
Sorso giustamente teso, fresco, deciso e un tantino ruspante (sarà merito del Nebbiolo?) ma che al contempo non esclude equilibrio, un accenno minerale e una lunghezza più che discreta. 

Queste bollicine dimostrano che si possono (devono) fare ottimi spumanti anche al di fuori delle zone classiche di produzione, grazie ai produttori che hanno il coraggio di provare.


Articoli correlati:
Rizzi e la voglia di Metodo Classico in Piemonte (http://bit.ly/1QjJnLR)


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