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Pep, l'Amarone sardo di Cantina Murales


Mercoledì 1 settembre è incominciata la settima stagione delle cene e delle degustazioni in abbinamento ai piatti preparati da Chef Fabrice.

Quale goduria, quale vero toccasana per mente e corpo, ritrovarsi nel bel mezzo della settimana tra amici veri a condividere ottimo cibo e vini di qualità in un clima di spensieratezza e allegria.

Credo sia una delle esperienze più belle che si possano fare e che non tutti hanno la possibilità, la volontà o semplicemente l'idea di realizzare. 

Si parte subito con il botto con la serata Sardegna, in particolare con un vino di Cantina Murales, che per importanza (e anche costo) merita un post tutto suo.

Piero Canopoli e Giuliana Dalla Longa con la loro emigrazione al 'contrario', da Varese a Olbia, danno inizio all'avventura di produttori in terra sarda.

Piero, enologo e sommelier, decide di stupire producendo vini in maniera diversa da come si era abituati da quelle parti. Come ad esempio la scelta di produrre un Viogner nella terra del Cannonau, scelta più unica che rara.

E' così che nasce un vino come il Pep, prodotto con un blend di Cannonau, Syrah e Malvasia.

Il procedimento utilizzato assomiglia a quello dell'Amarone, tanto che il Cannonau viene lasciato appassire in pianta, visto che sull'isola il tempo lo permette.

Successivamente in vino si spara 30 mesi in cemento e barrique di rovere francese.

La produzione è minimalista con le sue 1.200 bottiglie, quindi non tutti possono essere così fortunati da assaggiarlo.

Al naso è un vinone con un bouquet entusiasmante di frutta nera e liquirizia e un piacevole sottofondo di erba falciata ed eucalipto a ricordare certi Barbaresco.

Al palato è generoso, opulento, ricco, sicuramente morbido ma sostenuto sia da una plastica tannicità sia da una generosa acidità che rendono il sorso fresco e piacevole, pieno, morbido ed elegante. 

In mancanza di un abbinamento adeguato l'abbiamo lasciato solo soletto per ultimo come vino da meditazione, dove abbiamo meditato e partorito la certa convinzione che era molto buono.

Il suo abbinamento ideale sarebbero formaggi stagionati e carne in salmì.

Nonostante il prezzo non certo abbordabilissimo, rientra a pieno titolo nella mia personalissima classifica dei vini assolutamente da provare almeno una volta nella vita.

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