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Barbaresco Boito 2006 - Rizzi



La storia di Rizzi inizia nel 1974, quando Ernesto Dellapiana con la moglie Lia, ritornano a Treiso lasciando una florida azienda cartotecnica a Torino, assecondando il richiamo della terra.

Partendo da una cascina di proprietà di famiglia e dai terreni distribuiti intorno a essa, Rizzi pian piano si espande, comprando terreni attigui e in alcuni casi investendo anche in filari nelle sottozone di Nervo e Pajorè.

La filosofia aziendale è quella della massima attenzione alla conservazione del terroir, quindi in vigna vengono utilizzati compost e sovescio per le concimazioni, rame e zolfo per le malattie e poco altro.

Del resto dal 2015 Rizzi è passato alla coltivazione biologica integrale.

Quindi uso del cemento e della botte grande, massima estrazione nei vini, buona concentrazione del frutto, ricerca di equilibrio, eleganza ed esaltazione della territorialità, senza correre dietro alle mode.

Riassumendo l'utilizzo del legno in botte grande, niente barrique e niente tonneaux, è un credo applicato da sempre, che fa rientrare Rizzi nel novero dei cosiddetti tradizionalisti, ovvero di quelli che il vino lo vogliono a tutti i costi aspettare, senza utilizzare scorciatoie che acconsentano di accorciare i tempi, tanto che il 'rischio' maggiore è quello di non trovare l'annata pronta per le fiere o per l'uscita delle guide di settore, soprattutto di quelle con la fregola di battere la concorrenza sui tempi.

I Barbaresco in produzione sono quattro, partendo dal 'base', parola che più che mai inappropriata se adottata per il loro Rizzi, passando per il Nervo Fondetta e il Boito, per finire con il cru Pajorè.

A Santo Stefano, dopo il Barolo Oddero del giorno di Natale, ho optato per questo Barbaresco Boito 2006. 
Un vino che matura per due anni in botti grandi e cemento e che nel bicchiere si veste di un rubino granato brillante.
Il bouquet è balsamico ed etereo, con delicate nuance di timo, rabarbaro e liquirizia.
Salino e con tannini fitti, ha corpo e lunghezza ancora eccellente nonostante i suoi 14 anni passati dalla sua vendemmia.

 

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