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Visualizzazione dei post da giugno, 2020

Amarone di Speri (2012) - Sant'Urbano

La storia dell'Amarone è una storia che enologicamente parlando è molto recente, al contrario di quella più in generale della Valpolicella che parte da lontanissimo. La prima bottiglia nasce infatti negli anni '50 quando Alberto Bolla organizza un grande evento a Milano nel 1953 e presenta la prima bottiglia di Amarone della storia. I primi disciplinari risalgono al 1976 e solo negli anni '90 viene riconosciuta la Docg. Gli anni '70 per l'Amarone di Speri possono quindi essere considerati gli inizi. Sono gli anni della ricerca e della selezione clonale, come gli anni '80 sono quelli della sperimentazione sui legni, mentre gli anni '90 vedono l'introduzione del sistema dell'appassimento delle uve. Speri ha nel tempo insistito, creduto e mantenuto l'uso della pergola veronese che obbliga il viticoltore ad una naturale selezione dei grappoli durante i mesi estivi con un sensibile aumento della qualità dell'uva prodotta dalla pianta.

Salmariano Verdicchio dei Castelli di Jesi (2015) di Marotti Campi

Marotti Campi è sicuramente uno dei nomi più conosciuti del vino marchigiano. I suoi Verdicchio dei Castelli di Jesi e i suoi Lacrima di Morro d'Alba possono essere considerati prodotti al contempo accessibili e di eccellenza, cosa non molto facile da trovare nel pur vasto ambito dell'enologia attuale. Marotti Campi è una delle più antiche realtà di Morro d'Alba e la sua attività è testimoniata a partire dalla metà dell'Ottocento, quando la famiglia Marotti acquistò una proprietà nella contrada Sant'Amico di Morro d'Alba e vi edificò la villa come centro dell'azienda agricola. All'epoca la coltura principale era il grano assieme ad altri seminativi, ma già il vino era coltivato nella tenuta prodotto da '8.000 piante poste alla distanza di 1,20 metri per 1 a sistema Gouyot'. Dopo decenni finiti nell'oblio dei tempi, un momento di svolta è stato il 1999, anno in cui, dopo una profonda ristrutturazione aziendale, si è arrivati alla cost