martedì 4 ottobre 2016

Un Chianti Classico tutto d'Oro (by Piccini)

Chianti Riserva Collezione Oro di Piccini

Alcuni quando si parla di Chianti hanno ancora in mente la bottiglia da due litri impagliata, contenente un vino diciamo da tavola piuttosto modesto.
Il Chianti che invece siamo abituati ad assaggiare a Baccanera di strada ne ha fatta e tanta.
Innanzitutto occorre distinguere tra la zona del Chianti e quella del Chianti Classico.
La prima è una zona di produzione molto vasta che comprende le colline tra Firenze, Siena, Arezzo, Pistoia e Pisa, le cosiddette sottozone.
In genere il Chianti Docg è un vino che si esprime al meglio entro un paio d'anni, tramite l'esaltazione delle note fresche e piacevolmente fruttate.
La zona del Chianti Classico ricopre invece una porzione di territorio più limitata, compresa tra i comuni di Siena e Firenze, includendo i comuni di Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, più una porzione di altri comuni limitrofi.
In questa denominazione l'affinamento minimo è di 11 mesi, mentre per la Riserva si arriva a 26 mesi; i fattori combinati di territori particolarmente vocati, grande selezione, un gusto più morbido ed equilibrato che si è diffuso negli ultimi tempi e appunto l'affinamento prolungato, portano questo vino ad avere una maggiore struttura e complessità, con note generalmente più eleganti e raffinate rispetto al Chianti Docg.

Detto questo, diversi sono i produttori che in questi anni si sono spesi per migliorare sensibilmente i loro prodotti, riuscendo nell'intento di migliorare sensibilmente la qualità, l'equilibrio e la finezza espressiva del Chianti Classico, cosa che a sua volta ha permesso un incremento del prezzo medio.
Tra questi Piccini è una storica azienda viticola fondata nel 1882, guidata oggi dalla quarta generazione, che ha portato l'azienda trovare un approccio più moderno nel modo di concepire, ma anche di comunicare e commercializzare il vino.
Per il tema della comunicazione basta andare un po' sul sito aziendale per capire che dalle etichette agli eventi, è tutto studiato nei minimi particolari (...... Piccini ha un'anima arancione, colore che rappresenta il suo carattere originale, dinamico e innovativo ....).
Sul tema della commercializzazione gli attuali proprietari hanno spinto in maniera significativa sulle esportazioni, riuscendo ad esportare i suoi prodotti in circa 75 paesi nel mondo.

Infine arriviamo al tema che poi più ci interessa, quindi alla componente di terroir, filosofia aziendale e microclima che danno vita al liquido che sta dentro la bottiglia e che dovrebbe sempre essere la parte di gran lunga predominante di ogni discorso.
Siamo a Castellina in Chianti e stiamo per assaggiare il Chianti Riserva Collezione Oro, con una componente di Sangiovese al 90% e Cabernet al 10% per accentuare la morbidezza del vino e smussare un poco la ruvida classicità del Sangiovese.
Il 70% del blend rimane ad affinare 9 mesi in botti di rovere, mentre il restante 30% riposa in barriques.

Il colore nel bicchiere si presenta rubino molto cupo.
I profumi, inizialmente un po' timidi, si aprono a poco a poco verso un bouquet odoroso di frutta cotta nera e rossa, viola appassita, foglia di tabacco, funghi, terriccio e pietra bagnata.
Nessuna traccia di terziarizzazione, ma si tratta pur sempre di un vino piuttosto giovane per la sua categoria.
Al palato si articola su un percorso che partendo da un tannino piuttosto rigoroso, si dipana verso un sorso pieno e polposo grazie alla ricchezza di elementi estrattivi, per poi virare verso un approccio minerale e adagiarsi su un finale di grande eleganza e compostezza complessiva.
Finale forse non lunghissimo (o almeno mi aspettavo qualcosa di più) ma ottima prova complessiva.
Da provare con la classica fiorentina.



1 commento:

  1. Ho trovato questo vino in Cile e anche un brunello Piccini, molto buoni , devo dire :)

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