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Un Ansonica dalle pendici del Monte Argentario dell'Azienda Agricola Santa Lucia



Ho da poco fatto una recensione su una Ansonica e mi ritrovo a farne subito un'altra anche se trattasi di prodotti piuttosto diversi.
Per certi versi questa Ansonica Santa Lucia è davvero sorprendente.
E' una caldissima sera d'estate di inizio agosto e il gruppo degli astemi si è preso il mese di vacanza.
Chi è già partito per le terre nordiche, chi per le mete esotiche e chi per posti dal divertimento assicurato; io invece mi stavo faticosamente trascinando stancamente verso l'ultima settimana di lavoro prima delle meritate vacanze in terra sarda.
Essendo tra l'altro a casa da solo senza la famiglia in trasferta nel Monferrato, ho chiamato senza molta speranza l'amico Paolo, esperto e appassionato di vino, con il quale ci siamo subito accordati per una cena a base di salumi e formaggi.
Non avevo preparato nulla e dal lavoro ero direttamente passato al supermercato per la spesa.
Il caldo era davvero opprimente; ho quindi deciso che la mia taverna stabilmente fissa a 24 gradi naturali poteva andare benissimo per una spensierata cena con un amico.
Paolo è arrivato in motorino con l'Ansonica per mezzo celato da un semplice sacchetto di plastica.

L'abbiamo messo subito in frigorifero, poi visto che non si raffreddava abbastanza velocemente (eravamo affamati e avevamo fretta di iniziare la cena), ho pensato che gli avrebbe fatto bene un bel cestello pieno di ghiaccio e acqua con una manciata di sale grosso per sciogliere più velocemente il sale.
Raggiunta la temperatura perfetta l'abbiamo aperto e subito nel bicchiere è sembrato un vino fuori dal comune.
Il vino è stato prodotto dall'azienda agricola Santa Lucia, in località S. Potenziana nel comune del Monte Argentario, dove il mio amico era stato in vacanza (l'azienda è anche un apprezzato agriturismo).
L'Ansonica viene prodotto sulle pendici sud-est dell'Argentario, a circa 280 m. di altitudine, su terreni sistemati a terrazze con i tipici muretti a secco, con buona presenza di sabbia e scheletro.
La resa di 60 q/ha è piuttosto bassa e all'atto della vinificazione subisce una macerazione di 12-24 ore, da qui un colore che tende all'aranciato.
La tendenza è quella di ottenere la massima estrazione degli aromi varietali, mentre la fermentazione avviene semplicemente in vasca senza particolari forzature.
Il naso è sublime, ricco, opulento, con bellissime note salmastre e di macchia mediterranea, con buona presenza minerale e discreta freschezza.
La sorpresa al naso (e al bicchiere) fa da preludio per una bocca piena, succosa, sapida, dall'impronta piena e strutturata.
Nel complesso è un vino che non lascia indifferenti e personalmente per il prezzo indicato dal mio amico intorno ai 9 euro, è davvero un prodotto interessante.
Da provare.



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